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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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29 febbraio 2008

Verona: Dalle lacrime di Arvedi all’addio di Giovanni Galli


 

Dalle lacrime di Arvedi all’addio di Giovanni Galli
 

Tristezza e qualche momento di commozione a Corte Pancaldo quando il Conte Arvedi ha annunciato l’addio di Sarri e Galli e l’arrivo in panchina di Davide Pellegrini. Nel pomeriggio all’antistadio il nuovo tecnico cerca di sorridere mentre il diggì lascia con grande amarezza.


 

LA PALLA AL TECNICO. L’EX ATTACCANTE DEL VERONA RIPRENDE IN MANO LA SQUADRA DUE MESI DOPO IL SUO ESONERO. «AVRÒ CARTA BIANCA MA NON ESCLUDO NESSUNO»
Pellegrini prepara già undici finali
 

Ma perchè Pellegrini ha ripreso il timone della squadra?
«Il presidente Arvedi mi ha chiamato e io ho accettato la proposta. Per due motivi. Innanzitutto ho un debito di risconoscenza con il Conte che mi ha lanciato nel grande calcio, in secondo luogo sono legato all’Hellas, sono innamorato di questa squadra e vorrei conquistare la salvezza perchè ci credo. Mi sono già preparato, so che faremo undici partite, nove di campionato e due di play out. Così resteremo in C1».
Ha lasciato una squadra, ne trova un’altra...
«I giocatori sono dipendenti della società, sono stipendiati e devono dare il massimo per questa squadra. Non conosco i nuovi ma ho già allenato quelli che sono rimasti dopo il mercato. Già questo è un vantaggio ma una cosa dev’essere chiara, non ho preclusioni per nessuno, il posto da titolare si conquista ogni giorno sul campo».
Anche Sarri ha sempre difeso il gruppo, una squadra che lavora bene in allenamento...
«E poi si blocca la domenica, al momento della partita. Lo so benissimo, l’ho provato sulla mia pelle. Però, nonostante tutto, credo in questa squadra, non posso dire nulla per quello che riguarda l’impegno, l’abitudine al lavoro, l’attaccamento alla maglia. C’è un blocco psicologico, la palla scotta e pesa».
Quanto cambierà Pellegrini? Se cambierà...
«Ho seguito le partite anche in questi mesi e mi sono fatto un’idea. Durante la mia gestione della prima squadra e anche con la Berretti ho assimilato alcuni schemi che potranno essere adattati a questa squadra. Abbiamo gli uomini per fare questo o per modificare assetto a partita in corsa, vediamo».
Perchè i giocatori hanno paura?
«Se risolvo questo problema trovo la chiave per vincere tutte le partite. Chissà cosa succede quando vanno in campo? Hanno l’esperienza e la qualità per fare bene ma si bloccano. Questi giocatori devono dimostrare prima di tutto a loro che cosa fanno fare, poi ai tifosi, poi all’allenatore».
Resta il problema del gol...
«Non è una novità, ci portiamo dietro questo problema dall’inizio del campionato. Ho cercato di cambiare anche l’assetto durante la mia gestione, un modulo nuovo per far entrare in area i centrocampisti, per dare alternative alla manovra offensiva. Dobbiamo provarci ancora, se vogliamo la salvezza dobbiamo fare gol, su questo non ci sono dubbi. Galli non ha portato l’attaccante a gennaio? Sono sicuro che c’ha provato, probabilmente non c’è riuscito».
Pellegrini avrà carta bianca?
«Certo, sono l’allenatore e sono il responsabile di questa squadra. Mi piacciono le sfide e voglio affrontare questa avventura con grande determinazione. Io ci credo, devono crederci anche i giocatori».

 

Luca Mantovani
L’Hellas ha già fatto quattro rivoluzioni e cambiato tre allenatori. Il caos continua ma Davide Pellegrini pensa positivo e rilancia la terapia del sorriso. «Da giocatore, a Venezia, ho cambiato cinque allenatori in una stagione - racconta - ma ci siamo salvati a quattro o cinque giornate dal termine. L’Hellas è arrivato a quattro, spero che si fermi qui». Anche perchè il Conte assomiglia sempre di più a Maurizio Zamparini, il «mangia allenatori» per eccellenza. Arvedi ne ha già cambiati cinque in un anno e mezzo di gestione, è sulla strada buona. Il ritorno di Pellegrini è la conferma di una gestione schizoide della società


 

Il Club delle «3 D» alla guida dell’Hellas
 

Davide Pellegrini è tornato alla guida dell’Hellas due mesi dopo la sua ultima panchina. Era il 23 dicembre del 2007, si giocava al Bentegodi la sfida tra Hellas e Cremonese, seconda di ritorno. Finì uno a uno e negli ultimi minuti fu annullato un gol regolare a Iakovlevski. Con Maurizio Sarri sono stati licenziati anche il vice Francesco Calzona, il preparatore atletico Francesco Bertini e l’allenatore dei portieri Mirko Timagli. Pellegrini riporta in riva all’Adige Dario Marigo come preparatore dei portieri e sarà affiancato come vice dall’ex difensore gialloblù Diego Caverzan. Il Club delle 3 D - Davide, Diego e Dario - dovrà guidare il Verona verso la salvezza. Torna anche il preparatore atletico Cristian Mazzurana. Questo il nuovo staff tecnico chiamato da Arvedi per cercare la grande impresa di tenere il Verona in C1 nonostante l’ultimo posto in classifica


 

IL MESSAGGIO POSITIVO. IL PORTIERE CANCELLA LE PARTITE NEGATIVE
Rafael rialza la testa «Non ho paura»
 

«Prima sembrava quasi che la palla mi arrivasse da sola sulle mani. Adesso devo andare a cercarla. Eppure sono rimasto sempre lo stesso». I mali del Verona a volte producono strani effetti. E anche Rafael Pinheiro ha dovuto cedere all'orrendo contagio del virus che sta decimando le speranze dei gialloblu. Sicuro e determinante nella prima parte della stagione. Alla caccia di se stesso oggi. Dopo qualche prestazione sottotono, il portiere s'interroga.
Rafael, anche lei è vittima del male oscuro che assilla il Verona?
«Se un gruppo è triste, se una squadra è triste, anche il portiere è triste. E, se le cose non vanno bene, ne risento anch'io. Questo mi sembra normale. Lunedì è il mio compleanno...molto probabilmente non lo festeggerò».
Che cosa le sta succedendo?
«Non sono diverso da prima. Vado in campo pensando sempre a non prendere gol. Prima mi riusciva molto bene. Adesso un po' meno. Spero di rifarmi in fretta».
La cura qual è?
«La serenità. Non pensare in negativo. Serve a me, ma servirà anche a tutta la squadra».
La prima rete subita a Terni fa riflettere su due aspetti: il Verona appare disattento e impreparato
«A rivedere il gol... pare proprio di sì. Tutto si è svolto molto velocemente. Sicuramente c'è stata disattenzione».
Altra impressione: in campo sembra che gli altri corrono, e che il Verona spesso si limiti a passeggiare spedito. Così non va...
«È la pressione. Una brutta bestia, che ti blocca, che ti fa dimenticare tutto quello che avevi preparato durante la settimama».
Ma lo sa che da qui alla fine, vista la vostra posizione di classifica, le pressioni non faranno altro che aumentare?
«Certo, e allora qui serve qualcosa di diverso».
Cosa?
«La personalità. Quella che abbiamo magari tenuto dentro. Quella che un giocatore vero deve saper far uscire al momento giusto».
In 25 giornate, però, non ci sono stati segnali in tal senso...
«Ci dà un immenso fastidio non trovare una risposta a questo problema. Ne abbiamo parlato spesso anche nello spogliaotoio, ci siamo confrontati a lungo. E abbiamo messo a nudo le nostre perplessità. Siamo ancora in tempo per riprovarci. Cos'altro posso dire? Dovremmo essere...diversi da quello che siamo stati fin qui già dalla prossima partita. Un Verona nuovo dal primo all'ultimo minuto».
La fascia a Terni è passata da Comazzi ad Orfei, lei che cosa ne pensa?
«È una scelta del mister. Una come tante altre. L'allenatore ti fa giocare o ti lascia fuori. Ti mette qua o là. E tu accetti».
Il mercato di gennaio ha rivoluzionato la squadra. Eppure fino ad oggi l’apporto dei nuovi arrivati è stato pressochè irrilevante. Non la preoccupa questa situazione?
«La situazione nella quale è finito il Verona è difficile per tutti. Credo che a questo punto non abbia senso fare distinzione tra giocatori vecchi e nuovi acquisti. Dobbiamo calarci tutti nella realtà del Verona, e provare a fare qualcosa di importante».
Il Verona ha paura?
«Paura? Se abbiamo paura è meglio che lasciamo perdere tutto. Chi ha paura se ne deve stare chiuso in casa...».S. A


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29 febbraio 2008

Verona: gara col Foggia oggetto di valutazione della autorità

Gara col Foggia oggetto di valutazione della autorità
29/02/2008 - 15:57
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L'Osservatorio del Viminale ha analizzato la sfida in programma domenica 9 marzo allo stadio "Bentegodi"

ROMA - E’ avvenuta come di consueto la riunione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che ha analizzato le gare in programma il 2 ed il 9 marzo. 

L’organismo collegiale ha ritenuto di suggerire alle competenti Autorità Provinciali l’attenta valutazione di alcune partite, tra le quali quella dell’Hellas Verona in casa col Foggia, in occasione della ventiseiesima giornata di Serie C1.

Per il match in questione, il Prefetto della città scaligera valuterà la possibilità di vendere un solo tagliando per spettatore, e vietare la cessione dello stesso.

I contenuti sono liberamente riproducibili, salvo l’obbligo di citare la fonte, hellasverona.it 

Doppia seduta all'antistadio per i ragazzi di Pellegrini
29/02/2008 - 16:49
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A parte Bozzola, Mancinelli e Castellan, esercizi in piscina per Corrent e Comazzi, terapie per Altinier ed Hurme
VERONA - Prosegue secondo i programmi l'attività della squadra gialloblù, allenata da Davide Pellegrini, nonostante la sosta del campionato di Serie C in programma domenica 2 marzo.

Venerdì la formazione scaligera ha lavorato sul campo dell’antistadio, affrontando una doppia seduta: al mattino breve riscaldamento, attivazione con la palla e perfezionamento tecnico. Nel pomeriggio intenso lavoro tattico, e per concludere partitella a campo ridotto. Lavoro differenziato per Bozzola, Mancinelli e Castellan, esercizi in piscina per Corrent e Comazzi, terapie per Altinier ed Hurme. Leandro Greco si è allenato sia a livello individuale, che col resto dei compagni.

Prossimo appuntamento fissato per sabato mattina, sempre all’antistadio.

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La grinta di Greco: "Guai ad aver paura"
29/02/2008 - 15:22
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"Con la personalità giusta possiamo uscire fuori da questa delicata situazione"

VERONA - Il 9 dicembre dello scorso anno segnò la rete della vittoria gialloblù col Manfredonia, a conclusione di una fantastica azione personale. Venerdì pomeriggio, prima della seconda seduta giornaliera di allenamento, Leandro Greco ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa.

Il giocatore romano ha illustrato immediatamente sia la dinamica del proprio infortunio, che la sua condizione fisica attuale: "Durante le vacanze di Natale stavo abbastanza bene, poi ho avuto una ricaduta nel corso del ritiro di Massa Marittima. Appunto perchè si è trattato di uno strappo e mancano poche partite, meglio saltarne una in più e fare le altre a pieno ritmo anzichè rischiare nuovamente di farsi male. Stiamo lavorando per dare continuità ad un certo tipo di lavoro, dalla prossima settimana valuteremo giorno per giorno. Spero di essere a disposizione per la sfida col Foggia."

Da due giorni a questa parte Davide Pellegrini è ritornato al timone della squadra scaligera, sostituendo Maurizio Sarri: "Quest’ultimo l’ho visto dall’esterno, mi è dispiaciuto non poter dare un contributo ai compagni. Adesso c’è tutta la voglia di riprendere e dare una mano per uscire da questa situazione. Mi è parso un tecnico molto preparato, che curava ogni particolare. I risultati non sono venuti, le responsabilità sono comunque nostre."

Per quanto riguarda la posizione da ricoprire in campo, Greco evidenzia grande disponibilità: "Non so come ci disporrà Pellegrini, col quale abbiamo provato anche il 4-3-3 ed io ho giocato come attaccante esterno. Trequartista o esterno non conta, come vuole il mister per me va bene. La responsabilità che mi viene attribuita è stimolante, avere ventun’anni e giocare in una piazza come Verona può solo dare ulteriori motivazioni. La salvezza si deve basare sulla tranquillità mancata finora, assieme alla consapevolezza che l’obiettivo è alla nostra portata. Ad oggi è un problema mentale, sarebbe assurdo coinvolgere altri aspetti."

L’Hellas sembra avere una crisi d’identità, dopo la retrocessione dello scorso anno: "Quando si parla dell’impegno, del fatto di lavorare bene, inconsciamente c’è la paura di subire gol e non rialzarsi più. Per certi giocatori può pesare questa situazione, ma con la personalità giusta possiamo uscirne fuori. Serve gente motivata, che crede veramente a ciò che dobbiamo fare. Non esistono margini di errore, il mister è stato chiaro. Gioca chi sta meglio."

Dopo l’esonero di Sarri, il Direttore Sportivo Giovanni Galli ha presentato le proprie dimissioni: "Dal canto nostro dobbiamo allenarci lasciando i problemi fuori dal rettangolo di gioco. Le vicende societarie non sono alla base dei risultati negativi riscontrati sino ad ora. Galli era una figura importante, un uomo di esperienza. Per un ragazzo giovane avere davanti una persona così non è un particolare da poco."

Il calendario della Serie C prevede molti scontri diretti da qui al termine della stagione: "Può essere tutto semplice o meno, se cambiamo rotta possiamo affrontarli in maniera differente. Dipende solo da noi, chi ha paura non può giocare. Al di là dei momenti difficili in cui si può andare in difficoltà, il filo conduttore del gruppo dev’essere la presenza della grinta e del carattere necessari per affrontare le prossime undici sfide."

 

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29 febbraio 2008

Sartor: "Non cerco il riscatto, ho voglia di giocare"

Messi: "Un centro fieristico al posto del Liberati"

di Lorenzo Pulcioni, 29/02/2008 16:13

Il capogruppo in Consiglio Comunale di "Città Nuova" Andrea Messi, torna sulla convenzione stipulata tra il Comune di Terni e la Ternana Calcio. E lo fa criticando l'accordo tra Palazzo Spada e via Aleardi invocando addirittura la realizzazione di "un centro fieristico espositivo" nell'area dove sorge attualmente il Liberati e il trasferimento dello stadio cittadino "fuori dall'area urbana".

A riportare il pensiero dell'ex candidato sindaco del centro destra è il Giornale dell'Umbria: "Come lista civica - sostiene Messi - siamo contrari alla firma di una convenzione pluriennale, si parla di 2012, per affidare lo stadio Libero Liberati alla Ternana. L'area dello Stadio diventi piuttosto un centro polifunzionale fieristico congressuale espositivo. Si tratterebbe di una convenzione fortemente limitativa delle potenzialità dell'impianto che non può essere utilizzato solo per due volte al mese con un'affluenza di spettatori che non supera qualche centinaio di presenze. Proponiamo invece che il Liberati venga trasferito fuori dalla città urbana. L'impianto polifunzionale costituirebbe una attrattiva anche nei confronti dei rapporti con la Capitale, da sempre bisognosa di spazi e strutture del genere. Occorre un atto di coraggio e di lungimiranza da parte dell'amministrazione comunale da sempre arroccata sui vecchi schemi".

L'appello è lanciato. Ora manca solo il più classico degli annunci sulle riviste di inserzionisti: "AAA investitori cercasi". Oltre naturalmente a una ditta di trasporti che si accolli il trasferimento dello stadio (non è dato sapere se comprensivo dello storico manto erboso o delle sole tribune) "fuori città".

Ternana: doppietta di Tozzi Borsoi nella partitella

di Moreno Sturaro, 28/02/2008 19:23

Partitella in famiglia al Liberati nel pomeriggio per la Ternana. 3 a 2 il punteggio finale in favore dei "gialli" grazie alle reti di Papini, Scandurra e di Fattorini, centrocampista della Berretti. Per gli "arancioni" invece doppietta di Romano Tozzi Borsoi (nella foto insieme a Bussi). Queste le formazioni. Gialli: Scarzanella; Ricca, Sartor, Pedotti, Bizzarri; Lolli, Cardona, Papini, Fattorini; Scandurra, Rigoni. Arancioni: Ginestra; Del Grosso, Trinchera, Grassi, Cibocchi; Cerica, Bussi, Danucci, Perney; Tozzi Borsoi, Bonfiglio. Non hanno giocato Morello, che però da domani tornerà a lavorare con il resto del gruppo, Giacomini, fermo a scopo precauzionale, Troianello (postumi della contusione alla caviglia) e D'Astolfo (mal di schiena). Ha ripreso a correre intanto Fedeli, mentre per Danotti si deciderà entro martedì per l'operazione alla spalla o meno.

La Ternana ingaggia il difensore Sartor

di Moreno Sturaro, 26/02/2008 12:04

La Ternana Calcio ha ufficializzato l'ingaggio del difensore Luigi Sartor (nella foto), svincolato ex Inter, Parma e Roma. 33 anni compiuti il 30 gennaio, Sartor può ricoprire sia il ruolo di esterno destro che a sinistra. Dopo la parentesi con il Verona in serie B nel 2007, il difensore era andato a giocare in Belgio, nel Mons allenato dall'ex juventino Sergio Brio. Ha giocato anche nell'Ancona, in serie A, nella stagione 2003-2004. La società rossoverde lo ha pescato tra gli svincolati ed oggi pomeriggio Sartor verrà presentato alla stampa al termine dell'allenamento.

Sartor: "Non cerco il riscatto, ho voglia di giocare"

di Moreno Sturaro, 26/02/2008 19:58

Luigi Sartor (nella foto nella sala stampa del Liberati) è stato impegnato oggi pomeriggio nel primo allenamento con la squadra rossoverde, per il difensore di Treviso c'è stato anche il tempo per la prima partitella sotto la Curva San Martino, poi la confernza stampa di presentazione. "Non sono in cerca in particolare di riscatto - ha attaccato Sartor - ho solo tanta voglia di giocare al calcio e la Ternana mi ha concesso questa possibilità. Non mi alleno con una squadra professionistica da inizio stagione ed chiaro che la condizione fisica è quella che è, ma questo lo staff tecnico lo sa molto bene. Però nel giro di una paio di settimane potrò sicuramente recuperare un pò di condizione". La sosta del campionato sembra quindi arrivare al momento giusto. Poi a chi gli chiedeva come è nato il contatto con la Ternana, Sartor ha risposto così: "si è trattato di un fatto casuale, mi ha chiamato l'allenatore, abbiamo parlato e ci siamo capiti subito. Poi sono venuto al Liberati a vedere la partita con il Verona ed ho deciso di fermarmi. La città mi piace, mi sono trovato subito bene, credo che le possibilità che resti fino a fine stagione ci siano tutte e che si possa far bene. Ho visto all'opera i miei nuovi compagni contro un avversario in grande difficoltà, hanno fatto bene, ma non dimentichiamoci il valore dei giocatori del Verona".

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29 febbraio 2008

Pro Patria: il punto tecnico 25a giornata

Tre punti importanti per i tigrotti, al "Penzo" di Venezia, dove dopo 31 anni di astinenza ritrovano il sapore della vittoria, e dopo 22 anni ritornano a casa con qualcosa nel carniere, dopo le infelici uscite degli ultimi tempi, sul campo dei lagunari.

Era importante, se non vitale, prendere punti a Venezia, perchè c'era il rischio concreto, dopo quattro sconfitte di fila, che la squadra potesse perdere fiducia, ed accartocciarsi su se stessa, andando incontro ad un finale di campionato, tutto da decifrare e con scenari non ipotizzabile fino a poche domenica fa. Rossi e De Giorgi, sono tornati all'antico, riproponendo il collaudato 4-3-3, che in alcuni frangenti della gara diventa anche un 4-5-1, che concede poco agli avversari, permette ai biancoblù di coprirsi al meglio e di sfruttare le ripartenze, con i vari Negrini, Cigardi, Imburgia e Trezzi, che in fase propositiva sanno poi occupare al meglio il terreno di gioco e diventare letali per gli avversari. Ed anche a Venezia si è visto, in occasione della sacrosanta espulsione del difensore avversario Pesoli, che al limite a tranciato di netto Imburgia, lanciato a rete; il giocatore venezianmestrino, ha poi un bel dire, che il fallo non c'era. In compenso c'è tutta la sua faccia tosta nel negare l'intervento. 

Non era facile la gara contro i lagunari, sia per il valore intrinseco dell'avversario, sia per il delicato momento che attraversava la truppa bustocca. Un passo falso e si poteva aprire veramente il baratro; è stato bravo l'entourage biancoblù, a mantenere la calma nelle ultime settimane, quando i risultati non arrivavano, anzi piovevano solo sconfitte, alcune immeritate, altre per regali arbitrali, altre per prestazioni decisamente sottotono e da marasma tattico, come quella contro il Lecco. Così la Pro, è tornata a fare quello che le riesce meglio, pur con un primo tempo in preda ad ovvie tensioni ed a diversi errori, in fase difensiva, specie sulla corsia di sinistra, dove la forma in questo momento non è delle migliori e ci si è dovuti aggrappare ad Anania, che con un paio d'interventi ha tenuto a galla la squadra. Meglio, decisamente meglio nella ripresa, anche per il fatto di essere in vantaggio numerico, ma sin dai primi scambi, si sono visti i ragazzi, più sciolti e tranquilli, ed hanno preso a macinare gioco, portando diversi pericoli alla porta di Alfonso; pochi minuti prima del vantaggio, Gasparello aveva colpito un palo, sorprendendo il portiere veneziano, con un tiro velenoso. Tra le note positive della Pro, in laguna, quella della vittoria ritrovata dopo due mesi e mezzo di astinenza, e come l'ultima volta, è sempre esterna. I tigrotti, sono tornati alla rete dopo 218 minuti di astinenza, e per la prima volta nelle ultime quattro gare non hanno subito un goal. Rimane sempre singolare l'analisi del cammino dei tigrotti, con 18 punti esterni, quinta forza del campionato, frutto di quattro vittorie sei pareggi e tre sconfitte, mentre in casa ha in penultimo rendimento con 14 punti all'attivo, peggio ha fatto solo il Verona con 12.

Adesso bisogna sfruttare al meglio la pausa, rinserrare ulteriormente le fila, recuperare gli uomini che per diversi motivi non sono al meglio, per preparare il rush finale, per centrare quanto prima quei dieci punti, che mancano alla salvezza certa. Con questa media punti, si arriva dritti, dritti a quota 43, e dovrebbe bastare. 

 

Giornata di campionato che ha visto 17 realizzate, negli otto incontri disputati, con la sospensione di Sassuolo - Cavese, che a differenza dei campionati di Serie A e B, riprenderà da capo, senza tenere conto del punteggio maturato sul campo, dove i campani erano in vantaggio per 1-0. Il che suona come una beffa, se le reti valgono lo stesso modo, i falli e tutto il resto è uguale, perchè non si è uniformato il regolamento anche in questo caso? Sei i rigori assegnati e tutti realizzati, così come sei sono stati gli espulsi, tre nella sola gara Cittadella-Cremonese, con due lombardi che hanno lasciato il campo, prima della fine della gara. Da registrare l'ennesima panchina saltata, quella di Andrea Chiappini della Paganese, a cui costa cara la sconfitta interna contro il Foggia. E così salgono a 14 i cambi di panchina in stagione, con i campani, il Lecco e la Cavese, che per ben tre volte hanno cambiato tecnico in stagione. 

C'era il big-match Cittadella-Cremonese, l'organizzazione e la mentalità del passo dopo passo, contro la corazzata di Arvedi-Mondonico, con tutti i loro nomi e peso, per una promozione da centrare a tutti i costi. E che costi. Bene ha vinto e con merito il Cittadella, di Foscarini, che senza ombra di dubbio, è la formazione più organizzata del girone, e forse dell'intero panorama di Serie C. Una società ed un gruppo che non lascia niente al caso, da almeno 15 anni ed in questa stagione è più che avviata a centrare il ritorno in serie cadetta, dopo oltre un lustro di assenza. E' stata una gara senza risparmio di colpi, 3 rigori e tutti realizzati, 3 espulsi ed una buona cornice di pubblico, con 2.400 persone al Tombolato.

I tre punti sono andati ai granata, che nel giro di due domeniche hanno messo sotto Sassuolo e Cremonese, ovvero il gotha del girone, ricandidandosi con merito per la promozione diretta, con il primato in classifica a 48 punti. Per i veneti doppio vantaggio con Coralli, prima dal dischetto poi di testa, per una gara mai in discussione, poi ci ha pensato il rosso a Turato, a rimettere le cose in gioco, e quindi Temelin a centrare il sesto tiro dal dischetto, per il suo 14 goal stagionale. A chiuder le danze ci ha pensato Joachim De Gasperi, sempre dagli undici metri. Per una vittoria che mette le ali ai granata, e ridimensiona, almeno per il momento le aspettative dei grigiorossi, che per tutta la gara non sono stati capaci di trovare il filo del gioco, al cospetto della squadra veneta. Per la formazione di Mondonico è il primo stop dopo quattro mesi.

Alle prime si avvicina il Foligno, salito a 43 punti, dopo il pareggio di Monza, dove era andato in vantaggio su rigore al 21' realizzato da Giraldi, praticamente sempre in rete nel 2008,  e salito a quota nove, ma poi i falchetti sono rimasti in 10 per l'espulsione di Coresi, facendo tremare comunque i brianzoli, che ritrovano il pari a sette minuti dalla fine con una zampata dell'esperto Iacopino. Gli umbri, viaggiano da inizio stagione con un passo impressionante.

Quinta piazza per Padova e Foggia con 40 punti. I patavini, pareggiano in recupero a Lecco, con una rete di Nello Russo, tenendo la scia delle migliori, ma allungando sul Venezia sconfitto in casa dalla Pro. Per i pugliesi, la vittoria a Pagani, arrivata su un calcio di rigore ineccepibile, e la quinta di fila, quarta dell'era Galderisi, che proietta di colpo i rossoneri in zona play-off, dando ulteriore carica all'ambiente. Sconfitta che costa la panchina ad Andrea Chiappini, subentrato dopo poche giornate. E se i foggiani, centrassero uno dei quattro posti disponibili, potrebbero essere la vera mina vagante, degli spareggi. 37 punti per il Veneziamestre, che contro i tigrotti, incappa nella seconda sconfitta di fila, e terza interna stagionale. Nella parte destra della classifica il Novara, sconfitto pesantemente in trasferta, prima delle gestione Bellotto; e con ogni probabilità deve rinunciare agli sbandierati sogni di play-off, per questa stagione. E con già 40 goals al passivo, peggiore difesa del girone è effettivamente un pò dura centrali.

La Pro Sesto, centra un'importante vittoria esterna sul sintetico di Manfredonia, tenendo così a sette punti il distacco con il quint'ultimo posto. Sestesi alla seconda vittoria consecutiva con l'ottavo goal su azione di Musetti, lo scorso anno alla Massese.

La linea di pericolo, si apre con i 24 punti della Ternana, che supera senza fatica il derelitto Verona di questa stagione, umbri in vantaggio con un colpo di testa di Scandurra, nel primo tempo, poi nella ripresa, l'ennesimo grave errore difensivo dei gialloblù, spiana la vittoria ai padroni casa. Un goal subito, che forse nemmeno sui campi di Terza categoria si vede più. Praticamente nulla la reazione degli scaligeri, per tutto l'arco dell'incontro, per una società ed una squadra, che appaiono sempre più allo sbando.

Un gradino sotto i rossoverdi, troviamo il Lecco di Motta, che non riesce a tenere il vantaggio contro il Padova, e termina anche in 10 per l'espulsione di Vieri II°. Manfredonia 20, Paganese 19 e Verona 15 chiudono la classifica. Per il Manfredonia, è stata la 15^ sconfitta del campionato, record negativo, con la Ternana, mentre Verona e Paganese sono arrivate a 14.

Miglior attacco, sempre il Cittadella, salito ora a 41 centri, di cui 14 di Coralli (4 dal dischetto) e 10 Meggiorini. Mentre il bomber del girone rimane sempre Temelin, ora a 15 reti. Attacco più anemico sempre il Verona, con 11 realizzazioni. A dimostrazione del valore equilibrato del girone, ci sono le difese a dimostrarlo, non una sola squadra ha il miglior pacchetto arretrato, ma sono ben sei le società che hanno subito meno reti, 22 Venezia, Cittadella, Monza, Foligno, Foggia e Sassuolo, con 23 la Pro. Record di gare vinte 14 sempre ai neroverdi di Allegri, di cui sei fuori, mentre il Verona è sempre a due. Il Monza è la squadra che ha pareggiato più volte 12,  mentre il Cittadella è stato sconfitto solo 3 volte e sempre in casa. 

 

 

ANDATA   RITORNO  
Cittadella   17  Foggia  19
 Padova   17  Legnano   16
 Foligno   15  Cittadella  15
 Novara    15  Foligno   15
 Sassuolo     15  Cremonese   13
 Venezia      15  Padova  13
 Cremonese   14  Sassuolo**  13
 Pro Sesto   12  Ternana  12
 Lecco   11  Cavese**  11
 Monza   11  Monza  11
 PRO PATRIA   10  Lecco  10
 Foggia    9  Pro Sesto  10
 Legnano     8  Venezia*  10
 Manfredonia    8  Novara   8
 Cavese     7  PRO PATRIA   6
 Ternana    7  Paganese   5
 Verona    5  Manfredonia   2
 Paganese    1  Verona   2

 

* Venezia  1 punto di penalizzazione

** Una gara in meno

http://www.bustocco.it/IlPuntoTecnico/index.htm

VENEZIAMESTRE PRO PATRIA 0-1

VENEZIAMESTRE: Alfonso, Pesoli, Taurino, O. Brevi, Collauto, Mattielig (78' Mei), Drascek, Scantamburlo, Poggi, Veronese, Antenucci (65' Pepe).

In panchina: Lotti, Pedrelli, Teso, Teoldi, E. Brevi - All. D'Adderio 

PRO PATRIA: Anania, Candrina, Tramezzani, Citterio, Giani, Pessotto, Imburgia (78' Rosso), Dalla Bona, Gasparello (89' Fiorentino), Vecchio, Trezzi (53' Negrini).

In panchina: Capelletti, Nossa, Cigardi, Ardemagni - All. De Giorgi ( Rossi squalificato)

Arbitro: Manna di Isernia - assistenti Mazzaferro di Torino e Zonza di Carbonia

Marcatore: 85' Rosso 

NOTE: Giornata fredda con foschia e nebbia sin dall'inizio dell'incontro, terreno in buon condizioni. Spettatori 3.600 circa (3.206 abbonati). Una sessantina i tifosi biancoblù tra tribuna e settore ospiti.Osservato un minuto di silenzio in memoria di Andrea Del Mela, figlio del giornalista Rolando Del Mela, scomparso in tragiche circostanze in settimana.

Espulso: 44' Pesoli (VM), per fallo da ultimo uomo

Ammoniti: Taurino, Mattielig (VM), Trezzi, Imburgia, Vecchio (Pro) 

Angoli: 4-9

Recupero: 7' (2'+5')



Mr. Rossi, ritorna all'antico, recuperando il modulo 4-3-3, che aveva funzionato bene fino a poche giornate fa, e la Pro, ritrova la vittoria dopo quattro turni consecutivi di stop, sbancando il "Penzo", di Venezia dopo ben 31 anni di astinenza. Un colpo di testa di Daniele Rosso, nei minuti finali, regala alla Pro il primo bottino pieno del 2008. Biancoblù, che hanno così messo un freno, alla serie di quattro sconfitte consecutive, un ulteriore passo falso, avrebbe potuto aprire una crisi, decisamente poco salutare a 10 giornate dal termine. 

E' stata una Pro, che è ritornata alle origine, ha saputo stringere in denti nei primi 20 minuti del primo tempo, quando i lagunari hanno cercato il vantaggio, andando a sbattere contro un Anania, tornato sui livelli di inizio stagione; tenendo accorciati i reparti, pronti a chiudersi e ad innescare rapide ripartenze, che il centrocampo e la difesa arancioneroverde, mostrava di soffrire particolarmente. Sintomatici, i sei angoli a favore della Pro, nei primi venti minuti di gioco, e la sacrosanta espulsione di Pesoli, ad un minuto dal riposo, per il netto atterramento di Imburgia, lanciato a rete, ben innescato da Trezzi. La squadra di Rossi e De Giorgi, ha retto, nel primo tempo, seppur con qualche affanno sul settore di sinistra, dove il rapido Antenucci, ha creato più di un problema, mentre nella ripresa, complice la giusta espulsione del veneziano Pesoli, giocando in superiorità numerica, ha tenuto meglio il campo, proponendosi più volte, in avanti, con la squadra di D'Adderio, che andava più vote in difficoltà ad di là della superiorità numerica, complice anche l'inserimento di Negrini, nelle file bustocche, che con la sua velocità creava più volte lo scompiglio nella retroguardia avversaria. Tigrotti, che hanno impegnato più volte Alfonso, colpendo anche un palo con Gasparello, sfiorando il raddoppio con Rosso, nel recupero, e lamentando la mancata concessione di un rigore più che netto per un fallo di mano di Pesoli, in area, su cross di Trezzi, al 19' del primo tempo.

Tre punti d'oro che fanno morale, che rimpinguano una classifica, che nelle ultime settimane si era fatta un pò anemica, e permettono di guardare con serenità al futuro, con la pausa di domenica prossima e poi il doppio match interno con Cittadella e Verona.

Tigrotti, scesi in laguna, privi di Castellazzi, alle prese con la rieducazione al ginocchio dopo l'operazione al menisco, e di Francioso squalificato, e che ripresentano in panchina dopo oltre 40 giorni di assenza Negrini. Il tecnico Marco Rossi, si accomoda in tribuna, per il settimo e speriamo ultimo turno di squalifica da scontare, al suo posto in panca Antonello De Giorgi. Modulo 4-3-3, con Citterio che torna in al centro del pacchetto arretrato dopo due turni di panchina, e Tramezzani a sinistra. Davanti alla difesa Vanni Pessotto, abile ed arruolato dopo il provino pre-gara, per la botta al costato rimediata in allenamento, con Dalla Bona e Vecchio a completare la cerniera. In avanti sulla corsia esterna mancina Imburgia ed a destra Trezzi, con Gasparello a fare da riferimento al centro dell'attacco.

Veneziamestre, senza la punta Gennari, con il tecnico D'Adderio che rinuncia al 4-4-2, per un più offensivo 3-4-3, che vede in difesa Taurino, Pesoli ed il quarantenne Oscar Brevi al centro. A metà campo Collauto a destra, Mattielig e Drascek in mezzo, con Scantamburlo a sinistra. In avanti il tridente con Paolo Poggi, a fare la mezza punta e rientrare per creare spazi ai compagni, con ai lati l'ex pavese Veronese sul centrodestra, mentre Antenucci a svariare a sinistra.

Si parte in mezzo ad un foschia, che con il passare dei minuti diventa sempre più nebbia, e non permette di vedere al meglio il terreno di gioco, con la Pro in campo con la maglia classica, mentre i padroni di casa sfoggiano maglia e calzettoni arancioni, con numeri in oro, e pantaloncini neri.


Vecchio


I primi a rendersi pericolosi sono i padroni di casa già al 3', con un inserimento di Antenucci dalla sinistra, tocca di testa per Veronese, che viene anticipato in scivolata da Citterio, la palla carambola fuori area dove Poggi, da oltre venti metri, raccoglie e lascia partire un tiro carico di effetto, Anania, vola e manda sopra la traversa. La risposta dei tigrotti arriva, nemmeno un minuto dopo, quando sugli sviluppi di una punizione, battuta da Dalla Bona, la palla rimbalza pericolosamente nell'area piccola e Pesoli, anticipa all'ultimo secondo Gasparello, spazzando in corner. 

Al 10' Tramezzani, rinvia la palla, che però arriva a Drascek, appostato poco oltre il limite dell'ara, controlla e botta secca, con Anania a distendersi e respingere. 

Pericolo per la porta bustocca al 16', angolo battuto da Collauto, Tramezzani svirgola la respinta e sul pallone vagante si fionda Veronese, colpo di testa in tuffo, con la palla che termina fuori di poco. 

Al ventesimo di gioco, la Pro, reclama il rigore, con Trezzi che va via lungo la linea di fondo, mette in mezzo per Gasparello, che anticipa il proprio marcatore Pesoli, ma il difensore interviene con il braccio e manda in angolo. Vibranti le proteste dei giocatori biancoblù, ma l'arbitro fa cenno di continuare e di battere il tiro dalla bandierina. 

Si riportano avanti i padroni di casa, ed al 22' Drascek, dopo un'azione insistita sulla destra, mette in mezzo per Veronese che viene anticipato da Giani, Antenucci raccoglie la palla, stoppa di petto ed al volo prova il pallonetto di esterno destro: palla alta di poco. Poco prima della mezzora, i lagunari, si ripresentano in maniera pericolosa. Poggi, serve un passaggio filtrante per Antenucci, che sgusciato via a Tramezzani, controlla e conclude sicuro, ma ma si fa respingere il tiro a tu per tu con Anania, sulla ribattuta, ci riprova ancora il numero 11 dei locali, cogliendo l'esterno della rete. Ancora il mancino dei padroni di casa in evidenza un paio di minuti dopo, con un dribbling secco su Candrina e tiro a girare di esterno destro ma Anania vola sul palo opposto e respinge a mani aperte, sul prosieguo è Mattielig che in semirovesciata spara alle stelle. 


Tramezzani 



Pericolosa ripartenza della Pro, al 34' con un'azione sulla sinistra Imburgia, tocca a Dalla Bona, che prova il tiro, Taurino ribatte, la palla arriva a Vecchio che al volo manda di poco sopra la traversa.

40' punizione dalla destra per il Veneziamestre, batte Collauto, palla direttamente in porta, Anania respinge di pugni, sugli sviluppi prova l'incornata Pesoli, con la palla che termina sull'esterno della rete. 

Ad un minuto dal termine del primo tempo, la svolta della gara: Ripartenza della Pro, Trezzi, salta un avversario, poi con un ottimo lancio serve in mezzo Imburgia, che s'invola verso la porta avversaria, Pesoli, lo stende nettamente prima che entra in area. Cartellino rosso ineccepibile per il lagunare, la punizione da ottima punizione battuta da Dalla Bona, non sortisce effetti. 

.

     





     





 

Al ritorno delle squadre in campo, la formazione di D'Adderio, si presenta con Mattielig arretrato in zona difensiva, con Poggi che scala di una decina di metri.Pro sin dalle prime battute della ripresa, più ordinata e sciolta, andando a creare diversi problemi alla retroguardia di casa, con Imburgia e Trezzi, che spingono sugli esterni. Ed è proprio quest'ultimo che ha un'ottima palla giocabile in contropiede, ma s'interstardisce con un lungo dribbling andando poi a perdere palla in un nugolo di avversari. Azione che fa scattare il cambio, con la coppia De Giorgi-Rossi, che al 52' manda sul terreno di gioco dopo quaranta giorni di assenza Negrini, ancora in non perfette condizioni fisiche.La nebbia che si fa sempre più insistente e non permette di vedere completamente il campo, con li tigrotti, che però continuano a crescere sotto il profilo della sicurezza.

Allo scoccare dell'ora i gioco, pericoloso il Venezia, su un calcio d'angolo a favore della Pro Patria, che si fa trovare completamente scoperta, scambio Poggi- Antenucci, con palla a Veronese che entra in area, si defila e calcia ma la palla termina alta sulla traversa. Poco meno di un minuto ed azione insistita di Collauto, che con finte e contro finte, supera Tramezzani e mette al centro, Anania interviene in ritardo, riesce a recuperare la posizione e smanaccia poi in angolo.

Sul rovesciamento di fronte, Candrina trova un'autostrada si porta in avanti e punta l'area di rigore, ma poi si allarga, cercando di servire Negrini, sul fronte opposto, che viene anticipato, la palla rimane sempre in avanti, ma senza pericoli per la porta veneziana. Al 65' cambio per i veneziani, con l'ingresso in campo di Pepe per il mobile Antenucci

71' Parata di Alfonso su colpo di testa in tuffo di Gasparello, leggermente deviato da Taurino, che ne smorza la traiettoria, su cross di Tramezzani. Altra azione pericolosa della Pro, con Dalla Bona, che serve Imburgia, il quale allunga su Gasparello che controlla, mentre Oscar Brevi recupera la posizione, compiendo fallo sull'attaccante biancoblù. Punizione battuta da Tramezzani senza effetti, con la palla che termina lontano dai pali.

La nebbia concede una piccola tregua, alzandosi leggermente, con il Venezia in vistoso affanno che prova a riportarsi in avanti, ma di concreto produce solo una punizione del neo-entrato Pepe che finisce abbondantemente fuori.

Al 78' doppio cambio per i padroni di casa entra il difensore Mei, per Mattielig, con Collauto che ritorna a centrocampo, mentre per la Pro Daniele Rosso entra in sostituzione di Imburgia.

Ad otto minuti dalla fine regolamentare la Pro, colpisce il palo; ficcante ripartenza, sull'asse Vecchio-Gasparello, che trova scoperta la difesa arancioneroverde, il centravanti bustocco appena dentro l'area lascia partire una conclusione velenosa che si stampa sul palo esterno, alla destra di Alfonso. 

85' rete del vantaggio biancoblù, angolo battuto corto Tramezzani, manda in area un pallone forte e teso sul primo palo, mischia in area, saltano Negrini e Gasparello, ma è Rosso da dentro l'area piccola a mandare in rete.

Fiorentino entra a rilevare Gasparello, con una Pro, che si chiude a doppia mandata in difesa del risultato. Il neo entrato, in pratica non fa nemmeno in tempo a toccare il suo primo pallone, che viene scaraventato a terra in uno scontro con Oscar Brevi, dovendo poi ricorrere alle cure dei sanitari a bordo campo.

Nel terzo minuto di recupero, Rosso, scappa prima Mei, poi punta e supera Brevi, lasciando partire un velenoso diagonale che Alfonso respinge affannosamente di piede. Brivido nei minuti finali, per la difesa bustocca, angolo per i padroni di casa, Oscar Brevi irrompe in area e di testa manda la palla a lambire il palo, con la difesa tigrotta immobile. Ultima azione della gara, perchè arriva il triplice fischio finale di Manna di Isernia, con il solito Brevi che tanto per non smentirsi mai manda a quel paese il segretario della Pro, Granato.

 

Si ringrazia per le foto veneziafotoweb.it

http://www.bustocco.it/UltimaPartita/2007-08/index.htm

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29 febbraio 2008

Padova: Il gruppo che non c'è

Il gruppo che non c'è PDF Stampa E-mail
giovedì 28 febbraio 2008
ImageLe difficoltà dei biancsocudati oggi sono causa anche della mancanza di un gruppo affiatato e disposto al sacrificio per raggiungere il comune obiettivo. Simili componenti stanno facendo le fortune di Foligno, Foggia e non solo.

Rischia di riservare un altro epilogo infelice, il campionato che il Padova sta tenendo a galla con fatiche ed incertezze.  Sembra un film già visto. Un lungometraggio senza lieto fine, che nelle ultime stagioni ha riservato una buona dose di delusioni ed aspettative mancate, nonostante la rosa (costruita con elementi di indiscutibile caratura tecnica) facesse presagire ben altro per il gruppo di Ezio Rossi.
Un attimo, forse abbiamo commesso un errore a parlare di gruppo. Si, perché con suddetto termine, nel lessico calcistico si intende concetto di squadra, avvalorato da elementi quali compattezza, unità di intenti ed un'imprescindibile dose di spirito di sacrificio. Tutte caratteristiche che, permettetecelo, nel Padova di questa stagione abbiamo sottolineato in un numero di occasioni che si contano sulle dita di una mano.
Tante se ne sono viste, in questi sei mesi di campionato, che metà basterebbero. Dalla squadra incerta e timida delle prime giornate, a quella forte, determinata, talvolta dilagante (vedi il 4-1 rifilato al malcapitato Venezia) nella parte centrale del girone di andata. Fino ad arrivare a quella dalle molteplici personalità di queste ultime settimane. Un cammino che di certo non è facilitato dalle tutt’altro che chiare situazioni societarie con il silenzio stampa imposto dopo la gara contro il Cittadella ed il Presidente Cestaro protagonista di dichiarazioni poco confortanti per il futuro dei colori biancoscudati. “A fine campionato mollo tutto. Anzi no, se la squadra conquisterà la cadetteria, potrei anche rimanere in sella. Non mi interessa il Vicenza, io mi tengo stretto il Padova”. Questa, in sintesi, la serie di prese di posizione del Presidente biancoscudato. Chi ci capisce qualcosa è bravo.
Ci sentiamo di sorridere, oggi, di fronte alle prime parole in biancoscudato di Mister Rossi in occasione della sua “prima volta” di fronte ai microfoni nella sala stampa dell’Euganeo. Era la fine di giugno, o giù di lì. “Ritengo che la componente fondamentale sia l'unità di intenti: dalla dirigenza all'allenatore, dalla squadra ai tifosi. – sosteneva Ezio Rossi nella conferenza stampa relativa alla sua presentazione alla stampa -  Passando anche per la vostra categoria (giornalisti n.d.r.). L'unità deve coinvolgere l'intero ambiente, per poter fare davvero fronte comune".
Parole che oggi stridono un tantino con la realtà, perchè ciò che in questo momento fa la differenza (in negativo, a dispetto di una classifica in pericolo) è proprio la mancanza di un gruppo consolidato all’interno della rosa a disposizione del tecnico prima ancora che con l'esterno. Ed è l’arma in più che, in questo momento, possono vantare formazioni quali Foligno e Foggia, costruite non certo con i soldi e le ambizioni di un Padova che continua ad inciampare su errori già commessi nel recente passato. Errori che, evidentemente, non hanno ancora insegnato nulla.
Non crediamo nemmeno si tratti di eccesso di personalità forti nello spogliatoio. Alla fine dei conti, in molti hanno sposato la causa Padova scendendo di categoria, ma firmando contratti sontuosi e per di più pluriennali pur consapevoli della concorrenza per i posti da titolare. Così come sorridiamo divertiti di fronte a chi prova a cercare alibi nelle fantomatiche "pressioni" di una piazza che, fino a prova contraria, è semplicemente stanca di (almeno) un decennio di prese per i fondelli. 
Gruppo e umiltà, concludiamo. Un'occhiata al dizionario è consigliata. Potrebbero non bastare a questo punto del cammino, ma mettendo da parte un po’ di presunzione e cominciando finalmente a correre senza inutili isterismi nè divisioni interne, qualche passo in avanti per il Padova sarà ancora possibile.

Marco Lorenzi – marco.lorenzi@biancoscudati.net

http://www.biancoscudati.net/index.php?option=com_content&task=view&id=975&Itemid=62

Due poltrone per 6 PDF Stampa E-mail
giovedì 28 febbraio 2008
ImageLa lotta per i playoff vede coinvolte diverse formazioni. Il Padova dovrà fare attenzione soprattutto a Foggia e Venezia, che affronterà in trasferta nelle prossime settimane. Calendario difficile per il Foligno.

Nella passata stagione “bastava” farne 54. In quella precedente addirittura ancora meno. Quest’anno, però, la musica è destinata a cambiare. Perché - stando almeno alle stime - per far parte del novero delle quattro partecipanti ai playoff, di punti bisognerà conquistarne di più. - , alla luce dell’attuale classifica, la lotta sarà quantomai serrata. Considerato, infatti, ormai praticamente imprendibile il trittico di testa formato da Cittadella, Sassuolo e Cremonese, restano liberi solamente due posti. Peccato che le pretendenti siano ben sei. Nessuna delle quali, arrivata a questo punto, intende mollare la presa. Solo chi assesterà il più poderoso dei colpi di reni riuscirà a spuntarla al fotofinish.

ANALIZZANDO le contendenti, il Foligno sembrerebbe essere tra i più accreditati per il “successo” finale. Forte dell’attuale quarta piazza in graduatoria, difatti, il coriaceo mister Bisoli può contare su un gruppo compatto e rodato. Eppure la strada verso gli spareggi promozione risulta a dir poco impervia, in quanto, dopo gli impegni con il terzetto composto da compagini invischiate nella lotta per non retrocedere quali Paganese, Ternana, Verona, i ”falchetti” dovranno sfidare il Foggia e, in rapida successione, le tre prime della classe. Un calendario, dunque, ostico, che potrebbe finire per favorire le immediate inseguitrici. Ovvero Padova e Foggia. Entrambe le squadre (che, peraltro, si scontreranno nella giornata numero 31, in programma il 13 aprile) cercheranno quindi di sfruttare i rispettivi cammini - più agibili ma pur sempre pericolosi - per sopravanzare gli umbri, al momento a tre lunghezze di distanza.
Le insidie maggiori per i biancoscudati (forti, comunque, di una rosa ampia, utile a tappare ogni falla causata da infortuni e squalifiche) son rappresentate tanto dall’instabilità ambientale - vedi silenzi stampa ed affini - quanto dall’influenza che i risultati ottenuti nei derby con Venezia e Verona eserciteranno, passando per la sfida cruciale del penultimo turno con la corazzata Cremonese. I “satanelli”, galvanizzati dal cambio d’allenatore (“Nanu” Galderisi è ancora imbattuto) e dai positivi innesti giunti durante il mercato di riparazione di gennaio, dovranno invece migliorare l’altalenante ritmo - solo dieci punti raccolti in dodici partite - tenuto sinora lontano dalle proprie mura amiche.

A RECITARE la parte del ”quarto incomodo” ci pensa il Venezia, che, complice l’abbordabile rush finale, potrebbe compiere il colpaccio. Possibile, però, solo se gli arancioneroverdi riusciranno a registrare il proprio reparto offensivo, la cui vena sembra essersi esaurita nelle ultime uscite. Ed i tre punti regalati alla Pro Patria domenica scorsa potrebbero pesare alla fine dei giochi. Chiudono il quadro Legnano e Monza: i lilla, reduci da quattro successi consecutivi, dovranno tuttavia far fronte ad un calendario faticoso ed alle permanenti vicissitudini societarie, mentre i brianzoli necessitano di una cura per la “pareggite cronica” di cui soffrono.

Gabriele Fusar Poli - Il Padova

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29 febbraio 2008

Monza: capitan Zaffa: basta parlare di arbitri. nei play off crediamo ancora

Capitan Zaffa: basta parlare di arbitri. nei play off crediamo ancora
  Cliccare per il dettaglio dell'immagine 28/02/2008  -  Marco Zaffaroni è la pietra angolare della squadra, un punto di riferimento per tutta la difesa biancorossa e un esempio per i tanti giovani che vorrebbero intraprendere questa professione: ha sulle spalle ventidue anni di calcio giocato sempre con la stessa passione e nemmeno li sente perché il suo segreto è concentrarsi solo sul presente.
Non ci si stupisce, quindi, se le sue sono le parole misurate di un leader che porta per mano la sua squadra verso il traguardo agognato. Non ama parlare degli arbitri e addossare responsabilità agli altri perché per lui “tutto deve dipendere da noi e dalle nostre sole forze”.
Non ricorda chi è l’attaccante che l’ha fatto soffrire più del dovuto nella sua lunga carriera, forse perché sono tanti quelli che ha incontrato per la sua strada.
Per lui gli obiettivi principali del Monza si possono riassumere così: “prepararsi partita dopo partita, non guardare la classifica e ricercare quei miglioramenti che sono ancora nelle nostre potenzialità. Ogni cosa arriverà al tempo giusto se attueremo queste semplici regole e solo allora potremo guardare ai numeri e permetterci di dare una definizione a questa stagione”.

Capitano, credi ancora nei play-off dopo l’ultima partita?
“Ma certamente! Io credo che la squadra debba fino alla fine giocare e dare il massimo per cercare di migliorare domenica dopo domenica e credo che siamo sulla strada giusta. Credo anche che adesso non sia il momento di guardare la classifica: la guarderemo solo tra un po’. Adesso è fondamentale concentrarsi domenica dopo domenica per cercare continui miglioramenti e tra un po’ guarderemo anche i numeri della classifica”.

Credi che il nostro undici si sia un po’ indebolito rispetto agli anni scorsi?
“No! Credo che in ogni stagione, ogni squadra abbia le sue caratteristiche e questa ha delle caratteristiche ben precise. E’ una squadra diversa da quella degli anni passati però credo che abbia le possibilità per migliorare ancora e per poter dire la sua fino alla fine”.

Proprio dopo la partita di andata contro il Foligno affermavi che dovevate diventare ancora una vera squadra: ora lo siete diventati?
“Stiamo lavorando e da quel momento ad oggi siamo notevolmente migliorati, altrimenti non saremmo riusciti a fare 36 punti. Credo che comunque oltre ai progressi che abbiamo fatto, abbiamo ancora dei margini per migliorare ulteriormente e da qui alla fine dovremo essere bravi per ottenerli e potremo così dire la nostra fino alla fine”.

Che aria si respira nello spogliatoio?
“C’è un buon clima. Si lavora molto e anche bene durante la settimana e credo che questo sia un punto di partenza fondamentale per fare i miglioramenti che auspichiamo. E’ giusto che poi alla domenica si possa mettere in pratica tutto ciò che proviamo”.

La domenica però sembra quasi che non riusciate a spingere dal primo minuto e partire col giusto spirito combattivo. Prendiamo la partita contro il Foligno: perché abbiamo dovuto complicarci la vita prima di far venire fuori la nostra anima?
“Domenica abbiamo fatto un primo tempo buonissimo, poi è chiaro che all’interno dell’intera partita è difficilissimo pensare di poter fare 95 minuti a cento all’ora. Ci sono anche gli avversari e quelli di domenica erano coloro che si possono definire ‘la rivelazione del campionato’: così come noi vogliamo vincere anche loro vogliono vincere e raggiungere i loro obiettivi. Credo che noi domenica abbiamo fatto una buona partita – così come a Cremona – e su questa strada bisogna continuare per cercare di arrivare in fondo in un certo modo”.

Anche domenica la stampa ha affermato che l’arbitro è stato protagonista in negativo.
“Personalmente l’operato dell’arbitro non mi interessa. Credo che sia fondamentale per la squadra riuscire a concentrarsi su ciò che possiamo determinare noi: aver chiaro il nostro obiettivo e concentrarci sulle cose sulle quali noi possiamo migliorare. Sull’operato dell’arbitro noi non possiamo assolutamente fare niente ed è quindi inutile discuterne”.

Ma sull’episodio del rigore a favore del Foligno non avete protestato, quindi eravate coscienti che qualcosa è successo. Noi dagli spalti siamo rimasti perplessi perché ci è stato difficile capire l’accaduto.
“Io personalmente non ho visto perché ero sul secondo palo, però aldilà di questo, in generale c’è un arbitro che decide e siccome noi non ci possiamo fare niente, è inutile anche stare a farci troppi discorsi. Bisogna guardare solo alle cose che dipendono da noi e lasciar stare le altre”.

Parlando invece della prossima partita contro il Novara è positivo che nell’ultimo incontro perso per 3-1 con il Legnano i piemontesi abbiano fatto notevoli passi indietro, con uno schema di gioco da rivedere e una difesa colata a picco?
“No perché ogni partita è una storia a sé, tanto più che ora c’è di mezzo la sosta, per cui sarà tutta un’altra partita. Come ho detto prima, noi dobbiamo guardare solo a noi stessi: pensare di andare là e fare tutto quello che proveremo in questi dieci giorni di lavoro e cercare quei miglioramenti che sono ancora alla nostra portata e che secondo me ci possono consentire di fare un buon finale di stagione”.

Nell’attacco del Novara chi sarà il giocatore da tener maggiormente d’occhio?
“Il Novara ha costruito una squadra molto ambiziosa per cercare di vincere il campionato. E’ normale che ci siano dei giocatori importanti come Rubino, Sinigaglia, Chiaretti e nel mercato di gennaio si sono ulteriormente rinforzati con Amore: sono una squadra che a livello offensivo è molto brava, ma noi guardiamo solo a noi stessi e a cercare di fare le cose che sappiamo”.

Noi riusciremo a recuperare Grieco dall’infortunio?
“Grieco ha fatto l’ecografia e credo abbia un leggero problema muscolare, ma non so bene l’entità dell’infortunio, quindi non mi esprimo sulle possibilità di vederlo in campo”.

A proposito del tuo futuro?
“Il mio futuro è prepararmi per la partita di Novara (ride, ndr). Io ho imparato a vivere molto intensamente il presente senza preoccuparmi eccessivamente di quello che sarà perché ritengo sia inutile. Sono molto concentrato su questo finale di stagione ché sono convinto ci possa ancora regalare molte soddisfazioni. Poi per il futuro vedremo” .

E del futuro dei nostri giovani biancorossi: vedi delle stelle nascenti?
“Ci sono molti ragazzi giovani e tutti quanti hanno avuto la possibilità di giocare e di mettersi in mostra per cui credo che se continuano a lavorare come stanno facendo potranno ritagliarsi un futuro importante”.

Ventidue anni di carriera: hai l’elisir dell’eterna giovinezza?
“Negli ultimi anni la cosa che mi ha aiutato molto è stato proprio non preoccuparmi troppo di quello che sarà, ma di stare concentrato sul presente: questo mi ha dato una grossa mano a continuare per tanto tempo. E poi la cosa principale è la grande passione che ho per questo sport: non mi pesa niente e non mi è mai pesato niente di questa professione. La passione è rimasta ancora intatta nonostante l’età”.
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29 febbraio 2008

Cremonese - Midtjylland, i convocati

29 febbraio 2008 18:14

Cremonese - Midtjylland, i convocati

La partita contro la forte squadra danese del Midtjylland sarà l'occasione per rivedere in campo per 90 minuti Lamberto Zauli, dopo l'infortunio che lo ha tenuto fuori per due mesi. Il fantasista grigiorosso, che aveva giocato la sua ultima partita il 23 dicembre scorso a Verona, potrà provare l'intesa con Ferrarese che dovrebbe essere in campo dal primo minuto, come ha confermato Mondonico al termine dell'allenamento odierno.

Oltre a Zauli e Ferrarese si rivedrà in campo da inizio gara anche Mario Tacchinardi, a fianco di Colucci. Mentre Argilli e Bacis dovranno offrire una prova convincente come coppia centrale in assenza di Viali e Perticone.

Mondonico anche domani si troverà con gli uomini contati, tanto che per arrivare ai 18 convocati dovrà pescare tra le fila della Berretti (che domani sarà impegnata nella difficile trasferta con il Milan). Oltre a Cremonesi, Viali e Bianchi infortunati, resta ancora fermo per precauzione Giovanni Rossi. Ai box anche Brioschi, che dopo l'influenza che lo ha colpito in settimana, oggi ha lavorato a parte, e Graziano, influenza anche per lui. Infine Cozzolino usufruirà di un giorno di permesso. Dovrebbe entrare per una frazione di gara invece Moretti non al top per una live una forma virale.

 

Ma ecco l'elenco dei convocati:

Portieri: Quaini, Sirigu.

Difensori: Argilli, Astori, Bacis, Moretti, Perticone.

Centrocampisti: Carotti, Chomakov, Colucci, Ferrarese, Fietta, A. Tacchinardi, M. Tacchinardi, Vitofrancesco, Zauli.

Attaccanti: Graziani, Temelin, Falco.

 

L' F.C. Midtjylland pubblica già sul suo sito quella che dovrebbe essere la formazione in campo domani:

4-3-3: Lasse Heinze – Maros Klimpl, Simon Kjær, Ibrahim Gnanou, Leon Jessen – Adigun Salami, Dennis Flinta, Claus Madsen – Adeola Runsewe, Ken Fagerberg, Danny Olsen.

A disposizione: Martin Raska, Jude Nworuh, Nick Ragus, Sekou Oliseh, Kolja Afriyie, Yakubu Akilu.

La partita, Stadio Zini ore 14,30, sarà diretta da Ruini di Reggio Emilia (assistenti: Iori e Guffa di Reggio Emilia).

I prezzi dei biglietti: Tribuna (prezzo unico) 5 euro; Curva Sud 1 euro.

Accolto il ricorso per Brioschi

La seconda sezione della Corte di Giustizia Federale, presieduta da Piero Sandulli, ha accolto il ricorso d'urgenza presentato dall'U.S. Cremonese avverso la giornata di squalifica inflitta dal Giudice Sportivo della Lega di Serie C per recidività in ammonizione (quarta sanzione) nei confronti del giocatore Emanuele Brioschi.

La prossima settimana, giovedì, si conoscerà invece la decisione per quanto riguarda i ricorsi presentati per le squalifiche per due giornate inflitte ai giocatori Giovanni Fietta e Romano Perticone. Per entrambi la Società ha chiesto la riduzione della squalifica ad una giornata.

http://www.uscremonese.it/

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29 febbraio 2008

Foligno: prolungato fino al 2010 il contratto di Matteo Coresi



Prolungato fino al 2010 il contratto di Matteo Coresi


"Sono davvero orgoglioso": con queste parole Matteo Coresi ha commentato il prolungamento del suo contratto, che lo legherà al Foligno Calcio fino al 30 giugno del 2010. "Si tratta di un'ulteriore conferma che qui si fanno le cose per bene - ha sottolineato Coresi - da folignate non può che farmi piacere. Credo si tratti della migliore prova della fiducia reciproca che c'è tra me ed il Foligno Calcio". Viva soddisfazione per questo prolungamento contrattuale è stata espressa dal Presidente Maurizio Zampetti e da tutta la dirigenza biancazzurra.

http://www.folignocalcio.com/News/news-2.asp

I commenti del giorno dopo
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Anche questa settimana i giornali ed i mezzi di informazione si occupano del Foligno Calcio, commentando il pareggio ottenuto a Monza in inferiorità numerica. "Eroico Foligno. Il Monza trema ma non cade" è il titolo scelto dal Corriere dell'Umbria per commentare la gara degli uomini di Bisoli. Toni simili vengono adoperati da La Voce di Foligno: "Il Foligno in dieci sfiora il colpaccio a Monza". Anche il Giornale dell'Umbria nei suopi pezzi sceglie di puntare proprio sull'importanza di un risultato ottenuto in dieci contro undici, anche se con un pizzico di rammarico per una vittoria sfumata a pochi minuti dalla fine. rammarico che si ritrova pure nel titolo de Il Messaggero, che scrive "falchetti, è mancato il colpo d'ala". Parole diverse, ma nella sostanza è simile la scelta de La Nazione: "Pari del Foligno: avanti su rigore, raggiunto nel finale".

Sul sito i video delle partite
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Si completa una delle sezioni più importanti di Folignocalcio.com, il sito ufficiale dei falchetti, quella dei video. Da adesso, infatti, oltre alle notizie ed alle foto dei biancazzurri, sarà possibile vedere anche i video delle gare del Foligno. Grazie alla collaborazione dei partner tecnologici biancazzurri, sono già state caricate e sono disponibili le immagini delle gare contro Cavese, Novara, Lecco, Pro Patria e Venezia, mentre a breve saranno inseriti ulteriori filmati.

Il Foligno ha ripreso gli allenamenti
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Dopo un giorno in più di vacanza, concesso ai giocatori in concomitanza con il turno di riposo del campionato di C1, Pierpaolo Bisoli ha radunato a Campo di Marte i giocatori biancazzurri, per riprendere il lavoro in vista della gara contro la Paganese. Un giorno di riposo in più è stato concesso a Francesco Ripa e Marco Parolo. Sia il portiere che il centrocampista rientranno in gruppo giovedì, quando allo stadio Enzo Blasone il Foligno giocherà una amichevole contro il Deruta. Intanto, è rientrato in gruppo Lorenzo Raggi, dopo i problemi fisici delle ultime settimane. Ha svolto precauzionalmente lavor in palestra, invece, Filippo Petterino, mentre è rimasto a riposo Christian Silveri.

Amichevole contro il Deruta
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E' stato il Deruta, formazione che è in testa al campionato di Eccellenza regionale, l'avversario del Foligno questa settimana, in occasione della consueta amichevole del giovedì. La gara è terminata con il punteggio di 3 a 0 in favore dei falchetti, grazie alle reti di De Angelis, Girardi e Giacomelli. Nel primo tempo, Bisoli ha mandato in campo Palanca, Pencelli, Guastalvino, Giovannini, Cacciatore, Segarelli, Pascali, Bonura, Noviello, Girardi, De Angelis. Nella ripresa, il tecnico ha dato spazio agli altri elementi della rosa, mentre non hanno preso parte alla gara Petterini, Raggi, Ripa e Bisello Ragno. L'occasione è servita a Bisoli per non far perdere ai propri giocatori il ritmo partita e per iniziare a provare l'assetto della formazione da opporre alla paganese nel prossimo turno di campionato. Il Deruta, nelle cui fila milita l'ex capitano biancazzurro Daniele Fornetti, è stato così schierato nel primo tempo dall'allenatore Schenardi: Speziali, Baldassarri, Fioriti, Fornetti, Proietti, Poggiani, Marinacci, Farinelli, Baroni, Bordini e Gentili. Ad arbitrare l'incontro è stato Simone Ottaviani di Foligno.

http://www.folignocalcio.com/News/news.asp


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29 febbraio 2008

Manfredonia: oggi in pellegrinaggio a Monte Sant´Angelo

Manfredonia: oggi in pellegrinaggio a Monte Sant´Angelo
 29 febbraio 2008 ore 11:30  Categ: Allenamenti
 Fonte: La Gazzetta dello Sport Autore: admin

Senza mister Pensabene, impegnato a Coverciano, sono stati Trippa e Baglieri a verificare le condizioni atletiche dei giocatori, impegnati nel test infrasettimanale con la Berretti terminato con 8 0 a favore della prima squadra. In evidenza Sau, Filippini e Genchi (doppietta), poi Rana e Scarpitta...

Senza il tecnico Pensabene, impegnato a Coverciano, sono stati Trippa e Baglieri a verificare le condizioni atletiche dei giocatori del Manfredonia, impegnati nel test infrasettimanale con la Berretti terminato con 8 0 a favore della prima squadra.

In evidenza Sau, Filippini e Genchi, autori di una doppietta, poi Rana e Scarpitta.

Inedito 3-4-3 per i biancocelesti nei primi 45´ con Pagliarulo, Mandorlini e Bergamelli in difesa; Romito, Burrai, Pisciotta e Kras a centrocampo. 
In avanti tridente con Arigò, Filippini e Sau.

Domani (ore 14.30) test a Potenza. Oggi pellegrinaggio a Monte Sant´Angelo per visitare la Basilica di San Michele.


Gazzetta dello Sport - Saverio Serlenga

Foto: Matteo Fidanza


Nel pomeriggio otto reti a zero per il Donia con la Berretti
 28 febbraio 2008 ore 17:55  Categ: Allenamenti
 Fonte: S.S. Manfredonia Calcio Autore: matfid

Il risultato negativo di domenica non ha mutato la ripresa dell'attività addestrativa avvenuta nel pomeriggio di martedì 26 febbraio 2008, ha invece modificato la tempistica e lo svolgimento della stessa e ciò per via della "contestazione"...

Il risultato negativo di domenica non ha mutato la ripresa dell'attività addestrativa avvenuta nel pomeriggio di martedì 26 febbraio 2008, ha invece modificato la tempistica e lo svolgimento della stessa e ciò per via della "contestazione" attuata dai gruppi della Curva Sud "P. Cotugno", non solo tramite la posa di due striscioni cartacei con espliciti inviti a rimboccarsi le maniche e non lesinare alcuno sforzo.

Una mezza dozzina di rappresentanti delle tifoserie di cui sopra hanno chiesto ed ottenuto di potersi confrontare, nel chiuso degli spogliatoi, con la squadra ed il tecnico biancoceleste. L'incontro è durato circa una mezz'ora mentre nel frattempo una trentina di persone sono acceduti ai gradoni della Sud in attesa dei propri amici e della squadra.
Quando i calciatori del Manfredonia sono entrati in campo si sono levati svariati cori a sottolineare la richiesta di "onorare i colori" e "tirare fuori gli attributi". Il tutto è durato una buona quindicina di minuti e non è mai sconfinato nel becero insulto. L'allenamento è proseguito in silenzio, quasi innaturale dopo i cori di prima, ed è terminato senza alcuna nota di rilievo.

Nella giornata di mercoledì 27 febbraio si è svolta una solo seduta al mattino, attività svolta da tutti gli effettivi.

Oggi, giovedì 28 febbraio 2008, seduta doppia agli ordini dell'allenatore in seconda Francesco Trippa e del preparatore atletico Carmine Baglieri mentre il tecnico Andrea Pensabene si è dovuto assentare per ragioni legate prettamente alla propria sfera personale.

Nel pomeriggio gara amichevole tra la Prima Squadra e la Berretti del Manfredonia Calcio. Il primo undici a scendere in campo è stato il seguente:

Frison; Pagliarulo, Mandorlini, Bergamelli; Romito, Burrai, Pisciotta, Kras; Arigò, Filippini, Sau.

Tra i ragazzi della squadra Berretti trovano spazio nei primi quarantacinque minuti Bindi, Vasile, Gaspari, Barbagallo e Del Sole.

A rompere il ghiaccio ci pensa Marco Sau al nono con una acrobatica torsione in mezza girata volante, grazie ad una penetrazione in area di rigore di Davide Arigò, che non lascia scampo a Giacomo Bindi. La seconda rete è frutto di un calcio di rigore procurato e realizzato da Alberto Filippini. "Pattolino" Sau timbra ancora il cartellino alla mezz'ora: l'azione parte di nuovo da Davide Arigò che punta l'avversario diretto e scarica per Nikolas Kras, l'esterno basso calcia e Giacomo Bindi si oppone ma sulla respinta è lesto Sau a ribadire in goal. Il primo tempo vede ancora una rete, la quarta totale, ed è di nuovo opera di Alberto Filippini: il suo piatto forte e piazzato dai venti metri si insacca imparabilmente quasi nel sette della porta.

Nella ripresa la Berretti schiera un solo "fuoriquota", Alberto Frison tra i pali, mentre la Prima Squadra scende in campo con:

Bindi (Giugliano al 70'); Tursi, Bortel, Gaspari; Scarpitta, Pirrone, Mineo, Franco; Genchi, Rana, Giglio.

Per non essere da meno ai marcatori del primo tempo Giuseppe Genchi realizza anch'egli una doppietta: il primo goal lo segna intorno al sessantesimo e grossi meriti vanno ascritti a Michele Franco che fugge sulla propria fascia e mette al centro rasoterra per l'esterno offensivo barese, il quale non può mancare una così ghiotta e facile occasione. Il secondo personale di Genchi scaturisce invece direttamente da calcio di punizione, calciato dai diciotto metri ed indirizzato diabolicamente a foglia morta verso il primo palo. La settima segnatura dell'incontro sopraggiunge ancora in seguito ad una inarrestabile discesa sulla fascia di Michele Franco, questa volta il cross è sì basso ma all'indietro e Gigi Rana segna di prima intenzione dall'altezza del dischetto. L'ottavo ed ultimo goal viene siglato da Antonino Scarpitta in concomitanza con il fischio finale dell'incontro.

Domani mattina la comitiva biancoceleste farà un'estemporanea e rapida visita al Santuario di San Michele in quel di Monte Sant'Angelo ed al veloce e frugale pranzo seguirà il ritorno a Manfredonia per non mutare il programma prefissato che prevede per l'appunto il consueto allenamento pomeridiano al Miramare.
Sabato 1 marzo 2008 il gruppo raggiungerà Potenza per disputare allo stadio "Alfredo Viviani", con inizio alle ore 14.30, una partita amichevole contro la locale formazione rossoblù militante nel girone B del campionato di Serie C1.    

Matteo Fidanza
addetto stampa S.S. Manfredonia Calcio

http://www.manfredoniacalcio.com/news.asp?id=5058

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29 febbraio 2008

Franco Ordine avverte: "Foggia, non illuderti"

FRANCO ORDINE AVVERTE: 'FOGGIA, NON ILLUDERTI'

Franco Ordine avverte: "Foggia, non illuderti"

29/02/2008

di Carmine Troisi

Da foggiano doc, porta i colori rossoneri nel cuore. Franco Ordine, inviato de “Il Giornale” ed opinionista Mediaset, è la penna più illustre della Capitanata.
A Foggia per un convegno organizzato dalla sezione locale dei “Lions”, non si è lasciato sfuggire l’occasione per chiacchierare piacevolmente della sua squadra del cuore, che, complice la categoria, è costretto a seguire solamente attraverso tv, giornali ed internet.

Franco Ordine è però sempre informato sulle vicende di casa Foggia. E, appena può, non disdegna un salto allo Zaccheria.
Il Foggia che stupisce e vince da 5 domeniche, però, non lo illude. Anzi, da esperto qual è invita tutti a tenere i piedi ben piantati a terra ed indica il prossimo mese come quello decisivo per esprimere giudizi.
“Credo sia meglio non fare voli pindarici – avverte – perché potrebbero essere deleteri. Il difficile per il Foggia viene adesso. Il prossimo mese dirà se realmente questa squadra può ambire a traguardi importanti. Quindi, meglio non farsi illusioni”.

Ordine parla poi di colui il quale è da ritenersi l’artefice della rimonta, Nanù Galderisi.
“Conosco Galderisi e so che è una persona di spessore. Lui ha messo in atto principi e regole elementari, da persona esperta qual è.
Nel calcio non servono scienziati, serve lavoro, equilibrio ed organizzazione”.


La chiusura è sul momento attuale del calcio italiano, dove regna sovrana la polemica. Una delle quali ha visto protagonista proprio il giornalista foggiano e l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini.
“Il mio pensiero è quello che non sarebbe calcio senza quel pizzico di polemica, che diciamolo francamente, serve anche all’audience.
Il calcio italiano da sempre ne è pieno, la nostra mentalità è molto simile a quella sudamericana.
Dovremmo cominciare a prendere spunto da quanto avviene in Spagna ed Inghiliterra”.
http://www.capitanatasport.it/news/dettaglio.asp?id=1253

FOGGIA, IL 'POPOLO' CI CREDE

FOGGIA, IL "POPOLO" CI CREDE

28/02/2008

di Carmine Troisi

E’ tornato l’entusiasmo. Il popolo rossonero ha ricominciato a sognare.
Cinque successi di fila hanno riaperto i giochi e le speranza di tutti, pronti adesso a stringersi come non mai in queste ultime 9 gare che separano dal termine del campionato attorno a Zanetti e compagni.

Un mese fa si facevano processi. E si nutrivano perplessità anche sui progetti a venire del club.
Poi, come per incanto, gol e vittorie hanno riportato la città sulla nuvoletta della felicità. Dove si sogna ad occhi aperti e dove si immagina un finale di stagione ancora più pirotecnico.
E così, c’è adesso finanche chi pensa ad agganciare la vetta ed a recuperare gli otto punti che separano dall’entrata in B attraverso il portone principale.

E’ il bello del calcio, capace di cambiare le carte in tavola di domenica in domenica. E’ anche il bello di una piazza importante ed unica, capace di deprimersi alle prime difficoltà ma alla quale basta poco per infiammarsi.
La Foggia pallonara ha rimesso in moto la passione.

Quella stessa passione che in occasione degli spareggi play off della passata stagione finì per colorare un’intera città per circa un mese.
Bandiere e striscioni stipati nei cassetti. Ma pronti ad essere nuovamente sventolati con orgoglio.
Con l’entusiasmo che solo Foggia sa dare…
http://www.capitanatasport.it/news/dettaglio.asp?id=1251

FOGGIA: ORA E' CACCIA AL RECORD

FOGGIA: ORA E' CACCIA AL RECORD

27/02/2008

di Carmine Troisi

Galderisi è già entrato nella storia del Foggia. Cinque successi consecutivi. Meglio di lui ha fatto solamente Pasquale Marino, che di vittorie ne mise in fila addirittura nove.
Era la stagione 2002/03. Si giocava, però, in C2 e di quella squadra faceva parte anche Umberto Del Core, cecchino scelto di quel favoloso gruppo.

A dire il vero, Nanù ha preso il timone della squadra già reduce dal successo ottenuto sulla Pro Sesto. Tre punti griffati Campilongo.
In C1, a lume di naso, non si ricorda una striscia simile.
Sul finire della passata stagione, il Foggia di D’Adderio si fermò all’ultima giornata in casa del Ravenna, dopo aver battuto in serie San Marino, Ternana, Lanciano e Taranto.
Ma una striscia così lunga non la si trova nemmeno nel Foggia con le bollicine, quello di Zemanlandia, che diciassette anni fa stracciò ogni record e sbarcò nella massima serie a suon di gol e calcio champagne.

Baiano, Signori e compagnia bella si stopparono dopo quattro domeniche di gioia. La serie fu interrotta dalla sconfitta di Pescara il 13 gennaio del 1991.
Ed allora, ecco scattata la caccia al record. Per eguagliare quello di De Zerbi e soci, ai rossoneri toccherà vincere ancora quattro gare. Battere in serie il Verona al Bentegodi, la Cavese allo Zaccheria, espugnare Cremona ed infilzare il Foligno ancora davanti al pubblico amico.

Significherebbe stupire l’Italia pallonara e cambiare la storia.
Ma consentirebbe probabilmente di cancellare definitivamente quell’amarissimo pomeriggio del 17 giugno scorso.
A buon intenditor…
http://www.capitanatasport.it/news/dettaglio.asp?id=1250

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