235 Rassegna Web della Prima Divisione Lega Pro Serie C1 Calcio Pescara prosciolto, niente penalizzazione | seriec1 | Il Cannocchiale blog
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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

Serie C1 Rassegna Web Prima Divisione Lega Pro





































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10 settembre 2009

Pescara prosciolto, niente penalizzazione



FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO
00198 ROMA – VIA GREGORIO ALLEGRI, 14
CASELLA POSTALE 2450
COMUNICATO UFFICIALE N. 18/CDN
(2009/2010)
La Commissione Disciplinare Nazionale, costituita dall’Avv. Sergio Artico, Presidente;
dall’Avv. Gianfranco Tobia, dall’Avv. Alessandro Levanti, Componenti; dal Dott. Paolo
Fabricatore, Rappresentante AIA; dal Sig. Claudio Cresta, Segretario, con la
collaborazione dei Sig.ri Nicola Terra e Salvatore Floriddia, si è riunita il giorno 10
settembre 2009 e ha assunto le seguenti decisioni:
“”
(22) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: GERARDO
SOGLIA (all’epoca dei fatti, Presidente e legale rappresentante della Soc. Pescara
Calcio SpA) E DELLA SOCIETA’ DELFINO PESCARA 1936 Srl (nella qualità di
Società che ha acquisito il titolo sportivo del Pescara Calcio SpA) (nota n.
733/512pf08-09/SP/blp del 30.7.2009).
Visto il deferimento del 2 aprile 2009 disposto dalla Procura Federale nei confronti del Sig.
Gerardo Soglia, Presidente all’epoca dei fatti della società Pescara Calcio Spa, per
violazione degli artt. 1, co. 1, 8, co. 14 e 10, co. 2, CGS, e nei confronti della Società
Delfino Pescara 1936 Srl, nella qualità di società che ha acquisito il titolo sportivo del
Pescara Calcio Spa, per responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, co. 1, CGS.
Rilevato che il deferimento è intervenuto per non aver ottemperato la società Pescara
Calcio Spa al disposto di cui al C.U. del 5 maggio 2008 N°. 94/A, non avendo provveduto
a depositare nel termine prescritto del 30 settembre 2008 la garanzia bancaria prevista in
caso di splafonamento del budget-tipo pari a € 110.500,00, relativamente al contratto
sottoscritto con il calciatore Roberto Cappai;
Ritenuto che il mancato deposito della garanzia bancaria ha prodotto la nullità del
contratto e della variazione di tesseramento e che detto comportamento è stato ascritto al
Sig. Gerardo Soglia, all’epoca dei fatti Presidente della Società.
Considerato che successivamente il Pescara Calcio è fallito e che in data 20 gennaio 2009
la Società è stata aggiudicata all’asta alla Delfino Pescara 1936 Srl e che a quest’ultima
Società, la F.I.G.C. ha trasferito il titolo sportivo mantenendo i diritti derivanti dalla
anzianità di affiliazione;
Valutato che la notifica originaria del deferimento nei confronti del Sig. Gerardo Soglia non
è andata a buon fine e che questa Commissione, con ordinanza 23 aprile 2009, ha
rimesso gli atti alla Procura Federale per consentire una nuova notifica dell’atto di
deferimento;
Preso atto che la Procura Federale ha rinnovato il deferimento e nuovamente notificato lo
stesso al Sig. Gerardo Soglia e alla società Delfino Pescara 1936 Srl.
Esaminata la memoria 5 settembre 2009 depositata dalla difesa della società Delfino
Pescara 1936 srl.
Ascoltato il rappresentante della Procura Federale Avv. Giua, il quale ha concluso per
l’affermazione di responsabilità dei soggetti deferiti chiedendo l’irrogazione delle seguenti
2
sanzioni: inibizione per mesi 1 al Sig. Gerardo Soglia, penalizzazione di punti 2 in
classifica generale, da scontare nella corrente stagione sportiva al Delfino Pescara 1936
Srl;
Ascoltati altresì i difensori della società Delfino Pescara 1936 Srl, i quali hanno concluso
chiedendo in via principale l’improcedibilità ed inammissibilità del deferimento, in via
subordinata l’irrogazione di una ammenda rinunciando alla domanda proposta, in via
estremamente gradata di irrogazione della penalizzazione di 1 punto in classifica generale.
Rilevato che il Sig. Gerardo Soglia non è comparso all’odierna udienza e non ha
depositato alcuna difesa.
Considerato che quanto ascritto al Sig. Gerardo Soglia trova conferma negli atti del
giudizio e non risulta contestato dallo stesso soggetto deferito, sicché lo stesso va ritenuto
responsabile dei comportamenti antiregolamentari tenuti e va sanzionato ai sensi di
quanto previsto dagli artt. 1, co. 1, 8, co. 14 e 10, co. 2, CGS.
Considerato, invece, per quanto riguarda la società deferita, che non può non tenersi
conto che il Soglia era Presidente del Pescara Calcio Spa, oggi soggetto inesistente dal
punto di vista federale essendo stata revocata l’affiliazione e che lo stesso Soglia non è
mai stato tesserato per la nuova Società (Delfino Pescara 1936 Srl) alla quale è stato
trasferito il titolo sportivo;
Ritenuto che, alla luce di tale situazione di fatto, questa Commissione non può che
uniformarsi al proprio precedente indirizzo giurisprudenziale che, al contrario di quanto
ritenuto dalla Procura Federale, non si pone in contrasto con la decisione 7 aprile 2009 la
cui motivazione è stata pubblicata su C.U. N°. 264 del 19 giugno 2009 giacchè in quella
fattispecie il calciatore in origine tesserato per il Pescara Calcio era poi stato tesserato
anche per il Delfino Pescara 1936 mentre il Soglia, Presidente del Pescara Calcio, non ha
mai fatto parte a nessun titolo del Delfino Pescara 1936. Conseguentemente, alla luce di
tale situazione di fatto, non appare concretizzabile in alcun modo il principio della
responsabilità diretta a carico della Società Delfino Pescara 1936 Srl.
P.Q.M.
In parziale accoglimento del deferimento, irroga nei confronti del Sig. Gerardo Soglia la
sanzione della inibizione per mesi 3 (tre) e dichiara non doversi procedere nei confronti
della società Delfino Pescara 1936 Srl.



* * * * * *
La Commissione Disciplinare Nazionale, costituita dall’Avv. Sergio Artico, Presidente;
dall’Avv. Giuseppe Febbo, dall’Avv. Pietro Ferri, Componenti; dal Dott. Paolo Fabricatore,
Rappresentante AIA; dal Sig. Claudio Cresta, Segretario, con la collaborazione dei Sig.ri
Nicola Terra e Salvatore Floriddia, si è riunita il giorno 10 settembre 2009 e ha assunto le
seguenti decisioni:
(15) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI:
ALESSANDRO DIAMANTI (calciatore tesserato per la Soc. AS Livorno Calcio Srl)
(nota n. 488/864pf08-09/SP/blp del 17.7.2009).
Con provvedimento del 17.07.2009, il Procuratore Federale ha deferito a questa
Commissione Disciplinare Nazionale, in ordine alla violazione ascritta e puntualmente
3
individuata nell'atto di deferimento, il Sig. Alessandro Diamanti, calciatore professionista,
all'epoca dei fatti tesserato in forza all'A.S. Livorno Calcio Srl.
Dall'atto di deferimento é emerso che il Sig. Diamanti non ha provveduto, reiteratamente
nel tempo, a corrispondere, in favore del Presidente del Collegio Arbitrale (Camera
Arbitrale F.I.G.C. competente in ordine alla risoluzione delle controversie tra Calciatori e
Agenti discendenti dall'incarico conferito ex art. 10 Regolamento Agenti), le competenze
liquidate in favore dello stesso in base al disposto di cui al lodo arbitrale emesso in data
25.11.2008, comunicato al soggetto deferito il successivo 30.12.2008.
Nei termini assegnati, il Sig. Diamanti non ha fatto pervenire alcuna memoria difensiva.
Alla riunione odierna è comparso il rappresentante della Procura Federale, il quale,
insistendo per la dichiarazione di responsabilità a carico del soggetto deferito, ha chiesto
l'irrogazione della seguente sanzione:
- ammenda di € 3.000,00 a carico del Sig. Alessandro Diamanti;
Nessuno è comparso per il deferito.
La Commissione Disciplinare Nazionale, esaminati gli atti, osserva come i profili di
responsabilità individuati, nei termini di cui all'atto di deferimento, nei riguardi del calciatore
professionista, siano pacificamente individuabili nella loro materialità, in quanto
ampiamente comprovati sulla base degli atti di indagine.
Il protratto inadempimento posto in essere dal Sig. Diamanti integra senza dubbio gli
estremi di un comportamento tenuto in violazione e in contrasto con i principi di lealtà,
probità e correttezza “in ogni rapporto comunque riferibile all'attività sportiva” (art. 1, co. 1,
CGS), tanto più in considerazione e in dipendenza di quanto prescrive l'art. 23, co. 5 e 6,
Regolamento Agenti (in vigore dal 01.02.2007), che prevede l'immediata esecutività del
lodo arbitrale e dispone che le parti “si impegnano, irrevocabilmente, ad accettare i lodi
arbitrali emessi secondo diritto dagli arbitri designati e a darvi esecuzione, così come ogni
altra decisione disciplinare adottata nei propri confronti”.
P.Q.M.
La Commissione Disciplinare Nazionale, accoglie il deferimento e, per l'effetto, dispone
l'irrogazione della sanzione dell’ammenda di € 3.000,00 (tremila/00) a carico del Sig.
Alessandro Diamanti.
* * * * * *
La Commissione Disciplinare Nazionale, costituita dall’Avv. Sergio Artico, Presidente;
dall’Avv. Gianfranco Tobia, dall’Avv. Giuseppe Febbo, Componenti; dal Dott. Paolo
Fabricatore, Rappresentante AIA; dal Sig. Claudio Cresta, Segretario, con la
collaborazione dei Sig.ri Nicola Terra e Salvatore Floriddia, si è riunita il giorno 10
settembre 2009 e ha assunto le seguenti decisioni:
(16) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: JULIO CESAR
LEON DAILEY (calciatore attualmente tesserato per la Soc. Torino FC SpA) E DELLA
SOCIETA’ PARMA FC SpA (nota n. 561/1025pf08-09/SP/blp del 22.7.2009).
Con provvedimento del 22.07.2009, il Procuratore Federale ha deferito a questa
Commissione Disciplinare Nazionale, in ordine alle violazioni ascritte e puntualmente
individuate nell'atto di deferimento, rispettivamente, il Sig. Leon Dailey Julio Cesar,
4
calciatore professionista, all'epoca dei fatti tesserato in forza al Parma F.C. Spa, nonché,
ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 4, co. 2, CGS, il medesimo Parma F.C. Spa.
Dall'atto di deferimento é emerso che il Sig. Leon ha sottoscritto due distinti contratti di
mandato tra Calciatore e Agente, in favore di due distinti Agenti di calciatori, in costanza di
rapporto con uno di essi.
Nei termini assegnati, sia il calciatore professionista deferito che il Parma F.C. Spa hanno
fatto pervenire proprie memorie difensive.
Alla riunione odierna è comparso il rappresentante della Procura Federale, il quale,
insistendo per la dichiarazione di responsabilità a carico del Sig. Leon e del Parma F.C.
Spa, ha chiesto l'irrogazione delle seguenti sanzioni:
- giorni 30 di squalifica a carico del Sig. Leon Dailey Julio Cesar;
- € 1000,00 di ammenda a carico del Parma F.C. Spa.
Sono altresì comparsi, per il Sig. Leon, l’Avv. Puglisi Maraja, mentre per il Parma F.C. Spa
l’Avv. Andrea Galli.
La Commissione Disciplinare Nazionale, esaminati gli atti, osserva come i profili di
responsabilità ascritti, nei termini di cui all'atto di deferimento, a carico del Sig. Leon, siano
pacificamente individuabili nella loro materialità, sia in quanto ampiamente comprovati
sulla base degli atti di indagine, sia alla luce della pacifica confessione resa dal medesimo
calciatore deferito, come si evince in seno allo scritto difensivo prodotto.
Alcun rilievo decisivo possono assumere, a fini esimenti, le osservazioni formulate dal
calciatore in ordine alle motivazioni, anche di natura psicologica, che lo avrebbero indotto
a sottoscrivere un duplice mandato in favore di due distinti Agenti di calciatori (Sig. Pace e
Sig. Piccioli), dovendosi piuttosto evidenziare come, sotto il profilo prettamente giuridico -
sportivo, il Sig. Leon abbia tenuto un comportamento in palese violazione della normativa
federale di riferimento, avendo egli stesso violato l'obbligo di conferimento dell'incarico in
esclusiva (art. 10, co. 1, Regolamento Agenti) e, in ogni caso, non avendo rispettato le
modalità di conferimento dell'incarico in via non esclusiva (art. 10, co. 1, 2° cpv,
Regolamento Agenti).
Ad ogni buon conto, dovendosi ritenere che il comportamento tenuto dal calciatore sia
stato caratterizzato più che altro da una certa superficialità e leggerezza, la sanzione a
suo carico non potrà che essere di lieve entità.
Quanto, invece, alla posizione del Parma F.C. Spa, la Commissione Disciplinare
Nazionale ritiene che le argomentazioni difensive proposte, pur puntualmente e
diffusamente articolate, non possano essere oggetto di accoglimento in questa sede, per
le considerazioni che seguono.
Circa l'invocata omessa indicazione dei termini di inizio e di conclusione delle indagini, con
conseguente asserito pregiudizio del diritto di difesa del soggetto incolpato, questa
Commissione Disciplinare Nazionale ritiene che l'assunto sia del tutto privo di fondamento.
Invero, ai sensi dell’art. 32, co. 11, CGS (applicabile al caso di specie nella formulazione
antecedente alla modifica del 28 maggio 2009), le indagini relative a fatti denunciati nel
corso della stagione sportiva devono concludersi prima dell’inizio di quella successiva,
salvo proroghe della Corte di Giustizia Federale.
Nel caso di specie, i fatti da cui ha avuto origine il presente procedimento disciplinare sono
stati denunciati nella stagione sportiva 2008/2009 (cfr. lettera di segnalazione-denuncia
della Commissione Agenti di Calciatori F.I.G.C. del 02.03.2009, pervenuta all’ufficio della
5
Procura in data 04/03/2009 che ha conferito successivamente l'incarico agli organi
inquirenti, ai fini dell'espletamento delle indagini, in data 17.04.2009).
Inoltre, le audizioni dell'Agente di Calciatori, Sig. Stefano Pace e del Sig. Leon recano la
data del 29/04/2009, mentre l'ultima attività investigativa risale al 21.05.2009, come
emerge dalla documentazione relativa al presente procedimento disciplinare.
Ne discende, pertanto, che gli atti di indagine de quibus, essendo stati pacificamente
compiuti e sviluppati nel corso della stagione sportiva 2008/2009 e, ad ogni buon conto,
entro il termine di inizio di quella successiva (30.06.2009), non hanno pregiudicato affatto il
diritto di difesa del soggetto incolpato e, dunque, risultano legittimamente utilizzabili.
Per mera completezza argomentativa, peraltro, si fa solo rilevare che, sotto tale profilo, a
nulla rileva che l’atto di deferimento rechi la data del 22.07.2009, non costituendo il
medesimo atto di indagine.
Del resto, anche a voler concedere che tra gli atti di indagine se ne fosse individuato
qualcuno eventualmente compiuto fuori termine, l’effetto non avrebbe potuto essere quello
della improcedibilità, nullità o annullabilità del deferimento, come sostenuto dalla difesa del
Parma F.C. Spa, quanto, piuttosto, quello della assoluta inutilizzabilità dei predetti atti.
Sul punto, illuminante é la statuizione resa dalla Corte di Giustizia Federale (C.U. C.G.F.
N°. 208 del 27.5.2009), ove é dato testualmente leggere che “la disposizione di cui all’art.
32.11 del Codice di Giustizia Sportiva (…) non prevede alcuna sanzione, tanto meno di
improcedibilità, per l’ipotesi che le indagini medesime non vengano concluse entro il detto
termine (leggi stagione sportiva in corso) dovendosi, in ultima ipotesi, non tener conto di
quelle (acquisizioni processuali) eventualmente compiute dopo la chiusura della stagione
sportiva”.
Quanto, poi, alla presunta eccessiva genericità del deferimento invocata dalla difesa del
Parma F.C. Spa, si osserva, che per ormai consolidata giurisprudenza degli organi di
giustizia sportiva, detto carattere di genericità sussiste essenzialmente ove l’illecito
disciplinare sia evocato in termini così incerti o perplessi da comportare una violazione del
contraddittorio e del diritto di difesa.
Per converso, non può ritenersi generico l’atto di addebito il quale contenga, come in
relazione alla fattispecie che ci occupa, una circostanziata indicazione della specifica
natura della condotta addebitata, idonea a favorire l'agevole individuazione, da parte
dell'incolpato, della corretta prospettiva da cui il contegno illegittimamente tenuto deve
essere vagliato.
Al riguardo, é significativo il principio espresso dalla Camera di Conciliazione e Arbitrato
per lo Sport che ha ritenuto come “l'atto di deferimento non possa essere considerato
generico quando circoscriva con ragionevole chiarezza la condotta effettivamente rilevante
ai fini disciplinari e quindi già consenta alle parti incolpate di percepire la esatta natura
della violazione addebitata” (Lodo C.C.A. Calcio Como S.r.l. / F.I.G.C. 24/03/2006).
In ultima analisi, anche le argomentazioni sostenute dalla difesa del Parma F.C. Spa circa
la presunta assenza, a carico della società sportiva, di qualsivoglia profilo di responsabilità
oggettiva discendente dall'illecito disciplinare posto in essere dal proprio tesserato, non
possono essere accolte.
E' noto che uno dei fondamentali principi posti a presidio dell'ordinamento giuridico -
sportivo (calcistico) é individuabile proprio in seno all'istituto della responsabilità oggettiva
6
delle società sportive; forma di responsabilità che consegue, in modo automatico, a quella
personale del tesserato che abbia tenuto la condotta illegittima e giuridicamente rilevante.
Trattasi di un principio generale imprescindibile da cui questa Commissione Disciplinare
Nazionale non ritiene di doversi discostare, anche tenuto conto dell'assenza di
qualsivoglia propria specifica prerogativa al fine di poterne eventualmente sindacare la
legittimità ovvero di disapplicarlo.
Sul punto, peraltro, é recentemente intervenuta anche la Corte di Giustizia Federale a
Sezioni Unite (C.U. C.G.F. N°. 264 del 19.06.2009), assumendo la piena e incondizionata
vigenza, nel sistema attuale dell’ordinamento sportivo, del principio di responsabilità
oggettiva, dovendosi, tuttavia, dare rilievo, in ogni caso, alla assoluta e totale estraneità
della società ai fatti contestati e, pertanto, procedere, se del caso, ad una congrua
graduazione sotto il profilo sanzionatorio.
Ebbene, questa Commissione Disciplinare Nazionale ritiene di condividere e di doversi
ragionevolmente uniformare al predetto orientamento che si sostanzia, in definitiva, in un
principio giurisprudenziale sportivo che, proprio in quanto promanante dal consesso
giudicante di più elevato rango in ambito giuridico - sportivo calcistico, é destinato a
costituire canone ermeneutico di carattere generale e applicabile ogniqualvolta, di qui in
avanti, emergano fattispecie analoghe a quella di cui trattasi.
P.Q.M.
La Commissione Disciplinare Nazionale, accoglie il deferimento e, per l'effetto, dispone
l'irrogazione della sanzione della squalifica di giorni 8 (otto) a carico del Sig. Leon Dailey
Juilo Cesar, e di quella dell’ammenda di € 1.000,00 (mille/00) a carico del Parma F.C.
Spa.
* * * * * *
La Commissione Disciplinare Nazionale, costituita dall’Avv. Sergio Artico, Presidente;
dall’Avv. Gianfranco Tobia, dall’Avv. Alessandro Levanti, Componenti; dal Dott. Paolo
Fabricatore, Rappresentante AIA; dal Sig. Claudio Cresta, Segretario, con la
collaborazione dei Sig.ri Nicola Terra e Salvatore Floriddia, si è riunita il giorno 10
settembre 2009 e ha assunto le seguenti decisioni:
(17) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: FABRIZIO
CAPODICI (calciatore tesserato per la Soc. Piacenza FC SpA) (nota n. 648/044pf09-
10/SP/blp del 24.7.2009).
la Commissione Disciplinare;
letto il deferimento; esaminati gli atti, tra cui la memoria trasmessa dal difensore del
deferito ed i documenti ad essa allegati, udite le conclusioni del rappresentante della
Procura Federale che ha chiesto la declaratoria della responsabilità disciplinare del Sig.
Fabrizio Capodici e l’applicazione al medesimo della sanzione dell’ammenda di €
2.000,00, osserva quanto segue.
Il fatto in questione risulta pacificamente provato per tabulas attraverso l’acquisizione agli
atti del lodo arbitrale, della comunicazione al Sig. Capodici, del deposito dello stesso e del
relativo avviso di ricevimento, della comunicazione di mancato adempimento da parte
dell’odierno incolpato.
7
Questi, nonostante la ritualità della procedura, ha omesso di adeguarsi alla decisione della
Camera Arbitrale Federale, cercando solo in questa sede disciplinare di fornire una
giustificazione al suo comportamento, invocando il ritardo con cui gli sono stati corrisposti
gli emolumenti da parte del sodalizio presso cui è tesserato, mentre in precedenza era
rimasto silente e completamente inerme di fronte alle legittime intimazioni che gli venivano
indirizzate.
Occorre peraltro considerare che, anche di fronte al percepimento di parte delle sue
spettanze, in misura tale da permettergli di adempiere alla propria obbligazione pecuniaria
(cfr. estratto bancario), il Sig. Capodici comunque non ha provveduto in merito, pur
affrontando altri numerosi esborsi, e a tutt’oggi risulta ancora inadempiente.
Pur volendo giustificare il ritardo, sotto il mero profilo dell’attenuante, resta comunque il
fatto che il deferito persiste nel sottrarsi ai suoi obblighi.
Tale condotta integra pacificamente la violazione delle norme indicate nel deferimento e
conseguentemente la responsabilità disciplinare del Sig. Capodici deve essere dichiarata,
con l’applicazione della sanzione risultante dal dispositivo, che questa Commissione
ritiene congrua in considerazione dell’entità complessiva degli importi non versati e del
comportamento tenuto dal deferito nel corso della vicenda.
P.Q.M.
Accoglie il deferimento ed applica al Sig. Capodici Fabrizio la sanzione dell’ammenda di €.
1.500,00 (millecinquecento/00).
* * * * * *
La Commissione Disciplinare Nazionale, costituita dall’Avv. Sergio Artico, Presidente;
dall’Avv. Giuseppe Febbo, dall’Avv. Alessandro Levanti, Componenti; dal Dott. Paolo
Fabricatore, Rappresentante AIA; dal Sig. Claudio Cresta, Segretario, con la
collaborazione dei Sig.ri Nicola Terra e Salvatore Floriddia, si è riunita il giorno 10
settembre 2009 e ha assunto le seguenti decisioni:
(9) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: ANGELO REA
(calciatore tesserato per la Soc. US Sassuolo Calcio Srl) (nota n. 390/1310pf08-
09/SP/blp del 14.7.2009).
Visto il deferimento del Procuratore Federale disposto in data 14.7.2009 nei confronti di:
? Sig. Angelo Rea, per la violazione di cui agli art. 1, co. 1, e 8, co. 15, CGS, in relazione
all’art. 11, co. 1 e 2, Regolamento per le Procedure Arbitrali, allegato “B” del Regolamento
Agenti.
All’inizio della riunione odierna, il Sig. Angelo Rea, tramite il proprio legale ha depositato
istanza di patteggiamento ai sensi dell’artt. 23, CGS.
In proposito, la Commissione ha adottato la seguente ordinanza:
“La Commissione Disciplinare Nazionale, ritenuto che, prima dell’inizio del dibattimento, il
suddetto deferito ha proposto istanza di applicazione di sanzione ai sensi dell’ art. 23,
CGS (“pena base per il Sig. Angelo Rea, sanzione dell’ammenda di € 2.500,00, diminuita
ai sensi dell’art. 23, CGS, a € 1.700,00”);
considerato che su tale istanza ha espresso il proprio consenso il Procuratore Federale;
visto l’art. 23, co. 1, CGS, secondo il quale i soggetti di cui all’art. 1, co. 1, possono
accordarsi con la Procura Federale prima che termini la fase dibattimentale di primo
8
grado, per chiedere all’Organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta,
indicandone la specie e la misura;
visto l’art. 23, co. 2, CGS secondo il quale l’Organo giudicante, se ritiene corretta la
qualificazione dei fatti come formulata dalle parti e congrua la sanzione indicata, ne
dispone l’applicazione con ordinanza non impugnabile, che chiude il procedimento nei
confronti del richiedente;
rilevato che, nel caso di specie, la qualificazione dei fatti come formulata dalle parti risulta
corretta e le sanzioni indicate risultano congrue.
P.Q.M.
La Commissione Disciplinare Nazionale dispone l’applicazione della sanzione
dell’ammenda di € 1.700,00 (millesettecento/00) al Sig. Angelo Rea.
Dichiara la chiusura del procedimento nei confronti del predetto.
Il Presidente della CDN
Avv. Sergio Artico
“”
Pubblicato in Roma il 10 settembre 2009
Il SEGRETARIO FEDERALE
Antonio Di Sebastiano
Il PRESIDENTE FEDERALE
Giancarlo Abete

fonte: lega

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