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Promosse dalla 2a Div
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Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
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 2  Cremonese 22

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7 febbraio 2008

Verona-Cavese, una sola verità?

Verona-Cavese, una sola verità?


In margine agli incidenti scoppiati fuori dal Bentegodi prima della gara tra Hellas Verona e Cavese, che hanno visto coinvolti i sostenitori della Cavese, la ricerca della verità dovrebbe essere il solo obiettivo da perseguire per gli organi di informazione. A maggior ragione, quando c'è di mezzo la giustizia.

Incidenti di Verona

Sui fatti avvenuti domenica al Bentegodi si è detto, e scritto, forse troppo poco.

 

Le cronache hanno parlato di "facinorosi e teppisti". Di supporters cavesi che nulla di meglio avrebbero avuto da fare se non sobbarcarsi centinaia di chilometri per mettere a repentaglio la propria incolumità. E quella di donne e bambini presenti fuori, perché è lì che è rimasta gran parte della gente di fede biancoblù, dall'impianto sportivo scaligero.

 

In un calcio travolto da episodi deprecabili, e da atti vandalici che nulla hanno a che vedere col gioco più bello del mondo, fatti del genere sono all'ordine del giorno. E’ stata proprio questa routine a far nascere una corrente di pensiero fin troppo semplicistica tra quanti si occupano di informazione. La colpa è sempre degli ultras.

 

Anche in questo caso, una tale corrente di pensiero è stata ampiamente seguita. Portando ad esprimere giudizi superficiali, e condanne mediatiche, senza troppi scrupoli.

 

Questo perché? Perché il rincorrere la notizia, e il doverla riportare il prima possibile, porta alcune volte alla superficialità, al venir meno dell'interesse per la "vera verità". Quello che è accaduto domenica ha avuto una certa rilevanza mediatica. Ma i fatti riportati (tafferugli con le forze dell'ordine, servizi igienici distrutti, 8 arresti e 5 fermi) non sono che le conclusioni. Così, una città come Cava de' Tirreni potrebbe vedersi incollata addosso la sgradevole etichetta di "patria di rivoltosi".

 

Questo emergerebbe se ci si limitasse a tener conto di quanto si è scritto. Che potrebbe non essere tutto. A Verona erano presenti tante famiglie. Partite per il Veneto da Cava, e non solo, per seguire la formazione metelliana. Tante donne, bambini, padri di famiglia, giovani. Che ultras, cioè militanti del tifo organizzato, certo non sono.

 

A sentire le testimonianze di queste persone, pubblicate su alcuni siti web nonché su giornali locali, si ottiene una versione che porta alle stesse conclusioni. Ma con cause e modalità diverse. Che fanno pensare che, se qualcosa di sbagliato c'è, non è solo nella testa dei tifosi (cavesi, nel caso specifico).

 

In queste testimonianze si legge di una scarsa elasticità da parte delle forze dell'ordine verso i sostenitori aquilotti. Si legge di gente esasperata dalla vana attesa di poter assistere, pacificamente, allo spettacolo dopo un lungo e stressante viaggio. Si legge, ancora, di eccessi di zelo degli addetti all’ordine pubblico, forse troppo rigorosi nell’impedire l’ingresso nel settore ospiti di persone con biglietto di altro settore e di prezzo superiore.

 

Nelle versioni "ufficiali" quello che è trapelato, invece, è che si sia trattato di teppisti intenti e disposti al diverbio (se non a peggio) con le forze dell'ordine. Di tifosi con biglietti nominativi i cui dati non corrispondevano a quelli del possessore. E si è sostenuto che molti volessero entrare senza possederlo, un biglietto.

 

Quale delle due versioni è quella reale? A chi dare ragione? Qual è la verità? Probabilmente nessuna delle due lo è, in senso assoluto. E la verità sta nel mezzo. Ma, proprio per questo, esprimere giudizi affrettati non è giusto né corretto.

 

Sta di fatto, comunque, che gli arresti ci sono stati e le condanne arriveranno a breve. Gli 8 arrestati sono rientrati a Cava de' Tirreni e sono in attesa della sentenza. Che, con ogni probabilità, imporrà loro il Daspo.

 

C’è, dunque, nel caso di specie una sola verità? Vale a dire quella resa pubblica? Quella venuta fuori da una sola delle due campane? Non dovrebbe, viceversa, essere scontato per chi è mosso dal vero spirito di cronaca guardare oltre la superficie? Andare in fondo, informandosi e informando a 360 gradi? Alla ricerca di una possibile verità nascosta?

 

Donne, bambini, famiglie, giovani, un lungo viaggio per la propria passione rovinato dal proprio comportamento. Non ne siamo troppo convinti. Così come siamo convinti che la verità non cade dal cielo. E che le parole, prima di essere scritte, debbano essere pesate e pensate. Specie quando si ha a che fare con popoli civili quali quelli di Verona e Cava de' Tirreni, non si possono diffondere notizie parziali che tanto male possono fare a chi ne è, suo malgrado, protagonista.

 

La velleitaria speranza è che, per gli episodi di violenza, ci sia sempre chiarezza da parte di chi indaga. E che la giustizia faccia il suo corso, senza superficialità e/o pregiudizi. Così come l'informazione. Che dovrebbe scavare, sempre e comunque, alla ricerca della verità vera. Se mai esiste.

 

Davide Lamberti - www.calciopress.net







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4 febbraio 2008

Violenza al Bentegodi. Cariche della polizia prima dell’inizio della partita contro i tifosi arrivati dalla Campania


 

Violenza al Bentegodi. Cariche della polizia prima dell’inizio della partita contro i tifosi arrivati dalla Campania
Scontri fuori dallo stadio arrestati otto ultras
Sono tutti tifosi della Cavese Avevano cercato di accedere agli spalti con biglietti che riportavano il nome di altri
Gli arrestati oggi davanti al giudice per rispondere di resistenza, lesioni e violenza a pubblici ufficiali
 


 

Alessandra Vaccari
Arrivare dalla provincia di Salerno per farsi arrestare dopo aver cercato di entrare allo stadio con biglietti che riportavano il nome di altri, oppure non avendoli proprio, non è certo la degna conclusione di una trasferita calcistica. Eppure è quello che è riuscito a fare un gruppo di tifosi metelliani ieri pomeriggio, in occasione della partita Hellas Verona-Cavese finita con la vittoria della squadra campana per uno a zero. Cinque tifosi sono stati arrestati mentre cercavano di forzare gli ingressi della curva nord essendo sprovvisti dei biglietti. Altri tre sono stati fermati dopo la partita grazie a riscontri fotografici e filmati. Gli agenti hanno aspettato il termine dell’incontro e all’uscita li hanno fermati.
Prima della partita la polizia è stata costretta a caricare per evitare che i tifosi «irregolari» entrassero allo stadio.
Gli arrestati stamattina compariranno davanti al giudice per rispondere di lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. La notte in cella l’hanno passata Luigi Vitale, 37 anni di Cava; Andrea Alfieri, 23 anni di Verbania; Angelo Salazzano, 34 anni, nato in Germania; Umberto Sorrentino, 31 anni, di Cava; Antonio Ferrara, 37 anni, di Nocera inferiore; Giovanni Ragosta, 29 anni, di Cava; Claudio Vernacchio, 23 anni ed Enrico Coppola, trent’anni, entrambi di Cava.
Il sito della Cavese aveva preannunciato un arrivo consistente di supporter salernitani «con tutti i mezzi possibili: treno, auto, pulmino ed aereo. Inoltre daranno un apporto importante anche i tanti tifosi sparsi nelle varie zone del Nord Italia», diceva una nota sul sito. «Al Bentegodi i tifosi della Cavese non saranno meno di 400. Considerata la trasferta difficile, anche per una tifoseria non proprio benevola nei confronti delle squadre del sud, è consigliabile viaggiare e spostarsi per Verona in gruppi non troppo sparpagliati».
E dopo la partita era stata aggiunta un’ulteriore nota: «Si registra, purtroppo, una carica della celere prima della partita su una cinquantina di tifosi metelliani che tentavano di accedere al settore ospiti».
Come dire, una versione edulcorata della realtà visto che quando un centinaio di tifosi ha cercato di entrare allo stadio senza biglietto regolare, altri supporter già sugli spalti sono scesi di nuovo al piano terra, non prima di essere passati dai bagni e aver divelto tutto quello che hanno trovato per poi lanciarlo contro i poliziotti.
Una volta tornata la calma, i tifosi già entrati sono tornati dentro il Bentegodi, quelli rimasti fuori hanno ripreso le auto per rientrare in Campania. Per tutti i fermati è già stato emesso il divieto di tornare allo stadio così come per altri soltanto segnalati
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Bab.htm


 

Basta un gol di Giampaolo Hellas a picco
L’ex gialloblù batte Rafael dopo pochi minuti La replica del Verona si ferma sulle traverse Incredibile l’errore di Stamilla nel recupero
 


 

Luca Mantovani
Si potrebbero scrivere tante cose dopo una partita così. Il risultato è bugiardo, i ragazzi in gialloblù si sono impegnati, la fortuna ha girato le spalle all’Hellas. Sono tutte giustificazioni valide ma la realtà è molto amara.
Il Verona ha incassato la seconda sconfitta consecutiva al Bentegodi, ha perso con la Cavese, ha regalato il gol della vittoria, resta solitaria all’ultimo posto in classifica.
Basta un guizzo di Giampaolo per mandare a picco la povera scialuppa che Sarri cerca di portare fuori dal mare in tempesta. L’ex fantasista gialloblù da sempre è un «castigamatti» per l’Hellas ma questa volta deve ringraziare non solo il suo talento ma anche l’amnesia di Sibilano in piena area di rigore che regala un pallone d’oro all’attaccante campano.
Cosa si può fare per cancellare i limiti di una squadra che va avanti così da ventidue giornate? Davanti non si segna, in mezzo si costruisce poco, dietro ogni tanto si fa una dormita: così si va dritti in C2, non ci sono dubbi.
Arvedi e Galli non ci vogliono credere, Sarri è stato chiamato al capezzale dell’Hellas per dare una svolta dopo le esperienze in panchina di Colomba e Pellegrini e il tecnico toscano non regala niente al caso. Grande lavoro durante la settimana, attenzione particolare sui calci piazzati, recupero psicologico dei giocatori più importanti dell’organico. Contro la Cavese si rivedono i quattro difensori in linea e i due centrocampisti davanti al pacchetto arretrato, Vigna e Minetti corrono sulle fasce, Da Silva fa qualche passo avanti e gioca quasi in linea con Altinier. Il Verona parte discretamente, Bellavista si fa apprezzare al centro delle operazioni, la Cavese difende con dieci uomini dietro la linea della e ripresenta Highlander Giampaolo come centravanti.
La strategia è chiara, l’Hellas deve fare la partita, la Cavese pensa solo alle ripartenze. Ma dopo una manciata di minuti cambia l’inerzia della gara. Tarantino sbaglia il cross, la palla finisce in area, Sibilano controlla, può fare tutto quello che vuole ma prova il disimpegno, lo sbaglia, regala il pallone a Giampaolo. Stop e sinistro al volo. Palla in fondo al sacco, Cavese in vantaggio.
Verona sotto, al Bentegodi, ancora una volta. Il pubblico alza la voce, incita i gialloblù ma loro viaggiano in un’altra dimensione. Provano a reagire ma sembra la solita amichevole. Buoni i fraseggi, praticamente inesistente la fase offensiva. Una traversa su punizione di Vigna al 22’, un rigore netto su Altinier alla mezz’ora. Farina mette giù l’attaccante gialloblù, l’arbitro fa finta di nulla. Sono episodi importanti, questo è vero, ma una squadra che deve rimontare e vincere una partita determinanante per il futuro non può entrare tre volte in quarantacinque minuti nell’area di rigore avversaria.
Anche Sarri respira questa negatività, negli spogliatoi cerca di ricaricare la truppa, all’inizio di ripresa il Verona torna in campo più vivo.
Pressing alto, Bellavista e Corrent trovano le coordinate giuste, Vigna spinge sulla fascia con determinazione. Al quarto d’ora buona progressione centrale di Altinier, l’arbitro concede la punizione dal limite, Da Silva mette a posto la palla e fa partire un bel destro a girare. La traversa respinge la botta del brasiliano e la Cavese resta in vantaggio.
Sarri fa esordire Stamilla al posto di Minetti, dopo pochi minuti getta nella mischia Morante, toglie Altinier e spinge in avanti Da Silva.
Ma il Verona non c’è più, la pressione gialloblù che aveva caratterizzato la prima parte della ripresa si spegne di minuto in minuto.
Ci pensa l’arbitro a infiammare la partita intorno alla mezz’ora. Prima manda negli spogliatoi Bellavista e Sorrentino per uno scambio di cortesie «poco galanti» sulla trequarti, poi mostra il secondo giallo anche a Nocerino per l’ennesimo fallo su Vigna e manda sotto la doccia il capitano dei campani. Cavese in nove, Verona in dieci, Sarri toglie anche Morabito e gioca la carta Garzon con Sibilano spostato in attacco a fare il centravanti con Morante e Da Silva. In pieno recuopero Vigna se ne va ancora sulla destra, perfetto il cross al centro, Stamilla è tutto solo, a due passi dalla porta. Colpo di testa, palla fuori di un soffio, Roba da non credere.
A dodici partite dalla fine una cosa è certa, la prima sentenza è già stata scritta. L’Hellas non potrà più salvarsi direttamente, la Pro Sesto occupa la sestultima posizione con nove punti di vantaggio, per recuperarli non basterà un’impresa ma un miracolo


 

VIGNA
Incontenibile sulla fascia nella ripresa
 

Quando l’arbitro decide di ammonire e poi espellere Nocerino che lo martello di falli, Luca Vigna diventa incontenibile sulla destra e mette al centro quattro o cinque palle deliziose. Ci fosse un bomber...




 

SIBILANO
Troppo grave il «regalo» ai campani
 

Lorenzo Sibilano non si può discutere, come uomo e come calciatore e proprio per questo ti sembra impossibile che uno come lui possa fare l’errore che ha regalato il gol del vantaggio alla squadra campana.



 

MAURIZIO SARRI
«Coraggio, Verona
Continuiamo a lottare
prima o poi cambierà»
Su Altinier c’era rigore, ma l’arbitro non lo ha concesso...Male il risultato, non la prestazione
 

Maurizio Sarri mette i tappi agli orecchi del Verona: meglio non ascoltare chi bisbiglia, e chi parla di futuro a tinte fosche. Il tecnico gialloblù ha deciso anche di «imprigionare» nello spogliatoio lo spirito del suo Hellas. «Non dobbiamo farlo scappare. Dovremo essere sempre così: cattivi fino in fondo. Perché anche per noi deve girare prima o poi». Sconsolato, ma non abbattuto. Il Verona è sempre ultimo, ha perso ancora in casa, perdendo anche il treno per il rilancio.
Sarri, c'è ancora speranza?
Certo, perché la prestazione con la Cavese è stata buona. Ho visto la squadra correre, costruire, lottare. Non possiamo arrenderci proprio adesso. Dovremo dare sempre di più.
A guardare la classifica però...
È questo il punto: la classifica non la dobbiamo proprio guardare. Adesso i ragazzi non devono ascoltare nessuno, tranne me. Anzi, dovremo ascoltare solo quello che ha da dirci il Verona.
Oggi tutti devono lavorare per tutti.
Un episodio vi ha punito. Questo vuol dire anche che la fortuna vi ha girato ancora le spalle
Premetto: non avrebbe senso crearci alibi. Purtroppo, però, gli episodi ci danno ancora contro. Questo deve farci capire che per avere di più bisognerà dare molto di più.
E se non cambia in fretta la tendenza.
Appunto. Dobbiamo scrollarci di dosso questo senso di negatività e continuare ad affondare i colpi. Non siamo stati fortunati? Peccato. Ma la squadra ha reagito, ha creato palle gol, meritava il pareggio. Non possiamo sempre restare a mani vuote.
C'era rigore su Altinier?
A casa mia è rigore quando un difensore si disinteressa della palla e va a sbattere contro l'attaccante. Ma l'arbitro non ha fischiato. E noi ne prendiamo atto.
Li ha visti i numeri? A -3 dalla penultima, a -9 dalla salvezza. La sua riflessione?
Bisogna avere fiducia, la squadra è viva. Il primo passo da fare adesso è quello di abbandonare la penultima posizione in classifica. E poi, se dovessimo continuare a giocare così, migliorando in corsa le prestazioni, potremmo diventare per tutti la mina vagante dei play out.
Veniamo ai singoli: Altinier non ha trovato il gol, ma si è dannato l'anima.
Altinier per sessanta minuti ha disputato una buona gara, poi era stanco ed era giusto dargli respiro. Bellavista è stato discreto, Minetti si è espresso su buoni livelli.
Stamilla poteva regalarle invece il pareggio a tempo scaduto
Non fosse stato reduce da quattro mesi di inattività, l'avrebbe buttata dentro. Mi dispiace per noi, e per lui naturalmente.
Voltando pagina c'è già il Venezia. Brutto cliente
Siamo in crescita. Lotteremo. Senza paura.

 

Non guardiamo la classifica, noi dobbiamo soltanto pensare a lottare come abbiamo fatto stavolta. I numeri adesso ci condannano, ma la strada per la salvezza è ancora lunga



 

Rigore su Altinier L’arbitro non vede
 

PRIMO TEMPO
9’: Cavese in vantaggio, palla innocua in area, Sibilano controlla senza problemi poi sbaglia il rinvio e il pallone finisce sui piedi di Giampaolo. Stop e sinistro al volo, palla in fondo al sacco.
22’: punizione di Vigna dal limite, destro a girare, palla sull’incrocio dei pali.
30’: lancio di Comazzi in area, Altinier ha la palla buona per battere a rete, Farina frana su di lui, ci può stare il rigore, l’arbitro lascia correre.
37’: Giampaolo si libera di Sibilano, tocca per Tarantino, Minetti recupera in qualche modo, l’attaccante campano spara sull’esterno della rete.
46’: buono scambio tra Altinier e Da Silva, perfetto il lancio per Vigna che entra solo in area e fa partire una botta di destro. Criscuolo respinge alla grande.
SECONDO TEMPO
15’: punizione dal limite di Da Silva, destro perfetto, palla che sbatte sotto la traversa a Criscuolo battuto.
17’: Altinier viene anticipato in area da Giraldi, palla a Bellavista, destro dalla lunga distanza, alto sopra la traversa.
23’: errore di Bellavista in mezzo al campo, Favasuli recupera la palla e va al tiro, rimedia Rafael.
35’: scorrettezze reciproche a gioco fermo tra Bellavista e Sorrentino, l’arbitro mostra il rosso a tutti e due.
38’: ancora un fallo di Nocerino su Vigna, secondo giallo per il difensore campano, la Cavese resta in nove.
45’ Vigna conquista un buon pallone sulla destra e mette in azione Morante che prova il tiro al volo ma la sua conclusione finisce in Curva.
49’: ancora una grandissima azione di Vigna sulla destra, perfetta la palla per Stamilla solo a due passi dal portiere, il suo colpo di testa finisce fuori.



 

SPOGLIATOIO. RAFAEL PINHEIRO PROVA A PARARE LA PAURA E A DARE SPERANZE A COMPAGNI E TIFOSI: «È VERO, ABBIAMO POCO TEMPO, MA BISOGNA GUARDARE AVANTI»
«Restano 12 partite Possono bastare»
Amaro, invece, Natale Gonnella: «Per noi è vietato sbagliare Ora il primo obiettivo è quello di agganciare la Paganese»
 


 

Simone Antolini
Parare la paura e il disagio non sempre è possibile. Rafael Pinheiro ci prova. Crogiolarsi nel dolore oggi non serve a nulla. Meglio sforzarsi e sorridere. «Dobbiamo credere fino in fondo nella salvezza. Io non voglio pensare a niente di diverso. Anche la prestazione offerta contro la Cavese mi ha fatto capire che siamo sulla buona strada. Certo: ci è rimasto poco tempo. Ma io guardo avanti con fiducia». Freddato da Giampaolo, Rafa non ha dovuto poi compiere grandi miracoli. «Segno che la partita l'abbiamo fatta quasi sempre noi. Purtroppo un episodio ci è stato fatale. Ma di questi tempi va così. Sbagli e gli altri ti puniscono. A questo punto il Verona dovrà dimostrarsi più forte di tutto e di tutti».
Mancano dodici partite alla fine, la soglia salvezza continua ad essere lontana: nonostante questo Rafa ostenta grande ottimismo. «Dodici partite possono bastare per riprendere in mano la nostra stagione. La squadra è viva, e contro la Cavese ha giocato da squadra. Tutti hanno lottato, tutti hanno dato il massimo. Non ho visto un gruppo rassegnato, anzi. Ripensando agli episodi più importanti della partita, mi sento di dire che con un pizzico di fortuna in più adesso saremmo qui a parlare di un'altra partita. La verità è che la palla non vuole proprio entrare, e niente ci aiuta. Questo, però, deve farci aumentare la rabbia. Probabilmente la serie C per il Verona è questa: gli altri scendono una volta in area e ci fanno gol. Noi, invece, dobbiamo fare l'impossibile per raccogliere qualcosa». Chiusura dedicata al tempo: «Gioca contro di noi, questo è vero. Ma se riusciamo a dare una svolta alla nostra stagione, tutto può cambiare. E io sono convinto che questo Verona può cambiare». Natale Gonnella riflette in profondità: «Per noi sbagliare è vietato. Lo dice il campo. E al primo errore, siamo stati colpiti duramente. Detto questo, non dobbiamo cambiare di una virgola l'atteggiamento avuto contro la Cavese. Il Verona è sceso in campo molto determinato, ed è riuscito a mettere in difficoltà l'avversario in più occasioni. Abbiamo fatto vedere cose buone. Purtroppo il risultato finale va a modificare qualsiasi tipo di giudizio. A questo punto, dobbiamo stringerci intorno alle nostre certezze: solo così possiamo davvero venirne fuori. Non sempre gli epiosodi giocheranno a nostro sfavore».
Eppure anche questa volta è andata così. E quando Altinier è finito al tappeto in area «mi sarei aspettato di veder fischiato un rigore a nostro favore», ammette Gonnella, «ma a questo punto sembra tanto che gli arbitri ce l'abbiano con noi. Non voglio, però, pensarci più di tanto. Ci aiuteremo da soli. Non possiamo fare altrimenti». Ci sono delle tappe obbligate: «Sì, la prima è riprenderci il penultimo posto. Oggi il Verona deve fare la corsa sulla Paganese, raggiungerla e poi pensare all'obiettivo successivo. Passo dopo passo possiamo ancora rimediare ai nostri errori, alle nostra mancanze. Lo spirito di sacrificio non manca
in questa squadra»

http://www.larena.it



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3 febbraio 2008

Verona, incidenti tra polizia e ultras Cavese

Verona, incidenti tra polizia e ultras Cavese


A seguito di violenti scontri tra tifosi e forze dell’ordine, avvenuti fuori dal Bentegodi immediatamente prima della gara Hellas Verona-Cavese, la polizia ha proceduto a 8 arresti e 5 denunce. Sono tutti ultras della squadra campana.

Incidenti a Verona provocati da tifosi della Cavese

Otto tifosi campani sono stati arrestati, e cinque denunciati a piede libero, dopo una serie di violenti scontri con le forze dell'ordine scoppiati all'esterno dello stadio Bentegodi.

I tafferugli sono scoppiati immediatamente prima di Verona-Cavese. Tutto si è svolto immediatamente prima dell'incontro Verona-Cavese. La gara è stata poi persa dall’Hellas per 0-1.

Gli scontri sono scoppiati quando un centinaio di supporters della Cavese, giunti a Verona senza biglietti, hanno cercato di sfondare i cancelli.

Dalla curva, 300 tifosi si sono precipitati giù per dare man forte ai loro amici. Alcuni hanno utilizzato cinture come oggetti di offesa e spruzzato spray urticante contro le forze di polizia.

Negli incidenti, quattro agenti sono rimasti feriti. Sarebbe rimasto contuso anche uno steward dell'Hellas Verona.

L’età delle persone coinvolte nei tafferugli, a quanto si apprende, è compresa tra i 20  e i 40 anni. Esse risultano tutte residenti a Cava dei Tirreni. Sono accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento.

Redazioneweb - www.calciopress.net
 

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