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Tra Austria e Polonia un pareggio inutile


Finisce 1-1 l'altra sfida del girone B. Un pari che serve poco a entrambe le squadre, ormai quasi eliminate. Ospiti avanti con il brasiliano naturalizzato Guerreiro e raggiunti da un rigore al 93' del 38enne Vastic

Il gol a porta vuota di Guerreiro. Ap
Il gol a porta vuota di Guerreiro. Ap
VIENNA (Austria), 12 giugno 2008 - Se la Svizzera piange, l'Austria di certo non ride. Pur pareggiando 1-1 la sua partita contro la Polonia, rimane lontanissima dalla qualificazione ai quarti. E così a meno di una settimana dall'inizio dell'Europeo, c'è il rischio di dover salutare entrambe le squadre organizzatrici.
CROAZIA CHE GODE - Con un punto a testa, sia gli austriaci che i polacchi rimangono fermi al terzo posto nella classifica del Gruppo B. Ma questo risultato fa felice la Croazia, già qualificata ai quarti.
MURO BORUC - L'inizio della partita è tutto dell'Austria. Nel primo quarto d'ora soprattutto. Tuttavia la scarsa (per non dire inesistente) propensione al gol dei suoi attaccanti impedisce di bucare la porta difesa da Boruc. Un Boruc che comunque ci mette del suo per evitare la rete degli avversari. Ma Harnik, due volte, e Leitgeb, potrebbero fare meglio a tu per tu con il portierone del Celtic.
IL NATURALIZZATO - Immancabile, arriva il gol polacco. Ad opera del brasiliano naturalizzato Guerreiro. L'azione: Smolarek taglia il campo dalla destra e trova Saganowski in area. Il mediano rientra sul sinistro e calcia; tiro deviato che spiazza la difesa e che trova Guerreiro (tra l'altro in fuorigioco) a due metri dalla porta vuota. Appoggio facile facile e Polonia in vantaggio.
VAI IVICA - Il pubblico di casa, dopo gli slanci iniziali, si demoralizza, e di molto. L'unico barlume di gioia arriva dall'ingresso in campo della bandiera 38enne Ivica Vastic. Acclamato come una rockstar. Dall'altra parte si fanno notare Smolarek, zanzara alquanto fastidiosa, e Krzynowek, dal mancino rovente. Oltre al solito Guerreiro, che ogni tanto fa vedere giocate degne del suo essere brasiliano di nascita.
DISCUTIBILE - Al 93', quando ogni vessillo sembra ammainato, arriva il fischio, discutibile, dell'arbitro inglese Webb. Che valuta da rigore una trattenuta di Bak in area sul nuovo entrato Kienast. Dal dischetto è proprio Vastic a trasformare, spiazzando Boruc. L'esultanza non è proprio esagerata, quasi a presagire la fine della corsa. Sia per l'Austria che per la Polonia. Non si piange ancora, a Vienna, ma i fazzoletti sono già pronti.
Alessandro Ruta
http://www.gazzetta.it/Speciali/Europei/2008/Primo_Piano/2008/06_Giugno/12/austriapolonia.shtml

Pubblicato il 12/6/2008 alle 22.52 nella rubrica Euro 2008.

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