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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

Serie C1 Rassegna Web Prima Divisione Lega Pro





































sfoglia    novembre        gennaio


1 dicembre 2008

La Pro sconfitta a Ravenna cede il primato in classifica

La Pro viene sconfitta per 1-0 in casa del Ravenna e perde il primo posto in classifica dopo 13 giornate ininterrotamente in testa ...continua a leggere >>

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26 maggio 2008

Pro Patria-Verona 1-1 (1-0)

PROPATRIA - VERONA 1-1 (1-0)
26/05/2008 12:14

PRO PATRIA - VERONA 1-1 (1-0) PRO PATRIA (4-3-3): Anania; Nossa, Citterio, Giani, Imburgia; Cigardi (42’st Marino), Pessotto, Castellazzi; Trezzi (26’st Rosso), Gasparello (25’pt Ardemagni), Negrini. A disp. Capelletti, Martini, Ceriani, Schiavano. All. Degiorgi (Rossi squalificato) VERONA (4-3-3): De Andrade; Politti, Sibilano, Orfei, Di Bari; Garzon (23’st Minetti), Bellavista, Corrent; Stamilla (32’st Morante), Cissè (32’st Altinier), Zeytulaev. A disp. Franzese, Faggionato, Comazzi, Piocelle. All. Pelegrini ARBITRO: Gallione di Alessandria GUARDALINEE: Toti di Pesaro e Schenone di Genova QUARTO UOMO: Massa di Imperia MARCATORI: 37’pt Negrini (PP), 44’st Zeytulaev (V) AMMONITI: Imburgia, Trezzi, Negrini, Giani, Zeytulaev, Bellavista Gara finale di Play-ouy e risultato rocambolesco come tutto il girone di ritorno dei tigrotti, all'insegna della sfortuna e degli infortuni. Pareggio amarissimo contro un avversario che nei minuti finali per tre partite consecutive contro i biancoblu trova il gol che tramortisce, la Propatria. Match che parte sotto una pioggerellina che inumidisce il terreno di gioco, ma tigrotti che partono con la voglia e la volontà di fare bene per portare a casa una salvezza. Per la ProPatria out, Tramezzani, Candrina, Fiorentino, Della Bona, Vecchio, Francioso, ma sia con Imburgia, Trezzi, Negrini, si rendono pericolosi nei primi 20 minuti, il Verona impensierisce Anania con un rinvio di De Andrade che costringe il n°1 della Pro al corner. Ma nella prima parte della partita l'arbitro interpreta due azioni dei tigrotti a modo suo : prima una azione di Imburgia viene fermata in modo falloso da un avversario, ma l'arbitro ammonisce l'esterno tigrotto, poi un incursione in area veronese di Trezzi viene prima strattonato poi atterrato per un chiaro rigore ma l'arbitro decide per la simulazione. Da segnalare che al 20' la Pro patria già decimata deve fare a meno di Gasparello per un serio infortunio al ginocchio, al suo posto Ardemagni. L'orgoglio tigrotto c'e' e esce, Negrini pescato da Pessotto fa fuori il suo avversario, e in diagonale gonfia la rete di Raffael; si concretizza la padronanza territoriale dei tigrotti con i veronesi che subiscono il contraccolpo. Seconda frazione con il Verona che ci prova subisco con Cissè "trovato" da Zeytulaev ma Anania come all'andata lo disinnesca; per la Pro patria ci prova Castellazzi che trova la schiena di Ardemagni, il Verona con il Mister Pellegrini effettua i cambi, mettendo gli avanti Morante e Altinier ma la partita sembra nelle mani biancoblu, anzi sembra non averne più, ma al 89' succede l'irreparabile : è Zeytulaev a trovare una palla "sporca", si presenta in area e riesce a trovare il tiro della disperazione che "sassa" tutto il popolo biancoblu. Sarà, Marino a provare il tiro ma la palla si perde fuori. Pro patria che non trova la salvezza in categoria, ma anche tanta sfortuna.
http://www.propatria.it/index.php?module=ENews&func=dettnews&IDNews=2202

SALA STAMPA PRO PATRIA - VERONA PLAY-OUT GARA 2
26/05/2008 12:12

SALA STAMPA PROPATRIA - VERONA ROBERTO VENDER (a.d. Pro patria) : " la mia famiglia accetta il risultato del campo, si ritorna in C2 e cercheremo di fare programmi adeguati alla nuova categoria con l'intenzione di ritornare dove siamo stati fino ad ora; prima dobbiamo fare una riflessione su quanto avvenuto , perchè è chiaro e fuori discussione che siamo di fronte ad una sconfitta. Un risultato negativo che esaminerò con i miei collaboratori. E' evidente che sono stati commessi degli errori e dobbiamo capire come la retroccesione sia potuta accadere, quando a metà stagione eravamo contenti della squadra. Dobbiamo parlare con l'amministrazione comunale, e da loro ci aspettiamo delle risposte, su quanto abbiamo chiesto. Il sindaco lo sà e i nostri programmi sono in funzione di quanton verrà detto, Dalle istituzioni comunali non ci aspettiamo niente; noi avevamo chiesto che ci fossero delle forze nuove pronte a darci una mano, ma queste non ci sono, personalmente non le vedo. Abbiamo 5 giocatori a contratto, dobbiamo sapere da loro se intendono rimanere con noi nella nuova categoria, o se vogliono andare altrove, questo vale anche per i miei collaboratori più stretti. Devo capire se qualcuno vuole andare via, sono valutazioni che faremo da domani in vanti alla luce di questo risultato e sono molto dispiaciuto. E' la prima volta da quando sono alla pro patria che provo una amarezza tale. Mi dispiace per il caos biglietti, ma non è responsabiltà della società; la responsabilità dei biglietti per le partite dei Play-out è di competenza della Lega di Serie C, noin abbiamo fatto quanto ci è stato detto, invito ciascuno di voi a verificare queste cose, perchè la società non ha fatto altro che eseguire degli ordini ". CARBONE (d.s. Pro patria ) : " Non ho nessuna intenzione di dimettermi dopoi quello che è successo oggi, io rimango alla pro patria a meno che l'amministratore delegato e la dirigenza decidano diversamente, resto al mio posto nella mia squadra ". GUERRINO GASPARELLO : " Sono delusissimo da questo risultato, il mio infortunio è ancora una volta la dimostrazione di un destino amaro che si è accanito contro la propatria ". NEGRINI : " E pensare che oggi ero contentissimo, anche perchè con il Verona ero in credito. Avevo sbagliato nel corso della partita di ritorno del campionato. E poi c'era quell'occasione al Bentegodi ".
http://www.propatria.it/index.php?module=ENews&func=dettnews&IDNews=2201

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24 maggio 2008

Pro Patria: Comunicato Stampa del Direttore Generale

Comunicato Stampa del Direttore Generale
23/05/2008

Ho letto le tante mail che ci sono pervenute in queste ultime ore di grande disappunto di come è stata gestita la vendita dei tagliandi, dico subito e non per comodo, che personalmente e a nome della società sono molto dispiaciuto che dei nostri tifosi non siano riusciti ad acquistare i biglietti e sono privati a dare sostegno alla squadra.
A Lucio a Paros69 e tanti che ci hanno scritto rispondo anche se ne dubitavano che con il senno del poi alcune cose le avremmo indirizzate diversamente, ma vi posso assicurare che le scelte della società nella riunione organizzata dalla Lega di serie C a Firenze di non giocare in un altro stadio era una scelta di difesa al nostro territorio, la scelta di non dare più di 600 tagliandi ai veronesi era una difesa al tifo biancoblu, che doveva essere supportata da decisioni della Lega con restrizioni di vendita agli scaligeri, invece ci hanno imposto la vendita libera, nessuna divisione di settore, nessuna prevendita ai nostri abbonati.
Capiamo come società il vostro sconforto, ma è anche il nostro, e tutto vi assicuro, tutto quello che potevamo fare per i nostri tifosi nei giorni precedenti la prevendita è stato fatto riuscendo a distribuire moltissimi tagliandi ai " nostri ".
Che la partita con il Verona sia un evento particolare lo dimostra la riunione convocata in data odierna dal Prefetto di Varese (secondo noi forse c'è stato poco tempismo nel capire cosa stava avvenendo) e le ancora tantissime richieste dalla città scaligera; ancora oggi allo stadio si sono presentati dei nostri tifosi chiedendoci i biglietti,non sapendo che era tutto esaurito e si sono anche incazzati, siamo a venerdì...........
 
Riccardo Guffanti
Direttore Generale
http://www.propatria.it/index.php?module=ENews&func=dettnews&IDNews=2199

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14 maggio 2008

Pro Patria : Allenamenti a porte chiuse

Allenamenti a porte chiuse
14/05/2008

La Pro Patria comunica che dalla data odierna fino a nuove disposizioni gli allenamenti si terranno a porte chiuse.

Pro Patria Calcio

http://www.propatria.it/index.php?module=ENews&func=dettnews&IDNews=2191

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7 maggio 2008

Il punto tecnico sulla Pro Patria dai tifosi del Bustocco

Adesso la lenta agonia delle ultime giornate di campionato è proprio finita. E' stato un susseguirsi di domeniche, che sono state un vero compendio di amarezze, una dopo l'altra, con una flebile fiammella che si andava spegnendo sempre più lentamente; forse solo i versi e le rime di Carmen Consoli definirebbero al meglio la situazione. Dopo trentaquattro giornate in cui nelle prima parte si sono alternate speranze, illusioni, alcune gioie e sprazzi di buon gioco, la Pro è piombata nei play-out con molta, ma molta amarezza, alla fine di un girone di ritorno con solo 12 punti all'attivo; una sola vittoria per di più esterna contro il Venezia, solo quattro punti casalinghi e la bellezza di quattro sconfitte interne. Un cammino a dir poco sconcertante, considerato i ventisei punti dell'andata, le undici gare senza sconfitte a cavallo tra girone di andata e ritorno. Poi il patatrack. Cosa sia avvenuto veramente nella mente dei ragazzi che scendono in campo non è dato saperlo, ma probabilmente qualcosa di più grosso e serio deve essere accaduto nelle stanze dei bottoni, perchè un crollo del genere non trova altra spiegazione plausibile, è stato come vedere un puzzle quasi terminato che veniva colpito da un pugno mandando tutti i pezzi ovunque nella stanza. Questa squadra è caduta clamorosamente, manco fosse il muro di Berlino nell'89 è venuta giù così nello stesso modo. Si è vero sono intercorsi infortuni e squalifiche, ma si è dilapidato un patrimonio di punti incredibile. Senza che dalla tolda della società si levassero voci convinte del pericolo, come se la salvezza fosse sempre lì; bastava solo allungare il braccio e prenderla. Invece non è stato così. Se una squadra o meglio una società vuole raggiungere a tutti i costi un obbiettivo, lo fa. Ricorrendo anche al mercato degli svincolati, se c'è da tamponare qualche falla nell'organico come successe anni fa, alla vigilia dei play-off di C2, contro la Triestina, quando vennero ingaggiati Panesi e Guarino. Invece il nulla, tutto come da inizio stagione, come la scorsa stagione, quando suonò già pericolosamente il campanello dei play-out, con una rimonta nelle ultime quattro giornate di campionato, che profuma ancora di miracoloso adesso ad un anno di distanza. 

Per dare un semplice quadro della situazione in cui siamo andati a cacciarci negli ultimi mesi. Quello appena terminato è stato il peggiore girone (tra andata e ritorno) di sempre nella storia della Pro in C1. A pari merito con i 12 punti conquistati nel 2003-04 con Muraro e Sala ma con un girone di ritorno con 26 punti, e salvezza arrivata ai play-out contro il Prato. Con Discepoli, nel 2005-06, arrivarono solo 15 punti ma con un girone di andata chiuso a 30 e nelle ultime giornate della stagione, senza più la possibilità di agganciare i play-off, dopo la sconfitta interna contro la Sambenedettese, a quattro giornate dal termine che compromise tutto. Si è fatto peggio anche del campionato della retrocessione diretta, stagione 82-83, con 13 punti, ma con la regola dei due punti, che varrebbero i 15 attuali. 

Le cifre parlano chiaro 35 reti al passivo (sesta difesa), 33 realizzate, 17 pareggi, abbondantemente più di tutte le altre formazioni del girone, 10 sconfitte e solo sette vittorie complessive, di cui solo tre interne. Peggiore bottino di sempre nella storia della Pro nei suoi sette campionati di C1 e minimo di vittorie stagionali, con Paganese e Verona. Diciassette pareggi, record stagionale, le più vicine sono Monza, Padova e Cittadella con 13. Record negativo di astinenza dalla vittoria interna, che manca da 19 turni; ultima vittoria allo "Speroni", il 3-1 sul Manfredonia datato 25 Novembre 2007. Una difesa che nelle ultime otto gare ha subito sempre goal, contro la tenuta stagna della prima parte della stagione dove era ferma sempre a quattro reti al passivo. 33 reti all'attivo, quint'ultimo attacco del girone, con Gasparello che da solo ha realizzato, quasi il 40% delle marcature. Tra l'altro, ha realizzato quattro reti, tutte di pregevole fattura, nelle ultime cinque gare. Spiegateci cosa è successo a questa squadra dopo il secondo goal subito con la Cremonese in casa. Perchè da lì in poi siamo andati in tilt.  

C'era ancora chi si aspettava improbabili miracoli da Foligno e da Terni, ma proprio con le formazioni dell'Umbria, la Pro si è giocata il campionato. La sensazione comunque vada a finire questa stagione è che a Busto, dalle parti di Tigers street ed Whitehouse road, sarà un'estate calda, con ben poca e rinfrescante "umbria" bustocca a cui rifocillarsi. La sensazione è che sia vicina una resa dei conti e non solo quelli di bilancio. Si apre per tutti comunque, tifosi, proprietà, amministrazione comunale, un periodo fatto di tante e profonde meditazioni, sperando che certi errori non abbiano più a ripetersi, con o senza la Famiglia Vender alla presidenza, perché la pazienza della piazza bustocca è ormai al capolinea e si deve per forza giungere alla chiarezza. Una volta per tutte, sia quel che sia, non si può più giocare a rimpiattino, è l'ora delle scelte; dentro o fuori, per il bene comune.

Adesso arrivano gli spareggi salvezza contro il Verona, contro una formazione che nel girone di ritorno ha messo assieme 18 punti, sette in più degli uomini di Marco Rossi. Chi l'avrebbe mai potuto pensare solo un paio di anni fa? Gialloblù, che si giocheranno una fetta importantissima della loro storia, proprio mentre l'altra squadra cittadina il Chievo, è ad un passo dal ritorno in Serie A.

Organico, storia e blasone anche recente, portano tutto dalla parte degli scaligeri che in un modo o nell'altro faranno valere il loro peso, spinti probabilmente anche da un minimo di 20.000 spettatori. Il peso politico di altri, lo abbiamo già visto in altre occasioni, vedi play-off con la Triestina, e non vorremmo proprio che si ripetesse un altro caso Pieri, perchè allora ci sarebbe da far correre seriamente più di uno, ma a diversi livelli. Lo avevamo già assaggiato con il Lumezzane un paio di anni prima, quando i bresciani potevano contare su uno spessore decisamente maggiore. Quest'anno in più occasioni, vedi Padova, in casa e fuori,  Foggia al ritorno con la concessione rigore indecente, Cremonese in casa con un rigore che rimane molto dubbio. Passando alla farsa di Manfredonia, rigori, espulsione di Dalla Bona e ricorso, fino alla gara con la Ternana, il fallo dopo 8' minuti era da espulsione diretta e, qualcun'altro doveva lasciare il campo alla fine del primo tempo. Oltre ad altri episodi che hanno costellato questa nostra stagione.

Nel passato più recente, la mente corre alla gara con il Genoa a Marassi. Quello che hanno fatto quella domenica Zanzi-Fabiani-Preziosi, difficilmente lo dimenticheremo, con l'aiuto di Pieri padre, che è proprio di Genova. Però proprio con il Genoa, abbiamo fatto uno dei capolavori degli ultimi anni, quando tutti ci davano per spacciati, così come contro il Pisa lo scorso anno. 

E' il terzo play-out che andremo ad affrontare, sempre da quint'ultimi; uno in C2 con il Borgosesia ed in C1 con il Prato, li abbiamo sempre passati, anche se questa volta l'avversario è di tutt'altra caratura e con una tifoseria di quelle imponenti. Bisogna crederci tutti assieme, perchè, attorno a questa Pro si sente e si vede troppa rassegnazione, fatalismo, quasi fossimo dei predestinati. Prima andiamocele a giocare queste due partite, tifando e sostenendo chi andrà in campo. Vediamo un pò se i ragazzi di questa disgraziata stagione, riescono a trovare un pò di tempra dei tigrotti di una volta, per centrare l'impresa. I conti li faremo eventualmente alla fine.

 

 

Si è conclusa così la stagione regolare con la 34^ giornta che ha visto la realizzazione di 32 reti, di cui 10 nel solo incontro tra Padova e Cavese, terminato con un tennistico 6-4, uno dei più ampi punteggi di sempre nella storia del campionato di C1. L'ultima giornata di campionato ha emesso i verdetti definitivi, oltre alla storica promozione del Sassuolo in Serie B, avvenuta domenica scorsa, arriva anche la retrocessione del Manfredonia, nonostante la vittoria interna contro il Verona. Delineato anche il quadro di play-off e play-out, nelle loro posizioni che valgono gli accoppiamenti nella griglia degli spareggi.

Coda stagionale per Cremonese, Cittadella, Foggia e Foligno, che si giocheranno la promozione. I grigiorossi, con la loro mastodontica rosa a disposizione, a tutti i livelli, non sono riusciti a centrare la promozione diretta. Dando l'impressione più volte, di muoversi in categoria come un elefante nella cristalleria, o forse per rendere meglio il paragone come una corazzata nello stagno, che non è mai riuscita a liberare completamente la propria incredibile forza distruttiva sul campionato. Un attacco da 30 reti in due Temelin con 18 centri e Graziani 12, non è valso per la promozione diretta, anche perchè molti uomini chiave non hanno proprio trovato il passo giusto per la categoria, nonostante l'esperienza pluridecennale di Mondonico. Negli spareggi promozione, tutta la forza e l'esperienza del gruppo grigiorosso dovrebbe però uscire tutta. Avversario dei cremonesi sarà il Foggia, che ha fatto un girone di ritorno "monstre", con 35 punti conquistati e che nell'ultimo turno, in pratica ha dato la mazzata definitiva alla Pro ed anche al Padova, con il pareggio annunciato di Terni (0-0), in una gara non giocata che alla fine ha dato la salvezza agli umbri salvi e portato i pugliesi ai playoff, con un punto di vantaggio sui patavini. Per i rossoneri, anche il miglior punteggio interno con quaranta punti all'attivo, una sola sconfitta interna ad opera del Cittadella, nel girone di andata; ma solo sedici punti lontano dallo "Zaccheria".

Nel poker delle migliori che si giocheranno la promozione in Serie B, il Foligno, matricola veramente terribile, che ha disputato un campionato su altissimi livelli, sin dalla prima giornata della stagione. Una squadra che ha sempre dato l'idea di compatezza e serenità, esprimendo un buon calcio, sempre alla ricerca dei tre punti, mai nascosta dietro tatticismi particolari, ben disposta in campo dal tecnico Bisoli, che ha dovuto fare a meno per tutta la stagione di due uomini chiave come Bisello-Ragno ed il bomber argentino Turchi, sapendo rigenerare alcuni giocatori come Guastalvino, Segarelli, Noviello, Parolo, affidandosi anche ad un terzetto con Coresi-Petterini-Silvestri, che sono partiti con i falchetti dall'Eccellenza, lanciando anche il giovane ed interessante Giacomelli classe 90, in rete anche contro la Pro. Gli umbri, potrebbero essere veramente la mina vagante in questa appendice stagionale. Non hanno assolutamente niente da perdere, hanno entusiasmo voglia da vendere, oltre ad un complesso che ha i nervi distesi e gioca a memoria, con alcuni uomini chiave lasciati a riposo nelle ultime uscite di campionato. Completa il quartetto il Cittadella di Foscarini, trascinato in alto dalle reti del duo Coralli-Meggiorini, 33 reti in due, con il primo capocannoniere del girone con 19 centri di cui sette dal dischetto, in coabitazione con Temelin. Granata che hanno trovato in Iori, il perfetto metronomo del loro gioco, e nonostante nessuno ad inizio stagione punti mai con la necessaria convinzione, sono sempre tra le migliori formazioni del torneo. Cittadella che torna così a giocarsi l'ingresso in Serie B, dopo i fasti dell'era Glerean, affrontando proprio il Foligno, verso il quale dispone di un gioco ulteriormente collaudato, mandato a memoria nelle tre stagioni con Foscarini alla guida, di due bocche da fuoco che non hanno invece gli umbri, che invece sui veneti hanno un maggior scelta nella rosa. 

In coda, lo spareggio dell'ultima giornata tra Manfredonia e Verona è andato ai sipontini che hanno vinto 2-1, al 92' con la decima rete stagionale di Sau, che però è valsa la classica vittoria di Pirro, perchè ha visto prevalere gli scaligeri, per una migliore differenza reti. Pugliesi che a differenza delle altre stagioni non sono risuciti a far valere al meglio il fattore campo sintetico, anche per via di una rosa giovanissima, con alcuni elementi interessanti, per una società che già la scorsa estate aveva manifestato seri dubbi per l'iscrizione al campionato di C1. Una scelta che presenta sempre dei forti rischi e che spesso e volentieri non paga, se non ce'è più di un giocatore esperto, almeno uno per reparto a dare man forte. E quella rete al 92, ha indirizzato il Verona proprio verso la Pro. Ai playout vanno, assieme al Verona ed i tigrotti, anche la Paganese, con un campionato condotto sempre nelle ultime posizioni, che ha sconfitto un rimaneggiato Cittadella con la testa già ai play-off ed il Lecco che tra le mura amiche ha diviso la posta in palio con la Cremonese, con doppietta di Savoldi jr al 13 centro stagionale, con sette realizzazioni dal dischetto. 

L'ultimo turno ha visto la vittoria di prestigio ma inutile del Novara sul neopromosso Sassuolo, reduce dai festeggiamenti nella serie cadetta. Piemontesi che mandano ancora a rete Rubino, 18 centro stagionale, uno solo dal dischetto; azzurri partiti con più di una velleità di conquista del campionato, ma che si sono sempre dovuti accontentare delle posizioni di rincalzo, dopo una buona partenza. Un crollo a metà stagione che ha portato all'esonero di Discepoli per Bellotto, che però non è riuscito a raddrizzare la baracca ed ora la sua conferma è in dubbio, infatti non sembra rientrare nei programmi societari della famiglia De Salvo.

Altra delusa dell'annata il Padova, che rimedia un sesto posto, che equivale solo alle briciole di fine pasto, per una società che in fase di campagna acquisti aveva speso 5milioni di Euro, con nomi altisonanti Varricchio, Muzzi, Music, Rabito, Baù ed altri, ma per il quinto anno consecutivo vede i patavini, mancare i play-off. Per una squadra che avrebbe dovuto competere per il primo posto. Ed ora anche per i biancorossi si aprono momenti di profonda riflessione, con il presidente Cestaro che sembra sul punto di non volere più continuare. Delusione anche per la Cavese, che voleva bissare i play-off dello scorso anno ed invece ha sempre veleggiato nella parte medio-bassa della classifica. Esce con le ossa rotte da questa stagione anche il Venezia, costruito con troppi "anziani", su tutti la coppia quasi quarantenne dei fratelli Brevi, con a momenti più cambi di allenatore che giocatori mandati in campo ed un girone di ritorno da retrocessione con soli 16 punti all'attivo. Campionato interlocutorio anche per il Monza, che chiude a centroclassifica, vincendo il derby con la Pro Sesto all'ultima giornata, e per la prima volta nelle ultime due stagione non raggiunge i play-off, con una società che più volte ha visto aprirsi crisi con la parte tecnica, direttore generale Abbate su tutti, poi con gli allenatori Sonzogni e Pagliari, con il bomber Beretta, praticamente desaparecido, rispetto alle ultime stagioni. Sestesi senza infamia e senza lode, centrando l'obbiettivo stagionale, la salvezza senza passare per i play-out, come lo scorso anno. 

Analizzando le cifre della stagione, troviamo il Padova che nell'ultimo turno ha realizzato ben sei reti, con l'attacco più forte del campionato con 57 segnature, di cui 18 reti per Varricchio, senza un rigore, e 13 per Rabito, con 4 centri dagli undici metri. Secondo il Cittadella con 52, con oltre il 50% delle reti messo a segno dal duo Meggiorini-Coralli. Peggiore attacco per Manfredonia e Verona con 24 segnature.

Il Foligno, che ha blindato la propria difesa nelle ultime giornate, ha il miglior pacchetto arretrato con solo 30 reti al passivo. Peggiore del lotto il Novara con 52, segue il Manfredonia con 50. Cittadella con 29 punti all'attivo fuori casa, è stata la miglior squadra viaggiante, mentre la Paganese chiude la fila con sette. Venezia solo cinque pareggi in tutto la stagione, Manfredonia la più sconfitta 19 volte, a seguire Lecco 18, Verona 17 ed a sorpresa Venezia con 16.  Pro Patria che oltre al record dei pareggi diciassette, ha anche altri due record poco invidiabili, le solo sette vittorie stagionali, come Verona e Paganese, meglio hanno fatto anche il Manfredonia retrocesso ed il Lecco con otto. Tigrotti che con solo 17 punti casalinghi, sono stati la peggior formazione per rendimento interno, meglio ha fatto il Verona con 21, quindi il Lecco con 22.

 

Andata      Ritorno  
 Sassuolo  34  Foggia   35
 Cremonese  31  Foligno    29
 Cittadella  33  Sassuolo   29
 Foligno  28  Ternana   29
 Venezia*  27  Legnano   28
 Padova  27  Padova   28
 Monza  26  Cremonese   26
 Novara   26  Cittadella   25
 PRO PATRIA  26  Cavese   24
 Pro Sesto   22  Pro Sesto    21
 Foggia  21  Monza   20
 Cavese  20  Novara   20
 Legnano  20  Lecco   19
 Manfredonia  15  Paganese   18
 Paganese  14  Verona   18
 Lecco  13  Manfredonia   16
 Verona  13  Venezia*   16
 Ternana  12  PRO PATRIA    12

* Venezia 1 punto di penalizzazione

http://www.bustocco.it/IlPuntoTecnico/index.htm

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permalink | inviato da ipse dixit il 7/5/2008 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 febbraio 2008

Pro Patria - Lecco (0 - 2)

Pro patria - Lecco (0 - 2)
18/02/2008

Reti - VIERI al 74', CORTESE al 80'
 
PRO PATRIA - Anania, Candrina, Tramezzani, Giani, Francioso, Pessotto (dal 53' Cigardi), Dalla Bona, Vecchio, Gasparello, Trezzi (dal 65' Rosso), Ardemagni.

In Panchina: Capelletti, Nossa, Citterio, Imburgia, Fiorentino - All. De Giorgi (Rossi squalificato).

LECCO - Mazzoni, Narducci, Mussoni, Bottini, Galeotti, Villagatti, Chianese, Corti, Savoldi, Cortese (dal 86' Ulivi), Vieri (dal 82' La Cagnina).

In panchina: Varaldi, Romanelli, Riva, Fusco, Barbieri - All. Motta

Ammoniti - Candrina, Trezzi, Francioso (Pro), Chianese,Narducci, Corti, Galeotti (Lec).
 
Arbitro - Sig.Marrocco di Pisa, 1°ass. Sig. La Grotteria di Novara, 2°ass. Sig. Colongo di Verbania.


Antico derby tra due lombarde allo Speroni, un primo tempo dove entrambe le formazioni pensano soprattutto a studiarsi, nelle file dei lecchesi due ex, Mister Motta, e Corti; nei biancoblu rientro di Tramezzani e Ardemagni dal 1'.

Nella seconda frazione partono subito entrambe le formazioni con l'intenzione di cogliere l'intera posta in palio, ci prova nei primi minuti Savoldi, subito dopo rintuzzano i tigrotti con azioni in area lecchese, Capitan Tramezzani si mette in evidenza, prendendosi la responsabilità di calciare i calci piazzati, ma la difesa ospite ribatte colpo su colpo.

De Giorgi in panchina al posto di mister Rossi (squalificato) cerca la vittoria e inserisce prima Rosso, poi Cigardi due giocatori non difensivi, ma i lecchesi passano negli ultimi 15', Vieri riceve palla su assist di Corti, anticipa Anania e realizza.

A 10' dal termine un diagonale preciso a mezz'altezza di Cortese infila l'angolo giusto per la seconda realizzazione

SALA STAMPA CARLO SPERONI
18/02/2008

all. in 2^ DE GIORGI:

"Momento difficile, lo sapevamo, si è ribaltato quello che ci riusciva bene, il 2-0 è fuori dal mondo, loro 2 tiri 2 gol, noi non siamo più così lucidi.
Lo 0-0 del 1° tempo, ha rispecchiato l'andamento della partita, dobbiamo prepararci a un momento difficile.
I gol vengono da una sequela di situazioni. Manchiamo di lucidità, una palla e si vince la partita, l'hanno fatto loro.
C'è da trovare le armi per reagire; sapevamo che dovevamo vincere.
E' facile in queste situazioni trovare responsabilità".

Direttore Generale GUFFANTI :

"Come ne siamo usciti alla meglio prima, ora ogni calciatore, ogni collaboratore, riuscirà a trovare gli equilibri giusti, che saranno tradotti in strategie, per uscirne nel modo migliore".

all. Motta (Lecco):

"Sono i 3 punti quello che dobbiamo fare, oggi l'abbiamo fatto, abbiamo giocato.
Lecco molto pratico, sbagliato pochissimo. Mi aspetto molto dalla mia squadra, siamo stati tonici. Prima di oggi avevamo fatto in trasferta 3 gol, oggi 2 gol.

Abbiamo subito 3 ammonizioni pesanti, in vista delle prossime partite; dopo 3 sconfitte consecutive, nella partita odierna, il Lecco più tonico dell'anno, non dobbiamo coccolarci, la quota salvezza è piuttosto bassa … 36 punti".

http://www.propatria.it/


PRO PATRIA: Anania; Candrina, Tramezzani, Giani, Francioso, Dalla Bona, Pessotto II° (54' Cigardi), Vecchio, Trezzi (64' Rosso), Gasparello, Ardemagni.

In panchina: Capelletti, Nossa, Citterio, Imburgia, Fiorentino - All. De Giorgi (Rossi squalificato).

 
LECCO: Mazzoni, Narducci, Mussoni, Bottini, Villagatti, Galeotti, Chianese, Corti,  Savoldi, Cortese (86' Ulivi), Vieri (76' La Cagnina).

In panchina: Varaldi, Romanelli, Riva, Fusco, Barbieri - All. GF. Motta

 
Arbitro: Marrocco di Pisa (La Grotteria e Colongo)

 

Marcatori: 74' Vieri II°, 81' Cortese
 
NOTE: giornata fredda, terreno in non perfette condizioni. Spettatori: 1500 circa (470 abbonati + 80 tessere per tre gare). Un centinaio ospiti tra tribuna e settore ospiti.
 
Ammoniti: Candrina, Trezzi e Francioso (Pro); Chianese, Narducci e Corti (L)
 
Angoli: 5-2
 
Recupero: 3' (0+3) 
 
 

E fanno quattro...
Con il Lecco, arriva la quarta sconfitta di fila, dopo il filotto di undici gare utili consecutive. Quarto capitombolo interno stagionale dopo quelli con Sassuolo, Venezia e Cremonese, ma che erano maturati con prestazioni di ben altro spessore ed impegno, dove la squadra era anche uscita tra gli applausi.

Sconfitta arrivata per di più contro una formazione che scendeva allo "Speroni" da penultima in classifica, reduce da tre sconfitte di fila, di cui l'ultima in casa e soli tre punti realizzati in trasferta, frutto di un unica vittoria esterna.

La Pro di oggi è apparsa una formazione accartocciata su se stessa, snaturata, sia nel modulo con il 4-3-1-2, che nella disposizione degli uomini con Dalla Bona, messo sull'esterno, rendendolo inoffensivo, mostrando un vera disorganizzazione di gioco; a tratti è sembrata anche rinunciataria e svuotata,  sempre macchinosa, in prigionia dei moduli e della tattica, priva dei collegamenti minimi e necessari per poter imbastire qualche pericolo al portiere avversario. E adesso per gli uomini di Rossi, se non è crisi poco ci manca, ma speriamo che s'inverta presto la rotta, per non ricadere nello stesso fuoco di fila della scorsa stagione.

 
Biancoblù che recuperano dopo tre mesi e mezzo Tramezzani e dopo due Cigardi, mentre mancano ancora all'appello Negrini (accenno di pubalgia) e Castellazzi, operato di menisco venerdì a Genova, oltre a Marino, spedito ancora in tribuna dopo aver rifiutato il trasferimento alla Canavese.

Rossi, squalificato per il suo sesto turno stagionale, dei sette complessivi comminati si accomoda in tribuna stampa con il d.s. Carbone, mentre in panchina siede il secondo De Giorgi.

Pro Patria, che ripropone come domenica scorsa a Cava de' Tirreni, il 4-3-1-2, con Anania in porta, linea di difesa che vede come esterni Candrina ed il capitano Tramezzani. Coppia centrale con Francioso e Giani con Citterio, che siede in panchina per scelta tecnica, con Imburgia, che ha scontato il turno di squalifica.

Centrocampo con Pessotto II°, Vecchio e Dalla Bona, dirottato sulla corsia destra a sostegno di Trezzi, posizionato dietro Gasparello ed Ardemagni, che per la prima volta parte da titolare in stagione, venendo preferito a Rosso. Completano gli uomini in panchina il neoarrivato Fiorentino e Nossa.

Lecco degli ex Corti e GF. Motta, che è privo del difensore Campi, oltre che degli infortunati Altobelli Jr., Bernini e Merenda. Schierato con il classico 4-4-2, del tecnico di Vimercate, che presenta tra i pali, Mazzoni, linea difensiva da destra, Narducci, Villagatti e Galeotti e Mussoni. Centrocampo con Bottini, Corti, con la fascia da capitano, Chianese e Cortese. In avanti SavoldiJr, con Vieri II° posizionato qualche metro più dietro.

Primi minuti di gioco, e gli ospiti che sembrano più manovrieri, e cercando con portare almeno tre giocatori a ridosso della linea difensiva bustocca, ma senza mai creare pericoli concreti.

Con il passare dei minuti, diventa protagonista l'arbitro pisano, il Sig. Marrocco, che vedendo una partita tranquilla, trova bene il modo di estrarre cartelli a sproposito per movimentarla.

Prima ammonisce Trezzi, che in percussione centrale, resiste a due cariche, poi all'ennesimo contrasto con un giocatore avversario cade a terra, con l'arbitro che gli mostra senza perchè il giallo. Passano pochi minuti e tocca a Candrina rimediare il cartellino, per un normalissimo contrasto in fase difensiva, e siamo solo all'undicesimo di gioco.

Poco dopo il primo quarto, i biancoblù, prendono apparentemente in mano il gioco. Prima azione pericolosa che si sviluppa sulla fascia destra del fronte d'attacco bustocco, con Candrina che dal fondo scodella in mezzo, Gasparello interviene di testa, mandando alto sopra la traversa, anticipando però Ardemagni, meglio posizionato, alle sue spalle, già pronto a colpire.

 


Ardemagni

 

18' e l'arbitro regala un altro cartellino, questa volta il colpito è un giocatore bluceleste, Chianese, reo di simulazione, dopo un contrasto a tre quarti campo. Gara che risulta molta spezzettata, senza particolari emozioni ed azioni degne di nota, per diversi minuti; da segnalare solo un paio di maldestri rinvii dei giocatori lariani, ma che non creano conseguenze.

La Pro, mantiene vanamente il pallino delle operazioni senza però trovare un minimo di fluidità nella manovra e quindi di creare pericoli, con Gasparello ed Ardemagni, che giocano spesso vicini rischiando più volte di pestarsi i piedi, mentre Dalla Bona, costretto a vagare sulla fascia  è spesso e volentieri dimenticato dai compagni. 


Tramezzani

 

Gli ospiti provano qualche volta a ripartire in velocità, sull'asse Cortese-Vieri-Savoldi, scambiandosi spesso il pallone sulla trequarti campo, ma senza pungere, per un Lecco che nello stile di Motta, è ben raccolto nella propria metà campo, senza portare molti uomini in quella avversaria. Da segnalare un brutto fallo di Narducci, che in scivolata entra duramente su Trezzi, dopo essere stato saltato, con Marrocco che sventola il quarto giallo. 


Trezzi contrasta l'ex Corti

 

Al 28' azione fotocopia della Pro, questa volta sul fronte sinistro, con Tramezzani che mette in area dal fondo un bel cross alto, ancora Gasparello, sul primo palo gira di testa, mentre alle sue spalle Ardemagni risulta meglio posizionato. Nel grigiore da segnalare una punizione per i bustocchi, ma senza pericoli ed una conclusione dal limite, sballata di Pessotto.

Unico vero pericolo per la porta lecchese al 42' quando Tramezzani, serve lungo Ardemagni, che con uno stop a seguire salta netto un avversario e punta deciso all'area di rigore, mentre un secondo giocatore bluceleste gli allunga di quel poco la sfera, che permette a Mazzoni, in uscita bassa di sventare la situazione.

 


       
Ardemagni         Gasparello
       
Francioso e Vieri         Giani
   

La ripresa si apre con una Pro, che sembra più intraprendente rispetto al Lecco, che però nei primi minuti conquista due calci d’angolo e sfiora il vantaggio con una conclusione in acrobazia del difensore centrare Villagatti, palla tesa che sembra indirizzata in porta, ma è un giocatore lariano, Savoldi, che manda fuori, trovandosi proprio sulla traiettoria del pallone. Sull'azione seguente è la Pro ha sfiorare il goal; cross dalla destra, che trova la difesa ospite mal posizionata, Gasparello sul secondo palo, ha un buon guizzo e conclude in semirovesciata, Mazzoni, con un colpo di reni riesce a togliere la palla dall'angolino basso. Dalla bandierina, arriva una palla tesa, che la difesa lariana cerca di liberare, ma arriva proprio nei piedi di Vanni Pessotto, che prova una volè, che termina altissima.

Al 54' primo cambio per la Pro, esce proprio Pessotto, per Cigardi, fermo da due mesi. Un cambio che non risulta chiaro, se per motivi tattici o per infortunio, fatto sta che, chi lascia il campo lo fa non a cuor leggero anzi...

Da questo momento i biancoblù, vanno completamente in confusione, i collegamenti tra i reparti saltano, la squadra perde la bussola con giocatori fuori posizione, dando la palese impressione di non sapere cosa fare quando arriva loro la palla. Pro che vede oltre ai quattro difensori in linea, Dalla Bona e Vecchio piazzati davanti alla difesa, con Cigardi e Trezzi larghi una ventina di metri più avanti, e isolatissimi e spaesati Gasparello e Ardemagni.  
Lecco che lascia il solo Savoldi in avanti, allungandosi notevolmente sul terreno di gioco.

Passano dieci minuti ed arriva il secondo cambio, con Rosso che rileva un Trezzi, andandosi completamente ad estraniare dalla manovra con il passare dei minuti. Prima palla per il nuovo entrato che va a impattare su un cross dalla bandierina, allungando la traiettoria ma senza che nessun compagno segua l'azione.

Trezzi

 

Un paio di minuti dopo è ancora Rosso, con una bella azione personale, a rendersi pericoloso, taglia il campo in diagonale dietro le due punte, portandosi avanti il pallone di testa, e da limite lascia partire una conclusione al volo che si perde di poco alta sopra il sette alla sinistra di Mazzoni.

Pro Patria, che sul settore difensivo di sinistra va in difficoltà subendo le incursioni di Chianese che con percussioni e scambi ravvicinati con Corti, riesce ad aprire diversi varchi.

L'arbitro Marrocco, grazia poi Savoldi jr, già ammonito, per un brutto intervento in copertura su Cigardi, proprio sotto gli occhi dell'assistente. Quando la gara sembra ormai incanalata sullo 0-0, con la Pro, che pur senza correre pericoli da l'idea di prendersi l'imbarcata da un momento all'altro ed infatti l'equilibrio si rompe improvvisamente al 74', Corti si trova inspiegabilmente libero sulla trequarti sinistra del campo e serve in verticale in area Vieri, che prende il tempo al proprio marcatore, mentre Anania esce con colpevole ritardo, per l'attaccante lecchese è semplicissimo toccare a rete, nonostante l'intervento in disperata di Candrina. Nell'occasione il giocatore lariano s'infortuna rimanendo a bordo campo, ed al suo posto entra La Cagnina.

I biancoblù, si fanno letteralmente prendere dal panico, e non riescono ad imbastire la minima reazione, andando completamente in tilt. Rischiando di andare sotto un paio di minuti dopo per l'ennesima incursione questa volta sull'asse Bottini-Chianese. Il tutto mentre Luca Mazzoni (nato il 29.3.84 a Livorno), come quando vestiva la maglia del Pavia, alcune stagioni fa, prende a provocare a ripetizione i tifosi bustocchi, con gesti vistosi delle mani e del corpo, senza che nessuno della terna arbitrale intervenga.

All'81' il raddoppio del Lecco, arriva, con La Cagnina che evita un fuorigioco applicato male dalla retroguardia bustocca, scaricando un pallone sulla sinistra, dove Cortese, tutto solo lascia partire un potente diagonale a mezza altezza, sul quale Anania è senza colpe. Sotto di due reti, e con la quarta sconfitta di fila ormai certa, la formazione di Rossi, prova a portarsi in attacco, dove conquista diversi calci d’angolo, andando vicino alla rete in due occasioni, prima con un colpo di testa di Cigardi in mischia, con Mazzoni, che para due volte, poi con una conclusione di Gasparello che esce di poco a lato.

Reazione tardiva ed inutile infatti poco dopo l'arbitro fischia la fine.

Si finisce con qualche giusto e sacrosanto urlo di disapprovazione e fischio ed un timido accenno di contestazione.

http://www.bustocco.it/UltimaPartita/2007-08/index.htm

 

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11 febbraio 2008

Cavese - Pro Patria 2 - 1

Cavese - Pro Patria 2 - 1 (0 - 0)
11/02/2008

Reti - 48' DE GIORGIO, 53' TREZZI, 57' RICCIO
 
Cavese - CRISCUOLO, PIEROTTI, FREZZA, RICCIO (dal 64' SCARTOZZI), GERARDI, FARINA, PORRO (dal 74' FAVASULI), ALFANO, AQUINO (dal 85' SHIBA), DE GIORGIO, TARANTINO.

In panchina: DELLA CORTE, CIPRIANI, ROSSI, MANZO - All. Aldo Papagni

Pro Patria - ANANIA, NOSSA, CANDRINA, GIANI, FRANCIOSO, PESSOTTO (dal 63' CASTELLAZZI), ROSSO (dal 63' ARDEMAGNI), DALLA BONA (dal 88' MARINO), GASPARELLO, VECCHIO, TREZZI

In Panchina: CAPELLETTI, CITTERIO, FIORENTINO, IACONIS - All. Marco Rossi
 
Ammonizioni - FRANCIOSO, PESSOTTO, GIANI, TARANTINO.
 
Arbitro - DI FRANCESCO da Teramo, 1° ass. PAVESI da Pescara, 2° ass. PARISSE da Avezzano.

In un Simonetta Lamberti di Cava de Tirreni, dove soffia un vento freddo calato dai monti Lattari, la Pro Patria viene penalizzata da un arbitro il Sig. Di Francesco di Teramo in cattiva giornata.
Dopo 10' di studio sono i cavesi a costrutire le prime azioni pericolose, ma la difesa eretta da mister Rossi, regge bene; difesa reinventata per la squalifica di Imburgia, l'assenza di Tramezzani, l'allenatore impiega Candrina sulla sinistra, e Nossa a destra come fluidificanti, esterni Rosso e Trezzi in sostituzione di Negrini.
L'azione più limpida da gol, nel primo tempo la costruiscono i tigrotti, Trezzi defilato sulla destra, trova il varco giusto, ma il portiere riesce a chiudere l'angolo di tiro dell'avanti bustocco, la palla esce di poco.
Nei minuti finali della prima frazione Anania si fa trovare pronto in un paio di girate, e da registrare che i biancoblu subiscono il forte vento contro.
Seconda frazione che si apre con una punizione combinata dall'arbitro a danni della Pro, per una decisone dubbia per un tocco di mani della difesa bustocca; su susseguente calcio De Giorgio scatta sulla destra, prima della battuta, la palla arriva sui suoi piedi che saetta un preciso tiro per la realizzazione.
Ma i tigrotti, si catapultano in avanti, e qualche minuto dopo da una palla ferma calciata appena dopo la metà campo, la palla arriva in area piccola, dove tre biancoblu si trovano smarcati, liberi, il più lesto è carletto Trezzi che tocca quel tanto per far scivolare la palla in rete.
Non passano che pochi minuti, e la Pro Patria ha la palla per portarsi in vantaggio: Rosso va via in contropiede, si presenta in area e viene atterrato, dalla difesa cavese, l'arbitro molto indietro, decide che è tutto regolare !! sarebbe stato rigore e quanto meno ammonizione, o cartellino rosso.
Dopo l'azione che poteva dare il vantaggio biancoblu, arriva il 2-1 per la Cavese: è abile Riccio a catturare una palla vagante al limite dell'area tigrotta, intercetta la palla si presenta in area e di sinistro supera l'incolpevole Anania.
Ma le malefatte dell'arbitro non finiscono, e all' 85' Ardemagni lanciato a rete, viene atterrato come ultimo uomo, anche questa volta, l'arbitro decide di non fermare l'azione.
Ma la Pro Patria non ha da recriminare per l'operato dell'arbitro, in più occasioni va vicina alla realizzazione, una prima volta Ardemagni, di testa trova Crisculo che si supera, e sventa l'azione, ma anche Gasparello, ci prova, e addiritura Anania nei minuti finali si getta in mischia, ma la partita non cambia di risultato.  

CAVA DEI TIRRENI: SALA STAMPA
11/02/2008

SALA STAMPA del SIMONETTA LAMBERTI di Cava de Tirreni
  
Mister Rossi: 
 
"Ci siamo andati vicino al pareggio, come a Foggia; la Cavese ha fatto una partita a viso aperto, Candrina che è un destro lo messo a sinistra, non poteva proporsi.
Abbiamo commesso una ingenuità sul secondo gol, sarebbe stato importante cogliere un pareggio qui a Cava.
A Foggia hanno fischiato un rigore contro che non c'era, oggi c'era un rigore per noi e non l'hanno fischiato.
Tarantino ci ha creato problemi, Papagni ha pescato dal mazzo un ottimo giocatore; il nostro portiere ha fatto, il giusto.
Criscuolo tra il primo e il secondo tempo, mentre io cercavo di parlare all'arbitro, mi ha rincorso per cento metri, e mi ha mollato un calcione sulla schiena, così non va".
  
Direttore Generale Guffanti :
 
"Le decisioni arbitrali, hanno influenzato il risultato finale a danno della Pro Patria, il rigore era sacrosanto, poi c'era un fallo da ultimo uomo, ma poi anche l'azione della punizione del secondo gol, non c'era nessun fallo di mano".

http://www.propatria.it/


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