235 Rassegna Web della Prima Divisione Lega Pro Serie C1 Calcio La Spal sfiora solo il sorpasso-ciliegina: bello 0-0 con la capolista | seriec1 | Il Cannocchiale blog
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prima pagina della Gazzetta dello Sport

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il cirotano



Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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sfoglia    ottobre        dicembre


17 novembre 2008

La Spal sfiora solo il sorpasso-ciliegina: bello 0-0 con la capolista

fonte: spallinati.forumfree.net

dal Carlino


LA PRO PATRIA PAREGGIA AL «PAOLO MAZZA»

Davanti a un «muro» di oltre cinquemila tifosi i biancoazzurri ci mettono un po’ a carburare e poi dominano senza segnare


IL TABELLINO
Gli Spettatori erano 4500 senza gli ingressi di favore

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0-0
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SPAL:
Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Schiavon, Zamboni, Lorenzi, Cazzamalli, Centi, La Grotteria (15' s.t. Agodirin), Bracaletti (41' Martucci), Moro (23' Arma). All. Dolcetti. A disp.: 12. Careri, 13. Bianchi, 14. Quintavalla, 16. Savi.
PRO PATRIA: Anania, Music, Barjie, Cristiano, Morello, Urbano, Melara (44' s.t. Bruccini), Zappacosta, Cammarata (34' s.t. Mosciaro), Correa (27' s.t. Dalla Bona), Toledo. All. Lerda. A disp.: 12. Petr, 13. Polverini, 14. Dicuonzo, 16. Cosentini.
Arbitro: Sig. Corletto di Castelfranco Veneto.
Note: spettatori oltre 4500 (3152 paganti più 1348 abbonati) per un incasso al botteghino di 38242 euro (10847 la quota abbonati). Ammoniti Lorenzi, Schiavon, La Grotteria, Cabeccia, Anania, Cristiano e Melara. Angoli 8-2 per la Spal

SUBITO MORO
Dolcetti fa debuttare l'ex
attaccante del Venezia dal 1'
La Spal come con il Padova
all'inizio stenta a carburare

PARTENZA LENTA
Meglio gli ospiti in avvio:
Cammarata fallisce una bella
occasione, Correa scheggia
un palo su punizione

IN CRESCITA
Già nel finale di tempo però
la Spal si rende pericolosa
La Grotteria reclama rigore
e poi sbaglia un gol di testa

GRANDE RIPRESA
Il secondo tempo è intenso,
tambureggiante fin dai primi
istanti e sempre in mano alla
Spal che schiaccia la capolista

LE OCCASIONI
Bracaletti e Arma vedono
i due tiri migliori infrangersi
tra le braccia di Anania che
spegne i sogni di fuga

CORNICE SUPER
Quasi cinquemila tifosi
e una curva che sembrava
un «muro» e alla fine ha reso
omaggio lo stesso alla Spal

Ma la Pro Patrio rischio uno
o due punti di penalizzazione

IL GUERIN SPORTIVO
riporta in una inchiesta che alcune società di Prima Divisione sarebbero a rischio di qualche punto di penalità per irregolarità amministrative, e tra queste figurerebbe proprio la Pro Patria, anche se si tratterebbe di vicende legate all'iscrizione estiva e quindi a pendenze della vecchia proprietà. Quella nuova invece sta lavorando senza badare a spese: si vocifera che stia per ingaggiare l'altro Dalla Bona, Samuele, mediano del Napoli ex Milan e Chelsea ...



di Mauro Malaguti

MANCA SOLO IL GOL, alla fine. Se la Spal avesse trovato il pertugio per infilare l'ottimo Anania e battere la Pro Patria, avrebbe festeggiato il primo posto solitario, e forse dato il via a una fuga. Ci fosse riuscita, l'avrebbe meritato. Al tempo stesso, la Pro Patria capolista, apparsa senza dubbio la più brillante tra le prime della classe viste fino a qui, non ruba il suo punto. Conclusione: due squadre eccellenti sia sul piano del collettivo che delle individualità, una bella partita nel senso del calcio moderno, intensa e vibrante, e un pareggio che ci può stare e non ridimensiona affatto la Spal. Che anzi vede confermate le sue ambizioni di giocare il più possibile da pari a pari col lotto delle migliori. Sfugge la ciliegina del primato, ma la torta non perde un briciolo del suo sapore.

La Spal sconta soprattutto un avvio non facile. Carbura lentamente, la squadra di Dolcetti che alfine rompe gli indugi facendo debuttare Moro dal primo minuto. Come le era accaduto 14 giorni prima in occasione della vittoria interna sul Padova, la Spal parte piano, forse un po' contratta per la pressione psicologica di giornata, sicuramente non compatta e precisa nelle distanze come diventerà dopo, con il passare dei minuti. Ecco quindi che la Pro Patria, che alla vigilia perde il temibile Fofana schierando al suo posto l'esperto Cammarata, prende a pressare alto sui difensori mettendo in difficoltà la manovra della Spal alla radice, ed è abile a infilarsi nei varchi che le lacune spalline concedono.

Ne sono la prova le due palle-gol iniziali dei tigrotti, ieri in maglia rossa: la prima di Cammarata che alza male da buona posizione (6') giunge da una palla rubata a Cabeccia; la seconda di Correa (16') che colpisce il palo esterno su punizione arriva dalla necessità di chiudere con le cattive un buco lasciato dinanzi all'area. Sono soprattutto Schiavon e Cabeccia a faticare, in questo avvio, e anche Lorenzi non è il solito, mentre Zamboni e Ghetti sono inappuntabili.

Qui finisce però la produzione offensiva degli ospiti, che sapranno tenere la Spal sul chi va là a suon di ripartenze fino al 45', ma non troveranno più l'area di Capecchi. Centi e compagni per contro iniziano a crescere, pur cercando di non perdere mai di vista gli obblighi difensivi, visto come punge Toledo, potenzialmente devastante per tecnica e velocità.

Le occasioni spalline del primo tempo nascono da due cross dalla destra su incursioni dell'ottimo Ghetti, ieri il migliore degli esterni. Prima Morello sporca una traiettoria ingannando Moro (19'), poi La Grotteria non trova lo smash su corner di Centi (45'). Di mezzo c'è anche un possibile rigore dell'ex spallino sul Gaucho solo davanti ad Anania: il sospetto è forte, lo chiariranno meglio le moviole. In area la Spal trova anche due chiusure in extremis di Anania e Urbano a frenare possibili gol di La Grotteria e Bracaletti. Score pro-Spal, in sostanza, ma gioco in equilibrio, all'intervallo.

Tutt'altro discorso nella ripresa, invece. Attaccando contro il «muro» dei suoi tifosi la Spal si galvanizza e prende a schiacciare la Pro Patria nella sua metà campo, e a tratti in area. Al 12' Bracaletti ha l'occasione più grande, su sponda «argentina». Fa tutto bene, ma Anania è perfetto nel respingere in uscita il tiro a scavalco del recente principe dei pallonetti.

Entrano Agodirin e poi Arma per La Grotteria e Moro, e risultano entrambi positivi. Il nigeriano aggiunge spinta e carica la torcida con i suoi spunti veloci, il marocchino fa bene il lavoro di sponda. E la Spal accende sotto il naso di Anania qualche mischia paurosa che non sortisce effetti, e si procura un'altra palla-gol costruita dall'immancabile Ghetti e da Bracaletti, girata in porta con bravura da Arma, e respinta con analoga prontezza dal solito Anania.

E' il 24', e il gol sembra nell'aria. Invece la Pro Patria si conferma squadra di rango riuscendo ad attutire la pressione di una Spal che carica a testa bassa. Esce dall'angolo, e sia pure senza sparare altri pugni, trova il modo di non andare ko e perdere partita e primato.

La Spal c'è, la Pro Patria anche: ormai chiamarle rivelazioni suona riduttivo. E' un bello 0-0, in una cornice e con un gioco da categoria superiore. Chissà che una delle due alla fine non ci arrivi, magari entrambe. Viste ieri, lo potrebbero meritare.




IL PRESIDENTE BUTELLI
«Calcio di gran livello e cornice da serie A»


LA SPAL NON
ha superato la capolista mancando il sorpasso in vetta, ma il presidente Butelli non esita a esprimere tutta la sua soddisfazione: «E' mancata solamente la ciliegina della vittoria sulla torta». E non lesina complimenti, soprattutto per l'atmosfera che si respirava oggi al «Mazza». La cornice di pubblico e la partecipazione dei tifosi hanno entusiasmato il presidente al punto da fargli affermare: «Le nostre azioni offensive venivano accompagnate da boati degni di stadi di serie A. Oggi a Ferrara si è potuto ammirare un calcio da categoria superiore -continua Butelli- con due ottime formazioni che si sono affrontate su livelli tecnici di assoluta eccellenza».

La Pro Patria si è confermato un banco di prova notevole per la Spal...
«Si, loro hanno dimostrato di non essere in vetta alla classifica per caso, non risentendo della crisi, e con diversi elementi che con la terza categoria non c'entrano nulla, anche se non credo che Toledo, Correa e compagni contro la Spal si siano divertiti molto».

La Spal della ripresa avrebbe meritato la vittoria...
«Nel secondo tempo la Pro Patria ha solamente cercato di limitare la nostra superiorità, in campo nel secondo tempo si è vista solo la nostra formazione, anche se la netta supremazia purtroppo non è stata concretizzata».

Un ritorno positivo per il presidente?
«Si, a mio avviso oggi abbiamo avuto la consapevolezza del nostro valore, e l'atteggiamento tattico, sempre molto coperto con cui gli avversari ci affrontano, testimonia quanto la Spal sia orma rispettata e temuta».

Giuseppe Celeghini




LE PAGELLE
Schiavon... schizofrenico
Ghetti imperiale


CAPECCHI 6.
Praticamente mai impegnato, perchè le due minacce della Pro Patria non inquadrano la porta. Comunque svolge bene la sua parte di ordinaria amministrazione.
GHETTI 8. Grande partita, e d'altronde è dall'inizio della stagione che il Guidone imperversa. Ieri più di altre volte, compresa l'ultima disperata discesa al 92' per sospingere la Spal alla ricerca del gol vincente. Fa bene la fase difensiva e si lancia molto spesso a sostegno dell'attacco in fascia destra dettando cross pericolosi.
CABECCIA 5,5. Avvio da brividi: una palla persa causa la palla-gol di Cammarata e le difficoltà generali della Spal si riversano abbastanza sul suo rendimento. Alla distanza trova le misure insieme alla squadra e ne viene fuori.
SCHIAVON 6. Prestazione... schizofrenica, a due facce. Brutto il primo tempo, in cui lascia varchi davanti alla difesa, in uno dei quali è costretto a falciare Correa rimediando cartellino giallo. Anche tecnicamente è molto falloso. Nella ripresa invece come il gatto dalle sette vite ritrova di colpo slancio, energie e lucidità disputando un secondo tempo di rango.
ZAMBONI 8. Sempre un baluardo. Strappa applausi a scena aperta quando esce palla al piede in sontuoso disimpegno difensivo nel primo tempo, e quando, unico difensore della Spal, ingaggia vincendolo un duello in velocità con l'inafferrabile Toledo. Gioca da antico centromediano metodista, impostando il gioco con lunghi lanci sulle ali, precisi per giunta. Solo sulle punizioni lascia a desiderare.
LORENZI 6,5. Positivo nel complesso, e tuttavia non autoritario come in tante altre occasioni.
CAZZAMALLI 7. Non sempre lucido, stanco nel finale, ma che spinta sa sempre dare e che generoso trascinatore si rivela ogni volta di più! Fondamentale anche quando sbaglia qualcosa.
CENTI 5,5. Il capitano resta in ombra. Un paio di giocate, vedi lancio in profondità Ghetti d'esterno a smarcare Bracaletti davanti al portiere, sono da antologia. Ma neanche la squalifica rende alla Spal il Centi di inizio campionato. Punizione da dimenticare anche per lui.
LA GROTTERIA 6.5. Reclama un rigore, si mangia un gol, procura un'occasione, e nel complesso si batte bene.
BRACALETTI 6. Anche per lui un tempo difficile e uno più brillante. Anania gli nega il gol vincente.
MORO 6. Sei «politico»: alla prima apparizione dopo mesi non si poteva pretendere di più. Segnerebbe di testa se Morello non sporcasse una traiettoria, ma si nota bene che ancora non è inserito al meglio.
AGODIRIN 6,5. Vivacizza la Spal quando subentra sul fronte sinistro creando affanni a Music. Meno pungente dopo, quando nel finale viene spostato a destra.
ARMA 6,5. Non male, al rientro. Tocca buoni palloni, gioca sponde interessanti e gira bene in gol un pallone tutt'altro che facile, venendo fermato solo da una prodezza del portiere. In ripresa, si direbbe.
MARTUCCI ng. E' l'ultima carta che Dolcetti si gioca, ma non ha il tempo di incidere.

L’ARBITRO
Sig Corletto di Castelfranco Veneto 5.

Non bene. Assurdo il giallo a La Grotteria:
sembrava rigore, non simulazione

+ GHETTI E ZAMBONI
DOMINANO LA SCENA

Ghetti spinge avanzando di continuo
e proponendo bei cross,
Zamboni difende alla grande e poi imposta
col suo lancio forte e preciso, da regista vero

- CENTI E CABECCIA
FATICANO DI PIU'

Il capitano sta cercando la condizione di inizio
campionato ma neanche la squalifica lo ha restituito
a quei livelli. Cabeccia soffre e si arrangia come può



LA SITUAZIONE
NIENTE SORPASSO

Il pareggio del «Mazza»
lascia immutate le prime
due posizioni con la
Pro Patria che resta a +2

LA COMPAGNIA
La Spal cambia partner
al secondo posto: infatti
il Novara rimane indietro
ed è sostituito dal Padova

PADOVA ALL’89’
I veneti si sono imposti
sulla Cremonese nell'altra
grande sfida di giornata:
decide Baccolo nel finale

STOP AL NOVARA
Bentegodi fatale anche
ai piemontesi: in vantaggio
con Sinigaglia subiscono
tre gol e ora sono quarti

TORNA LA REGIA
Si fa sotto la Reggiana che
agguanta la Cremonese
al quinto posto col 2-0
al Legnano che fa due pali

FUORI SCHIAVON
Domenica prossima Spal
sul campo dei lilla dell'ex
sampdoriano Lombardo:
Schiavon out per squalifica




SPAL L'ANALISI DI DOLCETTI
«Capecchi mai impegnato, ed era la capolista...»
«Peccato non aver vinto: abbiamo concesso il minimo»


COME COL PADOVA

«All'inizio non abbiamo trovato
le misure giuste Loro sono fortissimi
ma li abbiamo fatti soffrire»


E' L'ULTIMO A presentarsi al termine della partita, Aldo Dolcetti. Per niente infastidito dalla mancata conquista dell'intera posta in palio, che avrebbe consegnato alla Spal la vetta della classifica dopo anni di delusioni, creando chissà quali entusiasmi in una tifoseria che ancora una volta si è dimostrata da categoria superiore, attacca così: «Nessun rammarico per la vetta sfumata -esordisce l'allenatore-, anzi sono orgoglioso per come la mia formazione ha tenuto il campo al cospetto di un avversario tra i più attrezzati della categoria. Considero la Pro Patria, tra le favorite per la conquista della prima piazza al termine del campionato, assieme a Padova e Cremonese. Noi soprattutto nella ripresa siamo riusciti a tenergli testa, costringendoli per lunghi tratti sulla difensiva».

Se Pro Patria, Cremonese e Padova sono le migliori, il campo ha dimostrato nelle sfide dirette che anche la Spal può figurare nel lotto delle prime...
«La mia soddisfazione più grande è per la costante crescita che la Spal sta compiendo. Io lavoro per il futuro, oltre che per il presente. Oggi, contro un' avversaria di altissimo livello, abbiamo riversato sul terreno di gioco un'intensità tale, soprattutto nel secondo tempo, da annullare tutte le velleità offensive dei nostri avversari».

E' sembrato che la Spal abbia studiato e limitato i bustocchi nel primo tempo, per poi esercitare il massimo sforzo nella ripresa...
«Era una condotta preventivata. Nel primo tempo, però, c'erano problemi: troppa distanza tra i reparti, eravamo sfilacciati, e consentivamo ai nostri avversari di rendersi pericolosi nelle ripartenze. Un paio ci sono costate delle ammonizioni, necessarie per arrestare l'azione avversaria. Nella ripresa invece ci siamo sistemati meglio in campo, aggiungendo anche parecchia intensità, che ci ha consentito di esercitare una netta anche se sterile supremazia territoriale, che ci
costringe ad accontentarci della spartizione della posta in palio».

La prestazione è stata all' altezza, è mancato solo il risultato pieno...
«La Pro Patria ha tanta qualità, lo si è notato soprattutto nei primi venti minuti della ripresa, quando hanno saputo subire la nostra pressione senza capitolare. Lì hanno dimostrato di meritare la posizione occupata in classifica».

In fase arretrata una sola disattenzione, al cospetto di uno dei reparti offensivi più temuti della categoria...
«Abbiamo subito pochissimo. Conoscevamo le caratteristiche dei nostri avversari, ed eravamo consapevoli di come avrebbero potuto essere letali con la loro velocità. Solo in una occasione, oltre alla pregevole punizione dal limite di Correa, abbiamo corso un serio pericolo: ma l'azione era nata da un nostro errore in fase di disimpegno. Per il resto siamo stati molti abili in fase di copertura a limitare le loro abilità».

Peccato quindi per l'occasione non sfruttata, o soddisfatti per l'ennesima buona prestazione e per il decimo risultato utile consecutivo?
«Molto soddisfatto nel constatare che contro di noi le avversarie scendono in campo con una dose di dinamismo superiore alle loro abitudini, questo denota come tutti ci considerino, dandoci il giusto rispetto. Per il resto mi spiace non aver ottenuto una vittoria. che il nostro pubblico avrebbe meritato. Peccato non aver sfruttato le occasioni avute: mi conforta comunque che non solo prosegue la nostra striscia positiva, ma anche che il nostro portiere non abbia praticamente neppure sporcato i guanti. Contro la capolista non è un dato da sottovalutare».

Giuseppe Celeghini




Lerda: 'Abbiamo preso un punto pesantissimo'

«QUESTO DI FERRARA è per noi un punto pesantissimo -afferma sull'altro versante il tecnico lombardo Franco Lerda- perchè ottenuto contro una Spal in salute, che merita la posizione in classifica che occupa. E' stato molto impegnativo da parte nostra controbattere la fisicità della Spal, soprattutto nella ripresa quando cercavano costantemente il vertice offensivo del loro attacco con palle alte, sfruttando prima la tecnica di La Grotteria e poi i centimetri di Arma».



Solo il Lume ha preso meno gol e ha perso così poco

SPLENDIDO IL COLPO d'occhio del «Mazza», nel pomeriggio di ieri. Il presidente Butelli ha parlato di «boato» da serie A e nel secondo tempo in effetti... qualche vetro nelle vicinanze deve aver tremato. Significativa è stata l'ovazione tributata a La Grotteria al momento della sostituzione che dovrebbe aver sanato del tutto, sempre che ce ne fosse ancora bisogno, lo screzio dell'anno passato. I tifosi della Spal se la sono presa soprattutto con l'arbitro Corletto, con Cammarata e con il portiere della Pro Patria Anania, alla fine protagonista di un gestaccio. Con lo 0-0 di ieri intanto la Spal ha frenato l'attacco più prolifico del girone (20 gol segnati) mantenendo la seconda miglior difesa del campionato con soli 9 gol al passivo in 12 partite. Novara e Cremonese sono franate subendone 3 a testa e ora sono 2. Meglio ha fatto giusto il Lumezzane con 8. Quello è l'indicatore da tener d'occhio insieme alle sconfitte, finora una sola: si dice che facciano vincere i campionati...




I DIRIGENTI
Bena: «Partita da B»
Pozzi: «La Grotteria non ha simulato...»



«SI È VISTO
un calcio di categoria superiore -commenta Stefano Bena al termine del match-. Io ho visto e vedo tante partite di serie B e questa non ha niente da invidiar loro. Entrambe le squadre hanno dimostrato di meritare il posto in classifica che occupano». Ferrara ha risposto all'invito a riempire lo stadio: «Sì e mi dispiace soltanto che davanti a tutta questa gente non abbiamo vinto. Però credo che si siano divertiti lo stesso. L'impegno di tutta la squadra non è mancato e i tifosi questo l' hanno capito. Tutti i giocatori hanno fatto il massimo che potevano per portare a casa la vittoria. Purtroppo non è arrivato il gol ma è stato importante raccogliere il punto per restare sempre attaccati alla testa della classifica».

«Purtroppo non siamo riusciti a sbloccare il punteggio, ma abbiamo dimostrato di valere le prime piazze della classifica -afferma il ds Bortolo Pozzi soddisfatto- , la sfida contro la capolista ha confermato il nostro valore, e continuando su questa strada, daremo molte altre soddisfazioni ai nostri tifosi. Personalmente faccio tantissimi complimenti a tutte le componenti, e mi riferisco anche a loro. Oggi sono stati ancora una volta entusiasmanti, d'altronde quando in passato venivo a Ferrara da avversario rimanevo sempre impressionato dal pubblico ferrarese, e sono felice che in questo periodo positivo possano essere soddisfatti del nostro operato. Abbiamo subito la Pro Patria solo per una ventina di minuti nel primo tempo, ma Capecchi non è mai stato severamente impegnato. Nella ripresa poi, abbiamo esercitato una netta supremazia concedendo ai nostri avversari solamente un corner nel finale: per il resto si è vista solamente una formazione in campo, la Spal. Il rammarico è anche per l'episodio dell'atterramento in area di La Grotteria, mi sono arrabbiato moltissimo, non è possibile che un attaccante solo davanti al portiere simuli una caduta» .

TELESTENSE. Pozzi stasera alle 22 sarà ospite del rotocalco televisivo Lunedì Sport.




I GIOCATORI
Centi: «Che peccato»
Cabeccia: «Loro forti»
Morello: «Super Spal»



SIAMO PIÙ
che soddisfatti -commenta Luis Centi, il capitano-. Il pareggio è giusto, abbiamo giocato contro una gran bella squadra, che nella fase offensiva ha una grandissima qualità. Nel primo tempo -continua il centrocampista- abbiamo provato più a tamponarli, poi nel secondo siamo usciti meglio noi. Peccato non essere riusciti a vincere, perchè per noi questa era una giornata un po' particolare, sia per i tantissimi tifosi che sono venuti a sostenerci, sia perchè ci giocavamo la testa della classifica».

Il pubblico comunque ha dimostrato di aver apprezzato il pareggio: tantissimi gli applausi alla fine. «Sì, è vero e ci ha fatto tantissimo piacere. D'altronde la gente ha capito che siamo usciti stremati dal campo. Domenica prossima a Legnano sarà una partita durissima. Quello è un campo piccolissimo e inoltre la squadra è ostica. Noi comunque andiamo avanti per la nostra strada». Sulla sinistra del reparto difensivo, Marco Cabeccia, che nei minuti finali si è anche proposto spesso avanti sulla fascia, nel tentativo di fare breccia nella porta avversaria. «Sapevamo che la Pro Patria era una bella squadra -spiega il difensore-, ben messa in campo. Nella prima parte del match li abbiamo un po' sofferti, ma poi siamo riusciti abbastanza bene a prendere le misure e nel secondo tempo si è vista più Spal che Pro Patria».

Un pareggio giusto? «Sì, va bene. In questo modo noi continuiamo la nostra scia positiva di risultati consecutivi e andremo a Legnano per dire la nostra. La Pro Patria è la squadra che fino ad ora ci ha impressionati di più. Insieme a Padova e Novara, e ovviamente alla Spal, sarà tra le squadre protagoniste della stagione. Poi vorrei dire grazie al pubblico, così numeroso. Per noi è il dodicesimo uomo in campo». Ha fatto trattenere il respiro un suo errore all'inizio del match: «E' vero, e mi dispiace. Volevo dar la palla indietro a Capecchi ma poi ho preso male le misure e Melara me l'ha rubata. Fortunatamente poi non è successo nulla».

Ex di giornata, Enrico Morello, in biancoazzurro per un anno e mezzo dal 200 l fino al gennaio del 2003. «La Pro è una squadra che quest'anno è intenzionata a far bene -spiega il difensore-. Abbiamo passato un brutto periodo di un mese, in cui abbiamo perso tre gare di seguito dopo il filotto di sei vittorie consecutive. Ora però ci siamo ripresi da quel periodo negativo. Siamo complessivamente una buona squadra». La Spal? «Mi ha fatto un'ottima impressione, ha grossi giocatori per la categoria. Non è mai facile giocare qui a Ferrara e poi vedo che si è ricreato un bel clima e la gente è molto entusiasta. Sono contento, a me Ferrara aveva lasciato un ottimo ricordo anche se ero rimasto poco più di un anno». L'episodio del presunto rigore fischiato per il fallo su La Grotteria, il quale è stato invece ammonito per simulazione in area? «Non credo fosse rigore -spiega Morello-. Però non è stata neanche simulazione. La Grotteria non è neanche il tipo. E' inciampato da solo, non è caduto apposta. Il fallo però io non l'ho fatto».

Beatrice Bergamini


La Nuova

Io non so come si fa a dare 7 a Centi, ma che partita ha visto Negri? Molto più giusto il giudizio del Carlino.

LE PAGELLE
Ghetti e Zamboni ottimi. La Grotteria incanta
Capecchi 6. Nessuna parata ma attenzione, uscite sicure e tentativi di giocare al meglio coi piedi.
Ghetti 8. Eccezionale. Spinta continua, vigoria, sovrapposizione, rigore difensivo. Solo un mezzo errore iniziale su Toledo. Partitona.
Cabeccia 6. Grossolano sbaglio per la sola palla-gol della Pro. Poi fa il suo.
Schiavon 6. Nel primo tempo la Spal viene infilata centralmente. Dopo cresce e gioca con grande slancio.
Zamboni 8. Talmente sicuro e di classe superiore da dare l’idea di giocare con strafottente insolenza. Semplicemente, è difensore da serie A.
Lorenzi 7. Con le buone o le cattive, ma non si passa.
Cazzamalli 6.5. Sempre nel vivo dell’azione, con la presenza di Moro si inserisce meno come centravanti aggiunto ma sforna una gara di grande sostanza.
Centi 7. Carbura lentamente, gli rimproverano qualche passaggio sbagliato, ma quanti palloni tocca? E con quanta intelligenza e visione di gioco lo fa? E che contributo di qualità e quantità dà nella straordinaria ripresa? Gran giocatore.
La Grotteria 7.5. Peccato per il colpo di testa a fine primo tempo. Ma il resto... Elegante, tecnico, intelligente, pericoloso: due gol sfiorati, netto rigore non fischiatogli, superbo assist per Bracaletti.
Agodirin 6.5. Rileva il Gaucho. Subito in partita, velocissimo, fa un paio di belle cose e reclama due rigori.
Bracaletti 6.5. Prova eccellente, se non si fosse divorato quella clamorosa palla-gol. Ma gioca bene per partecipazione, movimenti, continuità.
Martucci ng. Pochi minuti.
Moro 6. Al debutto. Lascia intuire grandi doti ma denuncia un deficit di convinzione ed efficacia.
Arma 6.5. Una gran girata con replica decisiva di Anania.

PRO PATRIA: Anania 7; Music 5.5, Barjie 6.5; Cristiano 6.5, Morello 6, Urbano 5.5; Melara 7 (Bruccini ng), Zappacosta 7, Cammarata 5 (Mosciaro ng), Correa 7 (Dalla Bona 6), Toledo 7.5.
Arbitro: Corletto 5. Tanti errori.

Avvio lento poi la crescita ed un secondo tempo eccezionale con la capolista alle corde
La Spal manca il sorpasso ma esce più forte
Rigori negati e gol falliti non inficiano una prova d’alto livello: è un altro passo avanti

PAOLO NEGRI
FERRARA. Prosegue la serie positiva della Spal. Ieri, nel big match del “Mazza”, contro la capolista Pro Patria i biancazzurri hanno colto il decimo risultato utile consecutivo. Lo 0-0 finale ha però impedito il sorpasso in vetta, lasciando immutate le posizioni: bustocchi primi da soli e Spal seconda, adesso in coabitazione col Padova e non più col Novara. Ma non è il caso di nutrire rimpianti.
La Spal, infatti, esce più forte dalla partita di ieri. La squadra di Dolcetti ha superato un altro ostacolo importante, ha compiuto un ulteriore e significativo passo avanti. La prova è stata espressione di competitività ai massimi livelli, ed è stato proprio il tenore della prestazione a legittimare ambizioni che ora appaiono evidenti.
La partita è risultata bellissima, abbondantemente da categoria superiore, nobilitata da due squadre che l’hanno interpretata al meglio, con lo spirito giusto, proponendo un calcio di qualità. La Pro Patria? Ottima. Di gran lunga la miglior formazione vista finora. Correrà nelle zone di vertice fino all’ultimo. I “tigrotti” hanno tutto: giocatori di valore, capacità di stare in campo, compattezza. E sanno fraseggiare a meraviglia. Meritano convinti applausi. Figuriamoci la Spal, che al cospetto di un simile avversario ne è stato abbondantemente all’altezza. Anzi, nella globalità della gara, ha pure fatto meglio. Che partita! Roba da spellarsi le mani. Perchè hai voglia di menarla con tutte le storielle di oggigiorno, quelle sulla tattica, la “cattiveria”, la forza fisica e amenità assortite. La verità è che tecnica e qualità contano ancora qualcosa. Sono queste che fanno la differenza, e che quando vengono espresse divertono la gente e permettono di vedere bel football. Come ieri.
La Spal si è schierata con la formazione annunciata, col debutto di Moro in attacco per cercare di dare più forza realizzativa e mettere in difficoltà i centrali bustocchi. La Pro ha infine dovuto rinunciare al centravanti Fofana (sostituito dall’irriconoscibile, Cammarata), ma è partita fortissimo. Molto bravi a stringere, lesti a recuperar palla e fenomenali per la velocità con cui sanno ribaltare il fronte dell’azione, i lombardi hanno prodotto i primi pericoli della gara. Innanzitutto sfruttando un erroraccio in disimpegno di Cabeccia mentre la Spal saliva, ma Cammarata ha sbagliato l’inimmaginabile; poi con una pennellata su punizione di Correa che ha scheggiato l’incrocio. Sarebbero però rimaste queste le sole occasioni create dalla Pro. I biancazzurri hanno sofferto il palleggio di Correa e Zappacosta e soprattutto le partenze in verticale dello straordinario Toledo, che prendeva d’infilata la Spal scattando centralmente e non agendo (solo) a sinistra: i biancazzurri ci hanno rimesso due ammonizioni, per fermarlo. Poi però la squadra di Dolcetti è progressivamente divenuta padrona del campo, ha preso a macinare gioco, ha creato le prime palle-gol. Protagonista La Grotteria, ottimo (come Ghetti indemoniato sulla destra): diagonale velenoso parato a fatica da Anania; rigore clamoroso che l’arbitro ha trasformato in più che fasulla ammonizione per simulazione; zuccata fuori di niente. Ma è nella ripresa che la Spal ha dato il meglio, ha trascinato la gente. Forcing continuo, tourbillon offensivo, sovrapposizioni, inserimenti, scambi, tiri. Mentre dietro Zamboni metteva il catenaccio a doppia mandata irridendo anche Toledo in velocità (!), la Spal soggiornava nella metà campo se non nei sedici metri avversari. Bracaletti si è divorato la più netta delle palle-gol, Agodirin (subentrato a LG infortunato) ha reclamato due rigori, Arma ha visto la sua girata superbamente neutralizzata da Anania. Dopo ventisei minuti di apnea, la Pro ha preso a respirare, la Spal ha calato ritmi e intensità degli attacchi, aveva speso enormemente. Ma l’ovazione tributatale alla fine dal “Mazza” la dice lunga sul tenore della sua partita.


Spal - Pro Patria: 0 - 0
Spal:Capecchi; Ghetti, Cabeccia; Schiavon, Zamboni, Lorenzi; Cazzamalli, Centi, La Grotteria (dal 15’ s.t. Agodirin), Bracaletti (dal 41’ s.t. Martucci), Moro (dal 23’ s.t. Arma). A disp.: Careri, Bianchi, Quintavalla, Savi. All.: Dolcetti.
Pro Patria: Anania; Music, Barjie; Cristiano, Morello, Urbano; Melara (dal 44’ s.t. Bruccini), Zappacosta, Cammarata (dal 34’ s.t. Mosciaro), Correa (dal 28’ s.t. Dalla Bona), Toledo. A disp.: Petr, Polverini, Di Cuonzo, Cosentini. All.: Lerda.
Arbitro: Corletto di Castelfranco.
Note: splendido pomeriggio di sole, terreno in ottime condizioni, spettatori 4.500 (3.152 paganti e 1.349 abbonati) per un incasso complessivo di 49.089,65 euro. In tribuna l’osservatore Francesco Palmieri (Parma, ex attaccante di Centese e Lecce), il procuratore Cervellati, l’ex allenatore spallino Gibì Fabbri. Ammoniti: Lorenzi (S), Schiavon (S), La Grotteria (S), Cabeccia (S), Anania (P), Cristiano (P), Melara (P). Calci d’angolo 8-2 per la Spal.

L’allenatore contento per la crescita tra un tempo e l’altro
Per Dolcetti è questione di distanze
«Non avevamo le misure giuste Dopo sì, è mancato solo il gol»
«Confortato e felice per la ripresa. Il punto l’accolgo positivamente»

FEDERICO PANSINI
FERRARA. L’analisi di Aldo Dolcetti, sul pareggio con la Pro Patria di ieri, parte dai secondi quarantacinque minuti di gioco: «Ho visto una crescita importante - spiega il tecnico biancazzurro - che mi ha sicuramente confortato e lasciato un senso di soddisfazione. Il primo tempo, invece, va a mio parere registrato in alcuni punti, ma tutto sommato il pareggio va accolto in maniera positiva».
Dolcetti, cosa non le è piaciuto della prima parte di gara?
«Analizzando la prima fase di questa partita, credo di poter dire che avremmo potuto fare qualcosa di meglio. Siamo stati poco brillanti in quelle componenti che già contro il Padova avevo sottolineato: ovvero l’attenzione, le posizioni e le distanze, in cui avremmo potuto sicuramente essere migliori. Anche perché, così facendo, abbiamo dato vita ad uno spreco energetico importante e soprattutto concesso alla Pro Patria di poter esprimere e fare maturare le potenzialità e le caratteristiche che alla squadra lombarda non mancano di sicuro. Loro sono molto bravi nelle ripartenze, hanno la capacità di essere fulminanti e spietati in zona offensiva, ed abbiamo corso pericoli che per fortuna non si sono concretizzati».
Poi, nella ripresa, la Spal è stata padrona assoluta del campo.
«E, come detto in precedenza, questo mi lascia molto soddisfatto. La squadra ha preso possesso delle misure e del gioco, cercando di spingersi avanti e far male: ci è mancato solo il gol, ma può succedere. Le occasioni le abbiamo comunque create e la squadra è stata viva con fiammate importanti fino alle ultime battute della partita. L’altro aspetto positivo, che va doverosamente sottolineato, è quello legato all’ambiente che ha circondato questa sfida: ho percepito sensazioni belle e importanti, come quelle che offre un calcio di un certo tipo. Adesso sta a tutti noi adoperarci per fare in modo che questo entusiasmo continui e soprattutto, cresca ancora di più».
Come giudica la prestazione di Moro, al debutto?
«Mi riallaccio alle considerazioni sul primo tempo: mancando misure e tempi giusti, abbiamo faticato a giocare il tipo di gara che avevamo pensato, e questo forse è andato un po’ a penalizzare la fase offensiva. Poi, con la crescita della squadra e le distanze giuste in campo, anche Moro ha mostrato le sue qualità».
La Spal rimane al secondo posto, sempre a due punti dalla Pro Patria: stacca il Novara, ma viene affiancata dal Padova. Grande equilibrio.
«E’ un bel campionato, lo sappiamo. Ci sono squadre dal valore importante. La Pro Patria è sicuramente una di queste e di certo, tra quelle affrontate, è sullo stesso piano di Padova e Cremonese come solidità. Noi siamo in questa posizione importante grazie a determinati motivi positivi, ma tutto ciò non deve bastarci perché questo gruppo ha sicuramente le potenzialità per migliorare ancora sotto diversi aspetti. La crescita della squadra nel corso della partita - conclude Dolcetti - è sicuramente un buon viatico per il nostro cammino di maturazione».

Centi e il bello del pareggio
«Avremmo potuto imporci ma questo risultato ci sta»
FERRARA. E’ fra i primi ad uscire dagli spogliatoi del “Paolo Mazza”. Stanco ma sorridente, il capitano Luis Fernando Centi commenta positivamente il pareggio finale fra Spal e Pro Patria: «Sì, è un risultato che accogliamo in maniera positiva perché comunque avevamo di fronte la capolista del campionato ed una squadra davvero molto valida».
«Non abbiamo sfigurato - prosegue Centi -; anzi, nel secondo tempo per quanto fatto avremmo potuto anche vincere, ma credo che il pareggio, nel complesso, sia un risultato che ci può stare».
Poi, sulla gara, Centi spiega:
«Sapevamo che loro davanti potevano fare male, così nei primi venti minuti di partita abbiamo preso le misure ai loro attaccanti, cercando di limitare il più possibile i danni ed i pericoli. Poi, nel corso della gara, siamo cresciuti e nella ripresa abbiamo creato due o tre palle da gol nitide. Peccato, perché sarebbe stato bellissimo vincere davanti ad un pubblico simile».
E sempre riguardo al grande tifo del “Paolo Mazza”, il capitano spiega:
«Quella con la Pro Patria era una partita vissuta in un clima particolare: si respirava l’attesa, i nostri tifosi erano tanti e tutti entusiasti, ci sarebbe piaciuto regalare loro la vittoria che avrebbe portato al sorpasso. Peccato, però è ancora lunga: quello che ci fa più piacere è essere usciti dal campo tra gli applausi. Il pubblico ha visto che abbiamo dato tutto nei novanta minuti di gioco».
Prossima tappa, la trasferta di Legnano:
«Partita durissima e molto ostica. E’ un campo simile a quello della Pro Sesto, sarà una gara da affrontare con attenzione ed impegno massimali».
Dopo Centi, è poi il turno del difensore Marco Cabeccia nel presentarsi di fronte ai taccuini:
«E’ stata una partita sicuramente impegnativa, di fronte avevamo una signora squadra, che conta sull’apporto di giocatori di grande valore e la loro classifica lo dimostra. Ma noi siamo stati bravi, per come abbiamo opposto resistenza fin dalle prime fasi della partita: magari abbiamo sofferto un po’ nei primi venti minuti, ma poi la nostra squadra è cresciuta e si è mossa bene».
Alla Spal è mancata solo la vittoria, vedendo la mole di gioco ed occasioni prodotte soprattutto nella ripresa. C’è rammarico?
«Un po’ di amaro quando non si vince lo si assapora sempre - spiega il difensore sardo -, ma credo che comunque questo sia un punto importante che ci permette di guardare avanti in maniera positiva. La Pro Patria? Ottima squadra, insieme a Padova e Cremonese è quella che maggiormente mi ha impressionato. Credo che insieme a noi, queste squadre lotteranno fino all’ultimo per raggiungere traguardi importanti».
Un ringraziamento finale, Cabeccia lo dedica al pubblico del “Paolo Mazza”:
«Ci aiutano sempre, dandoci grande carica ogni volta che scendiamo in campo. Dobbiamo solamente ringraziarli: giocare davanti ad una simile platea tanto entusiasta, è stimolante per ogni giocatore di questo gruppo».

Tivù. Bortolo Pozzi, digì biancazzurro, sarà ospite questa sera della trasmissione Lunedì sport, in onda a partire dalle 22 su Telestense, dove verrà rivisitato il pareggio fra Spal e Pro Patria oltre ai temi d’attualità in casa biancazzurra.


«Una bella partita tra due ottime squadre»
L’a.d. soddisfatto: meritiamo una classifica così lusinghiera
Un plauso al pubblico «Ferrara ha risposto nel modo migliore»
FERRARA. L’amministratore delegato Stefano Bena è fra i primi a raggiungere la sala stampa del “Paolo Mazza” nel dopo gara: «Sono contento - spiega Bena -, è stata nel complesso una bella partita tra due ottime squadre. Cioò che ancor più mi rende felice è stato vedere quanto e come Ferrara ha risposto a questo evento ed all’invito che in settimana il presidente aveva fatto alla città ed ai tifosi: spesso ho avuto la possibilità di seguire partite di serie B e posso tranquillamente dire che come pubblico ed atmosfera il “Paolo Mazza” che ha fatto da cornice a questa sfida è di gran lunga superiore». Poi, sulla partita, l’a.d. spallino commenta: «L’impegno della squadra è stato massimale e credo sia mancato solamente l’episodio che potesse sbloccare il risultato a nostro favore. Si sa, nel calcio può andare bene come anche andare male: loro, ad esempio, hanno avuto un paio di guizzi, su uno di questi hanno colpito la traversa con una bellissima punizione dal limite. Di fronte avevamo una squadra che credo di poter dire, al pari della Spal, meriti la posizione di classifica occupata. Mi ha fatto piacere vedere il coinvolgimento da parte di tutto il gruppo: qualsiasi giocatore della nostra rosa avrebbe voluto scendere in campo dal primo minuto di questa grande sfida». (f.p.)

In casa pochi gol e vittorie
FERRARA. Posto che la Pro Patria ha giocato bene ed è la squadra migliore vista finora, per capire la differenza tra la prova (di rilievo) dei bustocchi e quella della Spal basta una semplice riflessione: la Pro è stata pericolosa, sfiorando il gol, al 6’ su errore individuale di un difensore biancazzurro ed al 16’ su punizione che ha scheggiato l’incrocio; la Spal, dal canto suo, ha costruito quattro nitide palle-gol, si è vista negare un rigore nettissimo e resta il dubbio su altri due: tutte chances costruite su azione manovrata, senza contare due o tre situazioni torride in area avversaria. Morale: la Spal non ha vinto ma ha giocato un’ottima partita, superiore a quella della capolista se analizzata nella sua interezza.
I biancazzurri hanno infilato il decimo risultato utile di fila, sono sempre secondi e sempre a -2, e soprattutto non possono non essere confortati dalla prova di ieri. Sarebbe però ipocrita affermare che l’ambiente non ha cullato il sogno della vittoria, del sorpasso, del primato solitario. Ciò non si è verificato perchè la Spal, pur giocando molto bene e creando parecchio, è incappata in quella che finora è la sua maggior difficoltà: segnare (solo 4 gol in 6 gare) e vincere (2 vittorie in 6 partite, a fronte di 4 pareggi) in casa. Poichè non incassare reti (appena 2 al “Mazza”) è importante ma realizzarne lo è di più, si capisce facilmente che tale piccolo deficit offensivo è penalizzante: con solo un gol in più, la Spal sarebbe prima. Ieri il debutto di Moro e la conseguente diversa disposizione hanno detto che Moro non è (comprensibilmente) ancora al top, ma ha lasciato intuire qualità tali da far dire che sarà importante. Ne va del traguardo finale.
PAOLO NEGRI

Morello applaude e si difende
«Bella Spal. La Grotteria non ha simulato ma non era rigore»
FERRARA. Ex di turno, Enrico Morello si presenta in sala stampa con un largo sorriso. Il difensore della Pro Patria ne ha motivo, visto l’importante punto colto dalla sua squadra, ma non dissimula neppure la reale contentezza per essere tornato là dove ha vissuto una piacevolissima esperienza:
«Sono trascorsi già cinque anni da quando ho lasciato Ferrara e la Spal - dice Morello - ma è sempre un piacere venire qui, dove mi sono trovato bene. Ho bei ricordi, anche se sono rimasto un solo anno, e so che adesso sono cambiate tante cose. C’è una bella situazione, eh?»
Morello ammette che il pareggio conquistato al “Mazza” va benissimo alla Pro Patria:
«Sì, è un punto importante perchè conquistato contro un’ottima Spal. Abbiamo giocato un primo tempo a viso aperto, avendo un paio di occasioni, ma nella ripresa abbiamo sofferto, siamo stati costretti a stare dietro e difendere».
Morello è stato protagonista dell’episodio che nel primo tempo ha visto la Spal reclamare il rigore per il fallo dello stopper su La Grotteria, che invece è stato addirittura ammonito per simulazione:
«No - dice Morello - La Grotteria non ha simulato, è un professionista corretto e non fa queste cose. Diciamo che è... inciampato, con un piede si è un po’ toccato l’altro ed ha perso l’equilibrio. No, io non ho fatto fallo, ho cercato di anticiparlo e lui ha sentito il contatto, ma non era rigore».
Quanto alla Spal, il difensore bustocco la giudica così: «Bella squadra, ha ottimi giocatori: alti, grossi, bravi sui palloni alti. gente importante, da categoria superiore. La Spal mi ha fatto una bella impressione». (p.n.)

Pubblico. Registrato il record stagionale di affluenza con 4.500 spettatori
Il grande urlo del «Mazza»
Tifo assordante e continuo, riecco la passione
Spettacolo doveva essere, e spettacolo è stato. In campo, con la Spal che ha ben figurato di fronte alla capolista Pro Patria, ma soprattutto sugli spalti del “Paolo Mazza” dove con 4.500 presenze si è registrato il record di affluenza stagionale. Un palcoscenico straordinario, quello offerto dal pubblico ferrarese (sparuto e poco rumoroso il gruppo di sostenitori bustocchi).
La platea ha spinto dal primo allultimo minuto la squadra di Aldo Dolcetti, senza tregua, senza sosta, senza mai far calare i decibel di un accompagnamento canoro coinvolgente ed appassionato. Pazienza se poi la Spal non ha trovato il guizzo per portare a casa tre punti nel complesso meritati: il tifo biancazzurro ha vinto ancora, come fin da inizio stagione succede con una piacevolissima continuità. Spal-Pro Patria era la partita più attesa, accompagnata dal pensiero stupendo del raggiungimento del primato in classifica.
Lunghe code ai botteghini sabato, duemila e passa biglietti venduti, un’attesa snervante: la scimmia della viglia che sale, ora dopo ora. Non è stato quindi un caso, ieri, incontrare i primi tifosi di biancazzurro bardati fin dalle 13 nei pressi del “Mazza”: tutti già avviati verso il proprio posto, il seggiolino di tribuna o nel cuore pulsante del tifo spallino, la Ovest. Ed è proprio in Curva Campione che si può misurare la voglia di un altro pomeriggio biancazzurro: bandiere, sciarpe, c’è chi ha la maglietta lanciata dai giocatori biancazzurri a Venezia o nelle altre gare giocate e concluse trionfalmente con la festa insieme ai tifosi. Già dalla presentazione delle squadre i primi boati vibranti: uno per uno, gli unidici di Dolcetti scanditi dallo speaker dello stadio vengono accolti dall’olè del popolo biancazzurro. Poi, tanto per gradire, la sciarpata fin dai primi minuti, perché il cuore della Ovest batterà sempre e solo per la Spal. La monetina dice bene ai biancazzurri, che nel secondo tempo potranno attaccare sotto la curva: un vantaggio, pensano in tanti, perché la Ovest spinge e la squadra corre. Non mancano i cori storici: se a Venezia era stato il turno del treno dei desideri sull’aria di Celentano, tocca a Rita Pavone con “la partita della Spal”. Qualche stilettata, la Ovest la dedica a Cammarata, poi si torna a battere le mani, in alto, in basso, da destra e da sinistra. Una marea umana che si infiamma per il rigore negato a La Grotteria, che si dispera per il gol fallito da Baracaletti ed accoglie con un applauso l’ingresso di Agodirin, che spinge la squadra per tutto il secondo tempo fino alle fiammate finali. Che riesce, soprattutto, a coinvolgere anche il pubblico, al solito leggermente più freddino, della tribuna. Finisce a reti bianche, ma fra gli applausi, con la squadra chiamata sotto la Curva. Nessun rammarico, ma la voglia di riprovarci, magari già da Legnano. La partita è finita da un’ora, ma un ultimo abbraccio collettivo pieno di pacche sulle spalle e sorrisi, è quello degli Spallinati a Cesare Butelli e Bortolo Pozzi, che si intrattengono quando già intorno sono calate le luci della sera, all’esterno degli spogliatoi. E’ proprio vero: la nuova Spal ha riconquistato la sua gente.
FEDERICO PANSINI

«La Spal meritava di vincere
Gran prova, rigore sul Gaucho, Dolcetti fuoriclasse

IL GIUDIZIO DI DAINO
FERRARA. C’era anche Daniele Daino al “Mazza”, ieri pomeriggio, per seguire la sfida fra Spal e Pro Patria. Il terzino, fino alla scorsa stagione al Bologna e rimasto senza ingaggio in questi primi mesi di campionato, si è allenato a lungo al Centro di via Copparo con i biancazzurri, per poi ricevere l’offerta del Modena e firmare con i canarini un contratto annuale (con cui sabato ha debuttato vittoriosamente). Ieri, Daino ha voluto assistere al big match di Prima Divisione e passare a salutare la squadra al termine della partita: «La Spal avrebbe meritato i tre punti - ha spiegato il difensore - per la qualità di gioco espressa e la bellissima prestazione di squadra di fronte alla capolista del girone. Oltretutto, credo ci fosse un rigore netto su La Grotteria nel primo tempo: se l’arbitro lo avesse concesso, probabilmente la partita avrebbe preso una piega positiva per la Spal. Peccato, ma rimango convinto che i biancazzurri hanno tutte le qualità e le potenzialità per occupare le prime posizioni della classifica». Parole al miele, quelle di Daino, rimasto piacevolmente impressionato, nel suo periodo da ospite al Centro di via Copparo, dal gruppo biancazzurro e dal tecnico spallino Aldo Dolcetti: «Qui a Ferrara si respira e si percepisce la voglia di fare calcio e tornare in categorie importanti. Credo sia l’ambiente ideale per chiunque. Ed oltre a questo, c’è una società solida ed importante alle spalle, un gruppo unito che lavora con grande impegno e Aldo Dolcetti, che reputo un assoluto fuoriclasse in panchina e che sono convinto farà la differenza a favore della Spal». (f.p.)

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