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"Una voce dagli spalti" -Legnano-Lumezzane vista dai tifosi

fonte: www.statistichelilla.it

 

Per motivi tecnici la "Voce" di questa settimana esce con un giorno di ritardo. Ci scusiamo con i nostri visitatori e con l'amico Paolo Zambon.

 

La redazione di www.statistichelilla.it

 

Il Legnano riesce nella duplice impresa di sfruttare al meglio il doppio turno casalingo impostogli dal calendario con la conquista di due (preziosissime) vittorie consecutive e allo stesso tempo infliggere la prima battuta d’arresto al Lumezzane, unica squadra di tutti i campionati professionistici a non aver ancora conosciuto l’onta della sconfitta sul campo. Un’impresa conseguita grazie ad uno straordinario gol di Laurent Lanteri che al 12’ del primo tempo, con un eccezionale gesto tecnico dal limite dell’area, ha infilato l’incrocio dei pali della porta difesa da Gazzoli e permesso così alla squadra di Attilio Lombardo di coronare con la vittoria la migliore prestazione offerta nel corso di questo campionato.

 

Il pubblico, lo scarsissimo pubblico accorso domenica sulle tribune del Giovanni Mari, ha quindi finalmente potuto apprezzare una partita di buon livello – e a tratti, decisamente divertente -  dopo le tante delusioni fin qui accumulate soprattutto sotto il profilo dello spettacolo che l’undici lilla era solito offrire ai propri sostenitori.

Ma sa tantu che in una sirata in discuteca a tiran su pusè danè che a una partita dul Legnan…”, è il sarcastico commento di un pensionato di fronte all’ennesima sconcertante visione della gradinata distinti e delle tribune completamente vuote a pochi minuti dal fischio d’inizio. Quale migliore assist per l’uomo del pennone che - oggi in perfetta tenuta da Joker, con stravaganti pantaloni quadrettati e improponibile cappotto color carne - subito replica: “Del resto la gente allo stadio la porti con il bel gioco. Se giochi come hai fatto finora, è normale che la gente preferisce andare alle giostre…”.

 

Ore 14,29. Con un minuto di anticipo sull’orario fissato, il direttore di gara, Sig. Tasso di La Spezia - che alla fine risulterà indubbiamente il peggiore in campo per una serie di decisioni non prese prima ancora che per quelle fischiate - decreta l’inizio delle ostilità e subito il Lumezzane si fa vedere nell’area di rigore lilla. Pintori calcia da destra verso sinistra una insidiosa punizione che attraversa tutta l’area di rigore legnanese con Dal Rio che da due passi manca l’aggancio vincente. Qualcuno, decisamente prevenuto, parte subito in polemica con Ioime: “Ma chi lì, ìn no baluni che ul purtiè al devi ciapà? Crista, a ìn dèn l’area picula, ostie!”.

Sul ribaltamento di fronte, prima Virdis e poi Lanteri chiamano Gazzoli a due grandi interventi (il secondo in particolare, su corner calciato da Nizzetto e conclusione ravvicinata del francese respinta d’istinto dall’estremo difensore rossoblu) che fanno gridare al gol il pubblico lilla. “Sa l’ha ciapà?” esclama qualcuno. Qualcun altro invece sostiene: “Chel lì l’è un gol sbaglià!”. Due distinte versioni di un episodio che comunque infiamma una partita da subito decisamente palpitante.

 

Minuto 8’ circa. Pericoloso tiro dalla distanza di Pintori che Ioime non trattiene e respinge in tuffo. “Oh madona. Chel lì l’è sempar un pericul! Al tegn no un balun” è il commento di chi continua a cavalcare la teoria del “Te lo dico io. Adesso come adesso, il portiere è il nostro unico punto debole!”. Francamente non capisco da dove venga tanta diffidenza (ah si, forse è vero: alla playstation quei palloni di solito vengono trattenuti dal portiere in presa plastica!) ma per me personalmente, si tratta soltanto di un altro intervento che tiene la palla lontano dalla nostra area di rigore. Non a caso, sul conseguente ribaltamento di fronte il Legnano confeziona in soli due minuti tre limpidissime occasioni da gol.

 

Minuto 9’ circa. Chiazzolino – oggi tornato ai fasti di Novara con una prestazione decisamente convincente, supportato dagli altrettanto positivi Roselli e Agazzone nel nuovo centrocampo a 3 + 2 disegnato da Lombardo – colpisce in maniera piuttosto sporca un pallone al limite dell’area che tuttavia si indirizza con precisione chirurgica verso l’angolino destro della porta difesa da Gazzoli. L’estremo difensore ospite si supera e, sul successivo tapin ravvicinato di Lanteri, sventa in angolo la più pericolosa occasione del match (‘Orcu…!’ ‘Orca…!’).

Neanche il tempo di commentare “Si, ma ul secundu l’è un gol che s’è mangià ul Lanteri” “Ma sa te se drè di? L’ha fa una parada dela madona ul lur purtier…”, che sul susseguente corner tagliato, battuto sempre da Nizzetto, Battaglia incorna alla perfezione ma troppo centrale e Gazzoli si supera ancora, deviando in angolo. A questo punto l’esegesi del pubblico è unanime: “Han fa pusè tir oggi in dès minuti che in tutto ul campiunà!”. E più dietro: “Dai cha gha sèm incò!”. 

 

La squadra è viva ed è evidente che oggi ha qualcosa in più dell’avversario, ma quel che più conta, nulla a che vedere con quel vecchio, inguardabile, Legnano che turbava i sonni di tutti i sostenitori lilla e il cui ricordo va a tutti i costi cancellato. A fugare definitivamente ogni dubbio ci pensa lui, il grande atteso che, dopo i due gol su rigore segnati nelle prime giornate di campionato, oggi ha deciso di rifarsi con gli interessi e, perché no, di consentire al pubblico legnanese di rifarsi gli occhi.

 

Minuto 12’. Nizzetto va via come suo solito sulla fascia sinistra e, giunto in prossimità della trequarti ospite, appoggia in mezzo per Lanteri appostato al limite dell’area. Laurent arpiona il pallone in mezzo a tre avversari e, senza attendere che la sfera rimbalzi a terra, la spedisce con un gran tiro al volo all’incrocio dei pali confezionando un gol che, per coordinazione e precisione balistica, fa concorrenza soltanto a quello che lo stesso Lanteri aveva rifilato al Monza nel vittorioso 1-0 casalingo della scorsa stagione. La gente sugli spalti è pochissima, ma l’esplosione di gioia del pubblico legnanese fa apparire il Giovanni Mari una sorta di piccolo Maracanà di provincia mentre Laurent corre sotto la tribuna coperta a salutare i vecchi compagni Legati e Avogadri (“Duca al curi chel lì? Al gha sarà là una quai dòna…”) venuti a far visita alla squadra con cui nella scorsa stagione hanno raccolto meritatissime soddisfazioni.

 

E non è finita. Il Legnano sceso in campo oggi è decisamente irriconoscibile rispetto alla parodia di squadra vista in passato (ricordate il gol segnato a Crema nei primi minuti e i restanti 85’ giocati nella nostra area di rigore?) e neppure il gol appena segnato sembra poterlo appagare.   

 

Minuto 14’ circa. Nizzetto va ancora via sulla fascia sinistra e crossa al centro. La respinta di Nicola finisce sui piedi di Agazzone che, piegando tutto il corpo per tenere basso il pallone, fa partire una fucilata dal limite che si perde di poco a lato del palo sinistro della porta difesa da Gazzoli. “Dem, videi giugà inscì, l’è propri una beleza!” annuisce subito qualcuno sulle tribune. “Ta credu! L’è bastà curegi un quaicos a centrocampu e la squadra mò l’è drè girà… Al par un fenomenu anca il Roselli incò…”.

L’inserimento di Agazzone, in particolare – alla sua seconda (positivissima) apparizione in maglia lilla – viene giudicata con particolare interesse sui popolari. “Quel ragazzo lì ha già recuperato un sacco di palloni. E poi cerca sempre di fare cose semplici che alterna a grandi aperture sulle fasce. Senza contare che ha già dimostrato anche settimana scorsa di saper tirare, cosa che, visto come eravamo conciati, non è certo di poco conto!” commenta l’inviato di Statistiche Lilla appostato in cima alla gradinata distinti. E tutti sono d’accordo con lui. 

 

Intorno al 15’, la partita comincia a vivere qualche momento di stanca, o meglio, il ritmo ossessivo tenuto dalla squadra lilla nei primi minuti subisce inevitabilmente una sorta di comprensibile calo. Ciononostante, le azioni più pericolose continuano ad essere quelle imbastite dalla formazione di casa. Il nuovo modulo ad ‘albero di natale’ con cui Lombardo ha schierato la squadra – come confermerà lo stesso tecnico in sala stampa – si rivela infatti decisamente azzeccato e non sono in pochi sulle tribune a sostenere che “Tel vedi subitu quandu ai ripartan… Ghe no quel distacu tra un repartu e l’altar come i dumenighi pasà che gh’eva ul desertu tra la difesa e l’atacu… e nisuna a centrucampu…”.

Non a caso, sono proprio i centrocampisti a rendersi spesso pericolosi con incursioni dalle retrovie come quella di Chiazzolino al 26’ (tiro parato a terra da Gazzoli) o di Roselli al 36’, con il numero quattro lilla che, ringiovanito di dieci anni rispetto alle passate domeniche (‘Sa ghe sucedù incò a chel lì? Sperèm che gha fan no ul dopin’ alla fin du la partida!’), in una velocissima azione di contropiede, si porta a spasso per il campo tutto il Lumezzane e serve a Virdis un pallone che soltanto il disperato intervento di Nicola evita possa trasformarsi nel gol del (meritato) raddoppio. Bravi ragazzi. E bravo Lombardo!  

 

Prima che il tempo si concluda, c’è anche spazio per un po’ di folklore in area lilla. Ciasca crossa dalla sinistra per Dal Bosco che di testa mette abbondantemente a lato. Ioime, dopo aver calcolato la traiettoria del pallone e l’assenza di pericoli per la porta da lui difesa, si prodiga comunque in un volo plastico quasi a ‘curare’ la palla che sta terminando sul fondo. “Ma chel lì l’è pirla!” esclama qualcuno fra i brusii e i mugugni delle gradinate distinti apparentemente sconvolte del gesto ‘tecnico’ appena compiuto dal numero uno lilla. “E’ un napoletano, dai ragazzi! Fa parte del loro DNA fare questi gesti plateali, non li puoi cambiare… Dite quello che volete, ma a me quel ragazzo è simpatico. E poi, il suo tuffo mi ha tranquillizzato!” esclama sorridente il professore fino a quel momento in sordina, proprio mentre qualcuno, non convinto della sua teoria, continua a sussurrare “Ma roba da mati!”.

 

La prima frazione di gioco si conclude con una pericolosissima punizione di Ramos Borges che, su calcio piazzato dalla sinistra, fa venire i brividi a tutti i sostenitori lilla con la palla che si perde di pochissimo a lato della porta difesa da Ioime. Durante l’intervallo, forse per la prima volta nel corso della presente stagione, si vedono finalmente volti distesi fra i tifosi assiepati sugli spalti e in generale anche tutti i commenti sono decisamente fiduciosi sulla possibilità che il Legnano oggi possa davvero conquistare la seconda vittoria consecutiva. Ovviamente non manca qualche voce fuori dal coro (“Te devi no mulà, parchè ma sa tantu che chi fiò lì han già dà tuscos nel prim tempu…”) ma nel complesso tutti sono convinti che quello di oggi sia davvero un altro Legnano rispetto a quello visto nelle passate domeniche. E questa, per molti, è già di per se una grande soddisfazione.

 

Ripresa. Come prevedibile è subito il Lumezzane a fare la partita con la squadra lilla, molto più guardinga rispetto alla prima frazione di gioco, evidentemente arretrata a difesa del vantaggio conseguito. Ma anche in questo caso, non siamo in presenza di un atteggiamento arrendevole come a più riprese visto in passato. E’ pur vero che per una ventina di minuti non si segnalano conclusioni degli avanti lilla verso la porta difesa da Gazzoli, ma è altrettanto vero che Ioime a sua volta viene chiamato in causa pochissime volte – e mai in maniera davvero pericolosa - grazie all’ottima guardia fornita dalla difesa guidata dalla coppia centrale Battaglia – Rossini e dagli esterni Maggioni e Bertoli.

 

Ovviamente qualcuno borbotta sugli spalti “Sem trop indrè… Inscì, prima o poi, tel ciapi!”, ma prevalentemente si tratta dei soliti tifosi della Pro Patria in incognito che ogni domenica vengono allo stadio per contestare o lamentarsi, salvo poi saltare sul carro del vincitore nel momento della gloria. A un certo punto, con la palla alta tre metri sopra la testa di Battaglia e Rossini che, ovviamente temporeggiano aspettando la discesa della sfera per controllarla e poi spazzarla via, c’è pure qualcuno che si lamenta dicendo “Ma vardè genti. A’ in drè a fa’ i giucheti in mes all’area!”, probabilmente dimenticando che c’è sempre una legge della gravità con cui, professori o calciatori che si sia, si deve sempre avere a che fare. Certo, Shingo Tamai in ‘Arrivano i Superboys’ si elevava in cielo e in mezza rovesciata spazzava l’area, ma mi sembra evidente che ormai campioni di quel calibro non ne nascono più…

 

Minuto 70’. Il centrocampo lilla comincia ad essere un po’ in affanno e Agazzone ha pure preso un pestone sulla caviglia destra. Lombardo sta studiando i cambi, mentre qualcuno osserva da lontano: “Ma l’è drè fa scaldai tuti tranne ul negar?” “Sa te se drè di? Tal la cha l’è la l’Enou…” “Ah, crista! L’è vera… Al vedeu no parchè l’eva mimetizà cun tul pal da sustegno della reti da recinziun…”. Si vede proprio che siamo nella settimana delle gaffe in materia di ‘abbronzature’… E come per un ineluttabile segno del destino, è proprio Enow il primo cambio (forzato) che il Legnano è costretto ad operare. Maggioni non ce la fa più e l’unica scelta plausibile appare proprio l’ingresso del camerunese. Il pubblico tuttavia non sembra (capire né) gradire e non sono pochi quelli sugli spalti che, brontolando più o meno sommessamente, inveiscono contro Lombardo per tale decisione. Il campo poi darà pienamente ragione alla scelta del Mister lilla e la partita del giovane terzino di colore si rivelerà più che positiva, tanto che alla fine non saranno in pochi a fare ammenda dicendo: “Altro che ‘E’ NO!’, incò l’è sta un ‘E’ SI!’”. 

 

Seguono gli ingressi di Zaninetti per l’acciaccato Agazzone e di Bosio per l’affaticato Virdis, entrambi applauditi dal pubblico per la generosissima prestazione fino a quel momento resa al servizio della squadra. L’inserimento di Bosio, in particolare – in molti si erano interrogati all’inizio sui motivi della sua esclusione dopo le ultime ottime prestazioni – garantisce alla compagine lilla quel tocco di vivacità in più davanti. Non a caso, proprio dai suoi piedi partono tutte le azioni più pericolose del Legnano che, con il suo ingresso, torna minacciosamente a farsi vedere dalle parti di Gazzoli. Da un suo cross proveniente dalla sinistra, nasce l’azione più contestata della partita con Roselli letteralmente fagianato da un avversario sulla linea di porta nell’atto di depositare in rete il pallone dell’2-0 e l’arbitro – che già precedentemente aveva sorvolato su un evidentissimo fallo di mano in area – che lascia proseguire. Sugli spalti è una bestemmia unica e la terna arbitrale è fatta oggetto di invettive decisamente di cattivo gusto ma, una volta tanto,  assolutamente legittime. “Ma sa fa a mandà chi genti inscì? Chel barlafus lì l’ha fischià no una roba par ul Legnan in tuta la partita… Ma sa tantu che chi dul Lumezane ghan prometu una batteria da pentule dul Telemarket a quel bestia lì par faghi fichià tuscos dumà par lur…”.

 

Ma il Legnano di oggi è più forte anche dei torti arbitrali e, ancora una volta grazie al prezioso contributo del nuovo entrato riesce a farsi pericoloso prima con Lanteri, che all’ 85’ manca la deviazione di un soffio a due passi dalla porta, e poi con lo stesso Bosio che nei minuti di recupero sfiora il raddoppio con un pallonetto che sfiora di poco la traversa della porta difesa da Gazzoli. Finisce dopo tre minuti di recupero con Bertoli e tutta la squadra che raccolgono i meritati applausi delle tribune per la seconda vittoria consecutiva e il pubblico che sfolla una volta tanto decisamente soddisfatto. Qualcuno esclama: “Io son contento per i giocatori ma non per Lombardo”. Qualcun altro gli replica: “Io invece sono contento più per Lombardo che per i giocatori. O forse quando le cose vanno male la colpa è sempre dell’allenatore e quando si vince i meriti sono dei giocatori? Lombardo ha avuto l’umiltà di cambiare modulo e ha avuto ragione. Oggi la vittoria è un successo di tutti, ma soprattutto suo”. Il mio interlocutore rimane letteralmente senza parole e, senza trovare alcunché da controreplicare, a testa bassa si allontana. Più dietro eccheggiano le parole del professore che, con fare paterno, si rivolge agli sconsolati giocatori del Lumezzane che stanno abbandonando il campo: “Su dai, ragazzi. Non è successo niente! Dopotutto non potevate pensare di non perdere mai. Una sconfitta alla fine doveva arrivare. Un po’ come le emorroidi, che prima o poi vengono a tutti…”.

 

Paolo Zambon – www.statistichelilla.it


Pubblicato il 12/11/2008 alle 19.28 nella rubrica Legnano.

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