235 Rassegna Web della Prima Divisione Lega Pro Serie C1 Calcio L'Arezzo ha deciso. Via Ugolotti. Ecco il Cari bis - amarantomagazine.it | seriec1 | Il Cannocchiale blog
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Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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7 aprile 2009

L'Arezzo ha deciso. Via Ugolotti. Ecco il Cari bis - amarantomagazine.it

 
Scritto da: Andrea Avato, lunedì 06 aprile 2009
Visto: 670 volte.

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Marco Cari oggi all'arrivo allo stadio
L'Arezzo riparte dal Cari bis. Dopo ore concitate, in cui Guido Ugolotti ha messo sul tavolo l'impossibilità a continuare il suo lavoro tecnico, il presidente Piero Mancini ha deciso di richiamare alla guida della squadra Marco Cari, esonerato lo scorso 24 febbraio dopo la sconfitta casalinga contro il Lanciano. E' durato 40 giorni il periodo di riposo forzato del tecnico di Ciampino, che era stato protagonista di un grande avvio di stagione, portando l'Arezzo fino al primo posto della classifica. Una flessione di rendimento nel mese di novembre aveva poi incrinato i rapporti con Mancini, che anche nei mesi successivi, nonostante gli otto risultati utili di fila, aveva costantemente messo in discussione la panchina di Cari. Fino all'allontanamento e al conseguente arrivo di Guido Ugolotti, che nelle cinque partite della sua gestione ha raccolto in totale 7 punti, frutto del pareggio di Pistoia e delle vittorie casalinghe contro Gallipoli e Foggia. Due le sconfitte, a Foligno e a domicilio con il Marcianise. Proprio l'ultimo ko, unito alla contestazione della tifoseria, ha indotto Guido Ugolotti a fare un passo indietro. Se si tratti di dimissioni oppure di un esonero deciso dalla società, ancora non si è capito (le parti sostengono versioni diametralmente opposte e il comunicato dell'Arezzo non chiarisce). Marco Cari, che stamani ha parlato al telefono sia con Iaconi che con Mancini, è arrivato oggi pomeriggio allo stadio mentre l'allenamento, diretto dal preparatore dei portieri Grilli e dal preparatore atletico Sgammato, era appena terminato. Cari ha voluto subito parlare con i giocatori, intrattenendosi per un'ora abbondante dentro gli spogliatoi. "E' stato come se ci fossimo lasciati ieri" ha detto un calciatore mentre all'uscita si recava a prendere l'auto nel parcheggio. Cari, fedele alle disposizioni societarie, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, limitandosi a salutare i tifosi presenti. Da oggi è in vigore il silenzio stampa e da domani, dopo una seduta mattutina di lavoro, la squadra partirà per il ritiro di Norcia, quel ritiro che Cari e i giocatori non avevano voluto prima della partita con il Lanciano e che adesso invece dovranno sfruttare per rimettere l'Arezzo in carreggiata.

Ugolotti: "Ero solo". E' giallo sulle dimissioni

Scritto da: Andrea Avato, lunedì 06 aprile 2009
Visto: 182 volte.

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Guido Ugolotti, addio all'Arezzo
"Adesso le responsabilità sono della squadra". Guido Ugolotti commenta con la consueta pacatezza ma anche con ferma determinazione la notizia del suo addio. "La società - ha detto l'allenatore - mi ha comunicato la sua decisione stamattina con una telefonata del direttore sportivo Iaconi. Ieri sera, a distanza di un mese dal mio arrivo e dopo la brutta sconfitta con il Marcianise, molto simile a quella con il Foligno, ho ritenuto giusto esporre al presidente i problemi che ci sono. Nell'Arezzo vengono contestati tutti, società e allenatori, ma mai i calciatori. E invece il vero nodo da sciogliere sono proprio loro. La squadra non può avere degli alti e bassi così marcati, certi cali di tensione sono inspiegabili. Manca la continuità e se in un anno questo gruppo non è riuscita a trovarla, la colpa non può essere sempre di Cari o di Ugolotti. Il mio è stato un subentro anomalo, l'ho sempre detto, ma i comportamenti di alcuni giocatori sono stati assurdi e hanno tolto autorità all'allenatore. A cosa mi riferisco? A Terra, per esempio". Ugolotti ha aggiunto: "Probabilmente in questa situazione sarebbe servito un carattere diverso dal mio, un carattere più duro. Mi dispiace di non essere riuscito a far vedere alla gente il mio calcio, ma era impossibile fare di più. Ora spero che le cose cambino, anche se ad Arezzo un allenatore sarà sempre solo". E su questo punto Ugolotti ha stigmatizzato sia il comportamento dei tifosi che quello della società: "E' difficile, molto difficile fare bene se il pubblico viene allo stadio e non ti aiuta, anzi ti fischia, ti fa i cori contro e ti contesta. Ed è difficile anche, per un allenatore, gestire una squadra con un presidente che non ti dà potere. Io Mancini lo ringrazio per la possibilità che mi ha dato, ma sapere che è andato nello spogliatoio a chidere scusa ai giocatori per il cambio di panchina, beh, non mi ha fatto piacere. Se lo poteva risparmiare e penso che avrebbe fatto meglio a mettere i giocatori con le spalle al muro. Invece ad Arezzo i giocatori sono trattati bene, troppo bene. A volte servirebbero più pressioni". Infine, l'ultima battuta: "Se sono pentito di essere venuto sulla panchina amaranto? No, assolutamente. Sapevo a cosa andavo incontro e credo di aver pagato le conseguenze di un clima difficile. Auguro all'Arezzo le migliori fortune".

Le modalità dell'interruzione del rapporto tra Ugolotti e l'Arezzo, però, restano un giallo irrisolto. Secondo l'allenatore si è trattato di un esonero da parte della società, mentre il presidente Piero Mancini sostiene che Ugolotti abbia rassegnato le dimissioni. Un mistero buffo, l'ennesimo, che chissà quanto resterà in piedi.


Come previsto, l'Arezzo è nel caos

Scritto da: Andrea Avato, lunedì 06 aprile 2009
Visto: 444 volte.

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Prepartita, Mancini e il dottor Bonacci
C'è solo una cosa peggiore del gran caos in cui si è ritrovato l'Arezzo ed è il fatto che ciò che è accaduto negli ultimi 45 giorni era ampiamente prevedibile. Perfino un bambino, messo di fronte ai rischi di certe scelte inopinate, avrebbe compreso che il pericolo era di giungere al punto in cui siamo oggi: una squadra svuotata di ogni fremito, ridotta al punto di ruminare calcio per un'ora, nonostante l'uomo in più; un allenatore spaesato e sotto schicchera per essere capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato; una società senza una stella polare da seguire né uno straccio di linea tecnica, prigioniera di un'improvvisazione sconcertante, dove si procede a tentoni a seconda dell'umore del momento; un ambiente polverizzato, esasperato e disilluso, con quei pochi tifosi ancora fedeli alla causa che non sanno più a quale santo votarsi. Siamo al tutti contro tutti: presidente contro direttore sportivo, squadra contro allenatore, tifosi contro squadra, tifosi contro presidente. Un inferno calcistico dove la cosa migliore è rappresentata dalla classifica, più brutta di ieri mattina ma ancora fruttifera. In 45 giorni l'Arezzo è rotolato a valle come una valanga, che si ingrossa sempre di più fino a travolgere ogni cosa. Così è stato da noi. Dal novantesimo della partita di Taranto in avanti, abbiamo assistito a un sequel di orrori che la metà bastavano. Tutto quello che di illogico, di irrazionale, di rischioso si poteva fare, è stato fatto. Un allenatore esonerato senza giusta causa, un altro assunto quasi senza conoscerlo, un organico lasciato allo sbando e in pasto alle sue ataviche debolezze. E poi la barzelletta dei ritiri, la squadra che prima doveva giocare abbottonata e poi torna all'antico quasi per intercessione divina, le scuse del presidente allo spogliatoio, le guerricciole intestine, sotterranee dentro le quattro mura della sede. L'Arezzo di oggi è questo qua, un concentrato di niente dove non esistono certezze né per il presente né per il futuro. E badate bene, dopo Taranto sarebbe bastato fare una cosa semplice semplice, che anche il bambino di cui sopra avrebbe capito: stare tranquilli, compattare la piazza, abbassare i toni. L'Arezzo era terzo, non terz'ultimo. Invece no. Avete presente la goccia che cade oggi, cade domani e scava la buca? Quando l'Arezzo ha perso a Taranto, il processo tafazziano di autoflagellazione era già in atto da mesi: polemiche dopo la sconfitta di Foggia, polemiche dopo il 4-1 (!) al Benevento, polemiche dopo l'1-1 di Terni, dopo il 2-2 di Cava, dopo il 6-5 al Sorrento, dopo il 2-0 sul Potenza, polemiche sempre, comunque e ovunque. Cadi oggi e cadi domani, la goccia ha scavato un cratere. E l'Arezzo che giocava, segnava e vinceva è sparito. Bel colpo.
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il prof Sgammato, smorfia emblematica
I calciatori hanno le loro pecche che ormai conosciamo a memoria. La squadra è fragile, non è continua, non ha molti elementi di carisma, con le piccole non riesce a trovare gli stimoli giusti, che invece abbondano negli scontri diretti. Ma non è una novità, queste cose si conoscono da tre anni. E se le conosce chi il calcio lo vede, ci si aspetta che le conosca anche chi il calcio lo fa. Niente da fare. Dal presidente a chi gli ha bisbigliato all'orecchio per settimane, questi dettagli così lampanti non li hanno notati. Non per essere ripetitivi, ma l'evidenza è solare: il signor Marco Cari, con un cerotto qua e una toppa là, con una riverniciata sopra e una lucidata sotto, aveva mascherato i difetti dell'organico, dando un'identità tecnica, tattica e soprattutto psicologica a un gruppo che, con i suoi alti e bassi, stava lottando per il primo posto. Invece di lasciarlo lavorare senza rotture di scatole, il signor Marco Cari è stato messo in croce ogni settimana, che vincesse, pareggiasse o perdesse, alla faccia del buonismo invocato oggi. Fino all'esonero, un errore dal quale dipendono tutti gli altri e che è la prima causa del caos di oggi. Dalla Uisp alla serie A, c'è una legge non scritta, dettata dal buon senso, che andrebbe sempre rispettata: mai cacciare un allenatore che ha lo spogliatoio dalla sua parte. Ad Arezzo si è fatto proprio questo, sfidando la sorte e ricevendone in cambio dei sonori ceffoni. Inoltre, altro sbaglio madornale, si è concesso l'alibi ai giocatori, che adesso hanno la scusa pronta: sì, perdiamo e giochiamo male, ma la colpa non è nostra. La domanda è: come uscire dal tunnel? Ricomporre i cocci, come noto, è impresa ardua. Sarebbe arduo anche per Cari. E oltretutto il problema non è più soltanto dentro al campo, ma è anche fuori, dove il pubblico ha esaurito la pazienza. Senza contare che il vero guaio, più del caos che si è creato, più dell'anima da ridare alla squadra, più dell'ambiente da rimettere insieme, è un altro. E cioè: in società hanno una vaga idea di cosa ci sia bisogno oggi, 6 aprile 2009, oppure bisogna ancora una volta appellarsi al caso, al lancio della monetina e confidare nella botta di fortuna? La sensazione, purtroppo, è che stiamo navigando a vista. Questo è ciò che accade quando si versa la sabbia dentro l'ingranaggio che funziona: il meccanismo s'inceppa e per togliere i granelli ci vuole una vita. Arezzo, tanti auguri...

Mancini: "Ma la colpa non è dell'allenatore"
Scritto da: Andrea Avato, domenica 05 aprile 2009
Visto: 473 volte.

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Mancini allo stadio prima del via
Il presidente Piero Mancini aveva anche oggi fatto visita alla squadra prima della partita, incitando i giocatori a dare il massimo. Il risultato però è stato molto diverso rispetto a quello di domenica scorsa contro il Foggia. Un brutto Arezzo ha ceduto i tre punti al Real Marcianise, rimettendo in discussione perfino l'accesso ai play-off, visto che il Foggia si è riportato a -3. "Non so capacitarmi di come sia possibile che la squadra abbia sbalzi di rendimento così evidenti - ha detto Mancini. Mai mi sarei aspettato di perdere, purtroppo questo gruppo gioca bene contro gli avversari più forti, mentre va in difficoltà con quelli più deboli. Ho saputo quello che è successo alla fine, ho saputo della contestazione e mi dispiace per i ragazzi. Ai tifosi dico di aiutarci, soprattutto adesso. Quest'Arezzo se viene fischiato va in difficoltà, lo dicono i fatti. L'allenatore? Non penso che sia colpa dell'allenatore, purtroppo il gruppo è fragile psicologicamente".

fonte : amarantomagazine.it

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