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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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sfoglia    maggio        luglio


11 giugno 2008

C1/B - Il punto finale

Vince l’Ancona rispettando i favori del pronostico. Euforico mister Monaco, alla prima promozione in carriera. Per il Taranto solo una delusione enorme.


Sorpresa - Diciamoci la verità, l’Ancona ha sorpreso un po’ tutti. Ad inizio stagione in pochi avrebbero scommesso sulla promozione della formazione dorica. E la compagine di Monaco non ha finito di stupire neanche nella partita decisiva; tutti si sarebbero aspettati un atteggiamento molto difensivo da parte dei marchigiani, molto simile a quello visto nella gara di andata allo Iacovone e invece in campo si assiste ad un Ancona che non ti aspetti: grande pressing a centrocampo e gol di Mastronunzio già all’8 minuto. Per il bomber si tratta della 18° rete stagionale. A quel punto le cose per gli jonici si sono messe davvero male; le occasioni per riaprire il discorso promozione non sono mancate, su tutte quelle di Cutolo e Plasmati, ma ripetendo la grande prestazione del match di Taranto, Guarna si è mostrato portiere da categoria superiore e una barriera invalicabile per gli attaccanti pugliesi. La mazzata finale per gli jonici è giunta a dieci minuti dal termine con il micidiale contropiede di Fialdini, assente nella partita di andata e vero valore aggiunto in questo ritorno per mister Monaco, visto che ha confezionato anche l’assist per il primo gol di Mastronunzio. Valida solo per le statistiche e per aumentare i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato, la realizzazione di Plasmati, arrivata troppo tardi, quando i giochi erano oramai fatti.

 

Monaco - Per mister Monaco si tratta della prima promozione in carriera, dopo aver salvato lo scorso anno la stessa formazione dorica. Se l’Ancona l’anno prossimo giocherà in serie B, molti dei meriti sono suoi, con le sue tattiche oculate e l’ottima organizzazione difensiva. Alla fine del doppio confronto, il tecnico nativo di Latiano, ha nettamente battuto il suo collega Cari e sembra oramai essere pronto per cimentarsi in categorie superiori.

 

Futuro - Questa promozione esalta i meriti della famiglia Schiavoni, che ha mantenuto le promesse, riportando l’Ancona in serie B, nel giro di quattro anni, dopo il triste fallimento del 2004, che ad oggi per i tifosi dorici rappresenta solo un brutto ricordo. Ora però non ci si può adagiare sugli allori e si deve già pianificare il futuro, magari partendo dalla riconferma del bomber Mastronunzio e di mister Monaco, sperando poi di poter aumentare la capienza minima dello stadio Del Conero, con tutti gli adattamenti del caso.

 

Delusione - Dopo la delusione per la mancata promozione a Taranto è iniziata la smobilitazione: Cejas e Colombini sono a fine contratto e non rinnoveranno, finirà il prestito di Plasmati che tornerà alla base e c’è da trovare una soluzione alla comproprietà di Cutolo, che tra l’altro è ambitissimo da molte squadre di categoria superiore. Andrà cercato un nuovo allenatore visto che Cari l’anno prossimo allenerà nell’Arezzo e poi vanno verificate le reali intenzioni del presidente Blasi, che più volte ha paventato l’idea di un possibile addio e che è rimasto estremamente deluso dalla mancata promozione, proprio quando sembrava così vicina. Insomma sembrano essere passati anni luce, dal giorno della grande vittoria in rimonta contro il Crotone che aveva sancito il raggiungimento della finale playoff. In conclusione un plauso alle dichiarazioni post partita del direttore sportivo dorico Marcaccio, “forse nel doppio confronto avrebbe meritato di passare il Taranto”, nelle quali ha mostrato grande tatto per gli sconfitti e molta signorilità.

 

 

Stefano De Biase – www.calciopress.net - debiase@calciopress.net
http://www.calciopress.net/news/118/ARTICLE/4870/2008-06-11.html

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10 giugno 2008

Le aperture dei giornali e dei siti web sull'Ancona in serie B

Lunedì, 09 Giugno 2008 17:03
foto1All'indomani della promozione in serie B dei biancorossi di mister Monaco dopo aver visto le aperture dei tre quotidiani locali siamo andati a curiosare sul web sui titoli dei quotidiani e sui siti nazionali.
Ecco cosa hanno scritto di noi:

La Gazzetta dello Sport
"Cavalcata perfetta Ancona in B"

Corriere dello Sport/Stadio
"Taranto spreca, Ancona in B "

TuttoSport
" Super Ancona Ciao Taranto "

Tarantochannel
" Non basta il gol di Plasmati "


Tutta la C
Ancona promossa in B

Quelliche net
"ANCONA, IL SOGNO SI AVVERA: E' SERIE B"

ANCONACALCIO.IT
p.giampaoli@anconacalcio.it



I dorici riconquistano la serie B

Ancona ce l'ha fatta, la promozione in serie B è arrivata e in città esplode la festa. Allo stadio Del Conero i dorici hanno riscattato lo 0-0 dell'andata, battendo il Taranto per 2-1. Per i biancorossi doppio vantaggio con Mastronunzio al 10' del primo tempo e Fialdini al 33' del secondo tempo. In chiusura al 40' il gol pugliese di Plasmati.

Ancona e Cittadella (che ha battuto la Cremonese per 3-1), si uniscono così a Sassuolo e Salernitana, che avevano conquistato la promozione chiudendo in testa, rispettivamente al girone A e B, la stagione regolare.

Traffico bloccato tra cortei e caroselli di auto e moto. Migliaia di tifosi si sono riversati nelle strade del centro dopo il match, a cui hanno assistito anche circa 2.000 supporter venuti dalla Puglia.
Più che di un ritorno, si tratta di una vera e propria resurrezione per l'Ancona Calcio dopo il tracollo di quattro anni fa, quando la squadra, in retrocessione dalla serie A e incappata in un crac societario, non era riuscita a pagare l'iscrizione alla B ed era finita addirittura in C2, grazie ad un accordo con la Figc.

E come una resurrezione l'hanno festeggiata i tifosi, che rivendicano oggi con orgoglio la loro estrema correttezza sugli spalti, ma anche il sostegno totale al team. ''Siamo stati il dodicesimo uomo'' esulta Eros Giardini, presidente dei Clubs Uniti Biancorossi Ancona. Secondo Giardini, ''la B è la serie che più si addice all'Ancona''.

Un percorso partito nel 1988 con la promozione in B (con Giancarlo Cade' come allenatore), dopo 18 anni nelle serie minori. Nel 1992, la squadra marchigiana salì per la prima volta nella sua storia in serie A. Nel 1996 una nuova retrocessione in C1, da cui la squadra riuscì a risollevarsi nel 2000, quando si spalancarono di nuovo le porte della serie cadetta e nel 2003 ancora quelle della A, sotto la guida di Gigi Simoni. Un sogno finito 12 mesi più tardi, sotto il peso dei problemi finanziari.

Il vero trionfatore della giornata di oggi è il patron Sergio Schiavoni, che ha risollevato la squadra: aveva promesso di riportarla in B in cinque anni, ci è riuscito in quattro. E la vittoria, che viene dopo il naufragio del progetto di calcio etico con il Csi, potrebbe consolidare la posizione dello stesso Schiavoni nell'assetto societario. Per celebrare la squadra dorica oggi il Resto del Carlino ha distribuito una T-shirt bianca e rossa.


'QUATTRO ANNI DI SOFFERENZA'



E' felice e senza voce - ''ho fatto il tifo anch'io'' - il sindaco di Ancona Fabio Sturani, che non ha potuto celebrare la promozione in serie B della squadra di casa: partito per un viaggiio istituzionale a Tirana subito dopo l'incontro con il Taranto. ''Una bella soddisfazione, un gran pubblico, un gran carattere'' commenta. ''Dopo quattro anni di sofferenza, mi sembra che possiamo ricominciare da capo''. Oggi e domani ''si festeggia - annuncia -, da dopodomani saremo al lavoro per la società e per gli interventi necessario allo stadio del Conero''. Intanto vuole fare i complimenti ''alla squadra, ai giocatori che ci hanno messo l'anima''. Ma il sindaco non è ancora tranquillo: ''questa sera c'e' la Stamura Basket...''.

"E' una grande soddisfazione per il capoluogo e per tutte le Marche''. Lo ha detto il presidente della giunta regionle Gian Mario Spacca, che ha assistito all'incontro allo stadio del Conero. ''Grazie, Ancona!'' ha aggiunto.

"E' venuto il giorno che Ancona attendeva da quattro anni, dopo le vicissitudini che l'hanno fatta piombare in C2''. Anche il prefetto Giovanni D'Onofrio si unisce alla festa per la promozione in B della squadra dorica, che ''ha avuto una forte reazione ed è riuscita a invertire la tendenza, riscattandosi e dando prova di quella tempra che è poi la tempra dei marchigiani''. Il prefetto è contento per ''il risultato prestigioso a cui hanno concorso la squadra, la società, ma anche l'amministrazione comunale''. Un risultato - aggiunge - che ''segna anche la ritrovata coesione della tifoseria, che non ha mani fatto mancare il propio appoggio''. Quanto alla partita, ''ha vinto chi ha fallito di meno''.

Ancona, sei in B

di FABIO PACI

ANCONA - Apoteosi serie B. Dopo quattro anni di sofferenze, l’Ancona torna nel calcio che conta. Un miracolo calcistico, confezionato da Monaco e dalla sua truppa. Ieri, ultimo atto con ciliegina sulla torta: ai biancorossi bastava il pareggio, invece Mastronunzio e Fialdini regalano il 2-1 che, seppur con qualche sofferenza nel finale, riporta i dorici in cadetteria. Il Taranto, spavaldo e arcisicuro (beato lui) di salire in B, torna in Puglia oltremodo deluso, ammutolito da un’Ancona tutta cuore e grinta. Primo tempo alla grande per Rizzato e soci, ripresa molto sofferta. Ma questi sono i playoff. E’ logico che ad attaccare sia la squadra costretta a recuperare. Ancona più forte anche di tutto e di tutti. Che corona nel migliore dei modi una stagione importante in chiave futura.
La chiave. Assenze pesanti in campo. L’Ancona, schierata con l’annunciato 4-3-2-1 (tre mediani a far da filtro), deve fare a meno di Di Fausto, bloccato da una contrattura muscolare. Masiero prende il suo posto come terminale destro della difesa. Il Taranto rinuncia a Pastore (ginocchio out) e schiera Prosperi al centro della retroguardia. A conti fatti, ci guadagnano i dorici, visto che Masiero fa la sua onesta partita, mentre Prosperi è impacciato nelle chiusure e quando va ad offendere sbaglia l’incredibile. Difatti Mastronunzio e soci attaccano per le vie centrali: sarà la chiave del match. Gara subito viva, mai un attimo di pausa. Al primo vero affondo (9’) la “vipera” piazza il suo morso velenoso: Piccoli recupera la sfera a metà campo, verticalizza centralmente per Fialdini che, sul filo del fuorigioco, confeziona un assist al bacio a Mastronunzio, il quale non si fa pregare due volte, davanti a Faraon, a gonfiare la rete. I temuti Cutolo e Cejas costituiscono la spina dorsale della truppa di Cari. L’argentino smista tutti i palloni e funge da regista basso; la mezzapunta, partendo dall’insolita posizione destra, si accentra creando superiorità numerica con Plasmati, lasciando però campo a Rizzato. Gran bella prova di Fialdini (decisivo) e Piccoli (generoso), schierati alle spalle di Mastronunzio, ma preziosi in copertura. Meglio l’Ancona nei primi venti minuti. Masiero (23’) è solo in area ma non sfrutta l’occasione. Cari ordina ai suoi di rompere gli indugi e di alzare il baricentro e chiede a De Falco e Mancini di sveltire la manovra. Il primo tiro verso Guarna è di Plasmati (27’): fiondata dal limite, palla deviata in angolo. Al 30’ brividi nell’area biancorossa: Mancini dal corner serve Prosperi il cui colpo di testa da posizione ravvicinata viene respinto dall’attento Guarna. In chiusura di tempo altre due ghiotte palle-gol. Al 41’ Fialdini sfrutta ancora una volta la corsia centrale e serve Mastronunzio, stavolta la “vipera” scaglia il cuoio sul corpo di Faraon in uscita. Al 45’ è Cutolo a calciare un sinistro velenoso che Guarna vede giusto in tempo.
Ancona coperta. Il Taranto comincia la ripresa attaccando a testa bassa, senza soste. Deve rimontare e vede la serie B sempre più lontana. L’Ancona, ora bloccata anche da guai muscolari di Piccoli, Mastronunzio, Masiero e Anaclerio, invece smette di giocare, attendendo nella propria trequarti la ripartenza giusta ma, al tempo stesso, esponendosi a rischi non di poco conto. Così all’11’ Plasmati, da tre metri, è libero di alzarsi per il colpo di testa, con la palla incredibilmente a lato. Al 18’ invece è Cutolo a sparare alto dal limite. Ma l’Ancona è sorniona e in avanti le si presenta vere e proprie praterie. Come al 20’: lancio di Cazzola da 40 metri, Mastronunzio fa i movimenti giusti e si presenta davanti a Faraon: tutto bene, tranne il tiro.
Il sigillo. Per la tranquillità ci vuole il 2-0: arriva al 32’. Caremi carica la sciabolata per Fialdini, il fantasista s’invola in area e beffa Faraon con il “cucchiaio”: il “Del Conero” esplode. Ma non è finita perché Plasmati, imbeccato da Tesser, realizza di testa il 2-1 (40’). Gli ultimi 11 minuti sono al cardiopalma. Prosperi, Cutolo e Carrozza si “mangiano” i gol che avrebbero dato al Taranto i supplementari. E’ l’Ancona ad esultare sulle note della Marcia Trionfale dell’Aida. Purgatorio terminato: i dorici sono in serie B. Ora la festa, quella vera, può cominciare.

«Ci rafforzeremo»

di FERDINANDO VICINI

ANCONA - Quando l'arbitro fischia la fine, in tribuna è il momento degli abbracci. Alessandro Fassina ed Enrico Petocchi seduti ad un passo da Sergio Schiavoni sono fra i primi a congratularsi con lui. Il presidente biancorosso è l'autentico protagonista della grande giornata dell'Ancona: l'aveva rilevata nel 2004 dal tribunale fallimentare, promettendo che in cinque anni l'avrebbe riportata in serie B. Ha mantenuto la promessa con un anno di anticipo. «E' stata una stagione felice - dice commosso Sergio Schiavoni -. Siamo partiti in sordina, senza nessun proclama, ma ben presto ci siamo convinti che questa squadra avrebbe potuto puntare in alto. Credo che la nostra promozione sia meritatissima, tenuto conto che siamo stati a lungo primi in classifica e comunque sempre nelle posizioni di vertice». Il presidente non esita a rendere merito a Sandro Marcaccio e Francesco Monaco, uomini che ha scelto e sempre sostenuto: «Credo che sia giusto dedicare a loro due questa promozione, hanno lavorato tanto e bene per centrare questo risultato. Monaco in particolare ha sofferto parecchio in alcuni periodi, ma ho sempre avuto fiducia in lui e i risultati dimostrano che lo merita. Dipendesse da me li confermerei subito anche per la serie B». Il pensiero di Sergio Schiavoni va già al prossimo campionato, ma sul futuro della società resta evasivo: «Che cosa accadrà adesso ? Dovete chiederlo ai soci della Terzo Tempo (Petocchi e Fassina; ndr) che hanno la maggioranza. Però bisogna allestire un organico che il prossimo anno consenta all'Ancona di mantenere la serie B che abbiamo appena conquistato». Arriva Alessandro Fassina e Schiavoni lo blocca: «Onore a Schiavoni che in tre anni ha ottenuto due promozioni. I dissidi interni alla società ? Se per vincere bisogna litigare va bene anche così». Il socio della Terzo Tempo ha vissuto con grande intensità la partita decisiva: «E' stata una grande emozione, ho sofferto le pene dell'inferno negli ultimi dieci minuti. Ma è andata. Adesso siamo nel calcio che conta, questa promozione è un grandissimo risultato ottenuto grazie al magnifico lavoro svolto dallo staff tecnico e dalla squadra». Sul prossimo futuro Fassina va sul concreto: «Dobbiamo muoverci da subito, prima dell'assemblea dei soci del 16 giugno. E' necessario fare quadrato in società, per me dovremmo confermare Marcaccio e mettergli subito a disposizione un budget adeguato. La Fondazione è un'idea meravigliosa pur se complicata, non c'è tempo da perdere».
Più cauto l'amministratore delegato della Terzo Tempo Enrico Petocchi: «Una bellissima partita e una grande giornata di sport. Abbiamo centrato un risultato straordinario, direi che la promozione non è solo della squadra ma di tutta la città di Ancona. Mi auguro che ci aiuti ad ampliare la base societaria, la Fondazione potrebbe essere lo strumento utile per farlo. Inutile illudersi che la B possa sistemare ogni problema ma di certo può aiutarci». Ugo Colombo, membro dimissionario del Cda biancorosso, rende merito a Schiavoni: «L'Ancona ha centrato un grande traguardo, sono molto contento. Complimenti a Sergio e Giampiero Schiavoni». Poi Sandro Marcaccio. Il diesse è misurato ma anche pungente verso la società: «Sono senza parole, siamo in serie B. Questa promozione l'hanno meritata i tifosi, lo staff tecnico, l'allenatore e i giocatori. La società ? Lasciamo perdere e non faccio nessun distinguo fra i soci. Mi dispiace per il Taranto, che avrebbe meritato di salire in B come noi». Sul suo futuro Marcaccio non ha voluto pronunciarsi, anche se le voci sul Padova sono insistenti: «Non dico nulla su quello che farò da qui in avanti. Non è il momento».

Monaco: voglio restare

di PIERFRANCESCO CHIAVACCI
e MICHELE NATALINI

ANCONA - L'abbraccio con Sergio Schiavoni è di quelli veri. Francesco Monaco è bagnato come un pulcino, sorride e tiene a freno l'emozione. Che c'è, gli si legge negli occhi. L’allenatore ha portato l’Ancona in B. Ma è vicino ai saluti: l’Arezzo è pronto a fargli ponti d’oro pur di portarlo in Toscana. E anche il ds Sandro Marcaccio è in proncinto di lasciare la società dorica, con destinazione il Padova. Monaco è raggiante. Il primo pensiero è rivolto alla famiglia. «Mi è stata vicina nei momenti difficili, ha sofferto con me». Poi la squadra. «Questa vittoria l'abbiamo costruita giorno per giorno e oggi raccogliamo i frutti del lavoro. Ho pensato di andare in B già all'inizio della stagione, quando la squadra si stava formando. La convinzione di farcela è nata nel momento in cui si è creato lo spirito di questa squadra, di un gruppo con valori importanti». Anche nel giorno del trionfo, Monaco misura le parole, non si lascia mai andare. Ma chissà quante cose vorrebbe dire, lui che è stato spesso l'accusato che si deve difendere di fronte alla corte. I sassolini restano dentro le scarpe. Dice solo che «la sofferenza è durata dal 18 luglio all'ultimo minuto dell'ultima partita». Ma vincere un campionato, probabilmente, ripaga di tutto. «Questa è la soddisfazione più grande della mia carriera. Quando sei giocatore pensi più a te stesso, quando fai l'allenatore sei più responsabilizzato. La partita? L'abbiamo interpretata bene dal punto di vista tattico. Merito di tutti». La rinuncia a Di Fausto è arrivata solo ieri mattina. «Masiero ha risposto alla grande, la dimostrazione che anche chi stava fuori si è sempre allenato bene». Al fischio finale non ce l'ha fatta a trattenere la gioia. «Negli spogliatoi abbiamo festeggiato ad... acqua, lo spumante non era arrivato». Il pensiero va alla B. «Io la voglio fare, perché me la sono guadagnata, al di là del contratto (ha un altro anno, ndr.). Cosa chiederei a Schiavoni? In questo momento sono troppo contento per chiedere regali al presidente».
I protagonisti - Un gol per la B. E per salire sul podio dei capocannonieri più prolifici della storia dell’Ancona. Salvatore Mastronunzio ha fatto 18, eguagliando gli exploit di “condor” Agostini (stagione ’93-‘94) e Massimo Ciocci (’89-’90). La “vipera” ammette: «E’ la rete più importante della stagione. Siamo stati bravi a segnare subito. Poi abbiamo sofferto, ma vincere così è ancora più bello. Il Taranto ha sfiorato più volte il pareggio, però anche il sottoscritto ha avuto un paio di palloni per chiudere i conti. Ora godiamoci la festa. Un voto alla squadra? Dieci, perché abbiamo disputato un campionato strepitoso». Merito anche e soprattutto di Enrico Guarna, il migliore, assieme a Mastronunzio, anche nella gara contro il Taranto: «E’ una grossa soddisfazione, per tutti, anche per me che ho giocato il primo vero campionato della carriera. Il mio futuro (è di proprietà dell’Ascoli, ndr)? Adesso festeggiamo, ci penserò più avanti». Il difensore Stefano Fanucci, che dopo le due promozioni ottenute con la maglia del Livorno festeggia anche in biancorosso, rivela: «Ricordo come fosse ieri che in ritiro eravamo in sette. Io allora feci una promessa, dicendo che saremmo stati promossi. Lo dissi perché vedevo in tutti grosse motivazioni. Oggi (ieri, ndr) abbiamo sofferto tanto, specie dopo il 2-0. Siamo stati fortunati, ma per quello che abbiamo fatto nel corso della stagione regolare è giusto che sia finita così. Il 2-0 contro il Perugia in semifinale è stato un segno del destino: dovevamo vincere noi». Sportivo il commento di Giuseppe Anaclerio: «Non avremmo dovuto gridare lo scandalo se fosse stato promosso il Taranto. L’Ancona però ha compiuto una grande impresa, nonostante in questo girone B ci fossero formazioni più attrezzate per il salto di categoria. A chi dedico la B? All’allenatore Ezio Rossi: l’ho avuto a Padova fino a gennaio, abbiamo litigato e sono stato messo fuori rosa. Qui ad Ancona mi sono ripreso una bella rivincita...».

Delirio biancorosso

di EMANUELE GAROFALO

ANCONA - Delirio biancorosso. Quattro anni d’inferno spazzati via dagli ultimi 90’ minuti vissuti al cardiopalma. «Finalmente siamo risorti» urlano impazziti di gioia i tifosi. Tanta è la voglia di festeggiare che i più "coraggiosi" hanno iniziato i caroselli con dieci minuti di anticipo, dopo la rete del 2-0 di Fialdini. Ma A strappare l'ultima emozione della stagione ci pensa, a 5 minuti dalla fine, il gol pugliese di Plasmati. Poi arriva il triplice fischio. E la città, rimasta con il fiato sospeso e in silenzio, può esplodere. Sono le 17.55: "Bibidi bobidi B" recita uno striscione. E come per magia i festeggiamenti per questa promozione dell'Ancona nel campionato cadetto esplodono all'improvviso. Fino all’apoteosi con la sfilata del pullman della squadra dal Comune al Passetto e ritorno. E i giocatori sul tetto del pullman a salutare i tifosi. Un’ola di gioia biancorossa che invade il centro. Chi non è allo stadio prima soffre nei bar o nelle case, come scene d'altri tempi si divide il televisore tra amici e parenti abbonati alla tv satellitare. Poi tutti in strada, nella cornice naturale e ideale di tutti i festeggiamenti della città a colorare di biancorosso Palazzo del Popolo, Passetto (dove arriva anche Sergio Schiavoni) e lungo il Viale della Vittoria. Come per le promozioni in serie A del 2003 e del 1992, come per le promozioni in B dell' 88 e del 2000, si torna a festeggiare lungo il Viale, tra caroselli d'auto e bandiere. La festa è per tutta la famiglia e lo ribadisce chi si sposta con un mitico Ape, rigorosamente rosso, dove nel retro trovano spazio figli, consorte e seggiole come un salotto viaggiante. Non manca chi si attrezza con camion e furgoni, magari i mezzi del lavoro quotidiano, carichi di tifosi. Qualsiasi cosa va bene, purché faccia rumore. Moto, motorini e clacson di qualsiasi mezzo su ruote fanno da colonna sonora a questa festa. I più organizzati hanno megafoni e trombe da stadio, qualcuno si salva in corner portandosi le pentole dalla cucina di casa. Tra il fumo dei bengala c'è anche un timido accenno di fuochi d'artificio, ma la luce estiva non aiuta. C'è chi infila le maglie da gioco ai propri cani, chi sfoggia improbabili parrucche biancorosse e chi prende d'assalto gli autobus per fare razzia dei cartelli a bordo dei mezzi. Quali? Che domande, i cartelli della linea "B". Anche il Monumento ai Caduti viene espugnato dai tifosi. Il Passetto, teoricamente chiuso per lavori di restauro, non poteva sottrarsi alla tradizionale "foto di famiglia" delle grandi occasioni, con gli anconetani assiepati sul marmo del Monumento. Attorno alle 19, il primo bagno di folla per la squadra della promozione. Passa il bus con i dorici in piazza XXIV Maggio e qualcuno si arrampica sui semafori pur di strappare uno sguardo ai propri beniamini. Il mezzo fa un giro attorno alla sede del Comune, poi punta dritto allo stadio Dorico. Letteralmente assaltato dai tifosi, si blocca a metà Viale e i giocatori salgono perfino sul tetto del mezzo per la gioia. Via, si riparte, dopo la sosta davanti al piazzale del Dorico: il bus della squadra torna in centro. A seguire, lungo corso Amendola, il numeroso corteo biancorosso, bandiere e bandieroni alla mano e cori urlati a squarciagola. I festeggiamenti vanno avanti fino a sera. Poi gli animi si calmano e si va a cena. Menù? Ovvio, "Moscioli alla tarantina" recita uno degli striscioni.
http://www.anconacalcio.it/stagione/rassegna.asp

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9 giugno 2008

Pistoiese, Braccialini a Calciopress

Abbiamo incontrato il Presidente della Pistoiese Massimiliano Braccialini nella sua sede lavorativa aziendale e con lui abbiamo piacevolmente parlato del "pianeta" arancione, della C1 e di tanto altro ancora.

Il Presidente Braccialini abbracciato a Motta. Sullo sfondo il logo e la sede della società arancione

Cosa è cambiato nel Braccialini Presidente da quella sera del 2 Agosto dello scorso anno? (Presentazione a stampa e tifosi).

L'entusiasmo c'è sempre: di diverso c'è l'anno in più di esperienza che ho accumulato e che mi ha portato a capire (almeno lo spero) di "trattare" la Pistoiese soprattutto come un'azienda oltre che da tifoso”.

 

Cambieresti qualcosa nel modo di approcciarsi al mondo calcistico pistoiese?

“No, perché tutto ciò che ho fatto è stato fatto in buona fede non per illudere qualcuno. A questo proposito mi preme sottolineare che mi sono state addebitate delle frasi da me mai proferite: faccio riferimento ad una domanda che mi fu posta sulla "Sala" il giorno della presentazione della squadra da parte di un giornalista della carta stampata ed al quale risposi che: "...c'è l'ambizione giusta per fare bene (l'ambizione in una persona ci deve essere sempre e comunque), senza però promettere niente di particolare! Una società di calcio ai propri tifosi deve solo promettere di rispettare certe regole, visto anche il particolare momento delicato che tutto il mondo calcistico sta attraversando. Bisogna operare sempre con la disponibilità che abbiamo, osservando ciò che può offrire la città ma sempre e comunque con grande equilibrio”.

 

Cosa c'è di vero nel voler allargare la Società ad altri ingressi?

“Vedi in questo anno alla presidenza della Pistoiese ho imparato che se in una società di calcio ci sono  più soci, seri e, nel nostro caso con l'amore per i colori arancioni, pronti ad entrare in sinergia con il sottoscritto, il rischio è minore e l'apporto finale maggiore”.

 

Si è parlato di una offerta pervenuta dal Signor Bozzi, (ex presidente arancione n.d.r) e dal Signor Orazio Ferrari (in passato con mansioni gestionali nella squadra arancione). Cosa c’è di vero?

“La mia era e rimane una constatazione; è chiaro che non chiudiamo la porta in faccia a nessuno; se qualcuno è interessato ad intavolare un certo tipo di discorso non siamo pronti ad ascoltare però sin ad ora non c'è stato niente di concreto”.

 

C'è mai stato un momento, durante questa annata tribolata, nel corso della quale sei arrivato a dire: Basta, ho sbagliato tutto, tolgo il disturbo!

“No, posso affermare che sono stato testimone di una non reattività in tutto l'ambiente arancione nel  credere  nella salvezza. Io stesso al termine della sconfitta interna contro la Sangiovannese avevo confermato la fiducia ad Ansaldi e Bellini salvo poi ripensarci dopo aver visto la mia faccia durante  una intervista, nel dopogara, rilasciata alla Tv locale, intervista che mi portò a dire che se anche un presidente di società si mostrava in abiti così dimessi allora eravamo proprio al capolinea. Fu allora che maturò la decisione di assumere Corrado Benedetti”.

 

Il mister arancione può essere l'uomo giusto per iniziare qualcosa di importante?

“Quando è arrivato a Pistoia abbiamo fatto una scrittura che prevedeva, in caso di salvezza la conferma automatica anche per la stagione 2008/2009. Devo aggiungere che, nella mia  piccola esperienza di presidente nessuna delle persone che si sono succedute sulla panchina arancione ha trasmesso tanta energia positiva e grinta interiore come l'allenatore romagnolo. Lui è un "positivo" e sono convinto che, con più tempo a disposizione possa costruire una squadra "a sua misura" per darci tutte  le soddisfazioni che cerchiamo”.

 

Per ciò che riguarda la squadra quali strategie adotterete?

A tal proposito dobbiamo ancora definire il Direttore Sportivo (In realtà c’è stato l’accordo con Minguzzi ex Grosseto che prima però deve rescindere il contratto che lo lega alla squadra maremmana n.d.r.), poi una volta scelto il d.s., il  mercato sarà fatto da lui stesso assieme a Benedetti. Nel frattempo abbiamo avuto dei colloqui con i giocatori  che vorremmo tenere, tra cui Fautario. Il ragazzo resterebbe volentieri a Pistoia e quindi ci siamo attivati con l'Inter (proprietaria del cartellino n.d.r.) per rinnovare il prestito o addirittura acquisire la comproprietà del giocatore”.

 

Simone Motta?

“Simone ha un contratto in scadenza nel giugno 2010 ed è a tutti gli effetti un giocatore della Pistoiese. Nel calcio, però, "Mai dire mai": esiste l'aspetto tecnico ed  economico che in una società di calcio va tenuto in considerazione. Un giocatore come Motta che in carriera ha realizzato oltre 300 reti 30 delle quali nelle ultime due stagioni è chiaro sia appetito da molte società. Vedremo ciò che accadrà in futuro”.

 

Come sarà la Pistoiese? Giovane, mix tra giovani ed esperti o cos'altro?

“E' fondamentale per me avere il giusto mix tra giocatori giovani ed esperti senza dimenticare le dichiarazioni di Macalli dei giorni scorsi, cioè quella di inserire cinque under 23 in una rosa di 18 - 19 giocatori”.

 

La Serie B, con le nuove norme rischia di liberarsi di giocatori in esubero. La Pistoiese attende alla finestra?

“Certo, se c'è un giocatore che può interessarci pur rientrando nel nostro budget, potremmo acquisire le sue prestazioni, però escludo a priori che la Pistoiese possa diventare un cimitero degli elefanti, perché non rientra nella nostra politica”.

 

Avete pensato al “prodotto” Pistoiese?

“Abbiamo fatto una scelta aziendale che contempla l'apertura di  un negozio di articoli sportivi con un "angolo pistoiese" proprio sotto la Sede e che sarà completamente gestito da noi stessi. Inoltre con la Società che gestisce la pubblicità stiamo valutando di mettere nel circuito dei gadget della Pistoiese”.

 

L'andamento di questo campionato di C1 è stato a dir poco bizzarro e irregolare. A tal proposito  l'Agenzia delle Entrate e la Lega hanno stipulato una specie di accordo per risolvere le situazioni più scabrose inerenti i bilanci societari. La Pistoiese come è messa in tal senso?

“Si! Abbiamo avuto tempo fa il sopralluogo dell'Agenzia delle Entrate proprio per verificare i pagamenti dell'Iva nel periodo 2002/2006, che non appartenevano alla nostra gestione e tutto è risultato in regola. Lo preciso per tessere una lode alla vecchia proprietà”.

 

Questione Stadio: A quale punto sono i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza?

“Nei giorni scorsi ho avuto un incontro con l'Assessore allo Sport del Comune Tuci che mi ha ampiamente soddisfatto: infatti nell'Amministrazione Comunale c'è l'intenzione di installare dei tornelli e il sistema di video sorveglianza entro la fine di Agosto”.

 

Verrà rispettata questa scadenza temporale?

“E' una domanda che  ho posto all'Assessore Tuci: presto avremo un incontro anche con il Prefetto che dovrà chiarire altri aspetti. Ci sono molti altri stadi messi nelle condizioni del "Marcello Melani", se non peggio. Il Comune di Pistoia ha stanziato una certa cifra ed ha programmato questi lavori, quindi  se, ad inizio campionato, la società Pistoiese, per venire incontro al Decreto Pisanu, si trovasse nella necessità, in caso di omessa installazione dei tornelli,  ad emettere biglietti nominali ed avere la presenza degli steward, non credo che ci possa essere il pericolo di giocare a porte chiuse. Questo sarebbe indubbiamente un grave danno economico  per la nostra società. A nostro favore c'è anche il comportamento della tifoseria che, seppure in una annata incredibilmente avara di soddisfazioni, non si è mai lasciata andare ad atti di teppismo o vandalici. a società ha subito solo 1500 euro di multa durante l'intero campionato e questo non può passare inosservato”.

 

 

Antonio Zinnani – www.calciopress.net
http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/4857/2008-06-09.html

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9 giugno 2008

C1/B - Le pagelle di Calciopress

Alla fine di un torneo tanto bello quanto esaltante, abbiamo stilato una sorta di pagella finale riguardante le squadre del girone B della C1. Le valutazioni sono state stabilite in base ai risultati ottenuti, al lavoro svolto e alla gestione societaria.

Arturo Di Napoli, assoluto protagonista di questo girone

SALERNITANA: La squadra era stata costruita per vincere il campionato senza tante sofferenze. Diciamo che non è stato proprio così, ma alla fine i granata hanno meritato il primo posto in questo torneo. Un investimento, da parte della società campana, che ha comunque portato al risultato finale. Voto: 9

ANCONA: Alzi la mano chi, a inizio stagione, aveva pronosticato l’Ancona quale compagine che poteva ambire alla promozione. Dopo i play out dello scorso campionato, nessuno avrebbe puntato un euro sulla squadra di mister Monaco. E invece i marchigiani sono approdati in serie B dalla porta di servizio chiamata “Play off”. Voto: 9+

TARANTO: Bella e sfortunata. Questi a nostro avviso sono gli aggettivi che calzano a pennello alla Taranto Sport. Unico mea culpa, quello di non aver dato una sterzata decisiva nel finale della stagione regolare, che avrebbe portato gli ionici in una posizione di vantaggio. Il presidente Blasi dovrebbe ripartire da quì. Voto: 8+

CROTONE: I tifosi crotonesi avrebbero voluto vedere ben altro esito per un campionato giocato bene, ma in cui sono mancati giocatori di rilievo. Mister Indiani ha fatto molto per portare il Crotone in serie B, e forse senza di lui i rossoblu non avrebbero avuto neanche l’occasione di provarci. Voto: 6

PERUGIA: Ha iniziato il campionato con ambizioni importanti, che però sono via via scemate. L’assenza di un vero bomber, Ercolano è arrivato solo a gennaio, ha fatto si che gli uomini di Cuccureddu non brillassero come i tifosi umbri avrebbero sperato. I play off centrati all’ultimo tuffo, e non senza polemiche, hanno evidenziato le lacune di questa squadra. Voto: 6

AREZZO: Da un organico del genere ci si sarebbe atteso ben altro tipo di campionato. Martinetti, Conte, Ranocchia e company non sono riusciti invece a far gioire i tifosi amaranto che, ad inizio stagione, pensavano di essere di passaggio in una C1 che di vittime illustri ne ha lasciate molte sul terreno. Il presidente Mancini dovrà fare tesoro di quanto accaduto in questo torneo e ripartire da un allenatore di categoria. In carenza, potrebbe essere un altro anno in C1. Voto: 5

PESCARA: Partito con un nugolo di ragazzi volenterosi il Pescara, con l’arrivo dei Soglia, ha saputo gettare in campo anima e cuore. Tra una penalizzazione e l’altra, tra una sentenza punitiva e una benevola, questa squadra ha saputo giocarsela sino alla fine. Grazie anche a un tecnico, l'ottimo Lerda, che in breve tempo ha saputo conquistare una piazza assai esigente. Voto 6

LUCCHESE: I presupposti per una cavalcata vincente ci stavano tutti. Poi il patatrack. Gestione societaria che perde in solidità, semmai ve ne fosse stata in precedenza, polemiche e promesse mai mantenute. Situazioni che hanno portato i giocatori a emettere un comunicato che ha rappresentato il culmine di una insofferenza generale. La squadra non è riuscita a separare il campo dagli aspetti societari e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In questo momento i tifosi toscani vivono tra le incertezze e le paure, sperando che le cose si risolvano nel migliore dei modi. Voto 4

GALLIPOLI: Il vulcanico presidente Barba deve necessariamente battersi il pugno sul petto. L’esonero di mister Bonetti, mai amato, ha portato i galletti giallorossi a finire il campionato in maniera anonima. Anche le troppe voci di mercato attorno ad alcuni giocatori non hanno certamente giovato alla tranquillità della squadra, che pian piano ha perso la sua identità. Voto: 5

SORRENTO: I diversi problemi societari che hanno afflitto e stanno affliggendo il Sorrento, non hanno intaccato la squadra. Una buona struttura, che ha raggiunto la salvezza in maniera indolore e anticipata. Ora è tempo di sistemare tutte le questioni, per ripartire in maniera più solida. Voto: 6

MASSESE: Fino al girone di andata, i bianconeri erano stati la vera sorpresa di questo girone. Ottimo organico, ben gestito da mister Giannini. Poi i problemi. Via il “Principe” e via anche una buona fetta di giocatori. Incertezze societarie a iosa e in panchina Maurizi. I risultati non arrivano. Anzi, si rischia di finire a disputare gli spareggi salvezza. Tifosi infuriati con la società. E la rabbia sembra non ancora evaporata. Voto: 4

SAMBENEDETTESE: Una salvezza raggiunta anzitempo quando, a un certo punto della stagione, sembrava sfuggita di mano ai rossoblu. Molte problematiche societarie, e non solo, hanno fatto si che la squadra ne risentisse oltremodo. Voto: 5

POTENZA: La società chiedeva la salvezza alla propria squadra, e questa è venuta in anticipo. I tifosi avrebbero voluto vedere qualcosa in più. Ma si sa, i tifosi sono difficilmente accontentabili. Come primo anno di C1 non c’è male, anche se alcuni comportamenti generali potrebbero essere migliorati. Voto: 6

PISTOIESE: Da una squadra del genere ci si attenderebbe molto di più. Almeno questa era la speranza dei supporters arancioni, delusi da una stagione tribolata e risolta ai play out. La società però è sana, ha i conti a posto e programma a lunga scadenza. E’ da questo che si deve ripartire. Il presidente Braccialini saprà gestire al meglio la situazione. Voto: 5+

JUVE STABIA: Meriterebbe un bel 10. Le “Vespe” di Castellammare di Stabia riescono in una vera e propria impresa. Salvarsi in presenza di difficoltà enormi, che ad un certo punto della stagione non ha risparmiato neanche un tecnico vulcanico come Eziolino Capuano. Voto: 6

LANCIANO: Sinceramente non si riesce a giudicare questa compagine. Lo abbiamo messo in prefazione, la valutazione non è da intendersi solo ed esclusivamente riguardo ai risultati ma anche, e soprattutto, alla gestione societaria. Bisognerebbe scindere il voto a Moriero e i suoi ragazzi, che meritano un bel 7. Ma alla gestione Di Stanislao?  Voto 2

SANGIOVANNESE: Troppo sfortunata la squadra del Marzocco per infierire. Una retrocessione che forse potrebbe essere viatico di una rinascita. Ora la società è sana e nel Valdarno si potrà tornare a fare calcio con serenità. Voto: 5

MARTINA: Retrocessione annunciata. Eppure nel finale di campionato il Martina aveva fatto intravedere ottime cose. Campionato macchiato dalla decisione di non scendere in campo nell’ultima giornata contro il Perugia. Voto: 4

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net
http://www.calciopress.net/news/118/ARTICLE/4856/2008-06-09.html

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9 giugno 2008

I possibili nuovi gironi Cittadella e Ancona volano in B

lunedì 09 giugno 2008
ImageTre ipotesi, a cura della nostra redazione, per la composizione dei gironi di C1 per la prossima stagione. Si profila un ritorno alla divisione classica nord/sud per le formazioni di terza serie?
Completati gli organici per la prossima stagione di Serie C1, ecco come potrebbero essere suddivisi i gironi del campionato. La nostra redazione ipotizza tre soluzioni. La prima ricalca perfettamente quella adottata dalla Lega Calcio di Serie C per la stagione appena conclusa, mentre le altre riguarderanno la più classica suddivisione delle squadre per criteri geografici (nord/sud ed est/ovest).
Si tratta, precisiamo, di semplici ipotesi, dato che nelle prossime settimane verrà valutata la posizione di numerose Società in difficoltà economica per l'iscrizione al prossimo torneo, dato rilevante che potrebbe addirittura stravolgere gli organici per la terza serie edizione 2008/09.

Suddivisione in base al criterio adottato per la stagione 2007/08
Girone A: Cavese, Cesena, Cremonese, Legnano, Lumezzane, Monza, Novara, Padova, Paganese, Pergocrema, Portogruaro, Pro Sesto, Ravenna, Reggiana, Spezia, Ternana, Venezia, Verona.
Girone B: Arezzo, Avellino, Benevento, Crotone, Foggia, Foligno, Gallipoli, Juve Stabia, Lucchese, Marcianise, Massese, Perugia, Pescara, Pistoiese, Potenza, Sambenedettese, Sorrento, Taranto.

Suddivisione in base al criterio nord/sud
Girone A: Cremonese, Legnano, Lucchese, Lumezzane, Massese, Monza, Novara, Padova, Pistoiese, Pergocrema, Portogruaro, Pro Sesto, Ravenna, Reggiana, Spezia, Venezia, Verona.
Girone B:  Arezzo, Avellino, Benevento, Cesena, Cavese, Crotone, Foggia, Foligno, Gallipoli, Juve Stabia, Marcianise, Paganese, Perugia, Pescara, Potenza, Sambenedettese, Sorrento, Taranto.

Suddivisione in base al criterio est/ovest
Girone A: Arezzo, Avellino, Benevento, Cavese, Crotone, Foligno, Lucchese, Juve Stabia, Marcianise, Massese, Novara, Paganese, Perugia, Pistoiese, Potenza, Sorrento, Spezia, Ternana.
Girone B: Cesena, Cremonese, Foggia, Gallipoli, Legnano, Lumezzane, Monza, Padova, Pergocrema, Pescara, Portogruaro, Pro Sesto, Ravenna, Reggiana, Sambenedettese, Taranto, Venezia, Verona.
 
Redazione - redazione@biancoscudati.netIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  
http://www.biancoscudati.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1216&Itemid=45



lunedì 09 giugno 2008
ImageI granata di Foscarini seguono il Sassuolo in Serie B, ribaltando clamorosamente lo 0-1 dell'andata e battendo la Cremonese per 3-1 sul terreno di casa grigiorossa. Nel girone B festeggia l'Ancona.
Serie C1: ultimo atto. Si sono svolte nella giornata di domenica 8 giugno le due finali di ritorno valide per i playoff, che hanno sancito gli ultimi verdetti sulle squadre che nella prossima stagione affronteranno il torneo di Serie B.
A far compagnia al Sassuolo sarà il Cittadella, forte del 3-1 strappato sul terreno avverso, in una sfida contro la più quotata Cremonese di Mondonico nella quale i granata partivano in svantaggio dopo lo 0-1 interno di sette giorni prima. Suicidio completo, quindi, per la formazione lombarda, costruita in estate con ambizioni di primato e con nomi altisonanti per la categoria. Decisive le reti di Meggiorini dopo una manciata di minuti, con il momentaneo pareggio per i grigiorossi firmato da Viali su calcio di rigore. In chiusura di frazione è Coralli a riportare i granata sul 2-1, ma la rete decisiva arriva al 72' con firma di De Gasperi, dopo che il Cittadella aveva anche fallito un calcio di rigore. La Società patavina ritorna in Serie B dopo sei anni dalla fugace esperienza nel torneo cadetto con Ezio Glerean in panchina.
Nel Girone B, invece, è l'Ancona a festeggiare il ritorno in B. La vittoria per 2-1 sul Taranto (dopo lo 0-0 della gara d'andata) ha permesso alla squadra di Monaco di raggiungere il prezioso traguardo. Soltanto dodici mesi prima, in un altro spareggio (vinto contro il Teramo), la Società dorica aveva evitato la retrocessione in C2.
Si completano, quindi, i ranghi per il prossimo campionato di C1, con le ultime tre formazioni promosse dalla C2. Nel girone A, nonostante lo 0-0 nella doppia sfida playoff, il Lumezzane ha conquistato la promozione in C1 alla seconda stagione dopo la retrocessione in quarta serie. Un'altra veneta, il Portogruaro, farà compagnia a Padova, Verona e Venezia: il 2-1 esterno sul Bassano ha regalato alla Società veneziana lo storico salto di categoria. Nel Girone C, infine, festa grande per il Marcianise, che ha piegato la resistenza del Celano.

Marco Lorenzi - marco.lorenzi@biancoscudati.net
http://www.biancoscudati.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1215&Itemid=45

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9 giugno 2008

Il Taranto ha ancora i suoi tifosi

Il dovere di ricominciare
Settore Supporters al Conero
 di Redazione (7-6-2008) 
Così è lo sport. Non sempre vince la squadra più forte.
Ha vinto la squadra migliore, quella che ha preparato meglio il match. L’Ancona ha l’indubbio merito di aver imbrigliato il Taranto sia in casa che in trasferta e non ha rubato assolutamente nulla.
Non è servita a nulla la mobilitazione della tifoseria, le veglie per i biglietti, i ritrovi, le scaramanzie, le strade imbandierate.
Adesso è tempo di ammainare le bandiere, riporre i vessilli dai balconi e metabolizzare la sconfitta. Stiamo parlando si sport, tutto sommato.

Restiamo in terza serie. Nulla di disdicevole, sia chiaro. Realtà importanti come Perugia, Verona, Foggia, Avellino, Terni, Lucca, Pescara condivideranno con noi questa categoria. Inoltre, la fede non conosce categorie. Pertanto, smaltiamo la delusione e pronti a ricominciare. Ma come?

Se siamo convinti della nostra forza potremo ricominciare e superare di slancio i momenti difficili che verranno. Prepariamoci subito ai silenzi assordanti di Blasi, alle solite voci che circoleranno di cordate senza soldi, i tuttologi dell’ultim’ora e dei lacchè di sempre venduti per un accredito e che svaniranno quando ce ne sarà bisogno.

Ci siamo abbracciati nei momenti di gioia pensando a questo campionato così balordo e affascinante. Adesso tocca stringersi,far smaltire la rabbia a trovare la forza di ricominciare. E’ grazie a quei colori che tutto questo ha senso.

La squadra non va smantellata: va puntellata.
La società non va lasciata alla deriva: va rinforzata. Magari con una persona di livello come Franco Selvaggi e un allenatore giovane e preparato come Moriero.
Perché (Cremona e Perugia insegnano) non basta avere una rosa formidabile e allenatori di grido per approdare in serie B. In fin dei conti parliamo di sport ed è necessario trovare l’alchimia giusta tra le parti. E le alchimie nascono con la serenità, la continuità, il lavoro.
Le contrapposizioni, il ” o con me o contro di me” porta solo divisioni e fratture.

Tutti vorremmo un Taranto più forte. Noi vorremmo, invece, un Taranto normale, che si affranchi dalla precarietà che da sempre lo contraddistingue, che abbracci un progetto a medio termine e che non viva alla giornata, che esca dalla competizione anche con le ossa rotte ma che abbia la forza di ricominciare, che non lasci con il fiato sospeso una tifoseria a tempo indeterminato, che consideri i suoi tifosi come una risorsa e non come polli da spennare con prezzi indecenti e fidelizzazione inesistenti.

Abbiamo troppo pelo sullo stomaco per imputare al fato avverso la mancata promozione. Sappiamo, invece, che toccherà ancora una volta a noi crederci, spenderci e provare a vincere tra le intemperie dei nostri mari, che in questi 15 lunghi anni ci sono stati quasi sempre costantemente, immancabilmente, avversi.

Chi non se la sente è pregato di farsi da parte.
La trasferta più amara

 di Redazione (9-6-2008) 
Dopo solo nove minuti il Taranto era già sotto. Tra partita allo Iacovone e match al Conero gli avanti marchigiani si sono ritrovati per almeno cinque volti soli davanti a Faraon. Il Taranto ha spinto, creato occasioni ma il campo ha emesso un verdetto inequivocabile. Passa l’Ancona, perché il suo Mister ha saputo leggere meglio il match. Passa l’Ancona nonostante il Taranto avesse fatto meglio in campionato. passa l’Ancona nonostante la flebile speranza di acciuffare per i capelli i tempi supplementari a cinque minuti dalla fine. Passa l’Ancona in serie B. A leccarci le ferite resteremo in pochi. Davvero in pochi.

LA VIGILIA

La sede dei Supporters apre alle 23.00. Si passa la notte insieme, visto che la presenza a casa è solo fisica. Mentalmente siamo in viaggio per Ancona.
L’occasione è ghiotta per guardarci negli occhi e infonderci coraggio. L’impresa è difficile ma non impossibile. I telefonini ronzano a tutte le ore: la città che soffre non riesce a prendere sonno. Alle prime luci dell’alba colazione con cappuccino e cornetto. Ancora poche ore e la birra comincerà a scorrere a fiumi. Alle 7 del mattino sembrerà di essere in un mercato rionale con il via vai di diversi amici che vorranno condividere con noi questa snervante attesa.

IL RADUNO

Era fissato alle 7.30 con partenza alle 08.00. ma si partirà in forte ritardo. Abbiamo da sistemare un pulmino e quattro macchine. Il sezione catering & beverage riempie il pulmino all’inverosimile mentre diversi messaggi parlano addirittura di un palco in allestimento allo Iacovone. Compatti si parte direzione Mottola dove si aggiungerà un’altra macchina delle nostre. Altri amici ci informeranno che il casello di Massafra è presidiatocon relativo controllo di biglietti.

IL VIAGGIO

Non ci saranno problemi di sorta se non il ritardo accumulato. Tantissime macchine sono partite prima di noi e faremo pochi incontri amici. Le soste programmate sono al Dolmen di Risceglie e a Pescara Nord per cercare di recuperar il ritardo. Ma tutti i buoni propositi naufragheranno miseramente causa diversi stop per esigenze fisiologiche. I litri di birra scorrono a fiumi e i sorpassi sono conditi dai bassifondi mostrati in bella evidenza.

LA SORPRESA

Superata San Benedetto in autostrada troveremo su un cavalcavia due ragazze con palloncini e bandiera rossoblu. Saranno le nostre amiche di San Benedetto che ci augurano un in bocca al lupo con i colori più belli del mondo. Una vera a propria sorpresa, durata pochi secondi ma che ci ha fatto davvero un piacere immenso. Onorati della vostra amicizia.

LA SOSTA

Dopo Pescara Nord ultima sosta ad un autogrill dopo Loreto per consegnare dei biglietti per i nostro fuorisede. Tutto è pronto per entrare ad Ancona Sud.
Nonostante fossimo preparati, ad Ancona Sud non troveremo alcun controllo. Ci incammineremo direzione settore ospiti. Dopo un po’ di peregrinare con Sali e scendi che metteranno a dura prova il pulmino arriveremo al parcheggio. L’area è transennata, il caldo si fa sentire e ci prepariamo a salire per il settore. Durante il breve percorso incroceremo anche diversi innocui tifosi di casa.
Il tempo di compattarci ed entreremo nel settore.

L’INGRESSO IN CAMPO

Il ritardo accumulato non ci permette di assistere ad una carica dei carabinieri fuori dal nostro settore. Fuori dalla curva diversi tifosi giunti da Taranto senza biglietto. In tanti entreranno con il biglietto di altri settori. Diversi, invece, con il biglietto del ospiti di Cremonese-Cittadella (praticamente identico al nostro). Duemila? di più? La nostra fame di calcio ci ha spinti oltre i 1200 biglietti fissati dalla lega togliendoli ai padroni di casa ed escogitando altre vie. Questa è stata Ancona-Taranto in termini di tifo.

Le squadre fanno il loro ingresso in campo. Nella curva di casa sventolano i bandieroni e scorgiamo due bandiere rossoblu con il grifone genoano. In gradinata, invece, l’annunciata coreografia sponsorizzata con tantissime bandiere biancorosse che faranno capolino anche in tribuna. Noi saluteremo la squadra con una massiccia sciarpata con i colori più belli del mondo.

LA PARTITA DEL TIFO

Iniziamo alla grandissima. Cori secchi, decisi, sciarpate, treni, battimani. Una vera e propria bolgia. Il settore risponde compatto e per lunghi tratti non sentiremo nemmeno i padroni di casa. Ma la botta arriva subito: Prosperi arranca una chiusura e Mastronunzio solo davanti a Faraon ringrazia.
Ancona in vantaggio. Il Taranto subisce il colpo e cerca la reazione invano. I facili entusiasmo e i troppi tifosi occasionali rendono difficile la gestione del tifo (la prossima volta sarebbe così disdicevole una distribuzione equa e trasparente dei biglietti?). Noi Supporters ci sistemeremo in basso al centro per cercare di dare il nostro contributo. Ai lati non si canta nemmeno con il profumo della serie B così vicino. Colombini (ultima partita, da capitano) cerca di spingere ma senza tanta fortuna. La centro la squadra di Monaco è superiore e i tanti lanci a fizzo in area biancorossa (facile preda di Guarna) ne saranno la testimonianza più eloquente. De Falco è un guerriero e prova ad illuminare la manovra ma davanti Mancini si perde tra i mediani dell’Ancona che faticano poco per contenerlo. Zito corre tanto ma solo lui sa dove. Cutolo ci prova a dare qualche guizzo ma la gabbia creata da Mister Monaco è tale da impedirgli qualsiasi attività. Tanta buona volontà ma poco altro.

SECONDO TEMPO

Più arrembante ma la solfa è sempre la stessa. Il tardivo ingresso di Tesser al posto di uno spento Mancini non renderà più fluida la manovra.
Dopo alcune parate di Guarna l’Ancona trova il raddoppio ancora una volta in contropiede con Fialdini (che andava espulso in precedenza per un fallo da dietro). La speranza di riacciuffare per i capelli i supplementari arriva a cinque minuti dalla fine quando Plasmati concretizza e spedisce in rete sotto il nostro settore. Ancora Plasmati e Prosperi si mangeranno l’impossibile. Manca pure quel pizzico di fortuna ma la dea bendata, si sa, aiuta gli audaci. E l’Ancona, con tre dei suoi usciti per crampi dimostrerà di crederci di più.

IL TRIPLICE FISCHIO

Addio sogni di gloria. Il Taranto paga pegno alla sue molteplici contraddizioni. Timidamente la squadra prova a venire sotto il settore per lanciare le magliette ma le stesse verranno rispedite al mittente. La rabbia è la nostra rabbia. Noi alzeremo le nostre sciarpe in segno di sfida al destino cinico. Dei protagonisti di questa finale, tra prestiti, cessioni e mancati rinnovi chissà quanti resteranno con noi a metabolizzare la sconfitta. Ad Ancona si festeggia con pudore. Attenderemo un bel po’ prima di riprendere il cammino verso Taranto.

Da segnalare che un pulmino verrà denunciato per aver lanciato una bottiglia contro un auto anconetana e la presenza di un pullman del settore giovanile del Taranto con a bordo tante attempate signore con regolare biglietto più interessate ai bicipiti di Cejas che alla promozione del Taranto.

POST PARTITA

Cari se la ride. Tanto lui e Migliaccio se ne andranno ad Arezzo. Cejas (a cui non è stato chiesto di rinnovare il contratto) se ne andrà molto probabilmente da Papagni a Benevento. Colombini, il capitano dell’ultima giornata, ha già salutato tutti.
Si chiude qui la pratica 2007(2008 con molti rimpianti, un girone di ritorno strepitoso e tutte le contraddizioni di questa stagione che sono emerse nelle finali. In questo minigirone il Taranto chiude con due sconfitte esterne, cinque gol fatti e cinque gol subiti (tutti in trasferta).
Oggi è il 9 giugno. Anche sei anni fa era il 9 giugno. Due finali, due sconfitte. Almeno l’ultima l’abbiamo persa sul campo.


Taranto News

Il Taranto ha ancora i suoi tifosi

 di Redazione (9-6-2008) 
Non è facile scrivere oggi. Non tanto per lo stato d’animo, ma soprattutto perché prima di esprimere qualcosa a caldo, bisogna davvero ponderare bene. Ci vuole tutta la maturità di tre play off persi.
Inutile soffermarsi sulla partita ulteriormente. La cronaca sportiva ci appartiene solo in parte.

Noi siamo supporters e ciò che ci preme esprimere è quanto segue: noi non molliamo.

Lo sappiano coloro che hanno espresso preoccupazione a tal proposito. Lo sappiano i nostri nemici che oggi credevano di venire a sguazzare nella nostra frustrazione.
Nonostante la stanchezza che è davvero tanta.
Noi restiamo su questo carro.
Ben consci che ieri in caso di vittoria, saremmo stati tirati giù per lasciare il posto a chi si è riscoperto a giugno interessato alle sorti della simpatica squadra cittadina.

Ciò che è accaduto ieri ha semplicemente normalizzato il tutto.
Da oggi torniamo ad essere il facile bersaglio di chi già ce lo aveva detto, che lo sapeva già. Dei soliti storici sarcasmi di chi si è mischiato tra di noi per dieci giorni e adesso si tira fuori. Di chi è venuto in passerella ad Ancona.

Chissà quanti dei nostri rivali avranno gioito. Che bello averne tanti, quanto onore.
Non pensino di venire a godere delle nostre disgrazie.

Avvoltoi, detrattori che oggi credevate di trovare qui il disarmo totale, come al solito ci avete sottovalutati. Siamo qui, con la solita fierezza, in piedi dopo l’ennesimo atterramento. Perché se muore il soldato che porta la bandiera, un altro la raccoglie e va in avanti. E’ la nostra indole, rassegnatevi voi.

Sì, festeggeremo poco, soddisfazioni rare, ma siamo così impavidi che perfino oggi ci sentiamo sicuri di noi stessi e fieri navighiamo.
http://www.tarantosupporters.com/homepage.htm

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9 giugno 2008

Volata perfetta, Ancona promosso

09/06/2008
I playoff di C1 sono diventati il red carpet dell´Ancona. Tre partecipazioni, tre vittorie, tre salti in serie B. Una volta a Roma e un´altra a Perugia quando la finale era in campo neutro, adesso in casa, nel proprio stadio, quasi a voler ripagare i tifosi dopo la dolorosa esclusione del 2004, seguita alla retrocessione dalla A. Il progetto della famiglia Schiavoni («la B in cinque anni » dissero allora) è iniziato in C2 ed è andato in porto con una stagione d´anticipo, dopo due promozioni e una salvezza ai playout la stagione scorsa. Per la serie: non ci facciamo mancare nulla.

Gli sconfitti - L´altra faccia della medaglia di questi playoff è il Taranto, sconfitto per la seconda volta di fila e per la terza nella sua storia. Il rammarico stavolta è per due clamorosi gol falliti, per lo 0-0 interno dell´andata e per il k.o. dell´ultima di campionato ad Ancona: bastava pareggiare per finire secondo e avere i vantaggi del miglior piazzamento, quel giorno il Taranto vinceva 2-1, poi ha perso 3-2 e ha cominciato a fare i conti con il destino.

La finale - Questi playoff erano cominciati per l´Ancona con una secca sconfitta a Perugia e sono finiti con una storica vittoria. Il Taranto doveva vincere e s´è trovato subito sotto; avrebbe meritato il pareggio, ma ha incassato il secondo gol; ha poi accorciato portandosi sul 2-1, però ha fallito il 2-2. Sì, era proprio scritto nelle stelle che dovesse andare così.

La chiave - L´albero di Natale proposto da Monaco è stata la scelta vincente. Bravi Caremi, Anaclerio e soprattutto Camillucci a togliere aria ai fantasisti del Taranto, ma anche a ripartire. Non bene invece i centrali della difesa di Cari (pesante l´assenza di Pastore), chiamati a stare «alti» ma indecisi sul fuorigioco. Come sul primo gol, dopo 9´: Fialdini è riuscito a inserirsi in un corridoio, s´è presentato davanti a Faraon ed è stato intelligente ad appoggiare a Mastronunzio, solo davanti alla porta vuota.
Ancona, che testa Con Masiero al posto di Di Fausto (infortunio dell´ultima ora), l´Ancona è stato sempre attento e quadrato, coperto e pungente, rischiando qualche volta ma trovando un ottimo Guarna.

Mastronunzio (15 gol in campionato e 3 nei playoff) dopo l´1-0 ha chiesto un rigore al 31´, mentre al 40´ s´è presentato davanti a Faraon, dopo l´ennesima indecisione della difesa, ma stavolta il portiere ha sventato. Il bomber biancorosso anche al 20´ della ripresa ha avuto la palla del 2-0, ma D´Alterio è riuscito a stopparlo e la «Vipera» è dovuto uscire per crampi. Poco male, perchè Jimmy Fialdini è salito in cattedra ed ha raddoppiato con un tocco sotto di classe per scavalcare Faraon in disperata uscita (32´).

Taranto, che errori - Tanto possesso palla e qualche guizzo di Cutolo (più in vista rispetto a Mancini e Zito), ma gravissimi sono stati gli errori di Plasmati e Prosperi nella ripresa. Il centravanti ci aveva provato nel primo tempo al 26´ e gli ha detto di no Guarna, bravissimo anche al 29´ su Prosperi e al 45´ su Cutolo. Dopo la pausa l´errore di Plasmati all´11´ (solo, al limite dell´area piccola, di testa ha schiacciato a lato) avrebbe potuto far prendere un´altra piega al match, perchè in quel momento l´Ancona soffriva davvero. Era però un Taranto disordinato e senza spazi, generoso e inconcludente, così ha beccato il 2-0. Ma non è morto, perchè Plasmati di testa ha riaperto la gara al 40´. Nel tiratissimo finale Prosperi (45´) ha sprecato di testa l´occasionissima per il 2-2 che avrebbe portato ai supplementari. Era destino, ma il Taranto esce a testa alta. E Cari saluta: nei prossimi giorni diventerà allenatore dell´Arezzo.

Gazzetta dello Sport - Nicola Binda
http://www.foggiacalciomania.com/rubriche/news.asp?id=17742

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8 giugno 2008

Favola Marcianise: promosso in C1


Travolto 3-1 il Celano. Festa anche per Lumezzane e Portogruaro

Tifosi allo stadio© LaPresse

ROMA, 8 giugno -  Lumezzane, Portogruaro e Real Marcianise promosse in serie C1 dopo le finali dei playoff di C2. Si uniscono a Pergocrema, Reggiana e Benevento, che avevano conquistato la promozione chiudendo in testa, rispettivamente al girone A, al girone B e al girone C, la stagione regolare. Questi i risultati delle finali di ritorno:

Girone A
Lumezzane-Mezzocorona 0-0 dts (and.0-0, promosso il Lumezzane in virtù del miglior piazzamento in campionato)

Girone B
Bassano-Portogruaro 1-2 (and.2-3)

Girone C
Marcianise-Celano 3-1 (and.0-0)

LA NUOVA C1 - Ecco le squadre che comporranno la serie C1 nella stagione 2008/09 (in ordine alfabetico): Arezzo, Avellino, Benevento, Cavese, Cesena, Cremonese, Crotone, Foggia, Foligno, Gallipoli, Juve Stabia, Legnano, Lucchese, Lumezzane, Massese, Monza, Novara, Padova, Paganese, Pergocrema, Perugia, Pescara, Pistoiese, Portogruaro, Potenza, Pro Sesto, Ravenna, Real Marcianise, Reggiana, Sambenedettese, Sorrento, Spezia, Taranto, Ternana, Venezia, Verona.

LA NUOVA C2 - Ecco le squadre che comporranno la serie C2 nella stagione 2008/09 (in ordine alfabetico): Alessandria, Bassano, Bellaria, Canavese, Carpenedolo, Carrarese, Cassino, Castelnuovo, Catanzaro, Celano, Cisco Roma, Como, Cuoiopelli, Figline, Fortitudo Cosenza, Gela, Giacomense, Giulianova, Gubbio, Igea Virtus, Isola Liri, Itala San Marco, Ivrea, Lanciano, Lecco, Manfredonia, Martina, Melfi, Mezzocorona, Monopoli, Noicattaro, Nuorese, Olbia, Pavia, Pescina, Poggibonsi, Prato, Pro Patria, Pro Vercelli, Rodengo Saiano, San Felice A.C. Normanna, Sangiovannese, Sangiustese, San Marino, Sassari Torres, Scafatese, Spal, Sudtirol, Teramo, Valenzana, Varese, Viareggio, Vibonese, Vigor Lamezia.
http://www.corrieredellosport.it/Notizie/Calcio/32676/Favola+Marcianise%3A+promosso+in+C1

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8 giugno 2008

Ancona e Cittadella in serie B

Battute nel ritorno delle finali play off di C1 Taranto (2-1) e Cremonese (3-1)

Tifosi allo stadio© LaPresse

ROMA, 8 giugno - Cittadella nel girone A della serie C1 e Ancona nel girone B, hanno conquistato la promozione in serie B. Il Cittadella sconfitto in casa nella gara di andata dalla Cremonese per 1-0, ha ribaltato il risultato a Cremona vincendo per 3-1. Questa la sequenza delle reti: al 3' Meggiorini, al 33 Viali su rigore per il momentaneo pareggio della Cremonese, al 42' Coralli e infine il gol promozione di De Gasperi per il trionfo del Cittadella al 27' del secondo tempo. L'Ancona, dopo lo 0-0 dell'andata, ha sconfitto il Taranto per 2-1. Per i dorici doppio vantaggio con Mastronunzio al 10' del primo tempo e Fialdini al 33' del secondo tempo. In chiusura al 40' il gol pugliese di Plasmati.

RITORNO FINALI PLAY OFF
GIRONE A
CREMONESE-CITTADELLA 1-3 (and. 1-0)
 
GIRONE B
ANCONA-TARANTO 2-1 (and. 0-0)

LA NUOVA C1 -  Ecco le squadre che comporranno la serie C1 nella stagione 2008/09 (in ordine alfabetico): Arezzo, Avellino, Benevento, Cavese, Cesena, Cremonese, Crotone, Foggia, Foligno, Gallipoli, Juve Stabia, Legnano, Lucchese, Lumezzane, Massese, Monza, Novara, Padova, Paganese, Pergocrema, Perugia, Pescara, Pistoiese, Portogruaro, Potenza, Pro Sesto, Ravenna, Real Marcianise, Reggiana, Sambenedettese, Sorrento, Spezia, Taranto, Ternana, Venezia, Verona.
http://www.corrieredellosport.it/Notizie/Calcio/32667/Ancona+e+Cittadella+in+serie+B

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8 giugno 2008

L'Ancona batte il Taranto 2.-1

Campionato di calcio Serie C1/B 2007/2008
Finale play off - Ritorno
Domenica, 08 Giugno 2008 - inizio gare ore 16:00
Partite Note
Ancona Taranto 2 - 1  
Tabellino
Ancona (4-2-3-1): 1 Guarna, 2 Masiero, 3 Rizzato [cap], 4 Anaclerio(29'st 16 Schiattarella), 5 Olivieri, 6 Fanucci, 7 Camillucci, 8 Caremi, 9 Mastronunzio(23'st 18 Nassi), 10 Piccoli(19'st 17 Cazzola), 11 Fialdini. A disposizione:12 Brignoli, 13 Langella, 14 Lacrimini, 15 Albanese. All.:Sig. Francesco MONACO
Taranto (4-3-3): 1 Faraon, 2 D'Alterio, 3 Colombini [cap](34'st 14 Carrozza), 4 Migliaccio, 5 Prosperi, 6 De Falco(39'st 16 Marsili), 7 Mancini, 8 Cajas, 9 Plasmati, 10 Cutolo, 11 Zito(23'st 18 Tesser). A disposizione:12 Barasso, 13 Ascenzi, 15 Cavallo, 17 Emerson. All.:Sig. Marco CARI
Marcatori: 9'pt MASTRONUNZIO; 33'st FIALDINIi; 41'st Plasmati
Arbitro: Sig. Sebastiano PERUZZO di Schio
Angoli: 5-7
Ammoniti: 30'pt De Falco; 45'pt Cajas; 3'st Fialdini; 7'st Zito; 36'st Cazzola; 44'st Schiattarella
Espulsi: -
Spettatori: Spettatori 7500

Scorri il campionato
Il film della partita
Ancona-Taranto 2-1
1° tempo
9’ lancio di Piccoli per Fialdini che sfugge sul filo del fuorigioco, si trova a tu per tu con Faraon, serve un assist sulla destra per Mastronunzio che appoggia in rete. 18° gol stagionale.
27’ diagonale di Plasmati, Guarna si distende e mette in angolo.
29’ su azione d’angolo, colpo di testa ravvicinato di Migliaccio, Guarna si fa trovare pronto.
30’ amm. De Falco
31’ contrasto dubbio in area tra Prosperi e Mastronunzio, l’Ancona reclama il rigore ma l’arbitro fa proseguire.
41’ lancio di Fialdini per Mastronunzio che si trova da solo di fronte a Faraon, la conclusione viene però deviata in angolo dal portiere in uscita.
45’ amm. Cejas
45’ assist di Zito per Cutolo, il diagonale rasoterra viene neutralizzato con difficoltà da Guarna che comunque sventa la minaccia.
46’ termina il primo tempo.
2° tempo
3’ amm. Fialdini
7’ amm. Zito (T) per simulazione
10’ rovesciata in area di Zito, conclusione senza grosse pretese che finisce sul fondo
13’ colpo di testa da ottima posizione di Plasmati su cross di Cutolo dalla destra, palla di pochissimo sul fondo.
19’ entra Cazzola, esce Piccoli
20’ lancio dalle retrovie di Cazzola per Mastronunzio che si torva da solo davanti a Faraon, ma non riesce a concludere e viene anticipato dal portiere in uscita.
23’ entra Tesser, esce Zito
23’ entra Nassi, esce Mastronunzio
29’ entra Schiattarella, esce Anaclerio infortunato.
33’ GOL ANCONA: verticalizzazione di Cazzola per Fialdini che si trova solo davanti a Faraon e lo supera con un pallonetto.
34’ SOST. TA: entra Carrozza, esce Colombini.
36’ amm. Cazzola
39’ SOST. TA: entra Marsili, esce De Falco.
41’ GOL TARANTO: cross di Tesser da sinistra, colpo di testa di Plasmati in rete.
44’ amm. Schiattarella
45’ conclusione di Prosperi da distanza ravvicinata, clamorosamente sul fondo.
50’ Termina la partita. SERIE B
ANCONA- L'Ancona batte il Taranto 2.-1 nel ritorno della finale play off e dopo quattro anni di purgatorio torna nel grande calcio che conta. Un gol per tempo di Mastronunzio e Fialdini consentono ai biancorossi di superare senza troppi patemi d'animo il blasonato Taranto che solo una volta che ha accorciato le distanze con Plasmati ha cercato disperatamente di ristabilire la parità per poi giocarsi il tutto per tutto nei minuti finali. Ma l'Ancona di oggi, l'Ancona che per un intera stagione ha lottato con le unghie e con i denti non voleva assolutamente lasciarsi sfuggire questo importante traguardo davanti al suo meraviglioso pubblico. Non dura molto l’attesa di segnare un gol in casa dorica visto che gia dopo 9' i biancorossi vanno in vantaggio. Lancio di Piccoli per Fialdini che sfugge sul filo del fuorigioco, si trova a tu per tu con Faraon, serve un assist sulla destra per Mastronunzio che appoggia in rete. 18° gol stagionale per la “vipera”. In più occasioni i marchigiani provano a mettere in cassaforte il risultato, ma Mastronunzio non riesce a raddoppiare. Si va al riposo con un gol di vantaggio e con un tempo tutto da giocare. Attorno alla mezz'ora della ripresa l'Ancona blinda il risultato realizzando il 2-0 con Fialdini Verticalizzazione di Cazzola per Fialdini che si trova solo davanti a Faraon e lo supera con un pallonetto. Partita virtualmente chiusa. Il Del Conero di fede biancorossa esplode. La serie B è più vicina che mai. Il Taranto prova a far paura all'Ancona, ma non ce n'è per nessuno contro quest'Ancona. Neanche il momentaneo gol dei pugliesi riesce a far tremare la corazzata biancorossa. L'azione del gol rossoblu arriva su un cross di Tesser da sinistra, colpo di testa di Plasmati in rete. Ultimi minuti di sofferenza per i biancorossi. Il Taranto sfiora il gol del pareggio con Plasmati ma la conclusione di testa è fuori. Con quest'ultima azione affievoliscono anche tutte le speranze del Taranto. L'arbitro allunga con 5' minuti l'attesa del triplice fischio finale. Ma un volta arrivato è festa grande. L'Ancona è in serie B. Una serie B che ha una sapore speciale per tutti ma soprattutto per la famiglia Schiavoni che ha rilevato l’Ancona dal fallimento del 2004 e aveva promesso di riportare i dorici nella cadetteria entro quattro anni. Invece giocando con un anno di anticipo sovvertendo ogni pronostico ha conquistato la serie B.
Dopo i festeggiamenti i rito negli spogliatoi la squadra è salita sul pullman per fare il giro della città a raccogliere il meritato tributo dei suoi tifosi.
SERIE B


Paolino Giampaoli
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