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Ternana-Perugia, Un derby dal sapore Biancorosso

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Cristina Biondi - 20/10/2008


È stata una domenica di gioia per i tifosi biancorossi, nonostante, il Casms, li abbia lasciati fuori dal Liberati, perché i grifoni di Mr.
Sarri hanno vinto contro la Ternana, per 1 a 0, grazie al genio di Cutolo, ed aggiudicandosi il derby dell’anno.
La partita che ha visto un primo tempo sostanzialmente in parità, e in cui c’è stata un’occasione al 10’ con Mazzeo, non concretizzata grazie alla parata di Ginestra, si è poi ribaltata all’inizio della ripresa, grazie alla rete dell’attaccante campano, segnata al 4’ della ripresa, nonostante l’inferiorità numerica dei biancorossi, in seguito all’espulsione di De Giorgio, per doppia ammonizione alla fine del primo tempo.
La squadra di Sarri, a quel punto, si è saputa riorganizzare in un 4-4-1, con Mazzeo in posizione centrale, e non dando assolutamente l’impressione di essere in 10 uomini.
La Ternana, dal canto suo, ha sprecato un paio di buone occasioni nella prima metà di gioco, una al 34’ con Rigoni, che però è stata bloccata dal pronto intervento di Benassi, e al 37’ di nuovo con Rigoni che dopo essersi portato in avanti sulla destra, ha passato a Concas, il quale ha provato a mettere in area, trovando Scappini che però non ha centrato lo specchio della porta.
Ma il Perugia, ha avuto la meglio, infatti ha sfiorato anche il raddoppio, sempre con Cutolo, su ottimo passaggio di Mazzeo, che lo ha visto libero.
Da sottolineare comunque anche la brillante prestazione di Benassi, che ha messo in mostra il suo gioco felino, uscendo dalla porta al momento giusto e mettendo fuori palloni pericolosi.
Il Grifo, ha quindi meritatamente vinto la gara, considerando che si trovava in inferiorità, e poi quello che più conta è che gli uomini di Sarri, abbiano saputo mantenere la lucidità, centrando l’obiettivo.
Una vittoria, quella di ieri al Liberati, che è importante, non solo per la classifica, visto che adesso il Perugia si trova nella metà sinistra, e quindi non più in zona play-out, ma anche dal punto di vista del morale della squadra e di tutto l’ambiente biancorosso.
La vittoria del derby, è servita in un certo senso a ridare armonia a tutte le parti in questione, tifosi, squadra e punti.
“Questa partita ci dà dei vantaggi dal punto di vista mentale – ha detto poco dopo la partita Sarri – perché vincere un derby in 10 è una grossa iniezione di fiducia, in più per la prima volta, dopo la prima giornata siamo fuori dai play out.
Inoltre è una vittoria che serve a far riavvicinare i tifosi ad un squadra, che per loro era stata carente dal punto di vista caratteriale, ma che adesso ha dimostrato di saper ripagare, se gioca con la giusta determinazione”.
E il tecnico toscano, arrivando a Perugia in un momento non proprio semplice, in poco tempo, ha saputo dare una propria impronta al suo gruppo.
“Pensavo di trovare maggiori difficoltà venendo a Perugia – ha proseguito Sarri– e invece le abbiamo superate velocemente.
Chiaro è, che ancora abbiamo un ristretto numero di partite per giudicare, e quindi voglio essere prudente nel dare giudizi, specie dopo un derby.
Questa era una partita facile dal punto di vista mentale, perché venivamo a giocare in uno stadio estremamente ostile nei nostri confronti e senza i nostri tifosi, quindi in queste situazioni è più semplice tirare fuori il carattere e la determinazione, vediamo adesso se lo sapremo fare con continuità”.
Ma è innegabile che la squadra stia dando dei segni di cambiamento, mettendo in pratica i precetti del tecnico toscano.
“Nel primo tempo, abbiamo riportato quello avevamo preparato in settimana – ha proseguito l’allenatore - facendolo bene anche se non proprio nella zona di campo che avevamo concordato.
Abbiamo spostato infatti il baricentro e le giocate di Cutolo sono state a 50 m invece che a 25 m.
Non ero preoccupato per la fase difensiva, e in questo è stato determinante il sacrificio di Mazzeo.
Le zone basse di campo le abbiamo difese in maniera dignitosa, quindi tutto sommato abbiamo avuto una buona gestione della partita, nonostante a tratti ci siano mancate un po’ di energie.
Ho poi inserito Mezavilla, per dare brillantezza, ad un reparto che mi sembrava un po’ sofferente, sfruttando le qualità nelle giocate aeree di questo ragazzo.
Nel secondo tempo, siamo stati bravi a convincerci di poter fare lo stesso le giocate preparate, nonostante fossimo rimasti in dieci, tutto questo grazie alla disponibilità della squadra, che si è adattata”.
Dopo la grande vittoria, quello che serve adesso è solo continuità.

Perugia siamo sempre e solo noi...

La felicità di un Comunità viva e presente

 

Andrea Fais - 20/10/2008

Dopo una giornata trionfale come quella di ieri, non ci dovrebbe essere nulla da osservare e da appuntare nel taccuino degli errori. Eppure, posso dire con assoluta consapevolezza delle mie parole, che il trionfale giubilo riservato da diversi tifosi biancorossi alla squadra, al ritorno dalla città della conca, mi ha dato l’ennesima riprova dell’umoralità e della nevrosi sistematica di un pubblico ormai snervato e fiaccato da anni di delusioni, rabbia e sofferenza, sportivamente parlando, naturalmente.
Dopo la gara contro la Juve Stabia, la paura e la tensione si erano levate e manifestate in maniera palese nei confronti di una squadra che non riusciva, per l’ennesima volta, a mostrare un volto tattico e una preparazione atletica degna di un campionato professionistico.
Il terrore vero di perdere il derby si era fatto concreto, e, soltanto il pareggio finale, ha evitato che si tornasse al pesante clima di contestazione del dopo-Sorrento, con tutto ciò che ne è derivato.
A distanza di una settimana, il Perugia va ad espugnare il Liberati, in una gara che già da giorni stava assumendo dei contorni tutti peculiari: su tutti, la certezza di non poter organizzarci e di essere costretti davanti a radio e televisioni, per la ridicola decisione ministeriale in merito alla pericolosità presunta di questa partita, ci ha fatto vivere un’attesa strana e inedita.
Distaccata da un lato, comunque enfatica e preoccupata dall’altro. La partita non ha mostrato un bel Perugia, e nemmeno una buona Ternana: da registrare con soddisfazione misurata, una maggior capacità nella disposizione del baricentro ed una lievemente migliore condizione atletica. Ma si sa, un derby vinto è sempre un derby vinto. E, che si giochi bene o male, poco importa.
Fa quasi tenerezza l’immagine di quei mille o duemila tifosi (non so il numero reale) che, sciarpe e bandiere alla mano, improvvisano lì al momento, quello che avrebbero voluto mostrare nel settore ospiti dell’impianto ternano.
Fa tenerezza anche l’ingenuità e la facilità con cui dalle stalle si è passati alle stelle in appena una settimana. In anni di tribolazione, al tifoso, spesso, basta poco, per ritrovare pigolo, per riuscire a riempire fantasiosamente un bicchiere sino all’orlo, quando in realtà è soltanto pieno a metà.
Inconsapevolmente però, quella folla, ha avuto un merito che molti probabilmente non hanno colto, e nemmeno io, almeno in quegli istanti, ma solo dopo, a mente fredda. Un merito che consiste nell’aver comunicato qualcosa a questa squadra che, fin’ora, onestamente ci aveva riservato solo delusioni e dispiaceri: alla base, ma anche al di fuori, di questa società, c’è una comunità; e non meramente retorico o debolmente moralistico deve apparire questo dato, ma perfino necessario e funzionale.
Una comunità viva, presente, che si nutre delle emozioni e delle sensazioni, dei ragionamenti e delle considerazioni, che trasudano domenicalmente dal terreno di gioco. Questa comunità, testimone ed emblema diretto di una tradizione e di una storia (è sempre lì, al di là delle epoche e delle sorti), non sarà mai, come invece affermano certi idioti mediatici, blanda cornice o contorno di folklore; perché questa comunità, questo popolo è il Perugia, è Perugia.
Perugia siamo noi. E nessun’altro. Questi giocatori hanno potuto, forse per la prima volta saggiare (molti di loro sono nuovi o al più acquistati un anno fa appena) cosa significa scendere in campo al Curi, cosa significa indossare questa maglia.
La comunità viva, il popolo di Perugia, potrebbe aver finalmente fatto comprendere a questi giocatori l’importanza e l’onore che gli è stato riservato dalla sorte che li ha voluti qui a Perugia. E non si tratta ovviamente di snobbismo o di elitarismo da salotto, ma di una legittima rivendicazione comunitaria, costruita su una storia che, molti di noi, seppur in diversi momenti, hanno vissuto in prima persona. Mancheranno al più e a volte, la fortuna e il risultato. Ma l’impegno, la grinta, l’onestà, la determinazione non potranno né dovranno mai mancare, su quel manto erboso, teatro di mille battaglie gloriose.
Non sarebbe un vilipendio qualunque, ma un colpo diretto e fatale, inferto ai nostri cuori gonfi di passione.

Andrea Fais - www.tifogrifo.com


Covarelli: “La vittoria la dedichiamo ai tifosi”

 

Cristina Biondi - 20/10/2008

Covarelli: “La vittoria la dedichiamo ai tifosi”
Nonostante le decisioni ormai note, del Cams, che non hanno permesso ai tifosi del Perugia, di assistere al derby più importante della stagione biancorossa, quella di ieri è stata comunque la giornata dei supporter del Grifo.
La vittoria, ha riportato negli animi perugini quell’entusiasmo che era venuto a mancare, in seguito all’inizio altalenante e problematico dei grifoni.
E sia la squadra che la società hanno dedicato questo successo ai tifosi, che a loro volta aspettavano a Pian di Massiano, il pullman dei biancorossi, per festeggiare tutti insieme.
“Questa vittoria la dedichiamo ai tifosi – ha detto il presidente Covarelli – perché hanno ingoiato bocconi amari, nostro malgrado, sostenendoci sempre fino al 90’, anche quando perdevamo in casa.
Per noi invece sarà un punto di partenza”.
Ma questo risultato il presidente se lo aspettava? “Quando giochi un derby fuori casa, non pensi che sia tutto facile, questa era una partita difficile, anche perché siamo in un momento di recupero, stiamo cominciando a migliorare, ma dobbiamo ancora completarci.
Vincere quindi oggi è importante non solo per il risultato ma anche perché la squadra comincia ad avere quella mentalità che mi auspicavo, e che sono convinto che avremo nel proseguo del campionato”.
Che il Perugia stia crescendo non è quindi solo un’impressione, visto che ci sono anche dati oggettivi a dimostrarlo.
La striscia di risultati positivi, ha portato infatti in casa biancorossa, ben 7 punti in 3 giornate.
Bottino niente male quindi, e che fa ben sperare.
“Stiamo crescendo – ha proseguito Covarelli – i ragazzi lavorano molto bene e ho molta fiducia nel mister, e non lo dico solo oggi perché abbiamo vinto.
Il lavoro che sta svolgendo Sarri, si vede domenica per domenica, e si è visto anche contro la Juve Stabia, dove abbiamo pareggiato una partita che in altri momenti avremmo perso”.
E dopo due gare fuori casa vinte, resta ora il tabù del Curi da sfatare.
“In questo momento dobbiamo pensare partita per partita – ha continuato il presidente - senza guardare la classifica, continuando a crescere in cattiveria a livello agonistico e ricordandoci che abbiamo delle potenzialità superiori a quelle che stiamo esprimendo.
La prossima partita quindi dovrà farci fare un altro piccolo passo in avanti in questo processo di crescita.
Poi dopo Natale potremo iniziare a fare anche due conti”.
Le note stonate di oggi? “Ero molto arrabbiato con il ragazzo - ha detto Covarelli riferendosi a De Giorgio – perché ha fatto un errore, prendendo la doppia ammonizione, che avrebbe potuto metterci in difficoltà, perciò pagherà una multa, ma al tempo stesso lo ritengo comunque un giocatore importante e dalle qualità eccellenti e l’ho visto molto abbattuto, per quello che era successo.
Ora dovrà far tesoro di questa esperienza soprattutto per sé stesso.
Il momento invece più bello di oggi? Quando l ‘arbitro ha fischiato la fine”.
Cristina Biondi - www.tifogrifo.com


Un po di buon senso!!!

 

Marco Mariuccini - 21/10/2008

Un po di buon senso!!!


Sono sicuro che scrivere quest'’articolo mi porterà’ nuovi nemici, ma sono altrettanto sicuro che la mia autostima aumenterà’ a dismisura.
Di cosa parliamo?...Parliamo di settore disabili e della loro difficoltà a poter guardare la partita dal settore a loro gentilmente concesso per colpa del plexigass che divide la tribuna dal campo.
Ma siccome non vogliamo che il tutto diventi una barzelletta e tanto meno una farsa ci atterremo ai soli fatti.
Tutto nasce da un gruppo di tifosi che si ritrovano on line a parlare di Grifo e tra loro ce n’e’ uno in particolare che confida ad un’ amico di non riuscire più a vedere bene la partita da quel settore a causa del deterioramento del plexigass.
Deterioramento causato solo ed esclusivamente dal passare del tempo ed anche dall’'incuria subita in questi anni.
Qualcuno decide di far valere il proprio senso civico ed inizia a postare,anche trenta volte al giorno la stessa frase” VIA IL PLEXIGASS,DAL SETTORE DISABILI!!!...
Devo essere sincero.
Lì per lì, non ho dato molto peso alla cosa, forse perché anch’'io come tanti, credevo di avere cose più importanti a cui pensare.
Ma poi si sa’, la curiosità non è solo femmina e cosi ho cercato, tramite queste magnifiche persone, di saperne di più!
E mi sono reso conto del problema reale quando sono passato da li’ scendendo dalla tribuna.
In più devo ringraziare comunque Silvano Baccarelli che non è rimasto,a differenza di altri,insensibile al problema e che ha fatto un bellissimo servizio sulla cosa.
Da qui’ l’idea di saperne di più’ e di informarmi ,come farebbe il buon cronista, direttamente alla fonte.
Ho cercato un contatto con la societa’,nella persona dell’'addetto stampa Andrea Sonaglia, persona squisita, e ho constatato, ma non ne ho mai avuto il dubbio, che mi e’ stata data piena soddisfazione,almeno per quel che riguarda le informazioni che cercavo.
I fatti concreti sono questi…La societa’,venuta al corrente dei fatti riportati, si e’ subito attivata nei confronti della ditta che ha in gestione la manutenzione ordinaria degli impianti sportivi del Renato Curi, la Infatecno, sollecitando la pulizia degli stessi divisori, in modo che dal settore disabili sia possibile godere di uno spettacolo, che a nostro modo di vedere,dovrebbe essere un loro diritto.
E questo per tutta una serie di motivi che non sto’ qui’ ad elencare.
Certo la sostituzione di tali divisori sarebbe quantomeno opportuna, ma per un problema di differenza, tra manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria,la cosa ,burocraticamente parlando ,rischia di slittare fino all’'estate prossima,e questo devo darne atto alla societa’ calcio Perugia,non dipende da loro,ma dal proprietario dell'’impianto che altri non e’ che il Comune di Perugia.
Se ne dovrebbe riparlare alla stipula di una nuova convenzione.
Fin qui’, se vogliamo continuare a parlare di burocrazia, tutto sarebbe risolto,o quasi.
Ma credo anche che a volte il buon senso,debba prevalere sulla burocrazia e che chi di dovere debba fare quel qualcosa in più per far si che questa Città, dai più’, detta la Città cosmopolita per antonomasia,non diventi come le grandi metropoli Italiane, dove vige il motto…” mors tua , vita mea”.
Noi restiamo ancora alla finestra aspettando che la bella notizia ci possa giungere da chi sa’ che qualcosa può’ fare.
Se cosi’ non fosse non ci arrenderemo facilmente, e potremmo addirittura arrivare a fare, fuori dello stadio ,con tanto di telecamere al seguito, una mega coletta.
Chissà che con il contributo dei tifosi semplici, anche chi nella vita e’ stato più sfortunato, non possa vivere degnamente una giornata di sport.

E’ solo una questione di buon senso…e di civiltà’!!!

Buona vita….

             criticalacritica@infinito.it


Entusiasmo e piedi per terra

Conferenza del 21/10/2008

 

Cristina Biondi - 22/10/2008

Entusiasmo e piedi per terra
Conferenza del 21/10/2008


Un tecnico sereno, quello che è apparso ieri pomeriggio alla consueta conferenza stampa del martedì, a Pian di Massiano.
Sarri non ha tardato infatti a dimostrare entusiasmo grazie alla vittoria del derby ma ha anche ammesso di guardare subito all’immediato futuro del Perugia.
“Questa è una partita che dà delle emozioni particolari – ha detto l’allenatore – ma che comporta anche un grande dispendio di energie nervose.
Infatti l’obiettivo nella prima parte della settimana sarà quello di recuperare le forze, mentre nella seconda, sarà quello di cercare di arrivare alla prossima partita con lo stesso livello di determinazione che siamo riusciti a esprimere in questa.
Già da oggi mettiamo il derby nell’album dei bei ricordi e iniziamo a pensare al Taranto”.
Un tecnico quindi con i piedi ben piantati per terra e che non dà nulla per scontato.
“L’entusiasmo è positivo – ha proseguito Sarri – se è accompagnato dalla determinazione e dalla voglia di far punti.
Adesso pensiamo al nostro rendimento in casa perché l’obiettivo sarà quello di non uscire con i fischi dal Curi e poi ad attestarci in zone della classifica più tranquille, visto che ancora siamo ad un solo punto sopra la zona play-out”.
Sarà il realismo e la competenza del mister, ma il Perugia, da quando è arrivato Sarri ha fatto dei notevoli passi in avanti.
“Di sicuro c’è stata un’evoluzione – ha continuato la guida biancorossa – perché a differenza di altre partite, domenica siamo riusciti a riportare in fase offensiva un paio di giocate provate in settimana.
Ma la certezza è che la squadra lavora con una buona applicazione e se continua ad avere questa mentalità avrà dei notevoli margini di crescita.
Il rendimento del gruppo infatti non è ancora al 100%, la squadra può crescere ancora molto in personalità e convinzione, cose che ovviamente nascono anche dopo aver raggiunto una serie di risultati positivi”.
E se la fascia sinistra è ben tenuta da Cutolo che si è rivelato l’uomo partita in diverse occasioni, ancora a destra manca quel tocco in più che sulla carta De Giorgio potrebbe dare grazie alle sue caratteristiche di velocità e gran corsa, nonostante il piede mancino di Mazzeo.
“Cutolo è un giocatore che ha capito molto velocemente quello che chiedo agli esterni – ha affermato Sarri – e al di là del gol che ha fatto domenica, ha creato almeno altre tre o quattro occasioni di presentarsi davanti al portiere.
Sulla destra ancora fatichiamo di più, ma questo va a scontrarsi con la teoria, perché a livello di accelerazione sui 30-40 m, De Giorgio ha anche qualcosa in più di Cutolo”.
Un altro giocatore che fin’ora, non era riuscito ad emergere rispetto alle sue reali possibilità è Zoppetti, ma finalmente domenica ha dimostrato di avere caratteristiche importanti.
“Zoppetti ha una gamba diversa rispetto ad un mese fa – ha asserito il tecnico – del resto lo sappiamo che ha avuto un’estate travagliata in cui non ha potuto neanche giocare le partite in pre-campionato, solo adesso rivedo il giocatore che conosco”.
Ed è sicuro che se Mr. Sarri, continuerà così, avrà sicuramente le soddisfazioni che i tifosi gli hanno riservato anche domenica al rientro dal Liberati.
“L’accoglienza dopo la vittoria del derby- ha concluso il tecnico – è stata bella e gratificante per tutti.
Questo dimostra che basterebbe poco per riaccendere un entusiasmo importante”.

Pubblicato il 22/10/2008 alle 15.33 nella rubrica Perugia.

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