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Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


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15 dicembre 2008

Una Spal appannata soffre e viene raggiunta

fonte: spallinati.forumfree.net

La Nuova Ferrara

Brutta prestazione dei biancazzurri che non riescono a capitalizzare la rete del vantaggio

Moro manca il gol del ko ma la ripresa è a senso unico e il pareggio ospite appare logico
FERRARA. Nulla di grave, o di drammatico. Né nell’immediato né in prospettiva. L’evidenza di giornata impone però una considerazione: brutta Spal, pareggio logico. Il Lecco ha fatto il suo e l’ha fatto bene, meritando il match nullo alla luce dei novanta minuti di gioco ed in particolare di una ripresa in cui spesso e volentieri ha chiuso i biancazzurri addirittura nella loro area di rigore.
Senza due strepitose parate di Capecchi, anzi, gli ospiti avrebbero impattato assai prima. La Spal, dal canto suo, può dolersi di aver mancato il colpo del ko, proprio nella ripresa, quando Moro si è presentato solo davanti ad Andreoletti ma gli ha tirato addosso. Andando sul 2-0, pur contro il corso del gioco, la squadra di Dolcetti avrebbe sicuramente chiuso i conti, invece non l’ha fatto e poco dopo è stata puntualmente raggiunta. Per i biancazzurri, che giocavano in casa contro l’ultima in classifica, si tratta di un’occasione persa, che tra l’altro è costata il primo posto in classifica ora appannaggio della sola Pro Patria. Ma il punto non è questo. La Spal è scesa in campo senza gli squalificati Lorenzi e Cazzamalli, e priva di Centi malato. Al loro posto hanno giocato Servidei in difesa e Schiavon e Rivaldo a centrocampo. Il fatto è che la Spal ha avuto un approccio negativo con la gara. Incapace di dare ritmo, sofferente davanti al grande pressing avversario a centrocampo, non ha mai articolato la manovra e non è mai riuscita a trovare la profondità. Al contempo i biancazzurri hanno sofferto i fraseggi veloci, rasoterra e verticali dei brevilinei Corti, Carlini e Romanelli, patendo le azioni tecniche e radenti degli ospiti: teoricamente un paradosso, viste le condizioni del campo. Inoltre, la presenza di Moro appiccicato alla linea dell’out non aveva proprio senso, sia in considerazione delle caratteristiche della punta che della dinamica della partita. Non è un caso che al 17’ Dolcetti abbia deciso di cambiare: Rivaldo allargato a sinistra, Schiavon e Savi centrali, Moro accentrato a sostegno di Arma. Le cose sono un po’ migliorate, sia pure a sprazzi si è vista una Spal più determinata, più efficace, più propensa a giocare in velocità ed in verticale. Arma, con un compagno vicino, non ha più avuto due uomini addosso, e così - sempre di testa - prima ha sfiorato la rete e poi l’ha trovata, alla mezz’ora. Col risultato sbloccato, ed al cospetto della squadra col secondo peggior attacco del girone, si poteva pensare che il più difficile fosse compiuto. Due o tre bei movimenti collettivi della Spal l’hanno fatto supporre, ma è stata un’illusione. Ad inizio ripresa, infatti, il Lecco è tornato in campo determinato come non mai ed abbinando notevole agonismo ad apprezzabile qualità di manovra ha fatto la partita, ha costretto la Spal alla difensiva, spesso l’ha messa alle corde nella sua area di rigore. Mai, quest’anno, i biancazzurri hanno concesso tante occasioni come ieri. La Spal ha sofferto, è parsa in balìa dell’avversario, non è mai riuscita a giocare o ad andare in contropiede. Un grandissimo Capecchi per due volte, ed un po’ di fortuna (mischioni, conclusioni fuori di nulla), hanno impedito il gol ospite. Dolcetti ha inserito Quintavalla togliendo il bravo ma meno agonistico Rivaldo, spostando Bracaletti a sinistra e dotandosi così di due testuali uomini di fascia. Poi ecco La Grotteria per Arma, mossa un po’ sorprendente perchè si poteva anche pensare di giocare con le due “torri” al fine di sfruttare lanci lunghi e alti onde evitare la pressione avversaria a centrocampo, e perchè Moro non era in giornata di grazia. Ma che dire se proprio Moro, su assist di LG, giunto solo davanti al portiere avesse realizzato quello che apparentemente era il più comodo dei 2-0? Niente da fare, invece, e pocho dopo il Lecco ha raggiunto il pareggio. Gara finita, la Spal di ieri non aveva gli argomenti per controbattere.
PAOLO NEGRI

Pozzi spiega cosa non ha funzionato ieri
«Errata interpretazione della partita, bisognava fare la guerra»
Il manager guarda avanti «Guai essere preoccupati L’obiettivo? I 40 punti»

FERRARA. Bortolo Pozzi si presenta in sala stampa interrogando ad alta voce: «E’ morto qualcuno?». Evidentemente il digì fa riferimento al clima, ai volti un po’ scuri che vede intorno. A dire il vero, lui per primo non sembra soddisfatto, ma le parole sono quelle giuste: «Nessun dramma, siamo lì, di opportunità per tornare o per restare in testa ne arriveranno altre. C’è un pizzico di delusione, sì, perchè giocavamo in casa e contro l’ultima in classifica, ma purtroppo non abbiamo saputo interpretare la gara».
Spiega il manager: «Su un campo infame e contro un avversario che ti aggrediva, più che cercare il gioco avremmo dovuto buttare il pallone avanti e cercare di “fare la guerra” nella loro area di rigore. Però restiamo tranquilli, sereni, andiamo avanti con umiltà e determinazione. Non dobbiamo preoccuparci». Pozzi, in panchina, cosa ha pensato quando Moro ha mancato il 2-0? «Pensavo che facesse gol. Capita, di occasioni ne hanno sbagliate loro e dal canto nostro abbiamo fallito questa. Ma, ripeto, se abbiamo pareggiato è solo colpa nostra perchè non abbiamo saputo interpretare la partita, non dovevamo farci aggredire così». Sul futuro è chiaro: «Io devo arrivare a 40 punti, continuo a ribadirlo. Voi non ci credete, ma a 40 punti parleremo del futuro». (p.n.)

LE PAGELLE
Capecchi sa essere decisivo. Difensori poco protetti
Capecchi 8. Sicurezza e personalità in ogni uscita, in ogni presa. E due parate fenomenali.
Ghetti 6. Nel primo tempo ha dieci minuti “di fuoco” durante i quali sradica palloni, riparte all’attacco, crossa, ispira i cori della curva. Nella ripresa non spinge mai e soffre un po’ dietro.
Cabeccia 5.5. Sembra abbia paura di sbagliare. Alterna buone chiusure a qualche svarione. Non va mai in proiezione.
Savi 5.5. Gioca tanti palloni, prova ad impostare, ma soffre la pressione avversaria e nella ripresa non riesce a fare adeguatamente filtro davanti alla difesa.
Zamboni 6.5. Non va in difficoltà, ha interventi netti e decisivi. Certo la difesa viene “bombardata” ed i centrali non possono colmare ogni varco.
Servidei 6.5. A lungo perfetto per pulizia, tempestività e lettura delle traiettorie. In area non può essere ovunque.
Schiavon 5.5. Il cross per il gol di Arma. Ma nel complesso fatica in entrambe le fasi nonostante il grande impegno.
Rivaldo 6.5. Al debutto dall’inizio. Molto tecnico, ha visione di gioco e sa dare palla negli spazi, in profondità, di prima. Parte interno, viene spostato in fascia. Sostituito quando la Spal soffre.
Quintavalla 5.5. Rileva Rivaldo ma va a destra. Incide poco, non porta freschezza, non dà maggior copertura.
Arma 7. Avvio difficile, due stop sbagliati e l’isolamento offensivo. Appena ha Moro più vicino sfiora il gol, lo trova, gestisce e difende bene i palloni che ha.
La Grotteria 6. Venti minuti per Arma. L’assist per il possibile 2-0.
Bracaletti 5.5. Inizialmente vivace, poi si spegne e si vede pochissimo.
Moro 5.5. Largo combina niente, non è la sua posizione. Accentrato va meglio ma manca di rapidità nel gesto decisivo. Sbaglia il 2-0 a tu per tu col portiere.
Agodirin ng. Dinamico e pungente.

LECCO: Andreoletti 6; D’Ambrosio 5.5, Villagatti 5.5; Galeotti 5.5, Santoni 6, Bernini 6 (Alteri ng); Carlini 6.5, Corti 7, Montalto 6 (Buda ng), Carrara 6, Romanelli 7.
ARBITRO: Baratta 5.5. Non convince

Il trainer accetta il risultato dopo una gara non brillante
Anche Dolcetti ammette i problemi
Il mister: «Qualcosa è mancato Ci hanno messo in difficoltà»
L’allenatore però è sereno «Ho visto miglioramenti rispetto a Cesena»

FERRARA. Nessun dramma, in casa Spal, dopo il pareggio di ieri con il Lecco. Al solito equilibrato e posato, il tecnico biancazzurro Aldo Dolcetti analizza in dettaglio la prova della squadra: «Qualcosa oggi ci è mancato - spiega nellimmediato dopo gara - e non è arrivato il risultato che era nei nostri desideri. Ma non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi per l’impegno e la prestazione».
«Accettiamo questo pareggio - prosegue Dolcetti - al termine di una partita difficile come temevo».
Già, perché se dal canto suo la Spal non è sembrata in una delle sue giornate migliori, parte del merito va anche dato ad un Lecco che nulla ha “rubato” uscendo dal terreno del “Paolo Mazza” con un pareggio:
«Ci hanno messo in difficoltà. Il Lecco si è dimostrato un undici pimpante e veloce, che oltre a queste qualità è spesso portata a disturbare efficacemente il gioco avversario. Con noi, in questa partita, lo hanno fatto costantemente creandoci problemi e dandoci pochi punti di riferimento».
Secondo mister Dolcetti, la gara con i lombardi ha comunque mostrato una Spal diversa e migliorata rispetto a quella irriconoscibile vista a Cesena:
«I miglioramenti ci sono stati, questo è fuori di dubbio. La squadra ha affrontato con altro spirito ed altra impostazione mentale questa partita, riuscendo a sbloccarla. Queste sono gare che possono essere condizionate da episodi a favore e sfavore, noi non siamo riusciti a sfruttarne nel secondo tempo, mentre il Lecco è cresciuto ed ha trovato il pareggio, non casuale, dopo aver aumentato il ritmo. C’è un po di demerito nostro perché forse nella ripresa siamo stati meno uniti rispetto al primo tempo».
Viene poi chiesto al tecnico di commentare la grande occasione capitata sui piedi di Moro nella ripresa:
«Peccato, mi spiace per lui ma anche per la squadra. Non avendo consolidato con una superiorità la rete del vantaggio, forse il secondo gol avrebbe messo la partita su un piano diverso e più semplice per noi. E gli avrebbe consentito di sbloccarsi».
Poi sul debuttante Rivaldo:
«Mi è piaciuto molto ed ha fatto quello che gli avevo richiesto. In un altro tipo di gara avrebbe sicuramente potuto disporre di ulteriore minutaggio, ma ha speso molte energie sino a quando è stato in campo. I cambi? Ho cercato di sfruttare le forze fresche dei giocatori in panchina, per poter magari cercare la fiammata o l’episodio che potesse far pendere la bilancia dalla nostra parte».
Ultima gara al “Paolo Mazza” nel 2008 e nel girone di andata, e arrivederci ai tifosi biancazzurri che non saranno a Crema domenica prossima per il divieto di trasferta. Con che sensazioni?
«Ci sarebbe piaciuto centrare un risultato positivo, per chiudere bene davanti al nostro pubblico regalandogli un motivo per essere ancor più felice ed entusiasta. La gara di oggi (ieri; ndr) ci insegna però come questo sia un campionato che vive anche sulla sofferenza e le insidie. Se sapremo soffrire ed al tempo stesso battagliare ogni domenica, sono certo che qualcosa di buono questa squadra possa fare».
FEDERICO PANSINI

«Ci è mancata la brillantezza»
Per Butelli il gioco è latitato e le assenze hanno pesato
FERRARA. Il presidente Cesare Butelli temeva questa partita e lo si era capito fin dalle 10.30 quando, in compagnia dei familiari, era giunto in sede: «Sarà dura, durissima. Dovremo soffrire tantissimo per riuscire a venire a capo di un avversario ostico, deciso a vendere cara la pelle e che vorrà interrompere la serie negativa di quattro sconfitte consecutive».
Presidente ha azzeccato in pieno il pronostico.
«Non ci voleva un mago per interpretare che tipo di partitta si sarebbe andati ad affrontare. Tutto è andato come avevo previsto».
Quinto pareggio casalingo e lo scettro che passa nelle mani della Pro Patria.
«Non c’eravamo. Il Lecco ha interpretato la gara meglio di noi. Non ho visto tutto questo divario tra le due squadre. Sulla carta sono due punti persi, è inutile girarci attorno. Complimenti alla Pro Patria che ha sbancato San Benedetto del Tronto».
Una sconfitta a Cesena ed un pari in casa con l’ultima in classifica. C’è qualcosa che non va?
«Forse stiamo pagando questo momento negativo. Anche il terreno non ci ha aiutato. Cazzamalli sarebbe stato molto utile ed i giocatori tecnici quali Bracaletti si sono trovati a disagio. In quanto al Cesena la vittoria a nostre spese non era frutto del caso visto che sono andati a vincere a Cremona, un campo molto ostico. In ogni caso siamo tutte lì in un fazzoletto di punti».
Chi salva nella Spal?
«La squadra globalmente ha lottato. Ho visto molto bene Moro, così come Arma mentre Capecchi con un super intervento ha salvato la partita. Anche Rivaldo non mi è dispiaciuto. Ha dimostrato una buona intelligenza calcistica».
I punti persi bisognerà andarli a prendere domenica a Crema?
«Noi partiamo sempre per vincere, guai accontentarsi in partenza del pareggio. Vogliamo chiudere bene il girone di andata».
Oramai è tempo di mercato. Quali sono le strategie?
«Riconfermo quanto ho già detto. Qualcosa faremo sia in entrata che in uscita ma senza stravolgere questo gruppo che così bene si sta comportando. Valuteremo attentamente la situazione prima di compiere qualsiasi operazione».
Contro il Lecco tra paganti e abbonati non si sono toccati i tremila spettatori nonostante la giornata certamente non inclemente e con molti campionati dilettanti fermi per maltempo. Si aspettava qualcosa in più?
«Con Padova e Pro Patria abbiamo toccato i picchi di presenze poi con il Novara c’era meno gente ma quella era una giornata non buona meteorologicamente parlando. Forse non c’era l’appeal dell’avversario di richiamo».
A che punto è il progetto che aveva preannunciato a proposito di iniziative sul versante dei prezzi in grado di favorire gli under 17, le donne, le famiglie in generale e gli over 65?
«Confermo che ci stiamo lavorando già da qualche tempo. Riteniamo che in questo modo si vada nella direzione di richiamare un maggior numero di persone allo stadio. Noi ci proveremo. Non è detto però che sia automatico riportare la gente al “Mazza”, così come ci impegneremo per promuovere la Spal nelle scuole al fine di sensibilizzare i giovani su questa blasonata società».
Maurizio Barbieri

«Traditi dal campo pesante»
Per il dirigente i giocatori hanno accusato la fatica
L’ANALISI DI BENA

FERRARA. L’amministratore delegato biancazzurro Stefano Bena cerca di mascherare la mezza delusione per il pareggio interno. Non si sottare ad anallizzare l’incontro ed inquadra così la gara: «I nostri giocatori hanno risentito la fatica di giocare su un campo pesante al contrario invece del Lecco che è andato meglio su un terreno di gioco in quelle condizioni. Forse il fatto che loro fossero più piccoletti e brevilinei e dotati di una certa rapidità li ha agevolati. Non siamo riusciti a creare molte occasioni da rete. Probabilmente stiamo accusando un momento di appannamento. Dobbiamo saper trovare maggior concretezza sotto rete. E’ mancata l’autorità di gestire la gara ed abbiamo francamente concesso molto ai nostri avversari che si sono resi pericolosi in diverse circostanze. Il campionato è ancora lungo e si dimostra estremamente equilibrato. Ho visto una partita contraddistinta da molti falli. Non è stata comunque una Spal brillante come siamo abituati a vedere».
Bena spende due parole sul Lecco e sul suo tecnico Adriano Cadregari (con la Spal su sei precedenti non è mai uscito sconfitto; ndr). «Lo conosco dai tempi in cui allenava la Primavera del Brescia ed ha lanciato diversi giocatori quali Pirlo, Baronio, Bonazzoli, Diana e tanti altri ancora. Ha sempre fatto bene. E’ abituato a lavorare con i giovani e lo sta dimostrando anche quest’anno al Lecco in una società con limitate risorse economiche. Francamente, almeno da quanto si è visto qui al”Paolo Mazza” il Lecco non merita certamente l’ultima posizione in classifica». (m.bar.)


La riflessione: il peso di Centi
FERRARA. La fisiologica flessione accusata dalla Spal, come detto, ha acuito le difficoltà che la squadra incontra in casa: 3 vittorie e 5 pareggi in 8 gare, 6 gol segnati (e 3 incassati), mai più di una rete a partita, 14 punti su 24 a disposizione, match nulli contro Lecco (ultimo) e Portogruaro (penultimo). Non è un caso: contro le “piccole” e, più in generale, quando è chiamata ad attaccare difese schierate, la Spal fatica di più. Questo ormai è chiaro, il dato non sta impedendo un campionato di vertice ma se si vuole compiere un altro passo avanti bisognerà migliorare sotto questo punto di vista.
I problemi incontrati ieri, legati ai fatti (concatenati) appena citati, sono poi stati ingigantiti da un altro particolare: l’assenza di Luis Centi. Gli assenti sono sempre i migliori, si dirà. Ma se si eccettuano le gare di Sesto e di Cesena, quando tutta la Spal è incappata nelle due sole vere giornate-no vissute finora, le prove del capitano sono sempre state di spessore. Giocatore importante, quasi fondamentale, soprattutto in determinate occasioni. Perchè Centi a qualcuno potrà sembrare lento, ad altri stanco, ad altri ancora non così decisivo, ed invece è sempre prezioso. Elemento di personalità, equilibratore che dà i tempi, sa alternare gioco corto e gioco lungo, capace di cucire tra i reparti ed assicurare le distanze giuste. Ieri è mancato specialmente nella ripresa, quando la squadra si è sfilacciata, difesa e mediana troppo distanti, un po’ per la fatica ma non solo. Senza Centi (e Cazzamalli), come ieri, non è facile. L’analisi globale dei problemi accusati dalla Spal ha spiegazione. C’è da stringere i denti, ma il futuro non è in pericolo.
PAOLO NEGRI

I LECCHESI: parapiglia in tribuna
FERRARA. Un po’ di tensione, un piccolo parapiglia. E’ quanto successo nel corso della gara di ieri in tribuna laterale, verso l’ex curva Est. Lì, con tanto di bandiere, si erano sistemati diversi tifosi del Lecco. Collocazione anomala, abitualmente i supporters ospiti vengono dirottati in gradinata. Dove, ieri, c’erano appunto i tifosi del Lecco. E quelli della tribuna? Pure loro sostenitori blucelesti. E’ stata la questura, con decisione preventiva, a metterli lì. Pare infatti che tra due fazioni del tifo lecchese non corra buon sangue. Ormai siamo a tal punto, pure sostenitori della stessa squadra vanno divisi. Ieri, in tribuna, qualcuno ha ecceduto nei toni e nelle offese, alcuni sportivi ferraresi hanno cambiato posto, ma il cordone di polizia ha controllato la situazione.

Il coro è «siamo ultras, non criminali»
Un duro volantino poi prova di maturità. Grande e continuo sostegno alla squadra
Abbiamo visto la gara tra Spal e Lecco nel cuore della Ovest per coglierne l’atmosfera dopo i fatti di Cesena
FERRARA. Se il timore di molti era che i fatti successivi al match di Cesena potessero avere una scia polemica anche in occasione della gara di ieri, la Curva Ovest ha letteralmente spazzato il campo da ogni cattivo pensiero. Una dimostrazione di maturità, quella fornita dai tifosi.
Certo, chi in Romagna era presente, ancora fatica a dimenticare quanto visto con i propri occhi ed il primo pensiero, più che al calcio giocato, è per i due ragazzi arrestati a seguito degli scontri con le forze dell’ordine: un lungo applauso che parte dal centro e si estende per tutta la Ovest, ed un coro cantato a squarciagola dai supporters: siamo ultras, non criminali.
Siamo nel cuore della Curva, sistemati in mezzo ai tifosi. Ecco partire il solito, incessante e potente sostegno alla squadra di Dolcetti. Che il legame con la Spal sia rifiorito e poggi su basi solide, è certificato anche e soprattutto dalla gara di ieri, certo non bella. Non un mugugno, non un fischio, ma applausi e continuo incoraggiamento. Un arrivederci al nuovo anno, visto il divieto di trasferta imposto dall’Osservatorio per la gara di Crema. E con la speranza che già a Monza i tifosi possano tornare a esserci. Di seguito, il testo del volantino distribuito ieri in Curva: «Può capitare di assistere ad una partita di calcio della propria squadra del cuore, può capitare nel fare rientro a casa, di venire caricati e picchiati, senza nessun motivo reale. Può capitare di vedere agenti di Polizia in borghese venuti da Ferrara essere picchiati ripetutamente dai loro colleghi di Cesena. E può capitare che questo fatto non emerga sui giornali o in sede legale. Può capitare di sentire la versione della Questura che spiega che gli scontri sono iniziati tra i tifosi della Spal e alcuni tifosi del Cesena. Può capitare che arrestino due persone perché riconosciute dai filmati, ma può anche capitare che in quei filmati il gruppetto di tifosi del Cesena non compaia perché non esisteva e nessuno lha mai visto. Può capitare che il reparto delle forze dell’ordine coinvolto in questo episodio non sia la prima volta che accidentalmente si trova a che fare con situazioni analoghe, come può capitare che già in una trasferta poco tempo fa, di subire provocazioni ingiustificate da membri dello stesso reparto. Può capitare di leggere storie sui giornali che ascoltano solo la campana delle istituzioni, senza aver cercato la verità, può capitare di leggere il nome ed il cognome di chi farà i conti con la legge ma non il nome di chi scrive l’articolo. Mai come adesso ci mancano le parole, solidarietà ai nostri ragazzi e alle loro famiglie. Farò quel che potrò per la mia Spal lo cantiamo sempre, adesso è ora di fare qualcosa di concreto. Questi ragazzi sono la Spal, tutti noi lo siamo. Quelle manganellate le abbiamo prese anche noi, quelle manette le hanno messe anche ai nostri polsi. La nostra prima battaglia è quella di aiutarli, ognuno secondo le sue possibilità, anche un piccolo gesto è un segno tangibile di vicinanza. La seconda è quella di usare la testa, non cadere nel tranello che ci hanno infidamente teso. Vogliono una prova di forza? L’avranno! Ma non nel terreno sul quale tentano di trascinarci per distruggere definitivamente una tifoseria. Dimostriamo chi siamo: più forti dei forti, più astuti dei serpenti che ci vogliono stritolare ed immensamente più grandi di quei piccoli uomini che hanno la presunzione di annientarci. Cuore e cervello, cervello e cuore, non cadere in facili tentazioni ma semplicemente ricominciare ad esserci come prima più di prima. Vogliono il deserto? Diamogli una marea. Nessuno può manganellare i nostri sogni»
FEDERICO PANSINI

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