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Spagna campione d'Europa Torres piega la Germania


A Vienna, la nazionale allenata da Aragones conquista il secondo Europeo della sua storia battendo 1-0 i tedeschi in finale. Decide un guizzo dell'attaccante del Liverpool al 33' del primo tempo. Le furie rosse chiudono il torneo senza sconfitte e fanno festa dopo 44 anni

Fernando Torres esulta: è suo il gol che ha risolto la partita. Ansa
Fernando Torres esulta: è suo il gol che ha risolto la partita. Ansa
VIENNA, 29 giugno 2008 - Il film dell'Europeo regala il finale più bello e previsto: la Spagna batte la Germania 1-0 ed è campione per la seconda volta nella sua storia dopo il trionfo del 1964. Nei titoli di coda risalta il nome di Torres, autore del gol al 33' del primo tempo. Il "pichichi" della partita offre la sua recitazione migliore, aiutato nel compito da un cast straordinario. La Germania parte bene, ma si defila ben presto, incapace di reggere alla potenza dell'invincibile squadra di Luis Aragones.
LA GERMANIA FA PAURA - Il possesso palla fino alla nausea contro il pressing sulle fasce. La Spagna che gioca a sfiancare l'avversario; la Germania che bada al sodo e attacca senza timore. Copione prevedibile, ma troppo rischioso per le "furie rosse" di Aragones che per il primo quarto d'ora subiscono l'avvolgente gioco dei tedeschi, abili a interrompere i fraseggi degli iberici, partiti con evidente paura. La partenza della formazione di Loew è terrificante. Al 3' Ramos commette un errore in area, favorendo Klose, fermato al momento del tiro da Puyol. Sulla fascia sinistra Lahm e Podolski non incontrano ostacoli. Il raddoppio funziona bene. E nelle geometrie si incastra alla perfezione Klose, pericolo costante. La punta fa impazzire Marchena, anche mettendosi al servizio della squadra, come al 9' quando mette al limite per Hitzlsperger che sfrutta male l'occasione.
SALE LA SPAGNA - La Spagna soffre e dà la sensazione di soccombere. Ma grazie alla sua qualità, corregge in corsa i difetti e supera la crisi. Il "la" lo suona Iniesta al 14'. Micidiale il centrocampista del Barcellona: penetrazione sulla sinistra e palla dentro che Metzelder per poco non trasforma in clamoroso autogol, evitato da Lehmann con un grande intervento. Sale la Spagna che sfrutta le indecisioni della difesa tedesca esaltando il suo profilo migliore: spinta sulle fasce e precisione chirurgica nei cross. E' il caso di Sergio Ramos che al 23' scodella per la fronte di Torres: elevazione superba, colpo perfetto e palo pieno. Sulla palla arriva Capdevila che conclude a lato. Spagna padrona. Al 31' ci prova Fabregas dalla distanza; il tiro centrale è parato da Lehmann.
CESC E IL NINO - Al 33' il Prater si illumina. Fabregas acceca i tedeschi con un lancio millimetrico per Torres. "El Niño" si beve Lahm come una birra fresca e con pallonetto magico anticipa Lehmann in disperata uscita, gonfiando la rete. Potrebbero essere addirittura due se al 35' Silva non gettasse al vento il cross perfetto di Iniesta dalla sinistra, tentando la botta al volo. I numeri parlano chiaro: Spagna avanti di una spanna con una linea mediana formidabile, pronta a mettere in crisi la debole retroguardia tedesca.
CORRIDA - Non è un caso che a pagare per primo sia Lahm. Loew lo sostituisce all'inizio della ripresa con Jansen. Ma l'equilibrio dura poco. Nello spazio di due minuti, fra l'8 e il 10', la Spagna esalta tutta la sua classe. Prima con Xavi che dal limite mette fuori di poco, poi con Silva che cerca l'angolo lontano, quindi con Torres, fermato dall'uscita disperata di Lehmann. Non sembra esserci partita: la Spagna sovrasta la Germania, che si rinforza in attacco con Kuranyi (fuori Hitzlsperger). Ma i tedeschi storicamente hanno sette vite e il destro di controbalzo di Ballack a fil di palo al 15' è un segnale da non sottovalutare. Il capitano dei bianchi, in dubbio fino all'ultimo, dà la carica e la sfida si riaccende.
TRIONFO - Aragones si copre e toglie Fabregas per Xabi Alonso e Silva per Cazorla. Ma è Lehmann a mettere pezze sugli errori della sua difesa respingendo al 22'il micidiale colpo di testa di Ramos. E se non è lui, ci pensa Frings a salvare sulla linea il bolide di Iniesta. E' di nuovo Spagna che sfrutta praterie immense, ma arriva stanca alla conclusione. Poi tocca a Guiza e Gomez (escono Torres e Klose). Il 2-0 è lì a portata di mano, ma sulla sponda del gitano Guiza, Senna arriva con un ciuffo d'erba di ritardo. Poi è solo sinfonia spagnola: possesso palla e giocate di fino; "olè" urlati a squarciagola. Poi il fischio di Rosetti. "The End".
dal nostro inviato
Gaetano De Stefano

http://www.gazzetta.it/Speciali/Europei/2008/Primo_Piano/2008/06_Giugno/29/germaniaspagna.shtml

Pubblicato il 30/6/2008 alle 1.26 nella rubrica Euro 2008.

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