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Cremonese: Temelin, scusate il ritardo

03/06/2008

«Sono maturato e più continuo: voglio prendermi con la Cremonese la B che ho solo sfiorato». dSu Gianluca Temelin non cercate gossip o fidanzate famose, non pensate di beccarlo a Porto Cervo o a Milano Marittima. L´attaccante che incanta Cremona e la sta riportando in serie B è il classico uomo qualunque. Un look più da impiegato che da Calciatore  del terzo millennio. A lui sta bene così. «Sono un tipo Tranquillo . Casa, con base a Bergamo, moglie, due figli. E pallone. Perché giocando a calcio mi diverto moltissimo e spero di farlo ancora per un paio d´anni. Sicuramente due a Cremona dove ho altri 2 anni di contratto».

E spera di farlo in serie B. Ci arriva tardi, ma se la merita tutta. Lei è del ´76, è cresciuto nel vivaio dell´Atalanta. I gemelli Zenoni, Tacchinardi, Morfeo, Locatelli, Zauri, tanto per citarne alcuni, sono «arrivati», lei lo fa in ritardo. Perché?

«Sono maturato tardi, questa è l´unica ragione. Da qualche Anno  gioco bene con continuità. Ma mettiamo le mani avanti: in B dobbiamo arrivarci. C´è una Sfida  delicatissima domenica col Cittadella. Loro giocano a memoria e sono organizzati. Certo, noi ci siamo portati in vantaggio».

Dica la verità Temelin: la B se la sogna di notte. E ci sta arrivando con le sue forze.
«Sì sogno questo grande salto. Vorrei proprio avere questa opportunità, vorrei proprio provarci. A Treviso giocai poco e mai nel mio ruolo. Il tecnico di allora (Bellotto ndr) mi utilizzava da esterno, mi faceva fare tutta la fascia, mai mi usava da punta e segnai un solo gol. Poi andai a Ferrara dove segnai un po´ di gol in più, ma ero considerato una riserva. L´errore madornale è stato rimanere tre anni alla Spal».

In B arriverebbe a 32 anni, in quella B che, come ha detto, ha solo sfiorato. Giusto?
«Giusto. E´ stato bello, ma non intenso. E pensare che ho ottenuto due promozioni dalla B alla A, ma credo che la A sia un altro livello. Ho esordito con l´Atalanta, proprio con Mondonico, nel ´95, avevo 19 anni. In B ci ho giocato poco anche a Messina dove festeggiammo la promozione in A».

In quale attaccante si identifica?
«A me piace Pippo Inzaghi, lo trovo fortissimo. Un campione che in area non perdona».
Il più grande chi è?
«L´ho sempre detto: Marco Van Basten. Lui è quello da poster in camera. Il più grande di sempre, il mito vero».
In questa C1 chi l´ha colpita?
«Meggiorini del Cittadella. Lui è uno che può venire fuori. E´ forte fisicamente, ha piede e vede sempre la porta».

Lei ha segnato 21 gol, 19 in campionato e due, pesantissimi nei playoff. Il più bello lo ricorda?
«Sarebbe troppo facile dire gli ultimi due perché ci portano avanti nella lotta per la promozione. Non è facile sceglierne uno perché non sono il calciatore che segna tanti gol belli, ma il secondo al Novara nella domenica di novembre in cui ne feci quattro, è il migliore. La misi sul primo palo. Sì quello era un bel gol. Ma voglio soprattutto ringraziare i compagni che mi mettono in condizione di segnare. Quest´anno a Cremona c´è gente che da del tu al pallone ».
E domenica cosa occorre?

«La nostra esperienza, finora ha fatto la differenza la forza di quei giocatori che sono arrivati da categorie superiori e hanno capito perfettamente la realtà della serie C, con molta umiltà».

Gazzetta dello Sport - Francesco Velluzzi
http://www.foggiacalciomania.com/rubriche/news.asp?id=17612

Pubblicato il 3/6/2008 alle 18.9 nella rubrica Cremonese.

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