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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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17 gennaio 2008

Alla sig.ra Pasini, il Comitato ProHellas risponde.

Alla sig.ra Pasini, il Comitato ProHellas risponde...
Autore: Alex di hellaswall.it

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato ProHellasVerona in risposta alle accuse di razzismo del Presidente Della ProSesto, sig.ra Pasini:

Alla cortese att.ne
Sig.ra Elisabetta Pasini

e p.c.

sindaco Sig. Flavio Tosi

Presidente della Lega di serie C

organi di informazione

Egregia Sig.ra Pasini siamo perfettamente consapevoli che scriverLe sia darLe molta più importanza di quella che merita, ma nella nostra attuale triste società italiana in cui apparire è molto più importante di essere, in cui i personaggi alla ricerca di pubblicità più o meno gratuita sono spesso al centro dell’attenzione e considerato che da anni basta sparlare di Verona e dei suoi tifosi per ottenere la ribalta anche nazionale ci troviamo costretti a farlo.

Invece di affermare che i tifosi del Verona sono razzisti, Lei avrebbe dovuto iniziare le Sue dichiarazioni scusandosi con il pubblico pagante che ha dovuto sorbirsi la simulazione messa in atto dal giocatore Konè sotto il settore riservato al pubblico ospite, fatalità o mossa studiata a tavolino io Le domando?
Inoltre avrebbe dovuto continuare redarguendo severamente il giocatore Boisfer, il quale incurante delle condizioni del suo “povero” compagno, veniva direttamente sotto il già citato settore ad applaudire provocatoriamente i presenti.
Solo dopo queste premesse forse, avrebbe potuto criticare il coro partito dal nostro settore che Le ricordo è stato l’unico rivolto da parte nostra verso la Sua squadra o i Suoi tifosi.
Tale coro avrebbe anche potuto definirlo becero, incivile, cattivo, fastidioso insomma come più Le aggrada, ma di certo NON razzista.
Il famigerato coro “Morte! Morte! Morte!” da Lei travisato in “muori muori”, accompagnato dal gesto del pollice verso è diventato ormai una “tradizionale” coreografia dei supporters veronesi da circa 6 o 7 anni criticabile finchè si vuole, ma di certo non razzista. Esso affonda le sue origini nell’antica Roma (anche se le fonti sono discordanti), quando nelle arene un gladiatore si rivolgeva al pubblico per chiedere quale sorte spettasse al suo avversario a terra ferito. Tale gesto è stato, come detto, ripreso dalla tifoseria del Verona in maniera goliardica, nonostante le sue origini cruente, ma non vorrà farci credere che davvero è convinta che migliaia di persone, almeno quando il Verona gioca al Bentegodi, si augurino la morte di un calciatore… ne è davvero convinta? Suvvia!
Tale “coreografia”, viene rivolta a tutti, ribadisco, a tutti i giocatori avversari, di qualsiasi razza, colore e religione, ai quali si imputa la simulazione di un grave infortunio.

Inoltre egregia Signora prima di permettersi ancora di parlare di fair-play, insegni ai suoi giocatori che la simulazione è un comportamento antisportivo e la provocazione è ancora peggio.
E, cosa più triste in assoluto, visto che si tratta di ragazzini, dovrebbe insegnare ai raccattapalle della sua squadra che pur essendo malcostume diffuso, il cercare di ritardare la rimessa in campo della palla dopo che questa è uscita non è sicuramente un comportamento sportivo.

Le sue affermazioni forse Le frutteranno molta pubblicità gratuita e spero che Le frutteranno sufficiente denaro per eliminare il muretto in cemento a pochi centimetri dal campo che ha causato un infortunio ad un nostro giocatore talmente grave da costringerlo ad abbandonare la partita dopo circa un quarto d’ora di gioco oltrechè probabilmente a saltare le prossime partite di campionato, mentre il “moribondo” giocatore della sua squadra dopo pochi minuti era di nuovo in campo a correre come nulla fosse accaduto.

Le comunico inoltre che abbiamo dato mandato ai nostri di legali di verificare se le sue affermazioni possano dar adito ad azioni nei suoi confronti come lesive della nostra dignità di uomini.

Con poca stima

Lorenzo Pavanello
(Presidente pro-tempore Comitato “Pro Hellas Verona”)
http://hellaswall.netsons.org/?id=vsArticolo&a=210

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16 gennaio 2008

Il Verona è passione Non potevo dire di no


 

LUCA VIGNA
«Grande scommessa
da vincere con Sarri»
 

Voleva vedere che effetto fa. Dovrà aspettare. Luca Vigna, nuovo esterno di fascia del Verona, era rimasto impressionato dalla passione del popolo gialloblù che a Sesto San Giovanni era arrivata al seguito dell'Hellas. La chiusura del Bentegodi non gli consentirà di rabbrividire ancora. Almeno per adesso.
Vigna, Verona che effetto le ha fatto?
Un brivido lungo. Da far accapponare la pelle. Sapevo del blasone. A Sesto, però, il tifo è stato eccezionale. Ci hanno trascinato. Peccato non aver vinto.
Dentro lo spogliatoio che aria tira?
La prima impressione è stata buona. Ho trovato gente determinata, gente che vuole uscire dal buio. Mi sembra che non manchi la voglia di affrontare le difficoltà.
Ha scelto Verona anche per Sarri?
Premetto: è difficile dire di no al Verona. Sarri, poi, è la garanzia. Non molla mai il mister.
E voi oltre a non mollare mai, dovrete compiere un mezzo miracolo
...tutto è ancora possibile. Sarri sa motivarti, cura i particolari, lavora a fondo. E non solo sull'aspetto tattico. Mi ha allenato a Pescara ed Arezzo. Quando si è creata l'opportunità di venire a Verona, non c'ho pensato un attimo. Scommettere con Sarri è sempre bello.
Ultimi, a due punti da Ternana e Paganese. La situazione è quanto mai delicata. Non trova?
Lo sappiamo benissimo. Ma io riparto dalla prestazione di Sesto. La squadra sotto di un gol ed in inferiorità numerica non si è data per vinta. Abbiamo riacciuffato un pareggio importante, dimostrando carattere. È questo l'esempio da seguire.
Serve, però, uscire in fretta dalla depressione. E non sarà facile
Possiamo farlo però. La carica non manca. E poi nessuno ha mai pensato di arrendersi a questa situazione. Sono qui da poco, ma ho capito che non c'è aria di smobilitazione.
Vigna che tipo di giocatore è? Un attaccante aggiunto?
No, un centrocampista che attacca e che si diverte a fare la fascia. Ho buona corsa.
Può mettere una buona parola per Martinetti?
Siamo amici, lo considero un grande attaccante. Proverò a convincerlo.
Senta Vigna, ma si è fatto un'idea precisa di come si fa a vincere questa scommessa?
Non ci si ferma. Di fronte a niente. A Sesto abbiamo dato l'anima. Meritavamo tre punti, ne è arrivato uno. Pace. Daremo di più contro il Sassuolo. Non possiamo fare altro. Il cambiamento passa attraverso la sofferenza. E tutti abbiamo voglia di soffrire per questa giusta causa, per il Verona.

http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Bab.htm


 

CRISTIAN ALTINIER
«Il Verona è passione
Non potevo dire di no»
 

Qualche tifoso lo chiama Altiniè, alla francese, ma Cristian Altinier è un mantovano doc, nato e cresciuto a pochi chilometri di distanza da Verona.
«Mi chiamo Altinier, con l’accento sull’ultima e e anche la erre va pronunciata - sorride il nuovo attaccante dell’Hellas - ma sono abituato a sentire di tutto, non c’è differenza. Non m’interessa come mi chiamano i tifosi, spero solo di entrare nel loro cuore per i gol non solo per il nome».
A Mantova era per tutti il «bomberino»...
La gente di Mantova mi ha visto crescere, mi ha sempre voluto bene. Devo dire che ho sepre fatto gol con facilità nelle giovanili, per questo mi hanno affibiato questo nomignolo. Poi i tifosi mantovani mi hanno adottato quando sono passato alla prima squadra.
Godeas e Corona quest’anno, Bernacci l’anno scorso, difficile trovare spazio nel Mantova.
Una scuola di grandi attaccanti, una competizione sempre accesa, avrei voluto giocare di più ma non è facile.
Esempi da seguire per crescere anche in zona gol
Ci sarebbero tanti segreti da rubare a questi personaggi. Prendete Godeas, per esempio. L’ho sempre seguito con grande attenzione non solo per quello che fa in campo ma per il lavoro settimanale. Lui vive per il calcio, prepara la partita con determinazione, non lascia nulla al caso. Fa gol, quest’anno più delle altre stagioni, ma lui è uin uomo fondamentale per il gioco di tutta la squadra.
Quello che dov rebbe diventare Altinier per il Verona. L’attacco gialloblù è il peggiore della C1...
Sono arrivato qua per dare il massimo. Volevo giocare di più, questo mi sembra normale, ma avevo deciso di lasciare la mia Mantova per una piazza importante. Quando sono arrivate le proposte dell’Hellas ho accettato con entusiasmo. Sono qua per mettermi in gioco, davanti a un pubblico che ha passione, che ha tradizione, una società gloriosa. Un paio di anni fa sono stato al Cittadella, una società organizzata, meritano il primo posto in classifica perchè non lasciano nulla al caso. Ma la pressione non c’è, i tifosi praticamente non esistono. A Verona è un’altra cosa, basta fare un giro per le strade per capire l’amore che c’è.
A Verona è passato anche un certo Pippo Inzaghi...
Non scomodiamo questi grandi campioni, sono solo all’inizio. Diciamo che mi fa piacere mettere la maglia con i colori gialloblù, come ha fatto lui qualche anno fa. Oltretutto, da ragazzino, tifavo Milan...
Adesso c’è solo l’Hellas. Una squadra ultima in classifica.
A Sesto abbiamo fatto un passo avanti, dobbiamo continuare su quella strada

http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/W.htm


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16 gennaio 2008

Cori razzisti, Bentegodi chiuso

Il giudice: Hellas-Sassuolo a porte chiuse. Galli: «Assurdo, faremo ricorso»
Cori razzisti, Bentegodi chiuso

di Gianluca Vighini

VERONA - Stavolta i cori razzisti sono costati all’Hellas un turno a porte chiuse. Già, domenica i tifosi non potranno recarsi al Bentegodi per assistere alla sfida con il Sassuolo. Tutta colpa di quei cori, appunto, come scritto nel comunicato della Lega si serie C. «Al 31’ minuto del 1° tempo di gara i sostenitori del Verona indirizzavano nei confronti del calciatore della società Pro Sesto, Rodrigue Boisfer, cori di discriminazione razziale» e che «analogo comportamento veniva assunto più volte nei confronti di Youssouf Konè, nel corso del secondo tempo e in particolare quando giaceva a terra a seguito di un infortunio, i cori di discriminazione razziale venivano accompagnati da insulti e minacce».
Il giudice Marino ha così deciso di infliggere il prossima gara a porte chiuse. Ma non è tutto. «L’ulteriore infrazione delle norme richiamate in premessa verrà valutata come ricorrenza di pluralità di violazioni, ai fini dell’applicazione della conseguente sanzione». Della serie: la prossima volta sarà anche peggio. Immediata la reazione della società di Corte Pancaldo. «E’ una decisione ingiusta - ha detto il dg Galli -, a cui faremo immediatamente ricorso. C’era un giocatore della Pro Sesto a terra che stava evidentemente perdendo tempo. Questo ha innervosito i tifosi del Verona. Il fatto che fosse un giocatore di colore ha aggravato la situazione. Noi siamo stati correttissimi nei confronti degli arbitri. Non abbiamo mai protestato. Eppure di torti ne abbiamo subiti tanti».
Renato Cipollini, direttore amministrativo del Verona e braccio destro di Galli, però fa un appello ai tifosi. «A questo punto bisogna capire che l’atteggiamento è autolesionista. Non è solo una multa che paga la società, Qui c’è il rischio di pesantissime ripercussioni nei confronti della squadra. Anche di una sconfitta a tavolino».
Mentre il sindaco Flavio Tosi non va tanto per il sottile. «Una sanzione spropositata per l’Hellas, adoperata ad hoc per mettere l’etichetta razzista a una tifoseria che non lo è». (ass)




Corrent, un turno di squalifica

Altinier e Vigna in coro:
«Avventura stimolante
Verona, conta su di noi»

VERONA - Luca Vigna e Cristian Altinier: sono due dei sei nuovi acquisti dell’Hellas presentati ieri pomeriggio. Felicissimo di questa avventura Cristian Altinier, che arriva dal Mantova. «Piazza fantastica, opportunità eccezionale. Mi sono ambientato benissimo, anche grazie al ritiro. Il mister è uno “tosto”, ma di certo è anche uno con cui si può parlare». «La mia buona prestazione è solo un punto di partenza - dice Luca Vigna -, credo di poter fare ancora meglio. E’ un’avventura affascinante, anche se molto difficile. Ci sono comunque le potenzialità per salvarci. Ma, come dice il mister, meglio fare un passo alla volta».
Oltre al Bentegodi a porte chiuse, il giudice sportivo di C ha fermato per un turno Corrent, espulso nell’anticipo di sabato scorso a Sesto San Giovanni. (G.Vig./ass)


http://www.leggonline.it/index.php?data=20080116&pag=12&ediz=VERONA&citta=VERONA&vis=G&ps=0&tt=V


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14 gennaio 2008

Verona: Da Silva chiede scusa con un gol



IL PERSONAGGIO. L’ATTACCANTE BRASILIANO AVEVA GIÀ PREPARATO LE VALIGIE DOPO LA ROTTURA CON I FEDELISSIMI DELL’HELLAS MA SARRI VUOLE PUNTARE SU DI LUI
Da Silva chiede scusa con un gol
«Quando sono stato sostituito nella partita con la Cremonese ho sbagliato con i tifosi Sono rimasto per conquistare la loro stima»
 

Luca Mantovani
Difficile cancellare quell’applauso dalla testa dei tifosi veronesi. William Da Silva ci prova con l’unico metodo che conosce, cerca di fare centro e di regalare punti all’Hellas.
«Deve chiedere scusa a tutti - ripetono in coro Giovanni Galli e Maurizio Sarri, direttore generale e allenatore dell’Hellas - perchè i tifosi sono la forza in più di questo Verona. Lo ha fatto nello spogliatoio, lo deve fare pubblicamente. In queste settimane di ritiro ha ritrovato l’umiltà giusta per fare bene, se continua così può diventare un giocatore importante per questo gruppo».
Cos’è successo? Meglio riavvolgere il nastro e tornare all’ultima partita del 2007. I gialloblù giocano in casa con la Cremonese, stanno perdendo uno a zero, Da Silva - dopo una partita incolore - viene sostituito a pochi minuti dalla fine. Pellegrini manda in campo il giovane Iakovlevski per cercare il pareggio. I tifosi fischiano l’attaccante brasiliano, lui risponde con un applauso ironico. Piovono insulti e fischi, «Willy» si rifugia nello spogliatoio e lascia lo stadio prima della fine della gara, non vede nemmeno il gol di Comazzi che regala il pareggio all’Hellas. Passano i giorni, Galli prende in mano le redini della società, cambia il tecnico. Maurizio Sarri prende il posto di Pellegrini e mette tutti sotto esame. anche Da Silva che aveva già preparato le valigie per cambiare aria.
«È vero, il Verona ha il problema di fare gol - spiega il nuovo tecnico gialloblù - e noi dobbiamo trovare una soluzione partendo proprio da Da Silva e Morante, i due attaccanti che abbiamo in casa. Ho trovato due situazioni completamente diverse. Da Silva è amareggiato per quello che ha fatto ma arrabbiato perchè le cose non vanno bene e ha rotto il rapporto con i tifosi, Morante è arrabbiato ma depresso, sente il peso della responsabilità, sa che lui non ha ancora fatto gol e che i tifosi si aspettavano tanto da lui. Ho chiesto una reazione a tutti e due, Da Silva me l’ha data subito, Morante ha fatto passi avanti. Io continuo a crederci».
Un messaggio recepito immediatamente. William Da Silva si è fatto trovare pronto all’appuntamento. Non solo per il gol. Ha giocato tanti palloni, ha sbagliato un’occasione incredibile nel primo tempo, ha sfiorato la rete a metà ripresa, ha fatto centro a pochi minuti dal termine. «So che i tifosi vogliono soprattutto l’impegno, la grinta, la determinazione - ammette l’attaccante brasiliano - ma una punta deve fare anche gol altrimenti tutto diventa maledettamente difficile».
Un giocatore del Verona, prima di tutto, non deve dimenticare che i tifosi vanno rispettati. «Lo so, ho sbagliato tantissimo - continua Da Silva - la prima cosa che voglio dire è propria questa. Avrei voluto parlare pubblicamente anche nei giorni scorsi ma tutta la squadra è rimasta in silenzio per preparare bene questa partita e anch’io ho rispettato la selta del gruppo. Adesso sono qua per spiegare ma l’avrei fatto lo stesso, anche senza il gol. Quando sono stato sostituito con la Cremonese e ho sentito tutti quei fischi mi sono sentito cadere il mondo addosso. Ho reagito, so di aver sbagliato, un professionista non dovrebbe farlo. Adesso però voglio rimediare, sono rimasto perchè voglio riconquistare la stima e il rispetto dei miei tifosi. Ho parlato con la società, con il tecnico. Hanno capito che ho tanta voglia di riscattarmi, spero di aver iniziato nel modo giusto».
Un pareggio importante, sul campo di una diretta concorrente per la salvezza. «Siamo andati sotto nel nostro momento migliore - conclude - ma siamo stati bravi a reagire, anche in dieci contro undici. Un pareggio
che vale quanto una vittoria»
http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Aad.htm


 
LE ALTRE DI SERIE C. I PADOVANI DI FOSCARINI BATTONO IL VENEZIA E RESTANO SOLI IN VETTA
Il Cittadella va in fuga La Cremonese insegue
Il Padova cade con il Legnano Paganese ko a Manfredonia
 

Corrono tutte in fondo alla classifica. Solo la Ternana arranca. Il Verona si trova adesso con due punti di ritardo rispetto alle penultime in classifica. Situazione sempre molto critica. Visto che Lecco e Manfredonia hanno deciso di vendere molto cara la pelle. La Pro Sesto, a 21 punti, rappresenta per tutte quelle che vogliono evitare la retrocessione, punto di riferimento importante. La salvezza parte proprio dalla squadra di Sala, sestultima e fuori dai giochi retrocessione
IL MANFREDONIA NON SBAGLIA. Il big match di giornata, per quanto riguarda i bassifondi della classifica, si giocava sul sintetico di Manfredonia. I pugliesi non hanno fallito l'appuntamento con la vittoria, battendo di misura la Paganese, superata di un punto in classifica. Anche il Lecco continua a salire. I bluazzurri si sono imposti 2-1 contro il Foggia grazie a una rete di Savoldi, che permette ai lombardi di attestarsi a quota 19. In coda male solo la Ternana di Giorgini, che cade sotto i colpi di un Monza spietato. Finisce 4 a 2 e gli umbri affondano sempre di più.
CITTADELLA SUPER. I granata rifilano un tris al Venezia e si confermano padroni del campionato. Grande protagonista della vittoria sui lagunari è il veronese Riccardo Meggiorini, autore di una doppietta. C'è un po' di gialloblù anche nella vittoria della Cremonese che supera 2-1 la Cavese. Oltre al gol del solito Temelin. trova il successo personale l'ex difensore dell'Hellas Perticone. Brutto scivolone, invece, per il Padova, che lascia l'intera posta al Legnano. Con questa vittoria i «lilla» del presidente Marco Simone fanno un importante balzo in avanti, distanziando le rivali nella corsa salvezza. Vince in trasferta anche la matricola Foligno. I ragazzi di Bisoli s'impongono sul campo del Novara grazie ad una doppietta del gioiellino di casa Chievo Girardi.
SASSUOLO A BOCCA ASCIUTTA. I neroverdi di Massimiliano Allegri arriveranno domenica al Bentegodi con il dente avvelenato. Il pari casalingo con la Pro Patria, infatti, vede i romagnoli scivolare al terzo posto, a due punti dalla capolista Cittadella.S. A.

http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Baa.htm


 
La Pro Sesto accusa «Basta ai cori razzisti»
 

«L’esordio del terzo tempo e l’invito al fair play non sono riusciti a cancellare episodi inqualificabili e lontani anni luce dallo spirito con cui bisognerebbe vivere il calcio e più in generale lo sport». Lo afferma in un comunicato Elisabetta Pasini, unica donna presidente di una squadra di calcio professionistica, da luglio al vertice societario della Pro Sesto. Elisabetta Pasini fa riferimento all’atteggiamento avuto l’altro ieri dagli oltre cinquecento tifosi del Verona verso i giocatori di colore della Pro Sesto, Youssuf Konè e Rodrigue Boisfer, in occasione della partita di campionato svoltasi a Sesto San Giovanni tra biancocelesti e gialloblù.
«Così come nella gara d’andata il fatto si è ripetuto ma con una variabile nuova e altrettanto grave - denuncia Pasini - Oltre ai buu rivolti ai due giocatori di origini africane, in occasione di un infortunio subito da Konè, apparso prima grave ma poi fortunatamente rivelatosi meno preoccupante, si sono aggiunti, da parte dei 500 sostenitori veronesi, cori reiterati e inequivocabili all’indirizzo di Konè che scandivano morte, morte»

http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/V.htm


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14 gennaio 2008

Verona: Un punto contro la sfiga

Un punto contro la sfiga

Il Campionato di Galli, Cipollini e Sarri inizia nella periferia nord di Milano, a Sesto san Giovanni, laboratorio discutibile di riconversione post industriale e affollato dormitorio multietnico. Il centro storico manca completamente di una forma decente di accoglimento e, per questo, gli unici luoghi di aggregazione sono diventati i modernissimi centri commerciali che crescono tutti intorno. Anche allo stadio ci vanno pochi cristi e la curva biancoazzurra ricorda più o meno una riunione di condominio diuna palazzina di 4 piani, personale di servizio compreso.

Piove, governo ladro scriveva il grande Gozzano. Questo spiega la disaffezione verso la politica del migliaio di eroi presenti, disposti a tutto pur di seguire la propria squadra del cuore. A palazzo, qualcuno, dovrebbe pure tenerne conto. Basterebbe invocare dio pluvio che la smetta di rompere gli zebedei durante una partita di pallone, oppure che fornisca di un tetto la tribuna distinti dello stadio Breda.

Il Verona di Sarri è una squadra molto accademica, nel quale ognuno trova la sua collocazione naturale anche per merito del lavoro meticoloso svolto in Toscana. Il mister si affida subito ai nuovi: Gonnella dirige le retrovia, Comazzi è spostato sulla fascia destra con Sibilano al centro e Morabito a sinistra. In mezzo al campo c'è Piocelle che nei primi minuti fa da spalla a Corrent; poi però prende in mano la situazione e diventa lui il padrone del gioco. Non so quanti palloni abbia conquistato. Sulle fasce, Vigna a destra e Cossu a sinistra stentano a prendere profondità e allora ci pensa Da Silva a conquistare qualche buon pallone per Altinier, ex mantovano caparbio e desideroso di farsi apprezzare dai nuovi tifosi.

Poiché le sfighe ci perseguitano sin dall'inizio della stagione, dobbiamo subito annotare: 1) che Morabito si rompe dopo pochi minuti lasciando il posto a un pescatore di balene finlandese che mangia chewing-gum 2) che i padroni di casa passano in vantaggio in maniera assolutamente casuale, a seguito di una serie collettiva di errori della nostra difesa, Rafael su tutti. 3) che l'arbitro, in completo rosso fosforescente, o ha problemi di vista perché la pioggia gli ha appannato le lenti a contatto, oppure li ha di personalità visto che nel primo tempo giustizia solo i nostri interventi fallosi con ammonizioni e nella ripresa restituisce a schiovere il maltolto. Ma il Verona non molla e continua con il suo gioco un po' affannoso e un po' problematico. Da Silva si mangia il pareggio davanti al portiere e poi inganna tutti i tifosi con una bellissima punizione a fil di palo; ci provano anche Cossu, Vigna e Altinier con ipotesi di conclusioni. L'unico appunto che muovo al gioco dei gialloblu nel primo tempo è la scarsa profondità degli esterni. Sarri lo capisce benissimo e nella ripresa scatena Cossu a sinistra e Vigna a destra. La Pro Sesto, schiacciata nella propria metà campo, è sul punto di soccombere da un momento all'altro. Però la sfiga è tignosa come la pioggia e allora: 4) Corrent si fa intelligentemente espellere per doppia ammonizione 5) Sibilano centra il palo di testa dopo uno splendido avvitamento. Pur in inferiorità numerica (segno questo che Corrent non ha giocato neppure quando era in campo) il Verona non molla un metro e la Pro Sesto comincia ad assaporare 3 punti fondamentali per la classifica. Fuori Gonnella (problemi fisici) e Altinier (distrutto dalla fatica) entrano Garzon e Morante per l'assalto finale. All'ennesimo tentativo, è uno spunto esaltante Vigna – Comazzi sulla fascia destra per la testa dura di Da Silva a mettere fine alle contese e a dare un po' di giustizia a una gara disastrosa per le avversità che si sono accumulate.

È vero, dovevamo vincere. Però, c'è da ammettere che non basta una settimana di ritiro e 6 nuovi acquisti per sconfiggere la negatività. Anche l'anno scorso, il nuovo Verona di Ventura giocò a Napoli alla pari ma perse su rigore per colpa di un'ingenuità difensiva di Magliocchetti e di alcuni errori in attacco. Questa volta, almeno abbiamo portato via un punto.Lo hanno capito benissimo i giocatori che, distrutti dalla fatica, si sono accomiatati dal campo applaudendo lo spettacolare supporto del tifo gialloblu e sono andati ad abbracciare Da Silva, il più scombinato degli attaccanti della storia del Verona. Tanto scombinato da sembrare oggi persino un giocatore di pallone.

LE PAGELLE

1. Rafael: pur con l'attenuante di un'indecisione di alcuni difensori, la regola vuole che ogni pallone nell'area piccola deve essere suo. Si è scusato subito per il gol subito con i compagni di squadra e con noi tifosi al termine della gara. Fatto sta che abbiamo corso il rischio di perdere la partita per questa ingenuità. Per il resto, ordinaria amministrazione. Voto: 5 che saprà sicuramente recuperare sin dalla prossima partita

2 .Comazzi: la buona notizia è che adesso gioca terzino destro. Ogni tanto commette ancora qualche fallo inutile, però lo spunto sulla fascia nell'occasione del pareggio è stato davvero bello. Voto: 6 perché ha la sensibilità tattica di un palo di ghisa, ma non molla proprio mai.

3. Sibilano: è tornato ad essere il guerriero dell'anno scorso: cattivo e impietoso. Se entrava l'incornata che ha colpito il palo, forse l'Hellas aveva ancora tempo necessario per vincere la partita. Ma va bene lo stesso. Voto: 6,5

4. Gonnella: ha preso in mano la difesa intervenendo con mestiere in alcune occasioni anche se non mi è apparso troppo lucido nell'occasione del gol subito. È dovuto uscire anzitempo per il riacutizzarsi di un guaio muscolare che lo ha infastidito giovedì e venerdì. Voto: 6 per l'esperienza. Tutto un programma alcune sue battute sul mister e sulla salvezza.

18. Morante: se Altinier è un attaccante, questo è un camionista che gioca a pallone solo per buttare giù i chili in soprappeso. Pensare che sia riuscito a fare 18 gol l'anno scorso, vuol dire ammettere che esiste un sosia a questo mondo e che solo un tordo come Cannella ha potuto confonderli. Voto: 5 di stima

5. Piocelle: me ne avevano parlato molto bene ma è andato oltre ogni migliore aspettativa. Arroccato nella linea di metà campo è stato una fonte di gioco inesauribile. Sembrava che avesse sempre giocato in questa squadra. Avevamo bisogno di un leader di centrocampo? Tranquilli, lo abbiamo trovato. Voto: 7

6. Morabito: schierato subito sulla linea a 4, stava cominciando bene con alcuni fraseggi con Cossu e Piocelle, poi quello sciagurato infortunio. Voto: ingiudicabile. Vista l'assenza di mancini decenti, speriamo che recuperi presto o che Galli ne porti uno nuovo.

14. Hurme: non è un giocatore di pallone. Anche drogandosi non può mai arrivare alla sufficienza piena. Un'altra perla di Cannella. Voto: 5,5 perché ha corso (a vanvera) tutta la partita e perché ha avuto la fortuna di non avere avversari decenti contro.

7. Vigna: ha 2 differenze sostanziali rispetto a Ferrarese: 1) non si crede una star 2) pur essendo piccoletto, le prende e le dà di santa ragione. E se gli lasci spazio, ti infila in velocità. Per i vecioti come me, ricorda Trevisanello. Voto: 6,5 ma se entrava quel pallone in scivolata, era 1 punto in più in pagella

8. Corrent: qualcuno sostiene che è difficile essere profeta in patria. È vero. Però questo, soffocato dalla personalità di Piocelle, lo abbiamo visto solo in occasione dei due interventi che hanno causato l'ammonizione. Isterico come una prima donna messa da parte, come si è permesso di lasciare la squadra in 10 in quel momento delicato della partita? Voto: 4, anzi 5 perché non giocherà contro il Sassuolo.

9. Altinier: ha fatto un lavoro incredibile di pressing, ha cercato lo scambio con Da Silva, si è sempre fatto trovare come punto di riferimento. Se riesce anche a segnare, abbiamo trovato il centravanti di cui avevamo bisogno. Voto: 6,5

13. Garzon: è entrato in un momento difficile della partita e ha cercato di supportare il centrocampo. Voto: 6 di stima, perché ho bisogno di vederlo in altre occasioni per capire se è solo un lottatore o ha anche un po' di stile.

10. DaSilva: un compagno di squadra, a fine gara, ha detto che lui – quando vuole – è un giocatore importante. E questo aumenta il nostro rammarico per la sua incredibile discontinuità caratteriale. Sarri lo ha messo a giocare dietro la punta, come Ventura l'anno scorso. Da Silva è andato su tutti i palloni possibili della tre quarti gialloblu aprendoli sulle fasce oppure cercando Altinier. Parliamoci chiaro: quando prende la palla sembra sempre sul punto di perderla e nel primo tempo ha mangiato un gol fatto tirando in bocca all'incredulo Moreau; però c'è da dire che non ha mollato mai, ha sfiorato la marcatura con una bellissima punizione e ha realizzato un gol stupendo, al termine di un'azione in velocità. Meritava davvero di segnare oggi. Per questo, al fischio finale, i giocatori sono andati tutti ad abbracciarlo e per uno scettico nei suoi riguardi come me, vuol dire molto anche in prospettiva salvezza. Voto: 7,5

11. Cossu: ha trotterellato per tutto il primo tempo sulla fascia sinistra cercando una sola volta la sovrapposizione con Hurme e sbagliando quasi tutti i calci piazzati. Nella ripresa ha avuto due spunti pregevoli mettendo in mezzo palloni molto invitanti, ma poi è letteralmente sparito per la stanchezza e il Verona ha giocato l'ultima mezzora solo sulla corsia opposta. Voto: 6 perché si è fatto fare la foto con i bambini e ho notato che, in altezza, potrebbe benissimo essere un compagno di classe di Edoardo.

Mister Sarri: ha dato personalità alla squadra, un gioco gradevole e ha rimesso in sesto la componente atletica. Il Verona, signori, ha corso 90 minuti interi su un campo molto pesante e contro un avversario che non faceva giocare. Adesso abbiamo posizioni in campo chiare e punti di riferimento in ogni reparto. Tutti i giocatori intervistati hanno avuto parole di elogio per lui sia per la sua capacità di tenere insieme il gruppo, che per la meticolosità con cui affronta ogni situazione tattica. Voto: 8 perché in una settimana ha dato dignità a un'armata brancaleone.

http://www.hellastory.net/

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14 gennaio 2008

Hellas, i miei gol per la salvezza


Il riscatto di Da Silva: «Grazie a Sarri sono un altro giocatore, chiedo scusa a tutti»

«Hellas, i miei gol per la salvezza»


di Gianluca Vighini
VERONA - Ha corso, ha sbagliato un gol clamoroso, poi ha dato l’illusione su piazzato prendendo l’esterno della rete, e, alla fine, ha regalato un importante punto al Verona, realizzando l'1-1 al 43’ del secondo tempo contro la Pro Sesto. Quarto gol stagionale per William Da Silva, (il secondo ai lombardi, aveva segnato anche all’andata) attaccante dato in partenza, scommessa di Galli e Sarri che, prima di cederlo, vogliono capire chi è veramente il brasiliano.
Da Silva è iniziata un’altra storia?
«Sì, sto lavorando il doppio degli altri, voglio dimostrare che non sono un brocco. Né tantomeno un giocatore finito. Voglio segnare e voglio farne tanti. Per salvare l’Hellas. Questa adesso è la nostra missione, la mia missione».
Eppure lei sembrava il primo con la valigia pronto...
«Ci sono momenti in cui ti guardi dentro e non puoi andare via da sconfitto. Io so che posso dare ancora tanto. E so che ho sbagliato. Voglio approfittare di questa occasione per chiedere scusa ai tifosi. So che ho sbagliato con quel gesto quando sono uscito dal campo col Manfredonia. E sono sinceramente pentito».
Com’è il Verona di Sarri?
«Ora l’obiettivo è chiaro. Pensiamo alla salvezza. Speriamo di esserci liberati di tutti i pesi che abbiamo portato dalla retrocessione in poi. Contro la Pro Sesto non ci siamo accontentati. Volevamo vincere e abbiamo pareggiato anche se siamo rimasti in dieci (per l’espulsione di Corrent, ndr)».
E col nuovo mister come la mettiamo?
«Lo conoscevo già. Anche se purtroppo non avevo mai lavorato con lui. Sarri mi voleva quattro anni fa alla Sangiovannese. Vuol dire che già allora aveva stima nei miei confronti. E’ bravissimo: spero di ripagarlo della fiducia». (ass)

Denuncia Pro Sesto: «Cori razzisti»

SESTO S. GIOVANNI - «L’esordio del terzo tempo e l’invito al fair play non sono riusciti a cancellare episodi inqualificabili e lontani anni luce dallo spirito con cui bisognerebbe vivere il calcio e più in generale lo sport». Lo afferma Elisabetta Pasini, unica donna presidente di una squadra di calcio professionistica, da luglio al vertice della Pro Sesto. La Pasini fa riferimento all’atteggiamento tenuto sabato dagli oltre 500 tifosi del Verona verso i giocatori di colore della Pro, Youssuf Konè e Rodrigue Boisfer.

http://www.leggonline.it/index.php?data=20080114&pag=12&ediz=VERONA&citta=VERONA&vis=G&ps=0&tt=V


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13 gennaio 2008

Nuovo Hellas, a Sesto svolta a metà

 
Nuovo Hellas, a Sesto svolta a metà
I gialloblù sotto nel primo tempo, rimangono in 10 per l’espulsione di Corrent, pareggiano e non si accontentano cercando ancora il gol
 

Luca Mantovani
SESTO SAN GIOVANNI
Il 2008 del Verona inizia com’era finito il 2007. Un punto con la Cremonese prima di Natale, un punto a Sesto San Giovanni dopo l’Epifania. Ma i segnali che arrivano dallo stadio Breda riportano un sorriso in casa Hellas. La situazione di classifica è sempre drammatica, questo è chiaro, ma Comazzi e compagni strappano un pareggio in trasferta, in rimonta, in dieci contro undici. Un messaggio importante, arriva da tutto il gruppo. Non solo dai nuovi acquisti ma anche dai vecchi gialloblù che hanno deciso di restare e di sposare il progetto Sarri.
Il nuovo tecnico tiene fede a quanto aveva promesso durante la presentazione. Squadra equilibrata dietro con una punta e tre fantasisti a sostegno in avanti. Resta un modulo già visto con Colomba e Pellegrini, cambiano gli interpreti. Sarri manda in campo dal primo minuto quattro dei sei nuovi acquisti, conferma la difesa a quattro con Sibilano e Gonnella in mezzo, Morabito a sinistra e Comazzi dirottato sulla fascia destra. Corrent e Piocelle giocano davanti al reparto arretrato, Altinier è il punto di riferimento avanzato davanti a Da Silva, a destra c’è Vigna a sinistra il redivivo Cossu e anche questa è una sorpresa.
SIMIL CATENACCIO. Sala replica con un 4-3-3 sulla carta che in campo si trasforma in un 4-5-1, un simil catenaccio con dieci giocatori dietro la linea della palla. L’HellaS non perde tempo e comincia a macinare gioco.
Nel primo quarto d’ora ci sono solo i gialloblù in campo, i difensori biancocelesti fanno buona guardia, chiudono tutti gli spazi, spazzano l’area come possono e cercano di mettere in movimento il velocissimo Musetti, una spina nel fianco per tutta la difesa gialloblù.
MORABITO SUBITO FUORI. Si gioca in un campo molto stretto, al limite della regolarità. Ne fa le spese Morabito dopo una manciata di minuti. Scivolata sulla fascia per fermare Laner, il giocatore gialloblù esce dal campo e sbatte sul muretto che sostiene la rete di recinzione. Una brutta botta, l’esterno deve chiedere il cambio, al suo posto entra Hurme.
Le occasioni buone, però, sono tutte gialloblù. Al 25’ la palla d’oro arriva sui piedi di Da Silva. Contrasto aereo tra Altinier e Freite, l’attaccante brasiliano è lì, a due passi dalla porta, pronta la girata, il tiro è troppo centrale, Moreau para a terra.
PASTICCIO. Due minuti dopo succede l’incredibile. Punizione sulla trequarti, batte Gregori, Gonnella sfiora la palla di testa ma non allontana, rimbalzo in area, indecisione tra Piocelle e Rafael, Mendil ci mette la punta, Pro Sesto in vantaggio.
Eccolo lì il solito Verona. Basta un errore e gli avversari fanno festa. I gialloblù sbandano paurosamente, non trovano la forza di ripartire alla ricerca del pareggio.
Gli ultimi venti minuti del primo tempo si giocano in apnea. Sarri si alza dalla panchina, si sbraccia, urla, cerca di risvegliare la squadra.
Finisce il primo tempo e il Verona ricarica le batterie ma all’inizio della ripresa la Pro Sesto stringe ancora di più le maglie del centrocampo e i gialloblù sbattono sul bunker dei padroni di casa.
«ROSSO» A CORRENT. Al 19’ potrebbe finire la partita del Verona. Secondo giallo a Corrent per un fallo sulla fascia, il centrocampista viene espulso e l’Hellas resta in dieci. Una gara difficile diventa una sfida impossibile.
Ma Sarri non demorde. Prima getta nella mischia Garzon per Altinier e ridà equilibrio al centrocampo poi toglie Gonnella e manda in campo Morante, un’altra punta. Difesa a tre, due mediani, due esterni e due punte.
ARREMBAGGIO. L’Hellas va all’arrembaggio. Il pareggio sembra cosa fatta quando Moreau sbaglia l’uscita e Sibilano si trova sulla testa la palla per fare gol a porta libera. La palla esce di un soffio.
Pochi minuti dopo ci riprova Da Silva. Cross dalla destra di Vigna, all’attaccante brasiliano anticipa Moreau di testa ancora fuori.
Si avvicina la fine ma l’Hellas ci crede. Ancora un cross dalla destra, questa volta tocca a Comazzi ben lanciato da Vigna, perfetto lo stacco di Da Silva, palla in rete e Verona in festa.
ULTIMO ASSALTO. Non è finita. La squadra di Sarri cerca anche la rete della vittoria ma ormai è troppo tardi. La Pro Sesto resiste, l’Hellas riparte con un pareggio.

http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Aac.htm


 
MAURIZIO SARRI
«Sono soddisfatto:
tutta la squadra
si è messa in discussione»
Mi è piaciuto Da Silva per quello che ha fatto in tutta la partita, non solo per il gol
 

Si poteva anche vincere ma il punto va bene. Sarri manda in archivio la prima partita del Verona nel 2008 e sposta l’attenzione sulle prossime partite. «Va bene così - ammette il tecnico dell’Hellas - la squadra ha portato a casa un risultato positivo e l’ha meritato. I ragazzi mi somo piaciuti».
Resta un po’ d’amarezza per non aver vinto?
Per come si erano messe le cose il punto può essere interpretato positivamente. Abbiamo recuperato una partita delicata e questo è molto importante in questo momento. Se guardiamo la partita in generale possiamo dire tranquillamente che il Verona poteva anche vincere. Basta vedere i fatti. La Pro Sesto ha trovato il gol su punizione e ha costruito un’altra mezza occasione, l’Hellas ha fatto cinque o sei azioni importanti, ha recuperato in dieci contro undici, ha cercato di fare il bottino pieno nella parte finale della gara.
Una prova di grande carattere Una partita di cuore, non ci sono dubbi. È arrivato solo un pari ma questo è il premio per un gruppo di ragazzi che ha fatto capire dal primo all’ultimo minuto che voleva portare a casa il risultato. Queste sono le basi sulle quali possiamo costruire il nostro progetto.
I nuovi acquisti? cinque su sei sono scesi in campo...
Sono soddisfatto perchè sono scesi in campo con determinazione, abbiamo avuto il giusto impatto con la partita. Il Verona ha tenuto in mano la gara, i ragazzi sono andati in pressing alto, hanno costruito azioni importanti, hanno dato prova di personalità. Sono contento perchè tutti si sono messi in discussione, vecchie conoscenze nuovi arrivati.
Il gol non ci voleva...
No, perchè avevamo cominciato molto bene. La Pro Sesto si limitava a chiudere gli spazi davanti all’area di rigore ma noi potevamo passare in vantaggio già con Da Silva a metà del primo tempo. Purtroppo abbiamo preso un gol evitabile, un concorso di errori. Dopo la rete dei padroni di casa la squadra ha vacillato, è normale. Vista la posizione di classifica. Troppa la paura di perdere. Sei o sette minuti bruttini, avevo paura di incassare il secondo. Abbiamo cominciato non benissimo anche la ripresa poi siamo cresciuti e abbiamo chiuso molto bene.
Sarri ha dato fiducia a Da Silva, l’attaccante brasiliano lo ha ripagato con un gol.
Ma non penso solo al gol, quello fa sicuramente bene a lui che ritrova anche condizione psicologica, è importante per un attaccante. Ma Da Silva m’è piacuto per quello che ha fatto in tutta la partita. All’inizio del ritiro ho parlato con Da Silva, sapevo che aveva avuto dei problemi con i tifosi ma ho visto che potrebbe essere l’uomo giusto per fare questo tipo di gioco. Lui sa che deve mettersi in discussione e che prima di tutto deve chiedere scusa ai tifosi e alla città. Questo è il modo migliore per riallacciare i rapporti.

 

Il Verona ha tenuto in mano la gara, i ragazzi sono andati in pressing alto, hanno costruito azioni importanti, hanno dato prova di personalità


http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Bac.htm


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12 gennaio 2008

Pro Sesto-Hellas Verona 1-1

Pro Sesto-Hellas Verona 1-1
12/01/2008 - 14:30
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A due minuti dal termine Da Silva risponde alla rete di Mendil

SESTO S. GIOVANNI (MI) - Esordio ufficiale per Maurizio Sarri sulla panchina dell’Hellas. Di fronte la Pro Sesto, formazione che in questo momento sarebbe virtualmente salva senza disputare i play-out. In campo per i gialloblù quattro dei sei nuovi arrivati, con Gonnella nel reparto difensivo, Piocelle a metà campo, Vigna sulla trequarti e Altinier prima punta. Antonio Sala rinuncia invece a Maah, recuperando i vari Laner, Boisfer e Fracassetti.

Al minuto numero 9 ci prova Musetti al volo su traversone dalla destra del terzino Rota, palla abbondantemente alta. All’11’ prima sostituzione del match: Morabito, infortunatosi recuperando un pallone nei pressi della linea laterale, lascia il posto ad Hurme. Ammonito Cossu al 18’ per un fallo tattico all’altezza della parte sinistra del centrocampo.

Scaligeri vicini al vantaggio al 23’: il cross di Cossu viene respinto da un difensore, la palla termina sui piedi del brasiliano Da Silva, che all’interno dell’area piccola conclude tra le braccia di Moreau. Cartellino giallo anche per Corrent al 26’ per un fallo da tergo su un avversario. Sulla punizione seguente Pro Sesto sull’1-0: punizione dalla trequarti di Gregori che la difesa non riesce a liberare, Mendil di punta insacca a pochi passi da Rafael.

Da Silva su punizione dal limite dell’area al 43’ dà l’illusione del gol scavalcando la barriera e mirando sul palo coperto dalla barriera: palla che accarezza l’esterno della rete.

Al 54’ Vigna non riesce a trovare il tap-in: traversone dalla destra di Cossu, palla spizzata dal numero nove Da Silva ma il centrocampista aretino manca l’aggancio. Cossu prova a servire dalla sinistra ancora Da Silva, ottimo intervento di Moreau che chiude in anticipo. Su ribaltamento di fronte Musetti fallisce la più facile delle occasioni a tu per tu con Rafael, concludendo debolmente senza impensierire Rafael.

Sibilano impatta di testa su servizio di Cossu su calcio d’angolo, il pallone termina a lato mentre Moreau sbaglia completamente l’uscita al 56’. Hellas in dieci al 65’: Corrent rimedia una nuova ammonizione fermando con un fallo la ripartenza degli avversari. Boracci non perdona e fa allontanare dal rettangolo di gioco il numero otto veronese.

Anche Laner, l’ex della gara, finisce sul taccuino dei cattivi come il compagno Gregori tra il 69’ ed il 71’ a causa di due entrate pericolose. Entra in campo Stefano Garzon al 73’ al posto di Altinier, secondo cambio della gara, conseguente all’espulsione del centrocampista Corrent.

Terza modifica alla formazione di Sarri al minuto 79: Morante prende il posto di Gonnella. Sala risponde mandando in campo Facchinetti per Mendil, finora decisivo. Pareggio gialloblù all’88’: cross dalla destra di Comazzi, Da Silva incorna e batte Moreau. Grande cuore scaligero, che ancora una volta risponde alle difficoltà con grinta.

D’Imporzano prende il posto di un ottimo Konè all’89’. Dopo cinque minuti di recupero la partita termina col punteggio di 1-1, nono pareggio in campionato per la formazione veronese.

A.C. PRO SESTO - HELLAS VERONA F.C. 1-1 (1-0)

Reti: 26’ Mendil; 88’ Da Silva

A.C. PRO SESTO

Moreau; Rota, Preite, Lambrughi, Gregori; Fracassetti, Konè (89’ D’Imporzano), Boisfer, Laner; Musetti, Mendil (79’ Facchinetti). (Serena, Di Cuonzo, Cavagna, Valtulina, Dalla Costa). All. Sala

HELLAS VERONA F.C.

Rafael; Comazzi, Sibilano, Gonnella (79’ Morante), Morabito (11’ Hurme); Corrent, Piocelle; Vigna, Da Silva, Cossu; Altinier (73’ Garzon). (Franzese, Mancinelli, Martinelli, Minetti, Morante). All. Sarri

Arbitro:  Borracci di S. Benedetto del Tronto

Assistenti: De Pinto, Posado

Ammoniti: Cossu, Corrent, Laner, Gregori

Espulsi: Corrent al 65’

Recupero: 1’ - 5’

 

 

I contenuti sono liberamente riproducibili, salvo l’obbligo di citare la fonte, hellasverona.it


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12 gennaio 2008

Voglio un Hellas cuore e grinta

«Voglio un Hellas  cuore e grinta»

Domani a Sesto S. Giovanni debutta
mister Sarri: «La squadra? Ho gente
che conosco e c’è Da Silva motivato»



di Gianluca Vighini
VERONA - Vigilia della sfida esterna con la Pro Sesto. L’Hellas è tirato a lucido. Una squadra rivoluzionata è stata messa a disposizione di Maurizio Sarri, il nuovo tecnico scelto dal dg Galli per cercare di evitare una drammatica retrocessione in C2. Dopo il ritiro di Massa Marittima, è tempo di tracciare un primo bilancio.
Mister Sarri, com’è andata questa settimana: quali sono le sue valutazioni sul Verona?
«Se mi baso sulla voglia e la disponibilità che i ragazzi hanno messo in campo, non posso che essere soddisfatto. Certo, non è che adesso siamo al cento per cento, che possiamo già essere a posto tatticamente. Da questo punto di vista c’è da lavorare e anche tanto».
Come ogni debutto, quella con la Pro Sesto (domani, alle 14,30, ndr) è già una gara fondamentale...
«Vero, sarà dura. La Pro è organizzata e trova il gol con facilità. Dovremo sopperire con cuore e grinta».
I problemi del Verona sono arrivati da una condizione fisica pessima. Come ha trovato la squadra?
«I valori dei test entrano nella normalità. Adesso però dobbiamo capire bene dove possono arrivare questi giocatori. Diciamo che abbiamo dei parametri, ma la condizione generale va valutata con il campionato».
Soddisfatto dei giocatori che Galli le ha messo a disposizione?
«Sì, anche tenendo in considerazione che il mercato è difficile. Sono giocatori che corrispondono alle caratteristiche che avevo indicato».
E’ vero che lei vorrebbe puntare ancora su Da Silva?
«Ha le doti giuste per il mio gioco. Ha capito di aver sbagliato, vuole restare e in questa settimana s’è impegnato molto. Se continua così può restare».
Ha già in testa la formazione?
«Ci sto pensando, ma se permettete, non ve la dico. Ho 25 ragazzi a disposizione e li voglio tenere tutti sulla corda». (ass)
http://www.leggonline.it/index.php?data=20080111&pag=12&ediz=VERONA&citta=VERONA&vis=G&ps=0&tt=V


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11 gennaio 2008

Galli a ruota libera L’Hellas volta pagina

 

TEMPO DI MERCATO. UNA PARTENZA E SEI ACQUISTI NELLA PRIMA SETTIMANA DI TRATTATIVE
Galli a ruota libera L’Hellas volta pagina
«Abbiamo cambiato senza dimenticare i nostri giocatori Ora inizia il campionato gialloblù, ci sono solo quindici gare»
 


 

Luca Mantovani
Una partenza e sei acquisti, tutto in pochi giorni. Ferrarese ha fatto le valigie, sono arrivati Minetti e Vigna, Altinier e Garzon, Piocelle e Gonnella. La settimana del mercato gialloblù si chiude positivamente ma ora è il momento di fare il punto della situazione, la parola passa al campo. Domani pomeriggio l’Hellas gioca a Sesto San Giovanni la terza di ritorno, riparte il campionato e non si può sbagliare.
«Il nostro campionato comincia adesso - ammette il direttore generale Giovanni Galli - abbiamo solo quindici partite da giocare per raggiungere il nostro obiettivo. Questa squadra deve prendere l’abitudine con la vittoria solo così possiamo dare continuità al nostro progetto».
Galli parla sempre di progetto, pensa a tempi lontani ma sa che i tifosi vogliono tutto e subito. La prima cosa è la salvezza poi si potrà sognare. Il mercato ha lanciato segnali interessanti, il Verona si è mosso già nei primi giorni e questa è una grande novità rispetto al passato ma non è ancora arrivato il botto. «Abbiamo fatto quello che si poteva - spiega Galli - abbiamo cercato di rinforzare la squadra senza le rivoluzioni. Abbiamo preso giocatori che possono giocare subito senza dimenticare di mettere sotto osservazione quello che avevamo in casa».
Quasi tutti quelli che sono arrivati non hanno giocato molto negli ultimi mesi, potrebbero non essere pronti fisicamente. «Questo è vero - continua Galli - ma non abbiamo preso degli sprovveduti, dei ragazzini. Sono arrivati in gialloblù giocatori che si avvicinano ai trent’anni, hanno una decina di campionati alle spalle. Sono professionisti fatti, hanno l’esperienza giusta per rendere subito al massimo».
Manca ancora il bomber. Martinetti e Serafini hanno detto no. «Meglio non alimentare strane idee - spiega il direttore sportivo - e non inseguire sogni irrealizzabili. Martinetti, per esempio. È un attaccante importante. Se l’Arezzo decide di cederlo lo farà per molti soldi. Martinetti è inseguito da tante squadre di B, da una di A. Non si può pensare di portarlo a Verona».
Si paga anche l’ultimo posto in classifica. Per questo Sarri ha deciso di puntare su Da Silva e Morante. «Non solo Sarri - precisa il diggì - Galli e Sarri hanno deciso di puntare su Da Silva e anche su Morante. L’ho detto il primo giorno, ho il dovere di valorizzare il capitale che ho in casa. Non ci sono molti attaccanti in giro, tutti ci chiedono Da Silva e Morante, volete che li regaliamo? Da Silva sta facendo bene, so che ha avuto qualche problema con i tifosi ma toccherà a lui fare il primo passo con i nostri sostenitori. Dovrà rispondere sul campo e noi saremo dalla sua parte. Lo stesso vale per Morante. Se ha fatto gol megli anni passati può farli anche quest’anno, deve togliersi il cappotto di legno che ha indossato. Lui sente psicologicamente questa situazione, pesa il fatto che non riesce a fare gol ma solo lui può uscire da tunnel
http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Aab.htm


 

IL MERCATO. VICINI ALL’ESTERNO PIACENTINO
Arriva il giorno di Stamilla? Idea Colacone
Il club di Corte Pancaldo insegue un attaccante Due piste nuove portano a Bonfiglio o Zizzarri
 


 

Simone Antolini
Il giorno di Stamilla. Poi spazio alla partita. Galli e Sarri, infatti, sono già proiettati sulla sfida di domani a Sesto San Giovanni. Oggi, però, il diggì del Verona potrebbe ingaggiare il centrocampista del Piacenza. La storia è nota: Alessio Stamilla, 24 anni, è reduce da un brutto infortunio al ginocchio. La sua stagione è iniziata con uno spaventoso crack, che lo ha mandato sotto i ferri. Oggi Stamilla corre. Non è pronto. Ma il suo arriva a Verona potrebbe essere inserito nella lista degli investimenti a lunga scadenza. L'anno scorso il ragazzo aveva trovato uno spazio tutto suo nel Piacenza di Beppe Iachini. Se ne parlava un gran bene. L'infortunio di inizio stagione al ginocchio lo ha fatto finire fuori gioco. Somma non lo inserirà nella lista dei 21 giocatori piacentini da consegnare alla Lega. E il Verona si è mosso per tempo. Per rivederlo in campo, comunque, bisognerà aspettare come minimo febbraio. Sarri ha avuto Stamilla alla Sangiovannese. Il ricongiungimento ormai è vicinissimo.
Ma il nuovo diggì Giovanni Galli ha fatto capire anche di voler regalare un attaccante di qualità a Sarri. Non subito. Molto probabilmente alla chiusura del mercato. Da qui al 31 gennaio il Verona, dopo Sesto, giocherà solo contro il Sassuolo al Bentegodi, visto che il 27 i gialloblù osserveranno un turno di riposo. C'è quindi tutto il tempo, dopo l'abbuffata iniziale di acquisti, di lavorare in modo mirato e tranquillo. Sul taccuino del diggì veronese ci sono Roberto Colacone del Modena e Matteo Serafini del Vicenza.
Difficile arrivare a quest'ultimo, mentre per Colacone le porte restano aperte alla speranza. Due sussurri di giornata parlano anche di un interessamento dell'Hellas per Bonfiglio della Ternana e Zizzarri della Lucchese. Queste, però, restano per il momento voci incontrollate. Tra i giocatori seguiti c'è anche Russo del Crotone
http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Bab.htm


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