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prima pagina della Gazzetta dello Sport

prima pagina del Corriere dello Sport

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il cirotano



Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

Serie C1 Rassegna Web Prima Divisione Lega Pro





































sfoglia    ottobre        dicembre


3 novembre 2008

Spal col cuore in mano batte il Padova ed è sola al terzo posto

fonte: spallinati.forumfree.net

dal Carlino



Primo tempo difficile contro un ottimo avversario: ma nella ripresa la squadra ritrova assetto e carattere. Decide Cazzamalli


IL TABELLINO
Il vice Lazzarini espulso dalla panchina per proteste

----
1-0
----

SPAL:
Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Schiavon, Zamboni, Servidei (34' s.t. Bianchi), Cazzamalli, Centi, Arma (l' s.t. La Grotteria), Agodirin (43' s.t. Rivaldo), Quintavalla. All. Dolcetti. A disp.: 12. Careri, 14. Savi, 15. Moro. 17 Martucci.
PADOVA: Cano, Carbone, Falsini (24' s.t. Bianchi D.), Faisca, Giovannini, Pederzoli, Rabito, Bovo, Varricchio, Gentile (20' s. t. Filippini), Di N ardo (23' s.t. Gasparello). All. Sabatini.,A disp.: 12. Facchin, 14. Cotroneo, 15. Lewandowski, 16. Baccolo.
Arbitro: Sig.Lupo di Matera.
Marcatori: s.t. 13' Cazzamalli.
Note: 3754 spettatori (2404 paganti più 1350 abbonati) per un incasso di 36912 euro (quota abbonati 10853). Espulso il viceallenatore della Spal Alessandro Lazzarini al 23's.t. Ammoniti Quintavalla, Bovo, Varricchio, Giovannini, Cazzamalli e Centi. Angoli 7-5 per il Padova.


IL FILM

COLPO GROSSO

La formazione di Dolcetti
trova il secondo successo
interno di stagione a spese
di una grande favorita


AVVIO IN SALITA
Il primo tempo è difficile
I biancoscudati senza creare
grandi occasioni stanno bene
in campo e la Spal soffre


MOSSA VINCENTE
Dolcetti corre ai ripari
inserendo l'ex La Grotteria
nell'intervallo al posto
dell'appannato Arma


AGODIRIN IMPAZZA
Il nigeriano si rivela vera
spina nel fianco del Padova
ma nel secondo tempo
è tutta la Spal a crescere


CAZZAMALLI-GOL
Il «pelato» sblocca il risultato
al 13' trasformando in rete
un tiro sbagliato di Ghetti
con una magistrale girata


DIFESA STRENUA
Nel finale i padroni di casa
stanchi e coi crampi faticano
salvando i tre preziosi punti
Gasparello li grazia al 93’


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di Mauro Malaguti
FERRARA


ECCOLA, LA
vittoria che riscatta i tre pareggi precedenti. Bella, fresca, colta nella partita più difficile dell'ultimo mese, contro un diretto avversario della zona playoff. E ben sofferta, anche. Come sono, sempre i successi più esaltanti.

Onore alla Spal, che stasera è terza da sola a due punti dalle capolista Novara e Pro Patria, e che in virtù del gol di Cazzamalli ha scavalcato in classifica lo stesso Padova e la Cremonese, due delle tre corazzate del campionato. Per vincere ha dovuto lottare e stringere i denti e l'ha fatto con bravura, limitando al minimo i rischi nel primo tempo in cui ha faticato a carburare, e trovando il gol nel secondo in cui è invece uscita di prepotenza.

Dolcetti ha davvero a disposizione un bel blocco di calciatori, quantomeno sul piano della grinta, dell'umiltè, del carattere. Ieri il tecnico ha riproposto l'azzeccata scelta del devastante Agodirin, e in corsa ha aiutato la squadra a ritrovare l'assetto sostituendo presto Arma un po' smarrito con l'ex di-turno La Grotteria. L'argentino è riuscito a tener su palla come al marocchino non era riuscito, consentendo alla Spal di avanzare il baricentro e ritrovare le consuete misure e distanze. Ma sarebbe riduttivo limitare al solo aspetto tattico i meriti della Spal. Le componenti di aggressività e di voglia di battersi sono fondamentali per la riuscita di questo gruppo.

Se c'è una vittoria di squadra, è quella di ieri. Tutti insieme a soffrire prima, ad assaltare poi, a stringere i denti e difendere infine. Il Padova nel primo tempo ha giocato meglio di una Spal lenta e prevedibile, che raramente si smarcava senza palla e che faticava a salire per l'evanescenza di Arma. Il capolavoro della Spal in questa fase è stato concedere una sola occasione all'attacco atomico dei veneti, con Capecchi a rimediare su Varricchio. Sì, perchè di suo la Spal aveva creato ancora meno, nel primo tempo di una partita bloccata, tattica, in cui prevalevano le due difese. Il Padova chiudeva ogni varco e ripartiva bene, smarrendosi solo nella trequarti. La Spal arrancava restando però a un solo passo dall'avversario.

Poi dopo l'intervallo, ecco il suo momento. La Grotteria «alza» la squadra, Cazzamalli e Agodirin la trascinano sotto come sanno fare, uno di forza e l'altro con le sue velocissime scorribande, e sulla destra Ghetti e Quintavalla vanno. La Spal bussa tre volte nel primo quarto d'ora con Quintavalla, La Grotteria e Zamboni, e al quarto tentativo fa centro. Su azione d'angolo il Padova respinge e la palla schizza su Ghetti che tenta il tiraccio. Che finisce la sua corsa nei pressi di Cazzamalli, appostato in area e pronto ad arpionarla, a proteggerla con il suo fisico bestiale e a girarsi cogliendo Cano in controtempo, con tiro un po'... ruspante ma efficace. E' il 13', quanto basta alla Spal per creare una mano di occasioni da rete e infilarne una.

Il Padova accusa, la reazione è tardiva anche perchè la Spal è in campo meglio, adesso. Sa supplire anche alla giornata non esaltante di Centi, e quell' Agodirin quando punta Carbone si porta a spasso mezza difesa.
Su sua «torre» di testa La Grotteria manca il raddoppio di un soffio. Ma dalla mezz'ora il Padova si riorganizza e torna a mettere paura. La Spal che ha corso molto e ha qualche elemento non al meglio perde ritmo di corsa e arretra, con diversi giocatori alle prese coi crampi e Servidei che deve abbandonare sostituito da Bianchi. Cabeccia torna al suo ruolo di centrale. E' la seconda folata di sofferenza. Il Padova si getta sotto a testa bassa e prova l'assedio. Al 34' nessuno aggancia un cross radente che taglia l'area, al 38' l'unico errore di Ghetti costringe Capecchi alla parata in corner su Filippini. Sono ancora una punizione di Giovannini e soprattutto un colpo di testa da due passi di Gasparello nell’ultimo minuto di recupero a far correre brividi lungo la schiena. Ma alla fine si può celebrare il trionfo sotto la curva ‘liberata’ dal fischio finale di Lupo.

Della Spal piacciono l’organizzazione e il carattere, ritrovato dopo il sonno di Sesto. Questa imbattibilità lunga ormai otto partite remunera bene. E la difesa è tornata a non incassare gol. Il grande segreto della Spal in termine di classifica, signori, è questo. Seconda solo al Lumezzane con 8 gol al passivo, è la strada per un campionato felice. Tosta com’è, può regalare molte gioie.



LE PAGELLE
Agodirin irrefrenabile
Ghetti a tutto campo


CAPECCHI 7.
A Sesto aveva toppato l'uscita costata il gol dello svantaggio, ieri è stato sempre pronto e attento, tra i pali e coi piedi. Lavoro non esagerato ma ben svolto, con una parata su Varricchio nèl primo tempo e una su Filippini nel secondo.
GHETTI 7. Prestazione eccellente, come gli è sempre capitato finora meno che a Sesto San Giovanni. Solo nel finale si lascia sfuggire due volte Filippini. Ma per 85' è strepitoso sia nel difendere con efficacia che nel sovrapporsi di continuo. Suo il tiro che Cazzamalli stoppa e trasforma in oro.
CABECCIA 6. E' un esordiente in categoria e dopo qualche bella prestazione inizia a pagare un po' lo scotto. Di buono ha che non combina «frittate», rimanendo in zona e riuscendo a rendersi utile. Rabito spesso svariava dalla sua parte a cercare spazi ma non ha mai sfondato. Chiude in mezzo.
SCHIAVON 6,5. Ingiustamente incolpato da molti del funzionamento a scartamento ridotto del primo tempo: in realtà nessuno partiva senza palla e avviare il gioco era difficile. Migliore nella ripresa. Di grande aiuto nei raddoppi su Rabito quando questi si accentrava dietro le punte.
ZAMBONI 7. E' sempre prezioso, con la sua esperienza e la grande fisicità. L'attacco atomico del Padova al «Mazza» non è riuscito a esprimere il suo grande potenziale.
SERVIDEI 6,5. Varricchio lo impegna spesso in corpo a corpo anche sporchi, appoggiandosi a lui per fare leva. Nel complesso tiene bene. Esce stremato e dolorante.
CAZZAMALLI 7. Per 45' sembra arrancare spesso a vuoto, poi si trasforma insieme alla squadra e nel momento del massimo sforzo alla ricerca del vantaggio è un grande trascinatore. Bella l'esecuzione del gol: il tiro è sì «strozzato», ma Cano non si aspetta una palla chiusa sul primo palo ed è in flagrante controtempo.
CENTI 6. A Venezia mancherà per squalifica, e forse un turno di riposo gli gioverà. Non è il brillante e delizioso suggeritore delle prime partite.
ARMA 5. E' il più in difficoltà. Sta pagando lo sforzo di adeguamento alla categoria e sbaglia tanto non tenendo mai palla su. Sostituito all'intervallo.
AGODIRIN 7. Straordinario per velocità e iniziativa, soprattutto nel secondo tempo. E' una spina nel fianco della difesa ospite e quando parte in velocità è incontenibile anche se poi magari non concretizza tutto il lavoro che fa. Esce tra applausi a scena aperta.
QUINTAVALLA 6,5. Generosissimo per corsa e assai vitale, meno insidioso quando entra in area a rifinire. Libera uno degli ultimi palloni in difesa in modo provvidenziale.
LA GROTTERIA 6,5. Diventa l’... Arma vincente. Tiene su più palloni e aiuta la Spal a salire per metà della ripresa, il periodo migliore della squadra. Poi eccede in leziosismi di tacco e perde malamente tre palle di troppo. Arriva tardi per una possibile deviazione in rete.
BIANCHI 6. Ripescato miracolosamente dopo due mesi di assenza, subentra a Servidei piazzandosi a sinistra con Cabeccia spostato centrale. Eccellenti una diagonale difensiva e un attacco in pressing, pacchiano un errore che consegna palla al Padova in situazione pericolosa proprio nel finale.
RIVALDO 6. Pochi istanti per lui.


L’ARBITRO
Sig. Lupo di Matera 6,5

Inverte qualche fallo a metà campo ma la gestione complessiva della gara è sicura.


+ CAZZAMALLI, CONTO APERTO CON LE VENETE
Gol pesantissimo, il suo secondo dopo quello al Verona. Con le venete sembra avere un conto aperto. Con Ago, Zamboni, Ghetti e Capecchi è trai migliori

- ARMA E' APPANNATO: MA E' NORMALE
Rachid Arma ha perso un po' di smalto. D'altronde era impensabile che all'esordio tra i professionisti non pagasse dazio. E' nella norma


LA SITUAZIONE

LA SPAL E’ TERZA

I biancoazzurri ritrovano
la vittoria dopo tre pareggi
e col secondo successo
interno fanno un bel balzo


OTTO UTILI
L'ultima (e unica) sconfitta
dei biancoazzurri risale
alla seconda giornata
al Bentegodi di Verona


FORZA DUE
Da quel giorno la media
è stata di due punti a gara
Con l'1-0 di ieri superate
Padova e Cremonese


VETTA VICINA
I pareggi della Pro Patria
e del Novara portano
l'undici di Dolcetti a sole
due lunghezze dalla testa


IN LAGUNA
Domenica prossima
la Spal va a Venezia
contro i neroverdi
soli al penultimo posto


CURIOSITA'
Negli ultimi quattro turni
il primo posto è salito di
un solo punto, da 18 a 19
La Spal ne ha fatti 6: è a -2




DOLCETTI FA IL... PASTICCERE
«Abbiamo cotto la torta e la vittoria è la ciliegina»
«Ritrovati carattere e mentalità dopo l'episodio di Sesto»


A DUE FACCE

«Primo tempo duro,
abbiamo corso a vuoto
pagando poi coi crampi
Ripresa eccellente»



NON ERA ANDATA giù ad Aldo Dolcetti, la pessima prestazione offerta dai suoi sabato scorso a Sesto San Giovanni. Per questo alla prestazione contro il Padova affidava una valenza particolare. Oltre ad aver riproposto la sua Spal, quella capace di reggere il confronto contro qualsiasi avversario, ha trovato anche una preziosissima vittoria, che rilancia i biancoazzurri nei quartieri alti della classifica e regala una soddisfazione particolari ai tifosi, che anche ieri hanno trascinato la Spal alla conquista dell'intera posta in palio.

«La vittoria è una bellissima ciliegina sulla torta, in una prestazione convincente sotto ogni profilo -afferma con convinzione e' soddisfazione l'allenatore, tra complimenti e pacche sulle spalle di felicitazione-: la voglia di far risultato riversata sul terreno di gioco contro i biancoscudati deriva anche dalla voglia di rivincita per la prestazione poco felice di Sesto. Finalmente sono riemerse
le nostre caratteristiche, quelle sulle quali tanto insisto durante il lavoro settimanale».

Vittoria importantissima contro un avversario tra i più attrezzati, e classifica che fa sognare i tifosi...
«Non guardo alla classifica, mi soffermo sul buon momento della mia formazione, soprattutto perchè i risultati mi aiutano nel lavoro settimanale, dandoci più consapevolezza nei nostri mezzi, oltre alla soddisfazione particolare nel vederne concretizzati i frutti».

Qualcuno tra i protagonisti di quest'inizio di campionato pare aver bisogno di tirare il fiato, tra l'altro nel finale più di un giocatore ha accusato problemi di crampi...
«Si, qualcuno sta avendo un momento di calo -prosegue Dolcetti- anche perchè in questa prima fase ha speso tantissimo, ma non sono preoccupato. Sono consapevole del valore e della completezza della nostra rosa. Per quello che riguarda i crampi, penso che siano dovuti a un primo tempo dove abbiamo corso tanto e male, rincorrendo spesso il loro palleggio. Nella ripresa i ragazzi hanno recepito il messaggio dell'intervallo ritrovando le misure tra i reparti. Abbiamo trovato le contromisure alle loro ripartenze, acquisendo quella solidità che ci ha permesso di avere la meglio, e ritrovare vittoria e mentalità dopo la gara toppata a Sesto».

Il sorriso con cui si presenta in sala stampa il ds Bortolo Pozzi spiega anticipatamente la
soddisfazione per la vittoria: «Questo è un risultato molto pesante. E' una Spal che sa soffrire: soprattutto nel primo tempo i veneti si sono confermati come sapevamo molto pericolosi in avanti, era chiaro che avrebbero potuto farci male con la velocità dei loro attaccanti. Il nostro allenatore è stato molto bravo a prendere le contromisure alle loro ripartenze, in una prima frazione molto equilibrata».

Nel finale la fatica in molti giocatori si è fatta sentire...
«Abbiamo stretto i denti. Alcuni dei nostri ragazzi stanno un pochino rifiatando, mi riferisco per esempio ad Arma: d'altro canto gli si deve concedere un attimo di appannamento fisico, dopo un inizio di campionato scintillante. Poi noi abbiamo una rosa che dà garanzie, e l'esempio è Agodirin, che ha disputato un'ottima prestazione, soprattutto nella ripresa. Deve solo imparare ad essere meno umile e provare ad osare di più. Si autolimita troppo».

I tifosi guardano con soddisfazione la classifica: è lecito illudersi?
«Mai. Non guardiamo la classifica ma pensiamo a rimanere tranquilli, e continuare a giocare con la determinazione di oggi. Ringrazio pubblicamente i tifosi, ci siamo trascinati a vicenda e il merito della vittoria va diviso anche con loro».

Giuseppe Celeghini




Centi e Quintavalla salteranno per squalifica il viaggio a Venezia

DIFFIDATI E IERI
di nuovo ammoniti, Luis Centi e Francesco Quintavalla non saranno della partita domenica prossima nella trasferta al Sant'Elena di Venezia. In com-penso però Dolcetti dovrebbe essere in grado di recuperare Lorenzi e di avere in migliori condizioni fisiche sia Moro, ieri in panchina ma non utilizzato, che Bracaletti lasciato in tribuna, e gli stessi Cazzamalli e Bianchi che ieri è rientrato dopo Verona




Sabatini: ‘Sconfitta eccessiva Spal superiore per forza e grinta’

FATICA A DIGERIRE
la sconfitta di Ferrara, l'allenatore del Padova Carlo Sabatini. Dal suo punto di vista almeno la spartizione della posta in palio sarebbe stata meritata dai suoi ragazzi: «Questa per noi è una sconfitta molto amara, -sintetizza l'allenatore-. Purtroppo paghiamo colpevolmente gli episodi decisivi che sono stati tutti a nostro sfavore. Probabilmente il pareggio avrebbe meglio rispecchiato i valori visti in campo, anche per la nostra reazione una volta passati in svantaggio. Nel finale poi abbiamo sprecato le opportunità per ristabilire le distanze. Il mio Padova si è espresso bene, ma paghiamo una rete al passivo subita stranamente, oltre alla diversa determinazione nei duelli in campo. Tutti i contrasti o le palle contese finivano alla Spal, che ci è stata superiore sia in forza fisica che nella grinta, soprattutto nella seconda parte della gara».




CAZZAMALLI MATCH-WINNER
«Un gol... alla Inzaghi
Decisiva quella ripresa sotto la nostra curva»


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ERA DAL GRAN gol di Verona che Alessandro Cazzamalli non riusciva a raddoppiare il suo score di marcature. E il precedente della seconda di campionato un po' di brividi glieli ha fatti correre lungo la schiena: «Sì, è vero -racconta con il sorriso a fine gara negli spogliatoi-, un po' di paura che finisse come quella volta c'era, visto che di tempo ancora ne mancava tanto alla fine del match. Inevitabilmente il pensiero lì ci è finito, ma è andata bene, non come allora».

Cazzamalli scherza sul suo gol e sulle sue capacità di goleador...
«Sì, col pallone ho preso lezioni da Inzaghi... Il gol segnato sotto la curva è stato davvero emozionante: una sensazione incredibile, una cosa fantastica, uno spettacolo».

La classifica diventa interessante per la Spal, solo due punti la dividono dal primo posto, occupato in tandem da Pro Patria e Novara.
«E' bello vederci così in alto -ammette il centrocampista-. Non si può nascondere che la classifica ci solletichi. Ma più che altro siamo contenti per questa vittoria. Avevamo una gran voglia di dimostrare che la partita di sabato scorso era stata soltanto un episodio. Abbiamo steccato soltanto quella gara dall'inizio dell'anno e contro il Padova credo di poter dire che ci siamo riscattati alla grande».

Il Padova ha comunque tentato fino all'ultimo di riportare sul pari il risultato, con un forcing serrato nella seconda metà del secondo tempo.
«Senza dubbio. La partita è stata equilibrata. Forse la nostra arma in più è stato quel secondo tempo sotto la curva. Lì sei sempre più determinato. Dopo le cose si sono fatte difficili perchè la fatica fisica si è fatta sentire moltissimo, avevamo tutti i crampi. E' stata una battaglia, e noi l'abbiamo vinta».

La nota stonata del match è stato proprio la questione fisica. La Spal aveva gran parte dei giocatori alle prese con i crampi mentre il Padova nessuno. Quale il motivo?
«Forse perchè noi abbiamo spinto più di loro. Io, per quanto mi riguarda, li avevo sin dal primo tempo. Ma la causa è stato l'allenamento un po' discontinuo che avevo sostenuto nella settimana passata, a causa della febbre che avevo avuto. Poi sui crampi incidono tante cose, anche allenarsi sempre su campi molto duri. E, non ultimo, anche l'aspetto psicologico. Noi sentivamo molto infatti questo appuntamento casalingo».

Dediche da fare per il secondo gol della stagione?
«Di solito le riservo alla mia fidanzata Francesca che viene sempre a vedermi, e quindi anche questa volta è per lei. Però voglio dedicarlo anche alla figlia di La Grotteria. Avevo promesso che se avessi segnato avrei dedicato a lei in campo il gol ma mi sono dimenticato di farlo... Ero talmente emozionato che me ne sono scordato. D'altronde non segno così spesso quindi quando succede non capisco più niente. Vorrà dire che per la prossima rete mi farò perdonare e non mi dimenticherò».

Beatrice Bergamini





Ovazione per Agodirin
«Zamboni mi ha detto:
col 10 devi far bene»


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A SENTIRLO parlare non sembra neppure un calciatore: grandissima modestia, sincero al cento per ceno, e prime parole dei suoi dopogara sempre dedicate ai compagni, raccontando quanto lo aiutino in campo e durante la settimana a migliorare e a dare il meglio di sè.

E' Kolawole Agodirin, ormai un beniamino di tutto il «Paolo Mazza» che, alla sostituzione sul finire del match, gli ha riservato un'ovazione di quelle che non si sentivano da tempo. Il pubblico ha premiato la sua generosità e il suo impegno, oltre che, anche se lui non lo ammette mai, la buona prestazione in campo. «Ringrazio tutti i compagni che mi hanno aiutato anche in questo match. Mi è dispiaciuto uscire per crampi, ma era da tempo che non giocavo una partita intera. Tutti mi dicono che ho fatto bene in questa partita e che la mia prestazione è stata buona, ma io penso già a domenica prossima».

Pericolosissimo a sgusciare tra le file avversarie, soprattutto nel secondo tempo: «Sì, è vero. Di solito nel primo io penso soltanto ad appoggiare per i compagni. Poi nel secondo cerco di fiaccare l'avversario con le mie incursioni, la cosa che mi riesce forse meglio perchè so che il mio piede non è un granchè».

Spesso ha spizzato la palla anche di testa: « Tutti si meravigliano che io lo faccia. E' così ogni anno nelle squadre in cui ho giocato. Io salto abbastanza alto quindi spesso riesco anche a prenderla di testa». Il grande applauso che il pubblico le ha riservato? «Mi ha fatto molto felice. Ho capito che la gente mi vuole bene. Già dal riscaldamento sentivo che i tifosi mi sostenevano. Tutti mi dicono che devo pensare a giocare e che non devo pensare di non essere bravo. Zamboni soprattutto me lo dice sempre. Anche a pranzo mi ha detto che mi era stata data la maglia numero dieci e che quindi qualcosa di buono dovevo farlo per forza».

bibì



Quattromila spettatori e curva trascinante

CON UN ROBUSTO contingente di 700 tifosi provenienti da Padova, ieri il «Paolo-Mazza» ha rasentato le quattromila presenze. Record stagionale, potrebbe cadere se fra due domeniche la Spal avesse in casa contro la Pro Patria l'occasione dell'attacco al primo o al secondo posto. La partita «a rischio» per motivi di sicurezza è filata via liscia senza inconvenienti, con la curva Campione che ha trascinato i biancoazzurri soprattutto nel secondo tempo




E Butelli a New York corre in 3 h e 35'

HA LOTTATO con il mal di denti, e s'è gettato sulla lingua d'asfalto più famosa al mondo imbottito di antibiotici. Ma Cesare Butelli è uno che mantiene le promesse e ieri, stremato, ha finito la maratona di New York con un gran bel tempo: 3 ore 35 minuti e otto secondi. Il suo obiettivo era stare lì, attorno a quota 3 ore e mezza. Un muro invalicabile, per tanti podisti che macinano chilometri da una vita. Un'impresa sostanzialmente impossibile, era spontaneo pensare alla vigilia, anche per Butelli, sportivo allenato ma a mezzo servizio: se si sta male, mica si può pensare di andar forte forte. Il teorema di solito non fa sconti nella maratona. Invece Cesare Butelli s'è voluto regalare una vittoria doppia: oltre alla Spal super sul Padova, Butelli ha fatto il... Cazzamalli, correndo a più non posso, e riuscendo ad avvicinare l'obiettivo pre-42 chilometri.

Nei giorni scorsi il presidente aveva dichiarato che, finita la gara, non avrebbe voluto sapere da nessuno il risultato in maniera diretta. «voglio seguire la web-cronaca sul sito degli Spallinati, non voglio sapere da nessuno il risultato, per gustarmi tutto guardando le azioni in ordine cronologico, come se la gara fosse dal vivo». Se ha rivissuto davvero Spal- Padova così, deve aver finito di seguirla intorno alla mezzanotte italiana. Certo è che quella di Butelli non era l'unica assenza ieri allo stadio. In tribuna mancava anche Stefano Bena. Che non era alla maratona di New York, anche se a correre nella Grande Mela ci vuole andare pure lui.

qui Padova...

http://www.padovacalcio.it/ultime_news.php?id=2217
http://www.ilpadova.it/ pag 34 e 35
http://www.padovanews.it/content/view/40167/116/
http://www.padovanews.it/content/view/40166/116/

La Nuova Ferrara

Inizio difficile poi l’ingresso di La Grotteria cambia volto alla partita: grande ripresa
La Spal si gode una giornata da incorniciare
Ottavo risultato utile di fila, sorpasso sui veneti, terzo posto, vetta ad appena due punti


FERRARA. Operazione sorpasso riuscita. E non solo. La Spal batte il Padova, lo scavalca, torna alla vittoria interna, coglie l’ottavo risultato utile consecutivo, balza al terzo posto in classifica, è a due punti dalla vetta. Pomeriggio magico, per i biancazzurri, quello di ieri al “Mazza”. Un successo basilare, probante, sofferto, meritato. Voluto e conquistato con un ottimo secondo tempo.
Affermazione lenta a disegnarsi, perchè la prima frazione della Spal non è stata fluida. E’ mancato il guizzo. Ed anche l’imprevedibilità, la fantasia, la pericolosità. La continuità di manovra, il possesso palla, la presenza in area avversaria. Gara “chiusa”, tattica, Padova solido, compatto, anche con nove uomini dietro la linea della palla quando non era in possesso della stessa. I biancazzurri non hanno fatto molto movimento, con la conseguenza di dare poche soluzioni al compagno che aveva la sfera. Così, Schiavon ha faticato a liberarsi tempestivamente del pallone, lo ha portato troppo, ha temporeggiato eccessivamente, spesso se lo è fatto soffiare o ha impostato con imprecisione. Davanti, poi, Arma non è riuscito a gestire le situazioni in cui è stato chiamato in causa, con la conseguenza di non far salire la squadra e di non consentire gli inserimenti di Cazzamalli (da sempre uno dei punti di forza del gioco spallino in chiave offensiva) ed i “tagli” di Agodirin e Quintavalla, entrambi vivaci e propensi a farsi vedere. Ne è scaturita una manovra lenta, prevedibile, con più di un’inesattezza. E’ stato il Padova a gestire meglio la gara, pur senza rendersi pericoloso se non sugli sviluppi di un’azione d’angolo. Va detto che i difensori spallini sono stati molto bravi ad imbrigliare i temuti Varricchio e Di Nardo, senza concedere loro spazio, mentre Rabito ha giostrato in posizione atipica. L’ex milanista era sì dietro le punte, ma non come trequartista classico, bensì spostato a sinistra. La mossa poteva servire sia a tenere bloccato Ghetti, sia a costringere Schiavon a defilarsi per seguire il fantasista, aprendo così il corridoio centrale agli inserimenti. Cosa però che non è avvenuta, perchè sia le mezzeali Bovo e Gentile che il regista Pederzoli hanno difettato di personalità, sostanza e qualità, non “andando” mai.
La svolta c’è stata dopo l’intervallo. Dolcetti ha sostituito Arma con La Grotteria, ed il Gaucho ha cambiato il volto della partita. Mobile, tecnico, intelligente, abile a giocare di sponda e in deviazione, bravissimo spalle alla porta, La Grotteria ha gestito il possesso palla, ha dato i tempi giusti, ha consentito alla squadra di venire su. La Spal ha così messo pressione al Padova, lo ha schiacciato nella sua metà campo, ha avuto una fase di gioco veemente, ha infiammato e trascinato il pubblico. Ghetti e Quintavalla hanno “arato” la fascia destra, col Quinta scatenato anche nel pressing e spesso prezioso nel suo accentrarsi, sia per dare copertura, sia per liberare la corsia alle avanzate del terzino. Agodirin è stato una costante spina nel fianco per la difesa biancorossa, Cazzamalli ha trovato il modo per i suoi proverbiali inserimenti in area avversaria. Non un caso che sia stato lui a segnare, agganciando palla, proteggendola, calciando mentre cadeva. Un gol che ha coronato l’evidente supremazia biancazzurra. La Spal ci ha messo qualità e sostanza. Gran ritmo, profondità, costante sensazione di pericolosità. Padova annichilito. Il fatto è che la Spal alla distanza ha pagato il grande sforzo ed anche la settimana difficile di molti elementi. A parte i non recuperati Lorenzi e Bracaletti, pure Cazzamalli aveva avuto problemi fisici. Ha tenuto botta grazie alla sua tempra, piegato in due per i crampi. Servidei e Agodirin sono usciti per lo stesso motivo, Centi ha stretto i denti, Zamboni si teneva una gamba. La Spal ci ha però messo il cuore ed ha superato indenne gli ultimi minuti ed il recupero, spesi in trincea. Sono queste le vittorie che valgono di più.
PAOLO NEGRI

LE PAGELLE
Capecchi dà sicurezza La Grotteria cambia tutto

Capecchi 7. Poco impegnato. Anzi, pochissimo. Ma trasmette grande sicureza ed estrae due parate importanti.
Ghetti 7. Primo tempo attento, ripresa travolgente. Gli si può perdonare quell’amnesia finale sulla linea laterale.
Cabeccia 5.5. Qualche evidente disagio difensivo e un paio di rilanci che fanno infuriare Dolcetti. Finisce da centrale.
Schiavon 5.5. Tiene troppo palla ed è fuori misura in molti appoggi (vero che ha poche soluzioni).
Zamboni 7. Tosto, tostissimo. Fa passare nessuno e va pure a cercare il gol.
Servidei 7. Grande tranquillità, buon tempismo, chiusure efficaci.
M. Bianchi ng. Rileva Servidei nel finale, ma fa il terzino sinistro. Una buona diagonale, un disimpegno da brividi.
Cazzamalli 7. Nel primo tempo fatica ad esprimersi, nella ripresa è devastante e onnipresente. Il suo secondo gol stagionale frutta la vittoria. Stoico, gioca fino all’ultimo nonostante i crampi.
Centi 5.5. Sottotono. O meglio, non ai suoi livelli in costruzione. Ripresa più tonica, di sacrificio, cerca di cucire.
Arma 5.5. Riceve pochi palloni, li gestisce non sempre benissimo, non va al tiro. Insomma, gara difficile. Ma nella tenaglia Faisca-Giovannini dà tutto.
La Grotteria 7. Entra in partita cambiandole volto. Fa giocare la squadra. Evitabili i successivi colpi di tacco.
Agodirin 7.5. Scatenato. Trascinante. Accende il pubblico e infiamma la squadra. Mobile, ficcante, collettivo. E la sensazione è che possa crescere ancora.
Rivaldo ng. Pochi minuti nel finale quando Agodirin esce acciaccato.
Quintavalla 7. Grande spinta, grande corsa, grande generosità. Fa le due fasi, aiuta stringendo in mezzo. Si può sorvolare su qualche errore tecnico.

PADOVA: Cano 6; Carbone 5, Falsini ng (D. Bianchi 5); Faisca 5.5, Giovannini 6, Pederzoli 5.5; Rabito 5, Bovo 5.5, Varricchio 5.5, Gentile 5.5 (Filippini 7), Di Nardo 5 (Gasparello 5).
ARBITRO: Lupo 5. Lascia correre falli di mano, ne fischia di involontari, sorvola su un possibile rigore.

Agodirin va oltre il numero
«Il 10 è troppo per me Però gli elogi mi aiutano»
Il protagonista. L’attaccante ha giocato una grande partita ma si dimostra fin troppo umile


FERRARA. «Sabato sbagliavo tutti i passaggi, ma sui contrasti la palla rimaneva sempre a me. Allora ho capito che era un buon momento». Lo dice con il consueto sorriso Kolawole Agodirin, uno dei migliori con il Padova.
«Il mister e i miei compagni - sottolinea Agodirin - mi hanno sempre sostenuto, e di questo voglio ringraziarli. Il nostro allenatore mi ha spiegato di lavorare con impegno perché il momento buono sarebbe arrivato. Invece, tra i miei compagni, Zamboni mi dice spesso: “Kola, svegliati, tu sei uno dei più forti, devi impegnarti per giocare sempre perché hai le qualità per poterlo fare”. Lui mi carica sempre e oggi quando mi hanno dato la maglia numero dieci ho sorriso ed ho pensato che fosse troppo per uno con i miei piedi. Tutti, a fine gara, mi hanno fatto i complimenti, e questo mi aiuta molto per lavorare e crescere ancora».
Sacrificio nel primo tempo, spinta nella ripresa, una prova che ha entusiasmato i tifosi che all’attaccante hanno dedicato un grande applauso all’uscita dal campo:
«I tifosi mi incitano sempre. A Reggio Emilia quando abbiamo vinto il derby mi hanno dedicato un coro Agodirin-dirin-dirin che adesso dentro lo spogliatoio è diventato un tormentone dei miei compagni. Battute a parte, mi fa molto piacere il sostegno dei nostri tifosi, è un grande stimolo per fare bene e mi carica sentire che cantano il mio nome».
Infine sulla partita col Padova: «Da quando sono in Italia so che spesso il primo tempo è sempre quello più difficile da sbloccare, soprattutto quando si affrontano squadre forti come il Padova. Così ho cercato di fare stancare i miei avversari muovendomi e giocando di sponda con i miei compagni, spesso appoggiandomi. Poi nell’intervallo il mister mi ha detto di spingere il più possibile ed attaccare lo spazio così quando mi arrivava il pallone ho solo pensato a correre e puntare i miei avversari. Alla fine ho chiesto il cambio perché ero un po’ affaticato, da tempo non giocavo una gara quasi per intero. Sono contento sia andato tutto bene, ma questa è solo la prima gara e so che devo continuare a lavorare per migliorare».

Bergossi: «Cosa dico? Andiamo su»
FERRARA. Tanti volti noti, biancazzurri del passato (Zamuner, Gibì Fabbri, Malatrasi, Novelli, oltre a Franco Fabbri e Gigi Pasetti che fanno parte dello staff del settore giovanile), ieri al “Paolo Mazza”.
Tra questi anche Alberto Bergossi, ex centravanti spallino e oggi affermato procuratore. A fine partita Bergossi è fuori dallo stadio, intento a conversare col grande amico Danilo Ferrari ed il portiere Luca Capecchi, uno dei suoi assistiti in maglia biancazzurra (l’altro è Guido Ghetti).
Bergossi ha un sorriso “da qui a qui” ed esprime un giudizio sintetico sulla gara e sul futuro della Spal: «Bene? Altrochè bene! Cosa dico? Solo una cosa: che andiamo su...».


«Mi sono ispirato a Inzaghi»
Il digì Pozzi: è importante essere a +7 sulla quint’ultima

FERRARA. Il primo a lasciare gli spogliatoi del “Paolo Mazza” è il match winner Alessandro Cazzamalli, alla sua seconda, pesantissima, rete in campionato: «Sono molto felice, è una gioia immensa - spiega sorridendo il centrocampista mentre riguarda la sua rete che scorre su uno schermo in sottofondo -. Da tifoso milanista sfegattato quale sono, ho preso lezione da... Pippo Inzaghi».
«Quando mi è arrivato il pallone dentro l’area e mi sono trovato spalle alla porta - spiega Cazzamalli - ho cercato di fare perno sul difensore e appena ho avuto la palla sul destro ho provato la conclusione: rivedendomi adesso non l’ho nemmeno colpita benissimo, per fortuna è andata dentro». Poi la grande esultanza sotto la Ovest insieme ai tifosi: «Avevo segnato prima del campionato sotto la nostra curva e speravo di poterlo fare nuovamente il prima possibile. E’ stato bellissimo ed ho voluto esultare con loro perché i nostri tifosi sono immensi per la spinta che ci danno ogni domenica, mi spiace solo non aver dedicato il gol alla bimba di La Grotteria, sul momento me ne sono dimenticato». C’è chi malignamente ricorda a Cazzamalli che l’altro gol in campionato era stato quello bellissimo del momentaneo vantaggio a Verona prima della rimonta finale dell’Hellas. «Se ci ho pensato? Un po’ sì, perché come allora il gol è stato nello stesso momento della gara, ad inizio ripresa, e con tutte le coincidenze mi sono un po’ spaventato. Ma è stato il pensiero di un attimo, e la squadra ha fatto una bella prestazione meritando il successo. Nel primo tempo la partita è stata equilibrata, nella ripresa siamo venuti fuori noi. La classifica ora ci sorride e ci dà grande entusiasmo, dobbiamo andare avanti su questa strada. Nell’ultima settimana avevamo parlato in gruppo di quanto c’era la voglia da parte di tutti di tornare a mostrare le nostre qualità e siamo contenti di averlo fatto dopo una prestazone non positiva come quella di Sesto». Soddisfazione che non manca di esprimere anche il digì biancazzurro Bortolo Pozzi: «Sono tre punti pesanti ottenuta contro quella che secondo me è la squadra migliore affrontata in questa prima parte di campionato. Nel primo tempo non siamo forse riusciti a prendere in mano la gara, poi nella ripresa siamo sensibilmente migliorati, gestendo il gioco, quindi credo che la vittoria sia mertitata. Bravi i ragazzi e bravo il mister ad azzeccare le scelte giuste». La Spal ha inoltre dato limpressione di saper soffrire: «Lo dico e lo ripeto sempre da inizio anno. Una delle qualità di un gruppo importante è saper affrontare anche i momenti di difficoltà in una partita e credo che oggi abbiamo dimostrato di saper anche soffrire senza disunirci. Il presidente? Non l’ho sentito, è alla maratona di New York e ha detto di voler seguire la partita in differita attraverso la webcronaca degli Spallinati. I tifosi? Ci hanno dato un grande contributo, e li ringrazio, ma brava la squadra a saperli trascinare».
La classifica sorride alla Spal, ma Pozzi rimane con i piedi per terra: «I risultati odierni ci dicono bene, è innegabile. Ma questo sarà un campionato equilibrato fino all’ultima giornata, ci sono squadre che stanno risalendo, altre come la Cremonese, che ancora considero la più forte del torneo, che stanno cercando di trovare continuità. Noi dobbiamo pensare a lavorare e continuare a crescere. Siamo a +7 sulla quint’ultima». (f.p.)

Un successo che dà la svolta
La sensazione è che la squadra possa restare in alto
TEST PROBANTE

FERRARA. La partita di ieri col Padova, e la vittoria che l’ha coronata, possono rappresentare un punto di svolta nel campionato della Spal. Una svolta sintetizzabile in due affermazioni del presidente Butelli: convinciamoci di essere bravi, è arrivato il successo di prestigio che ci mancava in casa.
Sono due verità. La Spal aveva sbancato Ravenna e Reggio, pareggiato con rimpianti a Lumezzane, messo sotto - ma non battuto - la Cremonese a Ferrara. Adesso, imponendosi al “Mazza” contro il Padova, i biancazzurri hanno mandato un segnale forte alla concorrenza. Convinciamoci di essere bravi, dice Butelli. Che, con altre parole, equivale al “prendere consapevolezza dei propri mezzi” che ripete spesso Dolcetti. Dopo dieci gare, dopo aver affrontato quattro delle altre sette squadre del gruppo di testa, la Spal ha detto qualcosa di molto chiaro: è sicuramente perfettibile, ma è altrettanto sicuramente competitiva ed ha nulla da invidiare alla concorrenza. Il Padova, ad esempio, era uno dei favoriti della vigilia. Ha dato la sensazione di grande compattezza, ma non ha incantato (aveva ragione Dolcetti a definirlo simile alla Cremonese), e quando la Spal ha trovato la chiave giusta l’ha messo sotto. La Spal sta dando dimostrazione di grande continuità, otto risultati utili di fila, ed in questo campionato così equilibrato la continuità può pagare. Soprattutto infilando qualche vittoria (il Lumezzane, imbattutto, non... perde mai ma non vince quasi mai). Non sappiamo come si piazzerà la Spal, ma crediamo che in zona play off ci resterà fino alla fine. (p.n.)

L’allenatore legge l’affermazione oltre gli effetti immediati
Dolcetti ragiona in prospettiva
«Non guardo alla classifica Il risultato serve per crescere»
«Primo tempo frenetico Dopo siamo migliorati per ordine e misure»

FERRARA. Aldo Dolcetti si presenta sorridente davanti ai taccuini, nel dopo-partita, ma al solito molto lucido e pragmatico nel commentare il successo dei biancazzurri. L’ingresso di La Grotteria ha cambiato la parita?, chiedono immediatamente i cronisti al tecnico biancazzurro, ma la replica di mister Dolcetti esclude questa lettura dell’incontro.
«Non ne faccio una questione dell’inserimento del Gaucho - spiega -. Nella ripresa abbiamo semplicemente fatto la partita che dovevamo contro una squadra di valore».
E’ innegabile che nei secondi quaranticinque minuti la Spal sia cresciuta. E’ daccordo?
«E’ vero. Va però fatto un discorso generale per leggere questo cambiamento: la personalità, anche nel corso della prima frazione di gioco, non è mancata. In certi frangenti, invece, siamo probabilmente stati non molto ordinati, commettendo qualche errore di troppo nella costruzione del gioco che era comunque a nostro appannaggio. In questo modo, abbiamo dato al Padova l’occasione di crearci alcuni problemi che poi fortunatamente non si sono concretizzati. La squadra ha tradito in qualche modo un po’ di frenesia che ci ha impedito di essere concreti».
Poi, dopo l’intervallo, la Spal ha preso in mano la partita trovando un successo meritato...
«Abbiamo compreso quali potevano essere i nostri difetti, correggendoli ed essendo appunto maggiormante concreti. L’aspetto caratteriale non è cambiato, è invece migliorato quello riguardo all’ordine ed alle misure in campo. Giocare sotto la nostra curva ci ha dato poi un’ ulteriore spinta non indifferente, ed abbiamo sfruttato le fiammate a nostro favore sbloccando il risultato».
Tanta fatica nelle battute finali, con diversi giocatori con i crampi.
«Abbiamo corso tanto, forse non bene per la frenesia di cui parlavo prima, ed alla fine ne abbiamo risentito un po’. Ma quello che conforta è che la squadra ha combattutto in campo una battaglia contro un’avversaria molto forte, ed ha messo la partita sul piano giusto dopo la prestazione sottotono a Sesto».
Spal seconda a due punti dal duo di testa Novara-Pro Patria.
«Non guardo alla classifica, penso invece che questo risultato e la graduatoria consentano a tutto il gruppo di poter lavorare con ancora maggiore serenità e prendere, giorno dopo giorno, consapevolezza delle proprie qualità. Raccogliere il frutto del lavoro fatto, non può che fare bene alla squadra in termini di crescita».
Positiva la prestazione di Agodirin?
«Assolutamente sì. Kola ha fatto sicuramente un’ottima partita, ed in alcuni frangenti la sua prova avrebbe potuto essere ancora migliore in termini di concretezza e praticità. Ma, più in genereale, considero positiva la prestazione di tutto il gruppo. I giovani che vivono un periodo di appannamento? Ci può stare e può succedere, è fisiologico ma, come arrivano, questi periodi passano: l’importante è avere in campo, al loro fianco, delle guide che possano aiutarli nel ritrovarsi».

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