10 marzo 2009
Sorrento in Coppa Italia Lega Pro, impresa riuscita: e' finale! - solosorrento.it
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30’ pt Colomba (F), 2’ st Myrtaj (S), 44’ st Myrtaj (S)
FOGGIA
(4-3-1-2): Milan; Colombaretti, Burzigotti, D’Andrea, Posillipo (45’ st
Agostinone); Colomba (18’ st Basta), Velardi, Mancino; Pecchia;
Germinale, Malonga (8’ st Piccolo). A disp.: Coscia, Lisuzzo, Pedrelli, De Rosa. All.: Novelli.
SORRENTO
(3-5-2): Spadavecchia; Iorio (29’ st Lo Monaco), Minadeo, Panarelli;
Vanin, Maiorano, Agnelli, Fialdini, Arcidiacono (24’ pt Greco);
Giampaolo (31’ st Hodza), Myrtaj. A disp.: Locatelli, Ferrara,
Giocondo, Visone. All.: Simonelli.
ARBITRO: Borraci di San Benedetto del Tronto (Pavesi/Leonetti).
NOTE: Spettatori circa 1000 di cui 10 provenienti da Sorrento, giornata soleggiata, terreno di gioco in brutte condizioni.
AMMONITI: Mancino (F), Germinale (F), Milan (F), Posillipo (F), Myrtaj (S), Maiorano (S).
RECUPERO: 5’ pt, 5’ st.
E’
senza mezzi termini un’impresa, anche per come si erano messe le cose.
Il Sorrento espugna Foggia in rimonta e conquista la finale della Coppa
Italia di Lega Pro. Sarà la Cremonese delle “stelle” (oltre al tecnico
Mondonico, ci sono big del calibro di Riganò e Morfeo) a contendere il
trofeo ai rossoneri. L’andata della finale ci sarà il 25 marzo, il
ritorno il 23 aprile: nei prossimi giorni, si terrà il sorteggio per
stabilire le sedi degli incontri. Il Sorrento ha dinanzi un’opportunità
storica, anche perché si può rifare della beffa del lontano giugno
1975. Allora, nella finale (unica) del Campo Italia, i rossoneri
persero il trofeo tricolore contro il Monza, ai calci di rigore.
Scherzi del destino: il riscatto, 34 anni dopo, potrebbe consumarsi con
un’altra squadra lombarda.
IL CARATTERE
Dopo il 2-2 della semifinale d’andata, per guadagnare la qualificazione
bisognava vincere o pareggiare con almeno tre gol segnati. Missione
riuscita. Una doppietta d’autore di bomber Myrtaj stende a domicilio il
Foggia che, tra l’altro, era pure passato in vantaggio nel primo tempo
con un piatto di Colomba (30’). Il successo del Sorrento ha un gusto
molto particolare: il sigillo decisivo arriva in piena zona Cesarini,
quando nessuno ci sperava più. Nell’assedio finale, un cross col
contagiri di Greco (entrato nel primo tempo per l’azzoppato
Arcidiacono) pesca in area Myrtaj, lesto a bucare Milan di testa per
l’1-2. La gioia per l’accesso in finale è sfrenata, con la squadra che
va ad esultare con Simonelli mentre il pubblico dello Zaccheria
contesta apertamente il “suo” Foggia. La vittoria appare meritata,
perché è cercata fino all’ultimo secondo. Con una formazione
sperimentale (hanno beneficiato di un turno di riposo i vari Angeli,
Nicodemo, La Vista, Ripa e Biancone) ed un’alta carica emotiva dettata
pure dalla necessità di dover sterzare in ottica salvezza, il Sorrento
fa la gara mettendo alle corde il Foggia (soprattutto nella ripresa).
Nei venti minuti iniziali, le occasioni fioccano da una parte e
dall’altra. Giampaolo va a segno,
ma si vede annullare il vantaggio per fuorigioco. Poi spunta Vanin che,
in mischia, impegna Milan. Il portiere ribatte corto, Myrtaj s’avventa
sulla palla vagante senza riuscire a segnare. Insomma, il Sorrento non
sfonda. Di contro, infatti, il Foggia fraseggia di più, controlla i
ritmi ed alla prima occasione buona si ritrova avanti. Colombaretti
sfugge sull’out destro e mette in mezzo. Germinale, al limite, fa la
sponda per Colomba, furbo ad insaccare dopo aver saltato Vanin (30’).
Preso il gol, il Sorrento non si scompone e, prima dell’intervallo, si
fa ancora vedere dalle parti di Milan con Maiorano e Greco.
LA RIMONTA
Nel complesso, però, l’1-0 non appare giusto. Così, al primo possesso
della ripresa, c’è il pareggio costiero. Fialdini, in mediana, accende
Myrtaj che elude tutti e s’infila tra le maglie della difesa pugliese.
Dinanzi a Milan, è freddo e sigla l’1-1. La gara, sui binari della
parità, riacquisisce verve ed imprevedibilità. Foggia e Sorrento si
danno battaglia a viso aperto. Un tuffo plastico di Spadavecchia dice
“no” ad un tocco felpato di Piccolo, chiamato a concludere su un’azione
tambureggiante orchestrata da Germinale (che si muove molto e spesso
svaria sul fronte d’attacco). Non è da meno neppure l’altro portiere,
Milan, che a pochi giri di lancette dalla fine (81’), in uscita riesce
ad anticipare Maiorano su un passaggio invitante di Myrtaj. Gli ultimi
minuti sono a dir poco concitati, col Sorrento alla spasmodica ricerca
del gol qualificazione ed il Foggia rintanato nella propria metà campo.
Il sorpasso è nell’aria e giunge proprio allo scadere. L’urlo
liberatorio di Myrtaj è la miglior fotografia di una squadra capace di
rialzare la testa nelle difficoltà ma che, fra sette giorni, dovrà
riconfermarsi pure in campionato. Guarda caso, al Campo Italia, si
incroceranno i guantoni nuovamente col Foggia.
foto sorrentocalcio.com e foggialandia.it
MYRTAJ: "PRIMA LA SALVEZZA, POI LA COPPA"
Dopo
34 anni è ancora finale di Coppa Italia. Se oggi il Sorrento può
rifarsi della beffa del 1975 col Monza (sconfitta ai rigori), lo deve
soprattutto a Florian Myrtaj. Il centravanti, nella semifinale di
ritorno a Foggia, ha timbrato la doppietta decisiva per la
qualificazione. Dopo il 2-2 dell’andata, in pochi credevano
all’impresa. “Abbiamo tagliato un traguardo prestigioso con pieno
merito – spiega il bomber –. L’interpretazione mentale è stata perfetta
perché abbiamo giocato con quella grinta che forse, qualche volta, in
campionato non si è vista. Ogni domenica dovremmo avere lo spirito
battagliero di Foggia. I miei due gol? Sono felice perché sono serviti.
Quelli che non consentono alla squadra di ottenere punti e risultati
non mi interessano”. E pensare che, alla mezz’ora, la partita s’era
messa sui binari sbagliati. Alla prima palla buona, il Foggia è andato
in vantaggio. “Non abbiamo mollato, reagendo con rabbia – ribatte
Myrtaj –. Altre volte, l’1-0 ci avrebbe tagliato le gambe mentre
domenica ci ha gasato. La qualificazione testimonia le qualità della
nostra rosa: se siamo giunti fin qui, i meriti vanno ascritti
soprattutto ai ragazzi più giovani e meno impiegati che, fin dai primi
turni, hanno fatto grandi cose”. Tra il Sorrento e la conquista
della Coppa Italia, c’è la Cremonese di Mondonico, Morfeo e Riganò.
“Un avversario duro – ribatte il centravanti – a cui ci dedicheremo
solo nelle prossime settimane. Se permettete, penso prima alla salvezza
e poi al resto”. Insomma, meglio discutere del remake della sfida col
Foggia che ci sarà domenica al Campo Italia. “Se stiamo in zona
playout, evidentemente ce lo meritiamo – premette Myrtaj -. La
classifica è brutta da vedersi, serve un immediato cambio di marcia.
Bisogna parlare poco, lavorare tanto e vivere alla giornata. Per
uscirne fuori, occorre avere lo spirito giusto. Gente esperta come
Nicodemo, come Fialdini, che va in campo con orgoglio, grosse
motivazioni e tanta voglia di sacrificarsi per la maglia, va presa ad
esempio. A cominciare proprio da me. Col Foggia è una partita cruciale,
servono i tre punti a tutti i costi”. Il gruppo è unito attorno al
tecnico Simonelli, riconfermato dalla dirigenza la settimana scorsa:
“Un grandissimo allenatore ed una grandissima persona – riprende Myrtaj
-. Saremmo persi senza di lui. E’ la nostra guida, l’unica persona che
può tirarci fuori dalle sabbie mobili. Credo di non essere mai stato in
una squadra come la nostra, dove i giocatori sono così profondamente
legati al loro allenatore”. Finora, tra campionato e Coppa Italia,
Myrtaj ha siglato 8 reti in 14 partite (proprio a Foggia, ha esordito
nel trofeo tricolore). Una media altissima. Il computo poteva
consegnare, addirittura, un dato migliore. Basti pensare a 5 gol
annullati e a un rigore sbagliato. “Il mio rammarico è un altro –
smussa il diretto interessato –: non ho mai fatto una serie di partite
al top della condizione. Appena sono stato meglio, mi sono dovuto
fermare per un infortunio. Non ho avuto continuità”.
POSTICIPATA L’ANDATA DELLA FINALE
L’andata della finale di Coppa Italia tra Sorrento e Cremonese,
prevista per il 25 marzo, dovrebbe essere posticipata al primo aprile.
La squadra di Mondonico, il 24 marzo, giocherà col Genoa il memorial
“Erminio Favalli”. Nei prossimi giorni, invece, ci sarà il sorteggio
che stabilirà la sede della finale d’andata.
SALVATORE DARE
SALA STAMPA FOGGIA-SORRENTO
SIMONELLI: "GRANDE CARATTERE"
CASTELLANO: "VOGLIO LA COPPA"
Alla
vigilia, in pochi credevano all’impresa. Il Sorrento, però, ha mostrato
il carattere di un gruppo coeso, che ha imposto a domicilio l’1-2 al
Foggia accedendo, di diritto, alla finale di Coppa Italia. Al varco
tricolore, ora, c’è la Cremonese di Mondonico. L’allenatore rossonero,
Gianni Simonelli, in ottica Coppa Italia aveva detto a chiare lettere
una sola cosa: “Bisogna ritrovare entusiasmo ed uno spirito migliore”.
Detto fatto. Nella rinnovata sala stampa dello Zaccheria, il
“professore” arriva con un’espressione finalmente soddisfatta: “Sono
molto felice – esordisce proprio Simonelli – perché abbiamo ottenuto
una qualificazione di prestigio ed ampiamente meritata. Se andiamo ad
analizzare quel che entrambe le squadre hanno mostrato tra la gara di
andata e quella di ritorno, non può non apparire esplicito a tutti, che
il Sorrento abbia fatto molto meglio del Foggia. Quindi, è giusto così.
La Coppa Italia, fin dagli inizi della stagione, l’avevamo indicata
come una competizione da onorare fino in fondo, un trofeo tutt’altro
che secondario. Il nostro passaggio alla finalissima lo conferma: noi
non snobbiamo niente”.
In
assoluto, Simonelli ha sempre dato la priorità alle questioni mentali
rispetto a quelle tecniche o tattiche. Non a caso, mentre va avanti con
la disamina della gara, riconferma la prassi, focalizzando l’attenzione
sull’approccio mentale dei suoi: “Al di là degli aspetti di
campo – prosegue l’allenatore del Sorrento – sono soddisfatto perché,
nella squadra, ho visto quell’atteggiamento giusto, direi obbligatorio
per fare delle grandi partite. In settimana, l’avevo chiesto
espressamente. Oggi (ieri per chi legge, ndr), devo dirlo, sono stati
veramente bravi. Sono del parere che se scendiamo in campo con grande
determinazione, con la consapevolezza dei nostri mezzi e con fiducia,
siamo capaci di potercela giocare alla pari contro qualsiasi
avversario. Ed ovunque. Lo dico sempre e non mi stancherò mai di
ripeterlo”. I cronisti pugliesi lo pungolano sul Foggia, che ha
schierato una formazione imbottita di seconde linee: “Questa non è una
domanda che mi riguarda e quindi non posso rispondere. Domandatelo a
Novelli: sicuramente vi saprà soddisfare...sapete che vi dico? Non me
ne importa proprio: sono contento della prestazione del mio Sorrento,
che ha passato il turno con grande merito”. Nei momenti difficili, c’è
sempre qualche voce fuori dal coro. Chi non gioca, chi ha il muso
lungo: può capitare. A Sorrento, almeno per ora, non è affatto così. E’
esemplificativo, in tal senso, l’abbraccio generale rivolto
all’indirizzo di Simonelli dopo il gol dell’1-2 di Myrtaj. Il diretto
interessato, come l’avrà presa una dimostrazione di stima del genere?
La curiosità, però, non trova terreno fertile. Il professore non dà
risposte ad effetto e sfodera la consueta flemma: “Eravamo
semplicemente contenti, tutto qui…”. La Coppa Italia tornerà di stretta
attualità fra qualche settimana. Ora, per il Sorrento, c’è un’unica
necessità: la folle corsa al raggiungimento della salvezza diretta.
Impelagata in piena zona playout, a quota 28, la truppa di Simonelli
domenica pomeriggio ritornerà a giocare tra le mura amiche. Nel rush
finale, lo farà per ben sei volte su dieci. Il caso vuole che il
prossimo avversario sia proprio il Foggia, battuto in Coppa Italia. “E’
una partita impegnativa – ribatte Simonelli –, che è importante sia per
noi che per loro. Per conquistare l’intera posta in palio, servirà
l’atteggiamento mentale di oggi (ieri per chi legge, ndr). Non penso
che la qualificazione alla finale di Coppa Italia ottenuta qui allo
Zaccheria, ci darà l’assoluta tranquillità per affrontare il Foggia in
versione campionato. Ogni gara, di fatti, ha una storia diversa. Perché
dico tutto questo? Non penso che il mio collega Novelli, domenica a
Sorrento, manderà in campo la stessa formazione di oggi (ieri per chi
legge, ndr). Io, comunque, sono fiducioso”. Così, il presidente
Castellano, presente allo Zaccheria: “Sono
molto contento perché quello che ho detto ai ragazzi martedì nello
spogliatoio, evidentemente è servito. Ora si deve proseguire così pure
per il raggiungimento della salvezza. Dopo la Coppa Italia
d’Eccellenza, quella di D e la Supercoppa di C, manca alla mia bacheca
un altro trofeo: la Coppa Italia di Lega Pro. Voglio vincerla e ce la
possiamo fare”.
fonte: solosorrento.it
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