235 Rassegna Web della Prima Divisione Lega Pro Serie C1 Calcio Le idee di Macalli per la riforma del calcio italiano. Maglie con il logo della Lega Pro dall'8 novembre | seriec1 | Il Cannocchiale blog
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Retrocesse dalla serie B
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Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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3 novembre 2008

Le idee di Macalli per la riforma del calcio italiano. Maglie con il logo della Lega Pro dall'8 novembre

fonte: vascellocr.it

Le idee di Macalli per la riforma del calcio italiano

Il presidente della Lega Pro Mario Macalli è intervenuto, nei giorni scorsi, a una " convention " organizzata a Siena dalla Umbro, marchio sportivo noto in tutto il mondo, che all'inizio del campionato ha raggiunto un accordo con la Lega Pro per la fornitura di palloni alle 90 società di prima e seconda divisione. Macalli, parlando delle difficoltà economiche del calcio italiano, ha espresso un suo parere personale su una riforma che dovrebbe, gradatamente, ridurre l'area professionistica, con una serie A a 18 squadre, una B con due gironi a 18 e una Lega Pro con tre gironi di 18 squadre ciascuna. Praticamente 108 società contro le attuali 132. Macalli ha anche detto " E' un grande onore far giocare il nostro campionato con lo stesso pallone con cui si disputa la finale della Coppa d'Inghilterra. Tra pochi giorni le società riceveranno anche i palloni di colore giallo da usare nelle giornate di scarsa visibiltà ".

Maglie con il logo della Lega Pro dall'8 novembre

Riportiamo, riassumendo, il comunicato ufficiale n. 98/L del 30 Ottobre 2008 della Lega Pro che stabilisce una novità per quanto riguarda le maglie da gioco. Queste, a partire dal giorno 8 Novembre 2008, dovranno portare un patch con il logo ufficiale della Lega Pro. Il patch, ovvero un adesivo di stoffa, dovrà essere applicato, a caldo, sulla manica destra a circa 6 centimetri dalla attaccatura della spalla. Ogni società riceverà un quantitativo di 100 patch e in caso di ulteriori necessità la Lega provvederà a una fornitura integrativa. I collezionisti di maglie, sempre attenti a ogni particolare, sono...avvisati.

Il punto sulla decima giornata di 1ª Divisione

I pareggi congelano il vertice , ma la Spal fa un bel salto avanti

(alexandro everet) - La giornata di campionato stavolta non ha mutato di molto la fisionomia della classifica. Tutte le partite sono infatti terminate in parità, fatta eccezione per le vittorie della Spal sul Padova, del Legnano sul Venezia e del Lecco a Crema.
Cominciamo da Ferrara. La gara è stata risolta da una bella rete di Cazzamalli, il Padova ha invece sprecato l'opportunità del pareggio proprio nel recupero con Gasparello. Sicuramente superiore la Spal sul piano della grinta e della personalità in una gara peraltro equilibrata sul piano delle occasioni.
A Legnano la partita è soporifera nel primo tempo ma nella ripresa si anima subito col gol di Nizzetto per i lilla. Semenzato pareggia con un gran gol per il Venezia ma poi è assedio del Legnano, risolto con un gol al 94' di Virdis. Un risultato che getta in piena crisi i veneti e fa respirare Lombardo e i suoi uomini.
Il Lecco di Cadregari invece espugna Crema al termine di una partita ricca di emozioni. In vantaggio il Lecco nel primo tempo con Corti, pareggio di Andreini e gol decisivo nella ripresa di D'Ambrosio. Da segnalare nel Pergocrema gli infortuni di Righi e Ragnoli. I cremaschi hanno sfoggiato una prova incolore e non hanno ancora vinto in casa, il Lecco invece dopo aver perso alla prima di campionato a Busto Arsizio non ha più inciampato e si candida quale possibile sorpresa del campionato.
Tra i pareggi spicca sicuramente quello di Cesena-Novara, partita vietata alla tifoseria ospite (i tifosi di casa sono entrati in ritardo per solidarietà con gli ospiti)..

Bella partita con molti colpi di scena. Inizia bene il Novara ma alla mezz'ora è Motta a portare in vantaggio il Cesena. Al 40' però il portiere Ravaglia stende Rubino in area, rigore ed espulsione. Gallo dal dischetto fa centro. Nella ripresa il Novara preme ma il Cesena coraggiosamente tiene in campo tre punte e risponde colpo su colpo. A metà ripresa poi viene espulso Matteassi nel Novara e la gara si fa più equilibrata fino all'1-1 finale.
Soffre la capolista Pro Patria, sempre in crisi. E' infatti la Pro Sesto a portarsi in vantaggio allo "Speroni" con Campi e solo nel finale arriva il pareggio di Musciaro.
Pareggio anche nel derby Reggiana-Ravenna: granata in vantaggio con una punizione di Scantamburlo, pareggio giallorosso con Zizzari. Per il Ravenna è la partita numero 27 con almeno un gol subito.
Delude il Verona di Remondina che non va oltre lo 0-0 sul campo del fanalino di coda PortogruaroSummaga.
Infine la Sambenedettese, prossima avversaria dei grigiorossi, non è andata oltre lo 0-0 col Monza in una partita in cui i marchigiani di Piccioni hanno comunque centrato due traverse. Per il Monza grande occasione fallita da Iacopino che poi si è fatto espellere.

Simoni in tribunale con accompagnamento coattivo (fallimento dell'Ancona)

Un episodio insolito ha coinvolto l'ex mister grigiorosso Gigi Simoni. Il tecnico deve comparire in tribunale come testimone della difesa in un processo relativo al fallimento dell'Ancona. Simoni però la settimana scorsa ha presentato regolare certificato medico non presentandosi davanti al giudice. Quest'ultimo però non deve avergli creduto e ha disposto il suo accompagnamento coattivo (cioè scortato dalla forza pubblica) alla prossima udienza, che si terrà in dicembre, e lo ha multato di 500 Euro.

La rovina del calcio

Gli hooligans da noi: ormai è allarme rosso, spezzare la spirale di odio e di aggressioni, serve una fermezza senza precedenti!


Non c'è più limite. Ecco tracciata la strada sulla quale è incamminato il tifo calcistico violento nostrano che si nasconde sotto mentite bandiere di passione per la propria squadra. Il calcio non c'entra nulla. Siamo solo alla barbarie, alla ignoranza, alla viltà, alla omertà.

Lunedì della scorsa settimana - accompagnata da milla reticenze iniziali anche ufficiali - l'aggressione del tifoso della Cremonese ad opera di coloro che si qualificano come sostenitori della squadra grigiorossa. Stefano Mansi, il nome del tifoso che ha subito quel lunedì il vero e proprio linciaggio, aveva una colpa. Aveva in mano una sciarpa gialloblu, i colori del Pergocrema. Nonostante la dettagliata cronaca de Il Vascello, nonostante la denuncia alfine fatta da Stefano Mansi (che a quanto pare è a rischio di caduta della retina per i colpi subiti all'occhio durante il pestaggio - tutto è da leggere cliccando qui ), silenzio assoluto sul fatto nei siti degli ultras grigiorossi. Si deve tacere sui misfatti.

Il medesimo patto inviolabile dei riti satanici.

Adesso è un giubbotto che fa sprizzare il sangue dagli occhi di questi ragazzi senza cervello e con nessun valore. Così poveri da trovare nella violenza uno scopo della vita. O si interrompe senza remissione la spirale d'odio subito e con la dovuta fermezza, senza equivoci da tutte le parti in causa, o avremo presto il morto. Noi il segnale lo abbiamo lanciato dalla scorsa settimana. Speriamo che almeno adesso qualcuno lo raccolga.

Ecco il fatto. Il "nemico" pestato è solo un ragazzo di San Pietro in Cerro, Cristian Gobbi, 32 anni titolare di un bar a Caorso e nessuna particolare passione calcistica per il Piacenza. Seduto sugli sgabelli di un bar di Piazza della Pace, rideva e trascorreva la domenica sera con la fidanzata. All’improvviso è stato accerchiato. Erano quattro, forse cinque, ragazzi. Degli sconosciuti che hanno iniziato ad insultarlo. Frastornato dalla musica e da quelle grida, non ha capito perchè quei tipi ce l’avessero tanto con lui. Poi è intuito: a dare tanto fastidio, a scaternare la violenza era il suo giubbino, uno smanicato nero come tanti altri, ma con il logo del “Piacenza Calcio”. Un vero affronto per un gruppo di ultras cremonesi, che non hanno accettato di vedere girare per il centro di Cremona un presunto nemico.

Cristian Gobbi ha fatto presente che aveva acquistato il giubotto perché gli piaceva, senza badare allo stemma. Non lo hanno neppure ascoltato. Lo hanno preso per il bavero.Il 32enne piacentino ha cercato di fuggire in via Ala Ponzone dove però è stato raggiunto dai teppisti, di nuovo accerchiato, bloccato e pestato a sangue a mani nude. Quando poco dopo gli agenti della Volante sono arrivati sul posto, lo hanno ritrovato da solo, steso a terra dolorante, con il viso ridotto una maschera di sangue.
AGGRESSORI INCASTRATI. Il 32enne è stato soccorso da un’ambulanza del 118, portato all’ospedale dove è stato subito sottoposto ad una Tac e trattenuto per tutta la notte in osservazione: gli sono stati riscontrati una frattura allo zigomo, un trauma cranico oltre a escoriazioni e ecchimosi varie. La prognosi è di 25 giorni, abbastanza per fare scattare d’ufficio l’incriminazione per lesioni.
Le indagini della polizia sono state immediate. Raccolte sul posto alcune testimonianze e sentito lo stesso giovane che ha fornito “il movente” dell’aggressione, gli investigatori della Digos si sono messi al lavoro e sono riusciti a identificare nel giro di poche ore un primo soggetto: si tratta di un 25enne di San Bassano, B.M., incensurato. Nella sua casa, perquisita dalla polizia, è stato ritrovato il giubbotto con il logo del Piacenza Calcio. Di fronte all’evidenza, il giovane è crollato e ha ammesso le sue colpe. E’ stato arrestato in quasi flagranza di reato per rapina e lesioni gravi.
Le indagini sono proseguite tutta notte, poi ieri mattina, i poliziotti hanno bussato ad un’altra casa, quella di un assicuratore di Cremona, M.G., 37 anni, diversi precedenti specifici e conosciutissimo dalle forze dell’ordine per essere uno dei più facinorosi della Curva Sud. Nei suoi confronti è scattata la denuncia a piede libero per i medesimi reati.
CACCIA AL BRANCO. Entrambi sono stati identificati dalla vittima che ha fornito importanti elementi anche per identificare gli altri membri del “branco”. Le indagini della Polizia infatti sono ancora in corso e nelle prossime ore almeno altri due soggetti potrebbero essere rintracciati.
Nei confronti di tutti e quattro oltre alle conseguenze penali, sinevitabile il Daspo, il divieto di partecipare alle manifestazioni sportive.

(Le indagini nel servizio su "CRONACA" di Bibiana Sudati - Nella foto, la stampa piacentina non minimizza).

Il fattaccio di Crema va alle sue conseguenze penali

Stefano Mansi, il tifoso grigiorosso aggredito da ultras cremonesi: denuncia contro ignoti

Un occhio ancora tumefatto, prognosi di venti giorni - Non conosce i nomi degli aggressori, ma ha dichiarato che se gli mostrassero una loro foto li riconoscerebbe - Probabilmente la partita di ritorno con il Pergo si giocherà a porte chiuse


Il fattaccio di Crema va alle inevitabili conseguenze penali. Ecco le ultime notizie. L'aggredito si è presentato al commissariato di Crema ed ha presentato formale denuncia. Si tratta di Stefano Mansi, 38 anni, giornalista pubblicista iscritto all'Ordine, una carriera sui giornali come competente di musica leggera (ed a questo titolo anche promoter di eventi musicali in alcuni locali milanesi: ha curato, ad esempio, l'ufficio stampa della discoteca Toqueville di Milano).

Ha ancora un occhio tumefatto, ha presentato una prognosi di venti giorni anche per le escoriazioni in tutto il corpo e le tumefazioni per i colpi ricevuti selvaggiamente. Temuto il distacco della retina. Ha dichiarato di non conoscere i nomi dei suoi aggressori, ma che se gli venissero mostrate delle foto dei sospetti, saprebbe sicuramente riconoscerli. La denuncia di Stefano Mansi è quindi contro ignoti. Tocca ora alla polizia fare i suoi accertamenti.

La vicenda avrà ripercussioni quasi sicure sul campionato della Cremonese. La partita di ritorno con il Pergocrema, si giocherà quasi sicuramente a porte chiuse per ovvie ragioni di ordine pubblico.

I fatti in diretta su "Il Vascello" subito dopo l'aggressione

Il ferito ha descritto un reato: "Sono stato vittima di un feroce linciaggio, avessero avuto un coltello, ci avrei lasciato la pelle"

Il tutto come conseguenza di un equivoco. Una pattuglia del tifo grigiorosso lo aveva scambiato per un fan gialloblu - Diamo in pagina la notizia della inchiesta che è stata promossa dalla Polizia di Stato. Ecco l'intero svolgersi della vicenda.

Altro che festa dello sport. Si è rischiato l’omicidio di un tifoso nel post partita di Pergocrema - Cremonese. Il Vascello, unico, dà la notizia subito dopo il fattaccio. Il titolo: “Un ragazzo ferito all’uscita dallo stadio”.
Avremo poi la testimonianza diretta del ferito. Ed è drammatica. Il ferito era un tifoso grigiorosso ed è stato picchiato da esagitati cremonesi che lo hanno individuato, per colpa di una sciarpa del Pergocrema, come sostenitore dell’avversaria cremasca. C’è di più. Il tifoso poi ferito dall’aggressione dei suoi stessi amici cremonesi, era in contrasto con un gruppo di tifosi cremaschi che, quando han visto avanzare minacciosi i tifosi cremonesi, se la sono data a gambe.

La prima notizia è stata raccolta dai nostri inviati al derby ed è riferita dal nostro giornale in questi termini: “Uscendo dallo stadio abbiamo incrociato un ragazzo ferito e gli agenti delle forze dell’ordine ci hanno spiegato che era un tifoso grigiorosso rimasto vittima di un agguato da parte dei cremaschi nelle viuzzie adiacenti il Voltini. Il ragazzo non ha riportato ferite gravi, ma certamente l’episodio non rallegra” .

Le successive informazioni aggravano la vicenda di ora in ora.



La Polizia di Stato aveva già aperto una inchiesta

La tre giorni con la marcia del gambero del quotidiano degli agrari che aveva dedicato martedì una pagina per dire che non era successo nulla: stiamo freschi se il maltifo si combatte così!

Quanto riferiamo in questa pagine era già oggetto di una inchiesta della Polizia di Stato. Poi, questo venerdì mattina, la denuncia del diretto interessato presentata al commissariato di Crema. Subito dopo il fatto, addirittura in prima istanza negato, l'atteggiamento sembrava quello di minimizzare. Ma l'evidenza dei fatti ed un reato autentico come l'aggressione che l'interessato definisce come un vero ed proprio linciaggio non possono essere scaricati dagli organi dello Stato.

Speriamo che l'indagine porti a risultati concreti con la dovuta fermezza ed anche con una apprezzabile velocità. Al fatto hanno infatti assistito in molti che potrebbero darne la più completa testimonianza e indicare i responsabili.

Intanto di fronte all'evidenza del fatto e del provvedimento assunto dalla polizia si registra anche sul quotidiano locale una marcia indietro che sarebbe divertente se di mezzo non ci fosse il tifoso malcapitato. Richiama un episodio famoso nella storia del giornalismo. Il mutamento dei titoli dei giornali francesi all'avvicinarsi dell'invasore ( giacchè l'invasore venne descrito prima come feroce nemico per diventare via via che avanzava un fervido alleato).

"LA PROVINCIA" va all'incontrario rispetto all'episodio famoso, ovvero dal nulla alla denuncia dell'aggressione del "branco". In tre giorni si esprime con questa successione di titoli di informazioni e di aggettivi.

Martedì una intera pagina sull'argomento. Questo il titolo: " Forze dell'ordine antisommossa, ma vince lo sport - Viale De Gasperi chiuso al traffico, posti di blocco nei punti considerati a rischio, grande spiegamento di uomini e mezzi, ma tutto è filato liscio, non c'è stato bisogno di alcun intervento".

Mercoledì il giornale degli agrari corregge il tiro di un pelo, a denti stretti e cercando di minimizzare, ormai Il Vascello è uscito con la notizia che smentisce il lecca lecca di martedì. Ecco il titolo di mercoledì: "Derby senza scontri, solo un paio di sberle". "LA PROVINCIA" supporta l'affermazione con: "Nessuno si è fatto male, nessuno le ha prese o date. Ad eccezione di un piccolo focolaio subito sedato in via Indipendenza... Pare siano volati un paio di schiaffi tra tifosi della Cremonese che poi se la sono presa con un tifoso della curva Sud ... il vice questore Daniel Segre cui era affidato il comando dei vari reparti, ha assicurato che non è avvenuto nulla. Abbiamo controllato anche fuori Crema - ci ha detto ieri al telefono e non ci sono stati scontri, tutto si è svolto in maniera tranquilla...".

Giovedì LA PROVINCIA afferma: " La polizia quella sera raggiunse il piazzale a poca distanza dello stadio - dopo aver ricevuto la segnalazione di disordini e trovato l'uomo dolorante. Verrà poi trasferito al pronto soccorso in autoambulanza. A confermare l'intervento della volante è lo stesso dirigente del commissariato di polizia Daniel Segre" ". Cioè il funzionario che secondo LA PROVINCIA martedì aveva detto che non c'erano stati scontri e tutto si era svolto in maniera tranquilla! E LA PROVINCIA pubblica la lettera del tifoso che denuncia il linciaggio con questo titolo: " Aggredito dal branco dopo la partita" in un incorniciato che occupa tutta la metà pagina, sei colonne in orizzontale!

Sabato scoppia una rissa all'Ipercoop tra due giovani. Pare sia spuntato un coltello. Il giovane colpito finisce all'ospedale ma in serata viene dimesso. Fatto grave, senza dubbio. E qui LA PROVINCIA esce con titolo a caratteri cubitali e mezza pagina di testo. Con molte fotografie. Non si disturba nessun manovratore. Due pesi e due misure.

Purtroppo bisogna aggiungere un infausto comunicato della Cremonese che elogia i tifosi grigiorossi nonostante le sia stata appioppata dalla Lega una multa di 2000 euro per il loro comportamento e la NOTIZIA DELLA VIOLENZA con un ferito apparsa su "Il Vascello" SIN DA MARTEDì MATTINA.

Quanto ai blog dell'ultratifo grigiorosso, tacciono completamente sull'episodio perchè gli aggressori sono tra loro.

Se si combatte il tifo violento così, stiamo freschi!

Il fatto si precisa in una seconda e.mail che giunge a Il Vascello: ” Sarebbe il caso di correggere l’articolo che proponete sui presunti incidenti del dopo derby, atteso che il ragazzo effettivamente lievemente ferito, è stato ferito da tifosi cremonesi che l’hanno scambiato, visto l’accento milanese, per cremasco...In verità è successo qualcos’altro, ma nulla di particolarmente significativo, attesa la fuga precipitosa, ed opportuna, dei temibili “Cannibali” che han pensato di avvicinarsi al gruppo di grigiorossi che sostava nel parcheggio loro dedicato. Verificate pure presso altre fonti”.
“Nulla di particolarmente significativo". Davvero? A fare chiarezza ecco giungere al Vascello la versione dell’episodio in diretta. Ed è quella dello stesso ragazzo ferito. Si chiama Stefano Mansi, ha 38 anni, è giornalista pubblicita iscritto all'Ordine.


"Ho rischiato la pelle": il drammatico resoconto del ferito. Ci scrive: “La partita è appena finita. Vado verso la macchina, parcheggiata in una via vicino allo stadio, saluto gli amici e mi dirigo verso la macchina. Con uno di loro, diretto verso Milano come me, ci diamo appuntamento al Mc Donald’s di Vaiano, sulla Paullese. All’improvviso da un piccola via di fianco al luogo dove avevo parcheggiato, sbucano una ventina di tifosi del Pergocrema.
Sono giovanissimi, hanno bastoni e alcuni di loro brandiscono delle grate metalliche. Insieme ai cinque cremonesi presenti cerchiamo di reagire all’assalto.
Intanto da dietro arrivano altri tifosi grigio rossi .. è un attimo, io mi giro, arretro cercando aiuto. Uno dei ragazzi che fino a prima avevano sostenuto come me la Cremonese sugli stessi spalti, mi atterra con un calcio.
Cerco di reagire, grido che sono cremonese, ma la furia omicida del branco travolge le mie urla: mi rialzo cerco di andarmene, altri calci colpiscono alla pancia, cado ancora ricevo, diverse scarpate in testa. Mi rialzo e una cinghiata con la fibbia mi fregia l’occhio. Inizio a sanguinare violentemente, altri mi sono addosso, sono più di 20 , mi rialzo e scappo. Guardo in faccia e dico sono cremonese, e lui mi risponde :”Non è possibile avevi la sciarpa del Pergocrema".
Intanto i tifosi del Pergocrema, quelli veri, iniziano a scappare, 30 metri dietro di me, il resto è un'ambulanza, una nottata passata insonne all’ospedale di Crema, escoriazioni sul tutto il corpo.
Sono stato linciato.
Solo per un miracolo i colpi inflitti nel mio corpo non hanno leso organi vitali, grazie a Dio nessuno dei tifosi era in possesso di armi da taglio.
Sono stato la preda, inseguito da una violenza collettiva cieca e sorda.
Ho riconosciuto però 2 dei miei aggressori. Farò di tutto per far pagare le conseguenze delle loro azioni.
Non hanno pestato, hanno cercato di uccidermi.

Stefano Mansi, un cremonese

--------------

( a.l.) - Sin qui la lettera. Può darsi che il dolore delle contusioni, la consapevolezza di aver rischiato un occhio o peggio, la valutazione dei pericolo scampato abbiano accentuato i toni di una descrizione peraltro precisa in ogni dettaglio, giornalistica. Ma resta il fatto che si è rischiato davvero il morto. Si sa come degradano quelle che qualcuno tende a riferire come innocue risse o addirittura come "qualche sberla". Nei fatti, se accade così e non si dà anche a questo episodio la rilevanza che merita, hanno via libera altre aggressioni. Tolleranza zero in questa occasione, dunque. Certo, il tifo cremonese è esasperato: ha già lasciato un morto davanti a San Siro, Fonghessi di Castelleone, un altro tifoso ci ha rimesso la milza in un casello di Soave. Fa bene Mansi a chiedere giustizia. Ammettere il fatto e procedere con la necessaria severità è l'unico modo di agire. Aggiungiamo noi: tutto era prevedibile. É incredibile che sia potuta scatenare la rissa descritta proprio vicino al parcheggio delle auto grigiorosse. Chi presidiava? ll che giustifica l'atteggiamento di alcuni ambienti a minimizzare (che figura ci fanno?). Il Vascello si era battuto perchè la partita non venisse giocata in notturna. Le vie laterali del Voltini non danno modo alle forze di polizia di agire davvero con una copertura efficace. Invece si è ceduto alla convenienza televisiva, al mito del Grande Fratello orwelliano. Non ci si consoli perchè alla fine Stefano Manzi se l'è cavata alla meno peggio. Quanti Fonghessi, quanti Sandri ancora ci mancano?


POST SCRIPTUM - Ovviamente, da professionisti, conosciamo la precisa identità del ferito, abbiamo la conferma sanitaria ed abbiamo anche raccolto la testimonianza diretta di chi ha assistito al fattaccio. Nessun dubbio, quindi, su questo ennesimo, grave episodio di violenza con il pretesto dello sport. Sorprende il silenzio dell'ultratifo che è certamente a conocenza della vicenda. Speriamo che non preluda ad azioni di ritorsione o trasversali anche se l'equivoco che ha scatenato l'aggressione lascia abbastanza solo il malcapitato tifoso della Cremonese.

Nella foto Gabriele Sandri, tifoso laziale, coinvolto in una rissa in un autogrill, da qui il fuoco di un agente.



Nelle foto di Mauro Gaimarri le due tifoserie sugli spalti del Voltini. Qui il confronto è stato acceso ma al di là di qualche petardo e di alcuni fumogeni, già multati, non è successo nulla di grave. Grida, insulti, incitamenti. Non è, purtroppo, finita così


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