235 Rassegna Web della Prima Divisione Lega Pro Serie C1 Calcio L’amarezza dell’ex-tecnico Dellisanti:“A Taranto hanno sbagliato tutti ma ho pagato solo io” | seriec1 | Il Cannocchiale blog
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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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3 gennaio 2009

L’amarezza dell’ex-tecnico Dellisanti:“A Taranto hanno sbagliato tutti ma ho pagato solo io”

di Pietro Cinieri - Taranto Oggi (30/12/2008)
 
Lo sfogo di Dellisanti
 
Il momento della rottura, il punto del non-ritorno, Franco Dellisanti lo inquadra subito. “E’ stato dopo la sconfitta interna con il Crotone, quando Blasi è piombato negli spogliatoi. Ancora adesso mi ritrovo a maledire in continuazione quell’episodio”. I fatti sono risaputi e presto detti: il Taranto ha appena perso 1-0 contro i calabresi, che hanno trovato il gol-vittoria con Russo a tre minuti dal 90’; il presidente manduriano, a partita appena conclusa, entra negli spogliatoi applaudendo ironicamente i giocatori; la tensione però è alta: qualcuno replica, reagisce e in attimo succede il patatrac. Volano parole grosse, le urla echeggiano dentro lo stadio vuoto, si rischia addirittura di arrivare al contatto fisico. E’ il momento della rottura, il punto del non-ritorno: il Taranto s’infila in un tunnel scurissimo. Che oggi, a distanza di quasi due mesi, non ha ancora finito di attraversare.
“Ed io pago…”
La voce di Franco Dellisanti è aspra, ondivaga, delusa. “L’errore di quel pomeriggio ci ha condannato: quando Blasi si è disimpegnato la squadra ha perso un punto di riferimento importate”. Come spesso succede nella vita, però, gli sbagli sono una medaglia dalla doppia faccia. “Dopo una partita come quella Blasi non avrebbe dovuto dire certe cose: la sconfitta subita negli ultimi minuti aveva surriscaldato gli animi e fra i giocatori, che in campo avevano dato tutto, il nervosismo era alto. Anche la loro reazione però è stata sbagliata: si sarebbe dovuto controbattere con tranquillità, intelligenza, senza andare a sbandierare in piazza quello che non andava bene”. Il ruolo di Dellisanti, a quel punto è diventato quello del pacificatore. “Io volevo solo fare calcio in una città che amo sinceramente: alla società ho chiesto un atteggiamento più consono alle esigenze della squadra, ai giocatori di esprimere le loro richieste in maniera più giusta. Mi sono trovato in mezzo ad una situazione difficile ed ho cercato di agire con equilibrio. Ma purtroppo non è servito a niente”.
Franco contro Franco
E’ il 7 dicembre, il Gallipoli ha appena espugnato lo Iacovone. Franco Selvaggi, nominato da poco meno di un mese vicepresidente del Taranto Sport, comunica a Dellisanti che la sua avventura sulla panchina ionica si è conclusa. “Una decisione squallida per tempistica: si è mai visto un allenatore esonerato subito dopo una partita di calcio? Si ha almeno il buon senso di aspettare il giorno successivo e soprattutto si ha fra le mani un sostituto: non si permette che la squadra vada avanti per dieci giorni con l’allenatore in seconda; sotto questo punto di vista Selvaggi, oltre ad essere stato maleducato, ha anche dimostrato incompetenza”. Il j’accuse di Dellisanti, insomma, ha un solo nome. “Sin dai tempi in cui eravamo entrambi calciatori non siamo mai andati d’accordo. Lui è stato un ottimo giocatore ma come dirigente e come uomo, con me, ha sbagliato davvero”. E’ anche vero, però, che la società, quell’esonero l’ha pur avallato.
“Certo: Selvaggi è andato in continuazione dal presidente a dirgli che io avevo perso di mano lo spogliatoio, che ormai in panchina non mi voleva più nessuno. E alla fine Blasi si è convinto”. Quello che ha riportato Selvaggi al patron manduriano in realtà, a molti, non è sembrato del tutto falso. Dellisanti però non ci sta. E adesso dice davvero tutto.
Il caso Pastore
“Sapevo da subito che sarebbe stata una stagione di transizione: senza stadio e senza sponsor, a mio parere, non sarebbe potuto essere altrimenti. Non nego ci siano stati degli errori in fase di mercato, ma la squadra ha dimostrato da subito di esserci. Avevamo trovato un giusto assetto ed esprimevamo un buon gioco; siamo stati penalizzati da qualche episodio sfortunato e dagli infortuni: non dimentichiamo d’aver perso per strada Paolucci, il giocatore più tecnico della rosa. Però, nonostante tutto, fino a quel pomeriggio di novembre e a quella partita con il Crotone, tutto era andato grossomodo secondo i piani”. Da quell’istante però la situazione è sembrata sfuggire di mano a tutti, lui compreso. In molti, ad esempio, hanno visto l’esclusione di Pastore, il capitano, come un chiaro segno della sudditanza del tecnico nei confronti della società. “Ma questo è assolutamente falso: se avessi ricevuto un qualsiasi tipo di direttiva di quel genere mi sarei dimesso immediatamente. L’esclusione di Pastore è nata sul campo: dopo aver sbagliato il rigore con la Paganese io l’ho rimandato nell’undici titolare anche la settimana successiva; contro la Paganese però Ivano ha firmato un autogol e qual punto la situazione per lui si è fatta davvero difficile. Se nelle partite successive l’ho tenuto fuori è stato per tutelarlo, che poi la società possa aver gradito o no la sua esclusione non m’interessa affatto. A controprova della mia buonafede c’è il rapporto con lui, che dopo dieci anni è rimasto di grande stima reciproca”.
Anno nuovo, vita nuova?
Al nuovo anno Franco Dellisanti non chiede nulla. “La delusione dell’esonero è stata davvero grande: ad allenare di nuovo, per adesso, non ci penso proprio. Poi, contrattualmente, sono legato al Taranto anche per la prossima stagione”. Il rimpianto, da lasciare in dote al 2008, è legato alla squadra. “Non solo ci saremmo salvati ma sono certo che saremmo arrivati nei primi cinque posti o quantomeno a ridosso della zona play-off. Purtroppo non mi è stata lasciata la possibilità di dimostrarlo. A Taranto hanno sbagliato tutti ma alla fine ho pagato solo io”.


di Redazione (31/12/2008)
 
365 giorni di Taranto
 
GENNAIO

Il 2007 si era chiuso con il lugubre countdown di matrice “Galiganesca”. Il 31 dicembre era il termine sancito dal Ministero degli Interni per mettere in calendario i giorni in cui avrebbero dovuto essere effettuati i lavori di consolidamento dello Iacovone a carico del Comune, ancora in gestione post-default.
Anche il conto alla rovescia virtuale, del sito ufficiale del Taranto, che mediaticamente è stata una pensata di sicuro effetto, in termini di utilità per la comprensione di una questione fatta di incontri, date, cavilli e proroghe, non ha contribuito affatto a illuminare una vicenda assai grottesca in cui la stessa società, contrariamente a quanto accaduto, per esempio, a Foggia, non ha mai posto il seppur minimo contributo alla risoluzione della controversia che è ancora aperta.
Un rigore di Cejas decide l'amichevole dell'inimicizia contro il Lecce. 100 salentini allo Iacovone. 1500 i tarantini presenti. Cori ostili da ambo le parti e un ricordo da riportare in Salento. Tarantini e leccesi, finalmente ci si rivede. E l'anno inizia bene.
Arriva la batosta sui fatti di Taranto – Massese: confermato lo 0-3 a tavolino e comminate 10 gare effettive da disputare con il settore di Curva Nord privo di spettatori, con decorrenza immediata. La decisione del giudice sportivo, che respinge il reclamo presentato dalla società, è un pugno nello stomaco.
Il Taranto pareggia in casa una partita soporifera a Pistoia e sette giorni dopo impatta a Gallipoli per 2-2. In amichevole il Taranto schianta il Manfredonia grazie a Plasmati, Ascenzi e De Falco. Buona le prestazioni delle meteore Rachid e D’Acol.

FEBBRAIO

Curva Nord squalificata e il Sig. Blasi ne pensa una delle sue: far pagare per intero il biglietto agli abbonati che, ingenuamente, avevano creduto alla chiacchiere estive del manduriano. Allo Iacovone arriva la capolista Salernitana che viene abbattuta e umiliata con un perentorio 4-2 (4-0 nel primo tempo) che costerà la panca ad Agostinelli.
Sette giorni dopo il Taranto non si ripete contro l’Arezzo: 2-2 giunto con due punizioni di Pastore.
Piovono diffide a grappoli per i tifosi che hanno visto (a centinaia…) la partita con l’Arezzo nel settore inferiore di gradinata precluso al pubblico. Il Taranto perde a Pescara una trasferta preclusa ai tifosi rossoblu. Per Taranto-Martina il Prefetto conferma il “niet” dell’Osservatorio; porte chiuse e cuginetti gemelli dei baresi a casa e a testa bassa.

MARZO

Il Taranto butta al vento due punti a Sorrento; l’Ass. Spalluto scrive all’Osservatorio per far presente la questione Iacovone mentre anche Taranto – Lanciano ( basta una rete di Carrozza nel primo tempo per portare a casa i tre punti) è ancora, inesorabilmente, tristemente a porte chiuse. Campania felix per i rossoblu che nell’ennesima trasferta vietata alla “cazzo di cane” (Castellammare) espugnano il Menti con uno strepitoso blitz. Sette giorni dopo sarà Emerson a correre sotto la Nord vuota per festeggiare il gol che permette ai rossoblu di conquistare tre punti contro il Potenza.

APRILE

Vendetta, tremenda vendetta: il Taranto massa…cra la Massese con un perentorio 4-0 a domicilio e si toglie una grande soddisfazione: dopo i fatti di Taranto-Massese, infatti, la società toscana fece ricorso ed ottenne i tre punti. Il Milan, con interessi milionari e in lotta per la Champions League (con quei tre punti avrebbe guadagnato l’accesso al milionario banchetto) non fece ricorso contro l’Atalanta e la partita di potette ripetere. Ma lo tsunami rossoblu non si arresta: tocca ad un’altra toscana, la Lucchese, perdere per due a zero e lasciare lo Iacovone con le ossa rotte. Prima partita con la Nord aperta.
In attesa della delicata trasferta di Crotone Blasi scrive alla tifoseria. In Calabria, scontro diretto, il Taranto strappa un punto d’oro. Il Magico conquista di forza i play off matematici battendo la Sangiovannese: sarà il periodo migliore del Taranto.

MAGGIO

Il cuore non basta. Il Taranto chiude la stagione così come l’aveva aperta: con la sconfitta ad Ancona che ci costerà il secondo posto. Il magico conquista la terza piazza in attesa del Crotone da affrontare nella semifinale play off.
Mentre la città entra in fibrillazione per i play off, dalla Prefettura arriva l’ennesima perla: in curva nord potranno accedere solo 1785 spettatori. Gli altri abbonati di curva che eserciteranno il diritto di prelazione concesso dalla società dovranno necessariamente accomodarsi in gradinata. Parte la corsa sfrenata al biglietto con la solita, dilettantistica organizzazione. La società aveva promesso il diritto di prelazione per gli abbonati ma quella promessa resta come al solito aria fritta. Mentre a Taranto gli abbonati si sciroppavano dalle tre alle quattro ore di fila tra Mokambo e Musica E' il corrispondente da Martina del Corriere del Giorno poteva tranquillamente comprare il biglietto (nominale) senza alcuna fila, senza presentare alcun abbonamento.
Si parte per Crotone per la prima partita play off: allo Scida il Magico becca tre pappine e conferma la maledizione dei tre gol incassati alla “prima” in trasferta nei play off. Una gara pesantemente condizionata dall’arbitro che sbaglia tanto. Apre Migliaccio, che farà anche autogol. Pastore, cecchino inesauribile, rimette in parità il match e a due minuti dalla fine, sempre su calcio piazzato, il Crotone mette la freccia e si aggiudica il primo round.
Con strepitosa autorità il Taranto, sette giorni dopo, mette la freccia e schianta i calabresi grazie a due gol di Mancini e Cutolo e si prende la finale contro l'Ancona che passa a sorpresa sul Perugia.

GIUGNO

Parte la caccia grossa i biglietti per le finali: Macalli paventa una doppia finale da disputarsi in campo neutro all’Olimpico di Roma causa Conero e Iacovone a capienza ridotta. Una città imbandierata e trepidante si avvicina alla finale con speranza ma l’Ancona allo Iacovone imbriglia il Taranto ed esce indenne. Una partita in cui il Taranto ha provato a scardinare il catenaccio dei marchigiani; per sognare la serie B si dovrà vincere al Conero. La mobilitazione per Ancona è massiccia; nel capoluogo marchigiano è emessa un’ordinanza prefettizia con la quale si impone un biglietto a testa, nominativo e solo per i residenti ad Ancona e zone limitrofe. Si raccattano biglietti, biglietti falsi, biglietti della finale play off Cremonese-Cittadella, si fanno le veglie notturne: tutti vogliono essere testimoni di un evento. Blasi e Plasmati attizzano l’ambiente ma solo a parole. Nulla esorcizzerà il fluido maledetto: sfuma al Del Conero il sogno promozione del Taranto. Onore e merito all’Ancona che ha dimostrato di essere squadra migliore del Taranto ma non più forte. Terza partecipazione ai play off per la B e terza eliminazione. Si torna a casa a capo chino ripiegando le bandiere.
La tregua post delusione serve solo ad incarognire gli animi e far ripartire la “blasiade”: pensieri, azioni e ritrattazioni del migliore presidente del Taranto negli ultimi 15 anni (per la serie... e figùrate l'otre...).
Il primo bilancio post dissesto è approvato. Lo Iacovone e la cittadinanza tifosa ringrazia. Un atto dovuto, si dirà, ma nella città delle mille contraddizioni anche un atto "normale" diventa eccezionale. L’Amministrazione comunale può finalmente stanziare soldi per la messa a norma dello Iacovone.
Il Sig. Blasi filtra con il Modena: il Taranto è uno straccio vecchio che non serve più: si smobilita tutto e tutti i collaboratori licenziati: anche la sede sociale viene trasferita in uno sgabuzzino di Manduria dove nemmeno l’ufficiale giudiziario, mesi dopo, sarà in grado di trovarla. Si affaccia prepotente il nome di Graniglia per un passaggio di consegne che sembrava fatto. Nulla da fare: ci toccherà ancora sopportare il Sig. Blasi e il suo calcio dilettantistico e precario.

LUGLIO

La nuova parola d’ordine è austerità che tradotta dal “blasiano” di scrive precarietà. Precarietà su tutti i fronti. Arriva Dellisanti che si illude delle chiacchiere del Sig. Blasi e del sepolcro imbiancato che si porta appresso. Non si sa dove fare il ritiro mentre i pezzi pregiati della passata stagione salutano Blasi e la sua precarietà.
Arrivato perfetti sconosciuti e stranieri di belle speranza che si riveleranno autentiche bufale. I giornali e le tv vicine al “potere manduriano” elogiano senza ritengo un mercato assolutamente vergognoso.
Il procuratore federale Palazzi mette sotto inchiesta Salernitana e Potenza per la macchietta vergognosa vista in campionato. Il Taranto si inserisce come parte lesa ma finirà tutto a tarallucci e vino. Intanto il Sig. Blasi, dal ritiro di Cingoli, non trova di meglio che minacciare un cameraman rumeno inviato per contro di Studio 100 (si dirà, successivamente, che avrà comprato la cassetta dei filmati) e prendere a pugni Paglialunga del Corriere del Giorno che costerà al vate imolese una denuncia.

AGOSTO

Dopo quindici anni si torna a sognare il derby contro “la Bari”: la nuova formula della Coppa Italia, infatti, prevede scontri diretti nella prima fase e, in calendario, al secondo turno, c’è proprio il Bari da affrontare a domicilio. Una trasferta da fare in massa per ricordare ai galletti chi ha sempre comandato in Puglia.
Ma l’oscena precarietà imposta dal Sig. Blasi non ci permette nemmeno questa soddisfazione: il Taranto, nella sua ultima apparizione in uno Iacovone aperto e di fronte a cinquecento spettatori, in un torrido pomeriggio estivo (costava troppo al Sig. Blasi provvedere all’illuminazione notturna), perde in casa contro il Bassano di Glerean (formazione di C2) e viene mestamente eliminato.
Il mercato regala qualche colpetto: arriva Shala (spassosissimo il titolo della Gazzetta dello Sport di ferragosto: Shala: «Meglio qui che in B») e Paolucci.
Dopo 25 anni, Publiradio non trasmetterà le dirette del Taranto. L’asta dei diritti televisivi viene vinta da Radio Manbassa, Tele Rama e Puglia Channel, sponda BS Television.
Esce il nuovo calendario per una stagione precaria.

SETTEMBRE

Il Ministro degli Interni Maroni non proroga il decreto Pisanu: scoppia il panico e stadio chiuso a tempo indeterminato fino a quando lo Iacovone non verrà messo a norma. I lavori di prefiltraggio e affini verranno avviati ma con forte ritardo.
Galigani si ingegna e propone prima Martina e poi Brindisi per disputare le gare in campo neutro ma tali soluzioni non saranno percorribili perché lo Iacovone è agibile e non a norma, contrariamente allo stadio di Pescara che è inagibile per i lavori per i Giochi del Mediterraneo. Una perdita di tempo, insomma, e la solita approssimazione.
Senza tante cerimonie come in passato si firma la convenzione di utilizzo dello Iacovone per il 2009.
Parte la nuova stagione precaria: seconda partita ufficiale interna e seconda sconfitta con lo stesso risultato; il Taranto “bagna” l’esordio in uno Iacovone a porte chiuse e resta a bocca asciutta contro la Juve Stabia: a punirlo, un gol in zona Cesarini del tarantino Peluso.
Che questa squadra sia più forte di quella della scorsa stagione ci crede solo il Sig. Blasi.
Ma il Taranto di Dellisanti si riscatta immediatamente ed espugna Foligno. Si torna allo Iacovone a porte chiuse: ospite il Benevento con una vangata di ex: Dellisanti, Maglione, Tesser, Cejas, Gori, Colombini… una vera corazzata ma è il Magico a recriminare. Pastore regala il vantaggio con una delle sue punizioni. Pareggio degli stregoni nella ripresa mentre Cazzola colpisce una traversa.
Brutto colpo per Blasi: arriva la mannaia del Procuratore Federale; deferiti Blasi, Ursini e Galigani. Le solite "furbate" costano molto care alla Taranto Sport: falcidiati con mesi di squalifica Presidente, Direttore Generale e Direttore Amministrativo (di un organigramma societario già all'osso) e multe salatissime per tutti. E’ un periodo nerissimo per il Sig. Blasi: anche il suo Modena langue in classifica in serie B.
Il Taranto si fa corsaro anche a Caserta battendo il Marcianise. Seconda trasferta consecutiva ad Arezzo ma i granata di Cari vincono senza troppa fatica. La capolista - senza troppa fatica - liquida un Taranto volenteroso ma velleitario. Subito in vantaggio, l’Arezzo consolida la vittoria nel secondo tempo con una doppietta di Chianese.

OTTOBRE

Arriva il Pescara allo Iacovone a porte chiuse in piena marasma societario: ma nemmeno il caos abruzzese desta dal torpore il Taranto: partita in diretta sulla porno pay per view Conto tv.
Il Comune, nonostante i ritardi, ottempera a prefiltraggio e videosorveglianza. Lo Iacovone potrebbe riaprire ma evidentemente al Sig. Blasi non conviene. Basterebbe adottare la soluzione Foggia (palmari) per supplire alla mancanza di tornelli. Ma ci sarebbe da pagare la convenzione, stewards, quota squadra ospiti, biglietti… per incassi miseri. Al vate imolese non conviene lo stadio aperto e si inventa la panzana dei palmari non sicuri.
Torna la “disfida di Barletta”; la Coppa Italia di serie C regala un derby molto atteso ma ci pensa il casms a proibire la trasferta (l’ennesima) ai tifosi rossoblu).
Si va a Terni: senza tifosi al seguito per il divieto imposto dall’Osservatorio, il Taranto si trasforma in corsaro e schianta al Liberati la Ternana di Riganò, visibilmente ingrassato e lontano ricordo di un calciatore. Nemmeno sette giorni a sul Taranto si abbatte la nuova maledizione Capuano.
Muore Rocco D’Amore, ex mediano rossoblu.
Il campionato propone la trasferta di Perugia dell’ex Cutolo che si sbarazza del Taranto con una facilità disarmante. Nemmeno il tempo di respirare che il Crotone, in pieno caos societario (allenamento prepartita nel parcheggio dell’Hotel Daniela) espugna in zona Cesarini lo Iacovone e condanna il Taranto alla terza sconfitta consecutiva e alla zona play out. Il Sig. Blasi scende negli spogliatoi e scoppia il finimondo.
La quadra si ribella: la precarietà imposta da Blasi porta i frutti (acerbi) di un malcontento tenuto sopito per troppo tempo. C’è gente che non arriva alla fine del mese, senza materiale tecnico, senza la minima cognizione di organizzazione. Nel marasma generale, Galigani sguazza di felicità viste le precedenti esperienze fallimentari di Foggia, Trapani, Avezzano….
Lo spogliatoio è in frantumi: Dellisanti è sfiduciato, Shala guida la rivolta ma poi tornerà mestamente a scodinzolare pateticamente sette giorni più tardi davanti le telecamere presidenziali. Nel mentre, Blasi annuncia in diretta a BS television che non si presenterà allo Iacovone. Mente spudoratamente e si ritrova la contestazione feroce di trecento tifosi esasperati che lo esortano ad andar via nel più breve tempo possibile. Blasi accusa un malore e verrà portato via dai suoi bodyguards.

NOVEMBRE

Il Taranto conquista a Pistoia un pareggio senza infamia e senza lode. Sette giorni dopo il Lanciano prova a sfatare il tabù Iacovone ma sarà il Taranto ad espugnare il proprio tempio per la prima volta nella stagione. C’è aria di derby; arriva il Foggia ma sarà la porno tv ad alleviare il dolore di uno Iacovone precluso alla maggioranza della tifoseria. 2-2 nel finale e zona Cesarini ancora una volta letale.
Svolta in società: arriva Franco Selvaggi: Spadino come prima cosa allontana Galigani dal Taranto. Cerca di prendere in mano la situazione ma gli basteranno poche settimane per capire che il Sig. Blasi è una fabbrica vivente di frottole. Il Sig. Blasi non segue più la squadra e dichiara alla Gazzetta dello Sport “sono stufo regalo la società”. A chiacchiere, ovviamente. Il novembre funesto si chiude con l’ennesima trasferta proibita e l’ennesima presa per il culo: il Taranto a Cava dura solo dieci minuti e rimedia tre pappine.

DICEMBRE

L'esasperazione porta anche a questo: un gruppo di tifosi interrompe la rifinitura del sabato per pretendere il massimo impegno per la sfida contro la capolista Gallipoli.
Una società indegna non giustifica il lassismo visto a Cava. Ma lo sforzo sarà inutile: il Gallipoli viene a Taranto ed espugna per l’ ennesima volta lo Iacovone. Selvaggi prende di petto la situazione e caccia Dellisanti. Ma ciò non basta a stoppare l’emorragia. Si vocifera l’arrivo di Paolo Di Panio sulla panca rossoblu. L’irriducibile nostalgico della Lazio sarà addirittura ospite della fazenda manduriana e ma basterà un colloquio per capire la quantità industriale di puttanate provenienti dalla bocca del vate imolese.
Viene proibita inspiegabilmente anche la trasferta di Potenza: alla fine sarò meglio così, vista la prestazione ignobile della squadra. Il Taranto affonda sempre più e Selvaggi toglie il disturbo.
Il nuovo mister è Paolo Stringara che verrà presentato al Nicotel di Castellaneta. Solo cinque tifosi alla presentazione con un redento Blasi che illuminato sulla via di Manduria promette che tutto cambierà. A parole, ovviamente, visto che di fatti….
A Stringara tocca addirittura uno Iacovone allagato con allenamenti a Maruggio (lui che alberga a Castellaneta…). Esordio del nuovo Mister contro un Sorrento altrettanto derelitto e rimaneggiato, il Taranto del nuovo corso non va oltre uno striminzito zero a zero.
Si chiude l'anno con un bottino misero di punti e la consapevolezza di dover soffrire fino alla fine la precarietà imposta dal Sig. Blasi. Shala manda a cagare il Sig. Blasi e il sepolcro imbiancato che si porta appreso e si dà alla fuga. La diaspora rossoblu è solo al primo passo. Tutti vogliono andar via ma prima di farlo attendono gli arretrati. Il mercato non potrà sbloccarsi se prima non verranno mandati via i reietti sobillatori. Arriva Natale: Blasi chiude per ferie e, con lui, i sogni della tifoseria di qualche traccia di normalità.
Dalla trasmissione presidenziale il vate imolese dispensa pillole di saggezza e annuncia un nuovo corso: addirittura si torna a parlare si serie A. Un fine anno a tratti esilarante se non fosse assolutamente drammatico. Il Sig. Blasi va a scuiare alla faccia nostra che facciamo sangue amaro. Si torna il 6 gennaio, senza direttore sportivo e senza uno straccio di credibilità e con una salvezza da conquistare. E il 2009 si appresta ad essere l’ennesimo anno perso.


Taranto Supporters augura a tutti i fruitori del sito un anno sicuramente migliore del passato, con l’auspicio che il 2009 ci liberi dalla zavorra imolese e dai truffatori di ogni risma. Un augurio che facciamo a noi stessi e alla città


di Redazione (29/12/2008)
 
In attesa del 4 gennaio
 
Le grida di giubilo della folla adorante e relative esaltazioni mediatiche della lieta novella blasiana giunte dall’eremo di Castellaneta cozzano, ancora una volta, con l’amara realtà.
Il redento imolese, colui che si immola per il vessillo rossoblu dopo non essere stato capito che il suo amore trascende dalle umane miserie, è in ferie. Traduzione: non si muove foglia fino al 4 gennaio, data fatidica per il futuro prossimo venturo della scalcinata baracca rossoblu.
Niente di nuovo sotto il sole. E’ già avvenuto in passato, la canzone sarà identica anche in questi giorni. Niente in contrario alle ferie, ci mancherebbe. Ma visto che il padrone è fuori, nessuno nella corte è in grado di fare alcun passo e chi è rimasto al servizio è squalificato per mesi. Non solo: dalla Svizzera Shala non è tornato alla ripresa degli allenamenti (traduzione: ha mandato abbondantemente a cagare il padrone imolese) e non si potrà parlare di nuovi arrivi se non saranno piazzati i reietti, cosa affatto facile in questi tempi di magra.
La partita è tutta aperta: chi vorrà andare via attraverso la rescissione consensuale del contratto dovrà rinunciare alle mensilità pregresse; le società eventualmente interessate ad accaparrarsi le prestazioni degli epurati dovranno, nel caso, farsi carico delle mensilità maturate. Non se ne esce facilmente, in poche parole.
Non solo: il Corriere del Giorno paventa altresì la regola dei 18 over a complicare le cose. E stiamo parlando di una società senza un direttore sportivo.
In parole povere: alla ripresa ci ritroveremo ad affrontare due match vitali per la salvezza con una squadra ancor più rimaneggiata dell’attuale, demotivata e fondamentalmente scarsa.
Chissà come la prenderà Stringara, l’ultimo di una serie lunghissima di persone gabbate dal duo delle meraviglie. La campagna di gennaio è tutta da dimostrare mentre la salvezza, con questi chiari di luna, diventa una chimera e il 2009 non si apre certo con gli auspici migliori. Per chi ancora ci tiene, ovviamente.


fonte: tarantosupporters.com

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