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Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


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29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


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26 novembre 2008

Il Legnano evita la liquidazione

fonte: statistichelilla.it

 

Come già anticipato dal nostro sito il collegio sindacale ha dato il benestare all'approvazione del bilancio 2007. La conferma è arrivata verso le 19.00 direttamente dalla squadra lilla, attraverso il seguente breve comunicato stampa firmato dall'addetto stampa Stefano Olgiati:

 

"L'A.C. Legnano comunica che nel pomeriggio di mercoledì 26 Novembre il collegio sindacale ha approvato il bilancio della società."

 

Questo sta a significare che il buco di 420.000 euro è stato sanato da parte dei soci dell'A.C. Legnano e che il rischio di messa in liquidazione della squadra lilla è al momento scongiurato.

Resta in ogni caso ancora in essere un debito di circa 1.100.000 di euro che, a meno di nuovi ingressi di investitori o di nuovi sponsor, dovrà essere sanato nei prossimi mesi operando le cessioni dei giocatori di proprietà della squadra lilla, come annunciato ieri dallo stesso Presidente Resta durante l'incontro con i tifosi.

  

Gianfranco Zottino - www.statistichelilla.it

 



 

RESTA E SIMONE SVELANO AI TIFOSI IL FUTURO DEL LEGNANO

 

Lo scenario è questo. In una fredda serata di novembre, un centinaio di tifosi, assiepati fuori dalla sala mensa dello stadio Giovanni Mari per l’occasione adibita a sala stampa, attende di sentire dalla viva voce del Presidente Pippo Resta quale futuro riservano gli astri alle sorti dell’A.C. Legnano. Le dichiarazioni ‘bomba’ del post partita di domenica, amplificate dal tam tam dei mass media - che già davano la società di Via Palermo in mano ai curatori fallimentari - hanno inevitabilmente scatenato un movimento di sommossa nell’intera tifoseria lilla tanto che i suoi organi più rappresentativi (i ragazzi della curva, per intenderci)  hanno deciso di vederci chiaro. E quale occasione migliore di un incontro con chi quelle dichiarazioni le ha rilasciate per ottenere i necessari chiarimenti? Pippo, da sempre vicinissimo alla tifoseria, si è subito reso disponibile e, nel giro di ventiquattrore, eccolo pronto a rispondere a tutti gli interrogativi del caso.

 

 

Ma c’era anche un’altra realtà di cui bisognava tenere conto. Una realtà forse con meno visibilità dei giornali ma sicuramente altrettanto importante a livello mediatico e con un potenziale paragonabile a quello di una loggia massonica benchè operante nel sottobosco delle pagine web. Mi riferisco al nostro Forum, uno spazio importantissimo e visitatissimo da tutti i tifosi lilla – quanti di Voi entrano nel sito e vanno subito alle sue pagine senza neppure dare uno sguardo alla home page? [Ndr: E fate male, molto male...]- dove ognuno ha il diritto di esprimere la sua personale opinione. Ebbene lì, su quelle pagine, in questi giorni si è letto di tutto: personali interpretazioni e/o nozioni di diritto societario e fallimentare, giudizi lapidari sulle future sorti della società emessi unicamente sulla scorta di una parola (fallimento) che neppure era stata pronunciata dal Presidente Resta e opinioni più o meno condivisibili sul difficile momento che in generale sta vivendo l’A.C. Legnano. Ma soprattutto, su quelle pagine, si era già svolto un processo al (presunto) colpevole di questa situazione, un processo conclusosi con una pesantissima sentenza, inappellabile e, ovviamente, di condanna. Peccato soltanto – ma questo è un problema proprio di recente a lungo dibattuto sul nostro Forum – che (quasi) tutti gli accusatori avessero un nome in codice mentre l’imputato aveva (sempre) un nome e cognome: Marco Simone.

 

Stadio Giovanni Mari. Serata di martedì 25 novembre 2008. Un’affollatissima sala stampa accoglie l’ingresso del Presidente Pippo Resta che arriva con una ventina di minuti di ritardo sull’ora prefissata. Dietro di lui… Ma come? C’è anche Lui?  Cosa è venuto a fare? Con tutte quelle che ha combinato e con una sentenza di condanna - già esecutiva - sulle spalle (eh, sì, le sentenze del Forum non hanno i tempi biblici della giustizia italiana!), ha pure il coraggio di presentarsi? Qualcuno abbozza un applauso. Altri sommessamente esclamano: ‘Ma cosa applaudite a quello?’. I carnefici sono già tutti sul piede di guerra. Dietro le quinte, i maceti vengono limati. Quello da qui, questa sera, non deve uscire vivo! La logica è semplice: non puoi  averci messo in questa situazione e adesso venire qui come se niente fosse a raccontarci le solite barzellette. Adesso aspetta che ti sistemiamo noi…

 

 

L’apertura del dibattito è come da copione affidata al Presidente Pippo Resta che da subito ci tiene a chiarire il malinteso ingenerato da alcuni titoli di giornale in base ai quali, nel corso della corrente settimana, come un fulmine a ciel sereno, il Legnano Calcio avrebbe chiuso baracca e burattini e presentato (in proprio) istanza di fallimento. “Io non ho mai parlato di fallimento” ci tiene a precisare il Presidente. “Ho solo detto che se la società non fosse riuscita a rispettare certe scadenze  - in settimana è prevista l’approvazione del bilancio presentato a giugno – mi sarei visto costretto a mettere la società stessa in liquidazione, il che è cosa ben diversa dal fallimento”. Fatte queste doverose premesse, il Presidente passa in rassegna con tanto di numeri alla mano la drammatica (ma non irrecuperabile) situazione economica dell’A.C. Legnano, con tanto di ulteriori numeri sulle cifre da lui personalmente investite - anche nel recentissimo passato (ieri!) – dal giorno del suo ingresso in società.

 

Poi all’improvviso, il colpo di scena. Lui, Pippo Resta, che doveva essere – almeno a leggere le motivazioni della sentenza già pronunciata e pubblicata in rete – il principale accusatore ed aguzzino dell’imputato Marco Simone, si lascia andare in parole di sperticato elogio verso il ‘malfattore’ seduto al suo fianco che fino a quel momento ha ascoltato impassibile il suo discorso, prendendo ogni tanto qua e la qualche appunto. Qui c’è aria di ‘inciucio’ (qualcuno nel corso della serata farà anche una battuta in proposito). Come è possibile che questi due – che la leggenda narra litighino sempre fra di loro (ma qualcuno ha mai davvero assistito a questi litigi?) – ogni volta che si presentano in pubblico si giurino parole di eterno amore? Qui bisogna vederci chiaro perché oggi, caschi il mondo, deve finalmente venire a galla la Verità.Presidente, di chi è la proprietà dell’A.C. Legnano?” spara a bruciapelo qualcuno dalle prime file. Resta risponde: “Il 95% delle quote sono mie. Marco Simone me le ha cedute a suo tempo per questioni di incompatibilità con il suo incarico di agente FIFA”. Quindi, detto in altre parole, Marco Simone formalmente non ricopre più alcun ruolo all’interno della società, e da tempo. E allora perché continua a stare in mezzo ai piedi? Sentiamolo dal diretto interessato.

 

 

Marco, in un silenzio irreale, prende la parola e comincia a parlare in modo pacato, ricostruendo la cronistoria degli ultimi quattro anni di gestione societaria a far data dal suo avvento ad oggi. Di fronte a lui una platea ammutolita - benchè in molti sono già pronti ad assalirlo all’arma bianca, non appena dovesse fermarsi un attimo per rifiatare nel corso del suo monologo – il Patron lilla (ma si, a me piace continuare a chiamarlo così!), sciorina numeri e nomi a cui, a suo dire, sono collegate le attuali difficoltà della società di Via Palermo. Col procedere del discorso, il suo tono si fa più acceso, come quello di uno che sa di parlare davanti ad un tribunale a lui ostile, e a sua volta espone le cifre da lui investite in tre anni di gestione societaria, cifre da capogiro per una società di Serie C. La gente continua a rimanere in silenzio e sembra non credere alle sue parole. Come avviene nei processi con le spontanee dichiarazioni rese dall’imputato - che, di fatto, è libero di dire tutto ciò che ritiene utile a sua discolpa, salvo lasciare poi al giudice il ruolo di valutarne l’attendibilità – Marco, forse per la prima volta da quando è a Legnano, all’improvviso si rivela un libro aperto. Fa nomi e cognomi, mette sul tavolo numeri tangibili, non risparmia neppure riferimenti a persone della propria famiglia e, quando è necessario, non esita ad usare espressioni inequivocabili (“Quel signore è stato mandato via a calci nel…”).

 

Marco scusa, va bene quello che dici, ma non vorrei però che alla fine dei conti, il fatto di essere arrivati a questa situazione sia colpa mia…” esclama qualcuno dalla platea, con evidente tono inquisitorio. Di tutta risposta Marco non si sottrae alle proprie responsabilità. La sua dichiarazione è lapidaria: “Io mi sono sempre occupato soltanto dell’aspetto calcistico dell’A.C. Legnano, mentre per quello finanziario mi sono affidato ad altre persone che poi abbiamo scoperto agire nel proprio interesse personale e non in quello della società. Persone che sono state cacciate e contro le quali ancor oggi ci sono delle cause di risarcimento danni in corso…”. Rotto il silenzio, i presenti si scatenano e a raffica cominciano a piovere domande rivolte all’inaspettato e loquace interlocutore. Alcune sono dirette e impietose, altre sono più ironiche e talvolta (ma questo è un mio giudizio personale), decisamente inopportune. Marco risponde a tutte con assoluta serenità e in ogni caso arrivando ad avere sempre l’ultima parola, nel senso di lasciare il proprio referente senza possibilità di replica. E non certo per spirito reverenziale nei suoi confronti – ve lo vedete, in una serata così dove il 90% della platea era indemoniata nei suoi confronti – ma per effettiva impossibilità o incapacità di ribattere alle sue affermazioni (“Ma tu non sei venuto alla nostra cena!” “Non ero stato invitato” “Come no?” “Se qui c’è qualcuno che può confermare di avermi personalmente invitato, me lo dica. Io sono qui!”. Silenzio in sala).

 

Come d’incanto, ad un tratto le acque si calmano (in ogni caso – questo sia chiaro - mai da una parte o dall’altra si è trasceso i limiti di una civilissima conversazione tra amici con differenti vedute, ed in questo grande merito a Sandro e a Luca per aver svolto, anche prima dell’incontro, il ruolo di moderatori) e giunge finalmente il momento di analizzare gli scenari immediati che attendono l’A.C. Legnano. Subito, un incontro con il Sindaco (conclusosi, mi riferiscono, con una fumata nera e, forse, ancora una volta con una confezione di supposte in omaggio). A seguire l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio. Il ‘buco’ da coprire – originariamente di 420.000 euro – oggi si è decisamente ridotto, tanto per cambiare, grazie agli sforzi del Presidente Resta e ad alcuni contatti avuti proprio in questi giorni, ma lo ‘scoperto’ rimane ancora di circa 170.000 euro. Una soluzione si può trovare, lascia intravedere il Presidente e, di sicuro, nel frattempo il Legnano continuerà a giocare. Certo, a gennaio ci sarà da attendersi un nuovo periodo di ‘smobilitazione’, se non tanto per incassare con la vendita dei pezzi pregiati, quantomeno per ridurre i costi di gestione. Ma questa volta almeno lo sappiamo in anticipo. Del resto è meglio una società fallita o una società in via di risanamento che lotta, magari con i suoi elementi più giovani, per rimanere in  Prima Divisione?

 

Ormai le coordinate del discorso di Marco Simone e del Presidente Pippo Resta sono chiarissime. Marco conferma di aver certamente a suo tempo sbagliato nella valutazione del prezzo di acquisto della squadra (1.200.000 euro). Conferma altresì di aver probabilmente sbagliato nella mancata vendita di taluni giocatori durante l’estate (il riferimento è a Morandi alla Reggina, il Torino era un bluff) dal momento che l’offerta ricevuta era, a suo parere, sicuramente migliorabile. Conferma altresì, sebbene indirettamente, di avere sbagliato nel fidarsi di persone poi risultate inadeguate al ruolo loro affidato. Ma il danno ormai era fatto, e ammontava ad oltre tre milioni di euro! Oggi il debito si è dimezzato grazie all’ingresso di Pippo Resta e ad una serie di scelte, magari al momento non comprese dalla tifoseria, ma che alla fine hanno pagato (su tutte, la ‘ritardata’ vendita del richiestissimo Kamata – che continua a portare incassi periodici nelle casse della società – soltanto dopo che il giocatore aveva contribuito in modo decisivo alla promozione della squadra dalla C2 alla C1 – e Kamata, chi lo aveva portato a Legnano?). Adesso la società è ancora in condizioni di grandi difficoltà economiche, ma non è morta, è soltanto malata e, come conferma il Presidente Resta “un ammalato si può sempre curare”.

 

Cosa chiedono allora Marco e Pippo ai tifosi e alla città? Semplice: di stare vicini alla squadra. A questo proposito, Pippo elogia il pubblico di Legnano come il migliore da lui mai incontrato in venticinque anni di presidenza e si riferisce al periodo del suo arrivo caratterizzato da cinque sconfitte consecutive durante il quale nessuno si è mai permesso di muovergli una sola critica. Dice di avere ormai addosso la maglia lilla, lui e signora. Ci fa capire – ma dopo averci messo un milione e centocinquantamila euro in poco più di un anno, gli crediamo eccome! – che ormai questa per lui è come una seconda pelle e che farà di tutto per salvare la società, non foss’altro per mettere a tacere i gufi che già la danno per spacciata.

 

 

E Marco? Marco - da grande accusato senza possibilità alcuna di evitare l’immediata lapidazione, già decretata con sentenza online – questa volta ha deciso di parlare, ma ancora una volta anteponendo i fatti alle proprie parole. Qualcuno gli contesta di non essere un grande comunicatore, e certamente questo, durante i periodi più ‘bui’ della sua gestione, è stato un suo difetto. Oggi ha fatto (finalmente) chiarezza e all’improvviso tutti (o quasi) i pezzi del puzzle hanno dato l’impressione di tornare a posto. Facciamo un salto temporale e guardiamo oggettivamente l’intera vicenda. Marco Simone mette sicuramente un sacco di soldi nell’A.C. Legnano (le cifre da lui date parlano di cinquemilioni di euro, su cui si potrà discutere, ma a cui io personalmente credo). D’un tratto si ritrova con un bel buco di tre milioni di euro. Invece di rifugiarsi a Santo Domingo o comunque sparire dalla circolazione, decide di continuare a metterci la faccia. Nel 2007 porta la squadra in C1 dopo quasi venticinque anni e l’anno successivo, dopo molteplici contatti, trova un personaggio come Pippo Resta che lo aiuta a dimezzare il debito, mentre la squadra conquista un trionfale settimo posto sul campo. Eliminate le mele marce, continua ad avvalersi di collaboratori validissimi quali Moreno Zocchi che lo aiutano a mettere insieme, con costi contenutissimi, una comunque valida squadra per affrontare il Campionato di Prima Divisione 2008/09. Nel frattempo, per questioni di incompatibilità, si vede costretto a spogliarsi delle quote che precedentemente possedeva nella società, cedendole al Presidente Pippo Resta. Domanda: senza più un interesse diretto nella società, chi gliela fa fare a Marco Simone di continuare a sobbarcarsi viaggi da Montecarlo per seguire la squadra quando, ben che gli vada, si becca un bel coro di insulti?

 

A suo tempo Marco non era stato chiaro. Probabilmente aveva i suoi motivi (non dimentichiamo che erano coinvolti anche interessi familiari e sulla questione famiglia, lui stesso ha voluto mettere i puntini sulle i!). In ogni caso lui ha continuato a seguire le sorti della squadra e i risultati sul campo gli hanno dato ragione ben oltre le aspettative. Poi la svolta. Martedì sera Marco ha voluto “tracciare una linea” – queste le sue parole, ripetute più volte – e chiarire definitivamente la sua posizione, anche con la curva. Sinceramente, quanti di Voi avrebbero avuto il suo coraggio di presentarsi, del tutto inaspettati, ad una riunione fissata per discutere dell’imminente ‘fallimento’ della società, ben sapendo di trovare in quella sede soltanto nemici che ti ritenevano il principale artefice di quella situazione? Marco quel coraggio lo ha avuto e, se me lo consentite, alla fine ne è uscito alla grande. Si è conclusa con una stretta di mano tra lui e Sandro, di quelle che si vedono negli incontri diplomatici fra politici, ma caratterizzata da una sincerità che spesso in quegli incontri manca.

 

E oggi? Oggi si parte con una nuova prospettiva. Oggi sappiamo di essere TUTTI sulla stessa barca e che TUTTI vogliamo bene alla maglia lilla. C’è chi lo dimostra cantando in curva, chi soffrendo sui popolari, chi non perdendosi una trasferta, chi sfoggiando il vestito all’ultima moda soltanto perché è in tribuna coperta. E poi c’è chi viene ogni domenica da Montecarlo e si fa ogni volta una trasferta di 700 km . soltanto per vedere la sua squadra giocare in casa. E a proposito di Montecarlo. Ragazzi, è vero che la si risparmia sulle tasse, ma a nessuno di Voi è mai venuto in mente che forse, tutti quei soldi risparmiati Marco abbia deciso a suo tempo di investirli nell’A.C. Legnano? Adesso Marco ha chiuso i rubinetti, ma ciononostante anche e soprattutto grazie a lui – lo dice Resta, non ve lo dico io – il Legnano sta risollevando la testa e nel giro di pochi anni potrebbe ritornare ad essere una società solidissima che festeggia felicemente i suoi 100 anni di vita. A quella festa penso vogliate esserci TUTTI, no? Se poi nel frattempo dovessimo retrocedere, credetemi, quella sarebbe davvero l’ultima delle tragedie.  

 

Paolo Zambon – www.statistichelilla.it

 

Foto Alberto Gallo - www.statistichelilla.it

 



 

RESTA INCONTRA IL SINDACO - IL COMUNICATO DI PALAZZO MALINVERNI

 

Il Presidente Resta, l'Ass. allo Sport Brignoli ed il Sindaco Vitali [foto www.statistichelilla.it]

 

"Giuseppe Resta ha illustrato a me e Renzo Brignoli la situazione molto critica che la società sta attraversando. Ci rendiamo conto dell’estrema difficoltà di questo momento, che tra l’altro si inserisce in un generale clima di crisi economica. Nonostante il tessuto imprenditoriale legnanese stia vivendo un momento non facile, sollecitiamo tutti gli imprenditori appassionati che ne hanno la possibilità ad adoperarsi per sostenere l’AC Legnano.”


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