235 Rassegna Web della Prima Divisione Lega Pro Serie C1 Calcio Criticata, chiacchierata e tribolata: ecco la TESSERA DEL TIFOSO... Alla scoperta del progetto che potrebbe rivoluzionare il mondo del tifo italiano - goal.com | seriec1 | Il Cannocchiale blog
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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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27 dicembre 2009

Criticata, chiacchierata e tribolata: ecco la TESSERA DEL TIFOSO... Alla scoperta del progetto che potrebbe rivoluzionare il mondo del tifo italiano - goal.com

Inchiesta Goal.com - Divisi dai colori, uniti dal pensiero: a Roma ultras contro la TESSERA DEL TIFOSO

Ecco il racconto della manifestazione tenutasi oggi nella Capitale.

16/nov/2009 18.28.26

Roma  - Una t-shirt bianca con su scritto “No alla tessera del tifoso”, e sul verso il credo che li muove: “Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti”; nessuna sciarpa o vessillo di parte. Così oltre 300 ultras di tifoserie di calcio provenienti da tutta Italia si sono presentati a Roma per manifestare contro la “tessera del tifoso”, il provvedimento che introduce, dal 2010, lo strumento indispensabile per la regolamentazione di accesso agli stadi.


Juventus, Inter, Lazio, Roma, ma anche Latina, Frosinone, Fano, Casarano, Gubbio, Fermo. Da nord a sud, “divisi dai colori, uniti dal pensiero” - come recitava uno dei tanti striscioni - le migliaia di tifosi (5000 secondo le forze dell’ordine) hanno sfilato per le vie del centro di Roma a partire da piazza dell’Esquilino, passando per via Cavour, Fori Imperiali, Colosseo e Circo Massimo, fino alla Bocca della Verità, scortati dalle forze di polizia e rigorosamente guidati dal servizio d’ordine della manifestazione. Chi si aspettava incidenti e tafferugli è rimasto sorpreso. Gli organizzatori avevano raccomandato con un volantino di non rilasciare dichiarazioni alla stampa e di attenersi solo ai cori lanciati dal megafono. E così è stato: tanta rabbia nelle urla dei manifestanti e qualche fumogeno, ma nulla più (solo qualche momento di tensione in via Cavour, subito sedato, quando alcuni fotoreporter e telecamere hanno tentato di uscire dagli spazi “consentiti” per le riprese).



Bersagli preferiti le forze dell’ordine, i giornalisti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e l’agente della polizia Luigi Spaccarotella, omicida del tifoso laziale Gabriele Sandri. Proprio il ragazzo romano ucciso l’11 novembre di due anni fa nell’area di servizio Badia al Pino è stato invece sostenuto a gran voce dai manifestanti: “Giustizia per Gabriele” e “Gabriele uno di noi” le grida scandite. Cori anche a favore di Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto in nella sezione detentiva dell’ospedale Sandro Pertini lo scorso 22 ottobre.

Tra i partecipanti anche il delegato allo sport del Comune di Roma Alessandro Cochi, e l'ex deputato Paolo Cento.



“La tessera del tifoso è una schedatura di massa che allontana le famiglie dallo stadio – ha detto Cento –. Dobbiamo riportare le famiglie allo stadio e valorizzare la passione popolare; le curve sono un antidoto alla violenza se possono tornare a fare il tifo per la propria squadra. Governo e Parlamento devono aprire un dialogo con questa realtà di tifosi”.



“Il clima è sereno - ha aggiunto Lorenzo Contucci, avvocato penalista che segue le cause degli Ultras -, l’importante è che tutto sia filato liscio, nonostante la rabbia e il clima di esasperazione”. Giunti in piazza della Bocca della Verità, i tifosi hanno fatto sentire ancor più forte la loro voce. Le richieste: in primis la riforma dell’articolo 9 della legge Amato (legge n. 41 del 2007), che istituisce una sorta di diffida a vita e che impone a chi ha ricevuto un Daspo o una condanna il divieto di accesso allo stadio; poi il ritorno di tamburi, megafoni e striscioni negli stadi.

Dalle curve il “no” alla tessera del tifoso è sceso in piazza: ora la “palla” passa nelle mani delle Istituzioni.

Stefano Santini
fonte: goal.com

Inchiesta Goal.com - Manifestazione Ultras a Roma contro la Tessera del Tifoso: la GIORNATA

Tutta la manifestazione, minuto per minuto.

14/nov/2009 16.28.21

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Sarà "operativa" dal prossimo anno, dalla stagione 2010-2011, ma la "Tessera del Tifoso" fa discutere e protestare fin da ora. Stamattina a Roma è in corso la massiccia protesta di oltre 10.000 ultras provenienti da tutta Italia. Noi di Goal.com abbiamo pensato di coprire l'evento per Voi e seguirla LIVE.

Ore 12.56 - La manifestazione si è conclusa in questo istante, con il corteo che si è fermato alla Bocca della verità e ora i tifosi stanno smobilitando. Situazione sempre sotto controllo da parte delle forze dell'ordine lungo tutto l'arco della mattinata e tutto è filato liscio. Presente pure l'on. Paolo Cento, sottosegretario al Ministero delle Finanze e dell'Economia, che ha rilasciato queste dichiarazioni: "La mia presenza qui? Spero di far riflettere chi ha proposto questa legge, almeno per gli aspetti meno condivisibili. Non è giusto che se qualcuno ha fatto una sciocchezza quindici anni fa non possa andare in trasferta".


Ore 12.25 - Ecco i primi numeri del corteo: gli ultras provenienti da tutta Italia (ci sono anche tifosi di squadre d'Eccellenza e Serie D) sono stato quantificati fra gli 8.000 e i 10.000. I cori urlati dai tifosi? Soprattutto pro-Gabriele Sandri ("Giustizia per Gabriele", "Gabriele uno di noi") ma anche sugli ultras, come "I diffidati con noi". Nel volantino diffuso ad inizio manifestazione a riguardo poi, veniva indicato esplicitamente di non cantare i cori delle singole squadre ma di ripetere solamente quelli inneggiati e lanciati dalla voce del megafono degli organizzatori. Il gruppo ha attraversato via Cavour, quindi via dei Fori Imperiali.



Ore 11.57 - Ci sono partecipanti dalla Sicilia alla Lombardia, tutti uniti per questa causa. Al momento nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni, a fine manifestazione sono previsti interventi da parte dei rappresentanti Ultras, di avvocati e probabilmente delle Istituzioni per offrire la loro visione sul tema e verificare la possibilita' di trovare un punto d'incontro.



Ore 11.28 - Come era prevedebile immaginare numerosi i cori a favore di Gabriele Sandri e contro le forze dell'ordine - l'agente Spaccarotella in particolare - il ministro Maroni e la classe politica. C'e' anche uno striscione che recita "No alla Tessera del Tifoso, si' alla Tessera del Parlamentare". Ci sono rappresentanze da tutta Italia, le magliette bianche con scritto davanti 'No alla Tessera del Tifoso' dietro riportano anche la provenienza.



Ore 10.55 - Il corteo e' partito da 15-20' e ora si trova in Via Cavour. Il clima e' tutto sommato tranquillo anche se l'aria e' inevitabilmente un po' tesa. Davanti c'e' un furgone dotato di altoparlante che ospita gli organizzatori - appunto - e tifosi che vogliano intervenire e dare il loro contributo e la loro visione al dibattito. "Siamo qui come liberi cittadini, non come Ultras", si e' sentito poco fa. Sul camioncino campeggia anche lo slogan della manifestazione: "Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti" e - come si puo' vedere - anche nello slogan ufficiale non compare la parola Ultras. Il corteo si snoda per le vie del centro di Roma con la polizia in testa, un cordone di sicurezza ai lati che tiene lontani curiosi e stampa.



Ore 10.18
- Il corteo deve ancora partire: sono tutti radunati in Piazza dell'Esquilino, migliaia di ultras e tifosi provenienti da tutta Italia. Indossano quasi tutti una maglietta bianca con scritta fronte: "No alla tessera del tifoso" e retro: "Se i ragazzi sono uniti, non saranno mai sconfitti", che è poi lo slogan ufficiale della manifestazione. Si susseguono anche diversi cori intonati dalle migliaia di persone accorse a Roma per la manifestazione.




Inchiesta Goal.com - Criticata, chiacchierata e tribolata: ecco la TESSERA DEL TIFOSO...

Alla scoperta del progetto che potrebbe rivoluzionare il mondo del tifo italiano.

16/nov/2009 18.54.43

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Da mesi è fonte di polemiche incrociate anche piuttosto aspre, tra istituzioni, club e tifosi. Eppure non se ne parla poi così tanto. Ecco perchè, noi di Goal.com, vogliamo approfittare della sosta del campionato per soffermarci su un tema caldo e delicato, quello della vita nei nostri stadi. Il pensiero, di questi tempi, corre subito e inevitabilmente alla 'Tessera del Tifoso', idea dell'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive oggetto di dibattiti e contestazioni avvolta tuttora da un velo di mistero per molti tifosi italiani. Di cosa si tratta realmente? Scopritelo con noi...


COS'E' -
L'Osservatorio, organismo da cui è partito tutto, definisce così la 'Tessera del Tifoso': "Strumento di fidelizzazione adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale". Con l'obiettivo - si legge ancora sul sito - di creare la categoria dei "Tifosi Ufficiali". Detta in parole più povere, la Tessera garantirà significativi privilegi ai suoi possessori. Il più importante è quello relativo alle trasferte. Chi deciderà di usufruire del nuovo strumento potrà aggirare qualsiasi restrizione sugli ingressi ad un determinato evento sportivo. Anche in questo caso meglio farla breve: da quando entrerà in vigore il provvedimento, solo i possessori della Tessera potranno avere accesso al settore ospiti di ogni stadio. Nessuna novità sostanziale per le partite che la propria squadra del cuore giocherà in casa, ma i vantaggi non mancheranno. Le procedure di acquisto dei tagliandi e di accesso allo stadio, per dirne un paio, verranno agevolate per i "Tifosi Ufficiali". Non tutti, però, potranno richiederla. Saranno tagliati fuori, ad esempio, i sostenitori sottoposti a Daspo o condannati per "reati da stadio" negli ultimi cinque anni.


LA STORIA -
Del progetto si è parlato soltanto in tempi piuttosto recenti, ma l'idea nacque nel lontano 2005 ad opera del capo dell'Osservatorio Francesco Tagliente. La questione venne affrontata in maniera blanda, durante Calciopoli venne quasi dimenticata, per poi tornare di stretta, strettissima attualità dopo la morte dell'ispettore Raciti a Catania nel febbraio 2007. La presentazione ufficiale è datata primavera 2008: solo da quel momento istituzioni e società di calcio hanno iniziato a confrontarsi seriamente su una questione piuttosto spinosa. Mesi di confronti, tavoli di discussione, frenate e ripartenze. Fino alla scorsa estate, quella della svolta sancita dall'annuncio di Maroni: "Dal 1° gennaio si partirà con la 'Tessera del Tifoso'". Sì, a parole. I fatti, in realtà, raccontano di una Serie A ancora impreparata alla nuova era. E così, la scorsa settimana, è arrivata una richiesta di proroga da parte della Lega Calcio: "Abbiamo deciso - ha spiegato il presidente Beretta - di inviare al ministro dell’Interno Roberto Maroni la lettera firmata da tutti i 20 presidenti di A e dai 22 di B dicendo che accogliamo la filosofia del progetto della 'Tessera del Tifoso' e siamo pronti a renderlo operativo. Chiediamo al ministro di spostare l’entrata in vigore dal primo gennaio al primo luglio 2010". Permesso che sarà accordato, perchè Maroni ha ottenuto ciò che desiderava.


RESISTENZE -
Ovvero la piena disponibilità da parte di tutti i presidenti a collaborare per rendere perfetto il nuovo meccanismo. Sì, perchè in passato non erano mancate le tensioni tra il Ministero dell'Interno e i club nostrani, mai del tutto convinti della bontà dell'intero progetto. E' passato alla storia - tra i tanti interventi sul tema - quello durissimo di Maurizio Zamparini: "E' una legge liberticida da stato fascista. Io sono un uomo libero e mi rifiuto di dover andare in uno stadio fuori dalla mia città con una tessera che mi scheda perché senza di quella non posso entrare. Mi vergogno di essere italiano". Parole di fuoco che però non rendono neanche minimamente l'idea del dissenso che si registra - nei confronti della nuova normativa - all'interno delle curve italiane, da sempre contrarie a quella che viene vissuta come una "Schedatura". Tra manifestazioni e contestazioni, non passa weekend senza che qualche tifoseria urli ai quattro venti il proprio malcontento, che sia espresso tramite striscioni o proteste silenziose. Il tutto mentre i nostri stadi continuano a svuotarsi in maniera lenta, triste e inesorabile. E pensare che ogni innovazione dovrebbe avere obiettivo ed effetto contrari: ripopolare e colorare spalti come in un passato sempre più lontano.

Sergio Chesi

Inchiesta Goal.com - L'ideatore della prima Tessera del Tifoso contro l'Osservatorio: "Così spegne la PASSIONE"

Intervista ad Anthony Weatherill, il primo a pensare ad una tessera per i tifosi...

13/nov/2009 09.20.22

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Della tessera del tifoso originale, quella per intenderci concepita (e registrata) da Anthony Weatherill nel 2007 ce n’eravamo già occupati con un’intervista all’ideatore nel febbraio scorso (CLICCA QUI). In quella occasione con Anthony avevamo rivissuto la genesi di questo strumento, ripercorrendone la storia e cominciando a tracciarne i possibili sviluppi. Per sintetizzare, si era partiti con l’idea di creare uno strumento volto a dar voce ai tifosi, ci si è ritrovati con una carta d’identità del tifoso che nella migliore delle ipotesi lo trasforma in un potenziale consumatore e nella peggiore ne traccia un identikit utile alla questura. Questa, almeno, è la sensazione che lascia al primo inventore. Ieri abbiamo pubblicato – in sintesi – quella che voleva essere una guida alla tessera del tifoso così come concepita dall’Osservatorio (CLICCA QUI); oggi - alla vigilia di un appuntamento molto importante (sabato a Roma è prevista una manifestazione organizzata dai gruppi organizzati delle tifoserie di tutta Italia che protesteranno proprio contro l’adozione di questo provvedimento) – abbiamo voluto riparlarne con Anthony Weatherill, per fare un punto sull’evoluzione della situazione.

Allora Anthony dal febbraio scorso ad oggi, è cambiato qualcosa? Hai visto confermati i tuoi timori?
Diciamo che la cosa si è evoluta su due strade completamente diverse: c’è il mio progetto – che sto ovviamente portando avanti – e poi c’è quello dell’Osservatorio. La differenza tra i due è semplice: il mio nasceva per dar voce ai tifosi, per creare una grande community che li responsabilizzasse, che li aiutasse ad esprimere e a vedere soddisfatte le loro esigenze, quello che sta passando – invece – è un’imposizione il cui unico scopo è quello di trasformarli in clienti oppure – ancor peggio – di schedarli”.

Spiegaci meglio…
Volentieri. Il mio progetto viene da dentro, sono i sottoscrittori stessi che si dotano liberamente di una tessera che li legittimi come tifosi, che consenta loro di esprimere ciò di cui avrebbero bisogno, di far comprendere alla società come intervenire per soddisfarli, di dar loro voce in capitolo. Poi, ovviamente, essendo uno strumento con cui essi stessi in qualche modo si certificavano nei confronti della società, è chiaro che svolgeva anche la funzione di affrancarsi da chi va allo stadio per altri scopi. Così come invece è stata creata, ha esattamente il fine opposto ed è normale che sia osteggiata dai tifosi, perché li trasforma in un semplice data base da dare in pasto agli sponsor o alla questura”. 

Quindi è un progetto destinato al fallimento, secondo te…
Ovviamente sì, perché non capisce quelle che sono le vere esigenze del tifoso. Il biglietto nominale, ad esempio, è già fallito, adesso si è passati alla tessera, ma se continueranno ad ostinarsi a non ascoltarli, finirà allo stesso modo. Quando i primi cominceranno a ricevere a casa le offerte dalle aziende, si renderanno conto di essere stati usati e quando cercheranno di farsi ascoltare dalle società e non riceveranno risposta, si allontaneranno sempre di più dal calcio. Insomma, quello che voleva essere uno strumento per riportare la gente, le famiglie, i bambini allo stadio, che potesse creare dialogo tra i tifosi e le società, in modo da riportare serenità in un mondo che l’aveva persa, porterà esattamente a risultati contrari. Noi, ad esempio, con la nostra tessera, a Genova, portiamo allo stadio 500 bambini: i genitori ce li affidano per 4 ore, noi li portiamo alla partita e loro hanno un po’ di tempo libero. A queste cose chi penserà, l’Osservatorio? A Modena stiamo studiando la possibilità di sponsorizzare il settore giovanile della società per investire sul futuro dei nostri ragazzi. Capite la differenza? La nostra tessera era per il tifoso, la loro è “contro”. Non si può lasciare un’iniziativa del genere al Ministro degli Interni, non ha senso. Al massimo avrebbe dovuto occuparsene la Lega, che però è sparita. E attenzione: non vorrei dare l'impressione del bambino a cui hanno rubato il pallone. Io ho registrato il marchio, ma ho anche concesso l'esclusiva gratuita alla FISSC (Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, ndr), quindi non ho alcun interesse se non quello morale. Se avessero sfruttato bene l'idea, io ne sarei stato ben felice, il fatto è che la stanno svilendo e - in più - stanno togliendo ai tifosi la possibilità di utilizzarla come vorrebbero. E' un po' come se gli stessero scippando la tessera - perché ovviamente ora le società riconoscono solo la loro - e poi contemporaneamente gliela stessero imponendo depotenziata”.

I promotori dell’iniziativa, però, sostengono che almeno così si terranno lontani i facinorosi…
E io dico che questa è solo una trappola: tutti sanno che l’articolo 9 (quello che vieta il tesseramento alle persone soggette a Daspo o che abbiano subito pene connesse a reati da stadio negli ultimi 5 anni, ndr) sarà tolto, perché è evidentemente anticostituzionale. E’ stato inserito solo per farsi pubblicità, per dire “Vedete? Noi combattiamo quelli là, è quelli che vogliamo allontanare dagli stadi, è anche vostro interesse iscrivervi, così non sarete accomunati a loro”. E’ un ottimo strumento di marketing, ma è anche molto rischioso. Guardo alla manifestazione di sabato con timore: spero proprio che non succeda nulla, anche perché - dovessero accadere spiacevoli episodi - probabilmente tutto questo avrebbe il solo risultato di spingere i tifosi “comuni” verso un provvedimento che alla fine li “commercializza”.  

E allora come affrontare il problema della violenza? Perché è innegabile che qualcosa si deve fare, no?
Ovviamente sì, ma non condivido questa politica di demonizzazione delle curve: chiunque sia andato allo stadio, è passato dalla curva e sa benissimo che là alberga la vera passione. Tutti a parlare del modello inglese, ma io che lo conosco bene posso dirlo: in Inghilterra non c’è più passione, solo business. Ed è questa la strada che vogliamo prendere? Noi con la nostra tessera volevamo riaccenderla la passione, quella vera, genuina, ovviamente. Se c’è qualcosa che non va nelle curve, cerchiamo di porre rimedio: entriamoci, sporchiamoci le mani, capiamo i problemi di questi ragazzi, dialoghiamo, responsabilizziamoli, cerchiamo di evitare infiltrazioni politiche e allontaniamo i violenti, ma non demonizziamoli. E, soprattutto, non spegniamo la passione”.

Sergio Stanco

Inchiesta Goal.com - Tessera del Tifoso, FAVOREVOLI o CONTRARI? Ecco il nostro Dibattito... dite la vostra!

Terzo capitolo della nostra Inchiesta sulla Tessera del Tifoso.

13/nov/2009 20.55.47

Italian fans (Getty Images)
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Italian fans (Getty Images)

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Dopo aver presentato la Tessera del Tifoso (CLICCA QUI) e aver intervistato in Esclusiva l'ideatore del progetto originario (CLICCA QUI), ora tocca a voi. D'altrondo chi meglio degli abituali frequentatori degli stadi, per discutere del provvedimento che potrebbe rivoluzionare il mondo del tifo? Per il terzo capitolo della nostra Inchiesta abbiamo raccolto i pareri di alcuni tifosi di tutta Italia. Gente come voi, che trascorre la domenica sui gradoni di una curva o in una più confortevole tribuna. Come sempre, in ogni dibattito, il tema ha diviso tra favorevoli e contrari: VOI DA CHE PARTE STATE?

Nome: Daniele
Età: 28 anni
Professione: giornalista
Tifoso: Fiorentina
Settore: Curva Ferrovia

 
Da tifoso (vado in curva tutte le volte che posso) considero la tessera alla stregua di tutte le altre misure di sicurezza (tornelli/barriere/divieti/prezzi): un'esagerazione. L'inciviltà e gli abusi di pochi hanno privato tutti noi della libertà di espressione (il divieto di esporre striscioni è la morte dello sfottò e di un aspetto folkloristico che è il sale della rivalità sportiva). D'altro canto imporre tutte queste regole otterrà il risultato sperato: far diminuire l'affluenza di tifosi allo stadio, aumentare il pubblico delle tv e, tenendo fuori chi sbaglia (ultras, teppisti e violenti), avvicinare le famiglie abbienti e il pubblico neutrale (che, ironia della sorte, verrebbe escluso a priori senza la tessera). Non si capisce perché un pubblico perfettamente "ammansito" debba essere inquadrato per qualità del tifo. E' altamente improbabile che una persona disposta a pagare profumatamente per vedere una partita di cartello ci vada per creare problemi. Se dà in eccessive escandescenze dovrebbe essere un problema della security, non degli altri tifosi. La divisione degli stadi in settori per gli ospiti è più che sufficiente, le masse avranno comunque reazioni incontrollabili. Anche senza strumenti per far male sfogheranno rabbia e frustrazione contro le cose a portata di mano. Quando uno steward sequestra l'accendino a una ragazza e l'ombrello a un anziano, un invalido non trova parcheggio o modo di accedere allo stadio, siamo costretti a svuotare le tasche di chiavi e monete davanti a un metal detector, ognuno di noi accumula rabbia e frustrazione che esprimerà verbalmente, magari allo stadio, magari appena tornato a casa, magari con i familiari o gli amici. Essere trattati come bestiame non fa certo piacere, anche perché i violenti e i teppisti, che poi sono i soliti noti, restano sempre impuniti. Secondo me così la diamo solo vinta a chi delinque e crea terrore, paura e nuovi controlli. A Firenze in questi anni ho visto una maturazione da parte del pubblico, ma il desiderio di irregimentare e controllare le reazioni di trentamila persone mi sembra assurdo. Non si può controllare tutto. Anche un cittadino esemplare può perdere la testa se assiste impotente a un'ingiustizia perpetrata ai danni della sua squadra. Basta un banale errore arbitrale per innescare l'ordigno, tessera o non tessera.
 
Nome: Davide
Età: 24 anni
Professione: Impiegato
Tifoso: Roma
Settore: Curva Sud

 
La tessera del tifoso non è altro che una diffida a vita, in quanto si basa sull'articolo 9 della legge Amato del dopo Raciti, che non permette il rilascio della tessera a chi ha ed ha avuto diffide per reati da stadio negli ultimi 5 anni (considerando che è un reato da stadio è il semplice prestito di un abbonamento nominale). Un’altra cosa vergognosa dell'articolo 9, è il non rilascio della tessera a chi è stato condannato in primo grado per reati da stadio e assolto nei successivi gradi di giudizio e quindi innocente. Va anche detto che la schedatura preventiva già esiste,  in quanto al momento dell'acquisto dell' abbonamento in un Roma Store viene richiesto il documento d'identità e il codice fiscale, quindi la tessera del tifoso è totalmente inutile e dannosa. Verrà danneggiato in maniera irreversibile il mondo del tifo, e quindi di conseguenza il calcio andrà a morire. Se io andrò a chiedere il rilascio della tessera, me la daranno in quanto ho la fedina penale pura e limpida, ma è il principio che è sbagliato, se devo andare allo stadio lo devo decidere io e non la questura di Roma o le altre questure d'Italia, qui non si parla solo del mondo del calcio, ma si parla di uno stato di polizia che di sicuro non si fermerà alla tessera del tifoso. NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO
 
Nome: Daniele
Età: 28 anni
Professione: Studente
Tifoso: Ternana
Settore: Curva Est

 
Purtroppo conosco la tessera del tifoso, ma non la condivido perché mi pare un altro goffo ed inutile tentativo di rendere gli stadi più sicuri. Come il fatto di rendere nominali i biglietti: a cosa serve se CHIUNQUE allo stadio poi si mette in posti differenti da quelli assegnati? Il modello inglese è ancora utopia. Servirà soltanto a far passare la voglia alle persone di andare in trasferta. Alla fine, forse, è a questo che puntano dall'alto.
 
Nome: Vincenzo
Età: 35 anni
Professione: Commerciante
Tifoso: Udinese
Settore: Tribuna

 
Trovo che sia una misura “innocua”. Nel senso, vogliono metterla? E chi se ne frega? Qual è il problema? Chi non ha nulla da nascondere e va allo stadio semplicemente per passare una domenica tranquilla, non vedo cosa rischi. Certo, forse quelli che hanno subito DASPO o simili, saranno meno felici, ma alla fine non gli sarà negata la possibilità in eterno, sconteranno i cinque anni richiesti e poi torneranno allo stadio (magari più maturi).
 
Nome: Roberto
Età: 61 anni
Professione: Bancario
Tifoso: Fiorentina
Settore: Tribuna

 
Sono rimasto semplicemente allibito di fronte alla notizia che il ministro Maroni sta lavorando alla "tessera del tifoso", promettendone il varo entro dicembre. Spiegatemi per favore se c'era bisogno di un'altra tessera oltre la carta d'identità, la patente di guida, il passaporto, il certificato dei carichi pendenti, quello del casellario giudiziario, ecc. ecc. Il Ministero anziché perdere tempo in queste sciocchezze dovrebbe impegnarsi a far approvare un semplice articolo di legge di due righe che, ad esempio, potrebbe recitare così: "Chi compie atti di violenza a cose e persone nei luoghi pubblici o aperti al pubblico in occasione di manifestazione sportive viene arrestato immediatamente e dovrà scontare da 3 a 10 anni di carcere". E poi cominciare subito a mettere dentro qualche violento. Sarebbe la sola buona medicina. Che cosa pensano di risolvere con la tessera del tifoso? E perché io, libero cittadino, che voglio vedere una partita di calcio mi devo far inquadrare come tifoso della squadra "x" e devo chiedere un documento che attesti che sono un "bravo tifoso"? E se io, che non sono tifoso, voglio vedere una partita di calcio? Che cosa devo fare? lo, libero cittadino e con la fedina penale pulita, devo poter andare dappertutto se siamo ancora in un regime di libertà!. Qui siamo di fronte alle comiche o alla pazzia più totale. Allora diamo le tessere anche al "bravo cacciatore" o al "bravo promotore finanziario" in modo che dal momento in cui ce la presentano siamo sicuri di essere di fronte ad una persona perbene. Questa proposta evidenzia chiaramente la resa delle forze dell'ordine che non sono in grado o non vogliono arrestare i violenti. Un libero cittadino, che non sia bendato o incappucciato, con la sua carta di identità in tasca ha il diritto sacrosanto di andare al cinema, al concerto o ad una partita di calcio, dove vuole. E' compito delle forze dell'ordine controllare chi non sta alle regole e arrestarlo. Con un certo numero di telecamere si possono individuare benissimo le persone che compiono atti di violenza sia dentro che fuori lo stadio. Al solo pensiero di dover andare a compilare un modulo per ottenere la tessera del "bravo tifoso" mi vengono da una parte i brividi e dall'altra scoppio dal ridere al solo immaginarne la procedura di rilascio. Ci sarà una commissione che mi valuta? Mi faranno delle domande sulla storia della società? Mi chiederanno da che età ho cominciato a simpatizzare per questa squadra? Mi chiederanno se ho mai tirato uno scappellotto ad un tifoso avversario? E chissà se sarà contemplato il caso della doppia tessera? Non è escluso che alla fine, per ottenere uno sconto sul prezzo della tessera, si debba presentare anche la dichiarazione di redditi o il certificato ISEE.
 
Nome: Vittorio
Età: 40 anni
Professione: Dirigente
Tifoso: Juventus
Settore: Tribuna

 
E’ la solita farsa all’italiana, il classico provvedimento inutile, cervellotico e “senza palle”. Vuoi combattere la violenza negli stadi? E’ un problema di ordine pubblico, hai dieci corpi di polizia, falli lavorare. Invece mettono una tessera e si lavano la coscienza.
 
Nome: Giovanni
Età: 30 anni
Professione: Barista
Tifoso: Milan
Settore: Curva Sud

 
Sì alla tessera del tifoso, ma solo se fanno anche quella del parlamentare. Chiunque abbia subito una condanna di qualsiasi tipo, dovrà rassegnare le dimissioni e non potrà mai più rivestire cariche pubbliche. Svuotiamo gli stadi dai violenti, ma anche il parlamento dai delinquenti.

Nome: Paolo
Età: 21 anni
Professione: Studente
Tifoso: Milan
Settore: Curva (non quella Ultras)


Conosco la tessera del tifoso e lo ritengo uno strumento validissimo per estirpare dagli stadi la condotta violenza di alcuni tifosi o pseudo-tali. Penso che il passo fondamentale sia quello di impedire l'accesso a chi è sottoposto a Daspo o a chi, negli ultimi anni, è stato condannato per reati da stadio. Le agevolazioni per i 'buoni' tifosi e la fidelizzazione vengono dopo in ordine di importanza. La priorità è quella di far tornare gli stadi un luogo civile, dove regni lo spettacolo e il sano divertimento, conditi da una passione che solo il calcio sa regalare. Negli ultimi anni non è stato così e finalmente qualcosa comincia a muoversi. Penso che sul lungo periodo la 'tessera' possa raggiungere traguardi importanti. E non chiamatela schedatura. Non limita alcuna libertà, né la privacy della gente. Non penso che lo stadio sia una casa a 'luci rosse' tanto da indurre all'anonimato.

Nome: Salvatore
Età: 37 anni
Professione: Imprenditore
Tifoso: Milan
Settore: Curva

 
Conosco la Tessera del Tifoso e non la condivido, perché non consente di andare in trasferta ai tifosi colpiti da DASPO, anche se hanno già scontato la pena di allontanamento dalle strutture sportive. Non credo serva a ridurre gli incidenti negli stadi.

Nome: Gaetano
Età: 29 anni
Professione: Impiegato
Tifoso: Salernitana
Settore: Curva Sud


Condivido la Tessera del Tifoso, perché consente la fidelizzazione al club di cui si è tifosi in quanto riconosciuto come spettatore ufficiale, inoltre aumenta la sicurezza durante l’evento sportivo poiché isola gli individui soggetti a condanne da stadio e si semplificano le procedure di acquisto dei biglietti. Penso che possa servire, oltre alle succitate motivazioni, anche per ottenere privilegi, facilitazioni agli ingressi e alle trasferte, oltreché per ottenere convenzioni con le società.

Nome: Pasquale
Età: 30 anni
Professione: Operaio
Tifoso: Napoli
Settore: Distinti


Sono a conoscenza della Tessera del Tifoso e ritengo sia una cosa giusta, perchè più controlli ci sono meglio è; la persona perbene non ha nulla da temere, non va interpretata come una schedatura. Può servire a rendere meno schiavo della burocrazia il sistema di accesso agli stadi, specialmente in trasferta.

Nome: Giuseppe
Età: 50 anni
Professione: Dirigente
Tifoso: Juventus
Settore: Tribuna


Credo che l'utilizzo della Tessera del Tifoso aumenterà la sicurezza negli stadi. Può servire a riportare le famiglie a vedere le partite e ad avere sconti dalle società di calcio.

Nome: Pietro
Età: 71 anni
Professione: Pensionato
Tifoso: Catania
Settore: Tribuna


Conosco l'argomento Tessera del Tifoso e non condivido né questa iniziativa né le altre tese ad inutili e costosi controlli solo per una partita di calcio. I fondi economici, nonché l'attenzione mediatica e delle Forze dell’Ordine, dovrebbero essere investiti maggiormente per la sicurezza nei confronti della criminalità, non per un gioco, per il quale peraltro già esistono regole severe, che vanno solo applicate in maniera più attenta. Non serve a migliorare il mondo del calcio, ma solo ad allontanare ancor di più i tifosi dallo stadio, stanchi di tanta burocrazia e schedature solo per assistere ad una partita.

Servizio realizzato da Sergio Stanco

E voi cosa ne pensate? Favorevoli o contrari alla Tessera del Tifoso? Inviateci il vostro pensiero sul tema, utilizzando lo spazio Commenti sottostante!

Inchiesta Goal.com – Tessera del Tifoso all’estero? In Brasile e’ fallita, nel resto del Mondo la violenza si combatte con… le telecamere!

Abbiamo chiesto informazioni al nostro network.

14/nov/2009 12.45.00

Chivas USA fans, MLS (Andrea Canales/Goal.com)
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Chivas USA fans, MLS (Andrea Canales/Goal.com)

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Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta della Tessera del Tifoso. La quarta puntata della nostra inchiesta fa un viaggetto all’estero. Abbiamo infatti sfruttato il nostro network per verificare se al di fuori dello Stivale avessero adottato qualcosa di simile per fidelizzare il pubblico e combattere la violenza. A giudicare del nostro giro d’orizzonti, non siamo innovatori, ma i risultati di questa “invenzione” non sono incoraggianti…

Francois Duchateau - Goal.com Germania
Nessuna Tessera in Germania. Tutto cio’ che riguarda sconti su merchandising, o facilitazioni su biglietti in trasferta sono inclusi negli abbonamenti. Per quanto riguarda la violenza, la combattiamo con tanta polizia nei pressi degli stadi, che filmano tutto cio’ che accade in ogni momento, anche in zone molto lontane dagli impianti, come le stazioni ad esempio. In questo modo identificano i violenti e vietano loro l’ingresso allo stadio per tanti anni. C’e’ talmente tanta polizia che si sta valutando di far pagare il servizio alla Lega Calcio tedesca.

Peter Pedroncelli – Goal.com Africa
In Sudafrica non c’e’ nulla di simile, anche se qualche volta i maggiori club lanciano specifici abbonamenti che garantisca sconti o consenta la partecipazione ad eventi speciali collegati con la squadra. Per quanto riguarda la violenza, qui non e’ mai stato un problema: tifosi di casa e avversari siedono fianco a fianco, scherzano, ridono e suonano le vuvuzelas nel vero spirito dello Sport. In vista dei Mondiali, con il numeroso afflusso di persone da tutto il Mondo, sono state prese misure anti-hooligan (saranno piu’ di 40mila i poliziotti impegnati).

Michael Paterakis – Goal.com Grecia
Abbiamo biglietti stagionali per i tifosi emessi dai nostri club in cooperazione con il Ministero dello Sport che funzionano esattamente come le vostre tessere, ma non ci sono restrizioni di legge, per cui tutti possono richiederla. Tuttavia, questa e’ la prima stagione e sinceramente non e’ stato un grande successo, non e’ che i tifosi le vedano proprio di buon occhio…
 
Ewan MacDonald – Inghilterra
In UK il governo e’ troppo impegnato a trovare il modo per introdurre una carta d’identita’ obbligatoria per tutti per pensare se sia necessario o meno inventarne una specifica per i tifosi. Detto questo, per il calcio ai massimi livelli, e contro la violenza, funziona esattamente come in Germania: registrazioni video ovunque, biglietti nominativi con posti assegnati e gli incidenti dentro e nei pressi dello stadio sono molto rari. Le violenze tra tifosi sono organizzate lontano dagli impianti di gioco. In Scozia, ad esempio, alcune frange non vanno neanche a vedere la partita, viaggiano solo per scontrarsi con i rivali.

Juan Lirman – Goal.com Spagna
In Spagna non abbiamo niente di simile, per diverse ragioni: abbiamo gia’ la figura del socio del club – posizione molto ambita ma difficile da ottenere, ci sono liste d’attesa infinite ad esempio per Real e Barcellona -, poi ci sono gli abbonamenti stagionali che gia’ garantiscono vantaggi commerciali, infine e’ molto raro che il pubblico vada in trasferta. Nell’ultimo turno, ad esempio, durante il derby Atletico-Real, ci saranno stati non piu’ di 150 tifosi ospiti. Anche per questo, per entrare negli stadi spagnoli non e’ necessario alcun documento particolare. Di tanto in tanto, soprattutto i big club, emettono delle tessere personalizzate per quelli che non riescono a diventare soci per farli sentire comunque partecipi delle sorti del club e offrire loro condizioni speciali in caso di promozioni o eventi.

Lauro Zanol – Goal.com Brasile
In Brasile abbiamo avuto un tentativo di introduzione della tessera del tifoso da parte del Ministero dello Sport, ma l’idea e’ stata bocciata dal Congresso, che l’ha giudicata inutile, preferendo piuttosto concentrare le risorse su altre strade, come la messa in sicurezza degli impianti. Tuttavia, e’ stata di recente introdotta una nuova norma che obbliga tutti i club organizzati di tifosi a registrarsi e a fornire tutte le informazioni sui loro iscritti, pena la squalifica e l’interdizione dagli stadi.
 
Greg Lalas e Andrea Canales – Goal.com America
Da noi non c’e’ nessuna esigenza di questo tipo, perche’ non abbiamo problemi di hooliganismo, per fortuna. Probabilmente gli americani sono talmente poco interessati al calcio, da non credere che valga la pena prendersi a botte per una partita. A parte gli scherzi, i possessori degli abbonamenti stagionali – ad esempio quelli dei Chivas o dei Galaxy – siedono in settori particolari dello stadio e collaborano con le societa’ per evitare problemi all’interno degli impianti, oltre ovviamente ad avere diritto a vantaggi commerciali.

Tommy van Eldik – Goal.com Olanda
In Olanda abbiamo semplicemente gli abbonamenti stagionale, che garantiscono vantaggi commerciali ai possessori o la prelazione per i biglietti di coppa, ma non c’e’ nessuna registrazione presso la polizia. La sicurezza dentro e fuori gli impianti e’ garantita proprio dalle forze dell’ordine, che prevengono eventuali scontri filmando tutto cio’ che accade ed eventualmente segnalando all’autorita’ i facinorosi, che poi a sua volta impedisce loro l’accesso agli stadi.

Takashi Sugiyama Goal.com Giappone
In Giappone alcuni club preparano una tessera stagionale con chip di riconoscimento integrato, ma viene utilizzata solo per favorire i possessori negli ingressi allo stadio e iniziative simili. Qui da noi non c'è violenza come in Europa.

Alexandre Walraevens – Goal.com Francia
In Francia abbiamo le classiche tessere stagionali, gli abbonamenti. Nessuna Tessera del Tifoso che regali agevolazioni ai suoi possessori. I club sono responsabili delle azioni dei propri tifosi e le forze dell'ordine controllano l'identità degli spettatori al fine da tenere lontani dagli stadi i violenti.

Servizio realizzato da Sergio Stanco

Inchiesta Goal.com – La manifestazione anti-Tessera si avvicina, parlano gli avvocati (“E’ anticostituzionale) e i tifosi (“Momento storico per il Mondo Ultras”)

Quinta puntata di avvicinamento al meeting che si terra’ domani a Roma.

13/nov/2009 09.54.01

Italy fans (Bongarts)
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Italy fans (Bongarts)

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Domani a Roma si ritroveranno tutte le tifoserie d’Italia per manifestare contro l’ormai famosissima Tessera del Tifoso, il provvedimento che il Governo vorrebbe adottare con lo scopo di potenziare la lotta alla violenza negli stadi. In questa settimana di avvicinamento ad un evento nel suo genere storico, abbiamo cercato di guidarvi alla scoperta di questo strumento, di farne comprendere le motivazioni e abbiamo dato voce alle parti in causa, favorevoli o contrarie (Clicca qui per vedere l’inchiesta completa). Come ultima tappa – prima di seguire nel dettaglio la manifestazione di domani naturalmente – abbiamo provato a sentire un’opinione giuridica in merito e anche la posizione e le motivazioni del Mondo Ultras (ma non solo) sull’argomento in questione.

L’AVVOCATO

L’Avvocato Lorenzo Cantucci, dell’omonimo Studio, interverra’ domani durante la manifestazione per dare alla vicenda un contributo giuridico. Noi lo abbiamo intervistato per avere un’anticipazione.

Allora Avvocato, ci puo’ spiegare il motivo della sua presenza a questo incontro?Ci tengo a precisare che io non sono l’organizzatore, come ho sentito dire, ma un semplice invitato alla manifestazione, in qualita’ di “esperto” della materia di cui si parla. Quello che faro’ e’ dare un’interpretazione giuridica della questione”.

Concretamente, il punto di discussione in essere e’ quello dell’articolo 9 della Legge Amato sul quale si poggia tutta la struttura della Tessera del Tifoso: vogliamo spiegare di che si tratta?Chiariamo subito una cosa, cosi’ sgombriamo il campo da equivoci: la Tessera del Tifoso non e’ legge, la legge e’ – come giustamente ricordava lei – quella Amato e a quella fa riferimento. L’articolo 9 di quella legge dice che chiunque abbia ricevuto un Daspo in qualsiasi momento della sua vita, non potra’ mai piu’ entrare in uno stadio di calcio. Questo e’ il punto chiave che – ovviamente – i tifosi contestano. E secondo me a ragione: questo e’ un fatto di liberta’, ad un normale cittadino non puo’ essere impedito di andare al cinema, o allo stadio o ovunque lui voglia, soprattutto se ha espiato la sua colpa. Si va a ledere un suo diritto civile e sarebbe un controsenso. Se uno commette un reato e sconta la sua pena, torna un cittadino “normale”, se lo fa un tifoso deve essere segnato a vita? E’ inammissibile e – aggiungo – chiaramente anticostituzionale. Se dovesse passare una cosa del genere, non ho dubbi che chiunque ricorra possa trovare la sua richiesta accolta”.

Mi scusi, ma ovunque si parla di 5 anni, non di una misura definitiva. Mi spiego: se il richiedente la tessera ha subito un Daspo negli ultimi 5 anni, gli viene rifiutato il rilascio della tessera. Dov’e’ l’errore?Il fatto e’ che quello di cui parla Lei – e la gran parte dei media – fa riferimento ad un’interpretazione della legge data dall’Osservatorio attraverso una circolare, ma che puo’ sparire dalla sera alla mattina. Non c’e’ nulla di definitivo. L’Osservatorio – in pratica – resosi conto dell’inapplicabilita’ della norma, ha inteso interpretarla in questo modo. Ma come detto, la legge dice tutt’altro. E domani – visto che saranno presenti anche politici – cerchero’ di spiegare l’inaccettabilita’ di una restrizione di questo tipo. Al massimo la tessera puo’ essere negata a chi ha un Daspo in corso, ma chi ha espiato la sua colpa ha il sacrosant diritto di riprendere tranquillamente la sua vita”.

E dunque e’ questo il nocciolo della discussione?
Beh, gia questo non sarebbe poco, ma credo che i tifosi contestino una generale violazione della liberta’ di tifare, con tutti gli strumenti a loro disposizione: quindi si parla anche di striscioni e tutto il resto. Insomma, la loro posizione piu’ o meno e’ questa: considerano finita l’emergenza e rivorrebbero indietro cio’ che e’ stato loro tolto proprio per via di questa emergenza. Pero’ su questo, loro possono essere piu’ precisi”.

Beh, lei e’ specializzato in materia. In molti la definiscono addirittura l’Avvocato degli Ultras, quindi immagino che condivida la loro posizione, sbaglio?Dalla prima all’ultima lettera”.

Deve ammettere che non e’ usuale che un avvocato si fregi di un tale titolo e che anche sul sito dello Studio sottolinei la specializzazione in reati da stadio e Daspo. Da dove nasce questa inclinazione?Nasce in Curva Sud. Prima di diventare avvocato sono stato tifoso, quindi conosco tutto di questo mondo”.

Dunque, diciamo che ha unito l’utile al dilettevole…
Diciamo che prima di tutto e’ dilettevole, poi e’ anche utile (ride, ndr)”.

I TIFOSI

Dopo aver sentito il punto di vista giuridico – come consigliato dallo stesso Avvocato Cantucci – abbiamo cercato di capire piu’ approfonditamente le ragioni di questa manifestazione, raccogliendo il punto di vista dei tifosi: “Domani sara’ una giornata storica per il Mondo Ultras – ci ha detto un tifoso della Roma che e’ voluto rimanere anonimoorganizzare tutto questo non e’ stato per nulla facile. Abbiamo superato le resistenze politiche e messo da parte i problemi interni e domani saremo tutti fianco a fianco per questa battaglia. D’altronde, la questione era troppo importante e tutti hanno capito che bisognava mettere da parte le divisioni interne per il bene comune. Il concetto e’ chiaro: NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO. E il motivo e’ semplice: non possono emettere una condanna a vita. Domani, comunque, a fine manifestazione distribuiremo un documento in cui avanzeremo le nostre richieste al Mondo politico. Un’anticipazione? Posso dire che vogliamo tornare a tifare come prima del 2007”.

Domani, dunque, Roma si riempira’ di Ultras provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche di tifosi comuni: “Domani ci saremo anche noi – ci ha detto un esponente del Gruppo “Cavesi Nati” -. Pur non essendo Ultras, condividiamo la loro battaglia. Sappiamo che questi ragazzi a volte sbagliano, ma non e’ neanche giusto condannare ogni loro iniziativa senza entrare nel merito. So che non tutti i tifosi condivideranno la nostra posizione – ed infatti non credo che ci saranno molti Club non-Ultras al corteo – ma secondo noi era giusto condividere questo momento tutti insieme. Perche’, qui, in ballo, c’e’ molto piu’ di un problema di curva, qui si parla di violazione della liberta’ personale. E’un fatto gravissimo”.

Sergio Stanco
fonte: goal.com

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