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Perugia - Arezzo, 1 - 0

fonte: amarantomagazine.it

Scritto da: Matteo Marzotti, lunedì 24 novembre 2008
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Allan Pierre Baclet, 6 gol quest'anno
Molti hanno parlato di una partita di ex e in effetti basta pensare a chi siede sulla panchina biancorossa, a chi come Passiglia, Cutolo e Barbagli indossa l’odiata maglia. Un Perugia che all’inizio di questo campionato coltivava ben altri sogni di gloria si trova relegato alla metà classifica e un successo con l’ex Marco Cari potrebbe fornire quel pizzico di motivazione in più per risalire la china; dal canto suo l’Arezzo cerca quel successo che manca ormai da troppo tempo e che i tifosi vorrebbero ritrovare proprio contro il Perugia. Sono dunque molte le aspettative scese in campo questa sera assieme ai giocatori.
Nonostante la pioggia incessante caduta fino a pochi minuti prima del calcio d’inizio, il terreno del Curi si presenta in ottime condizioni per poter giocare palla a terra; un Arezzo tonico e grintoso si mette in mostra fin dai primi minuti di gioco, favorito anche dall’atteggiamento della squadra di Sarri che preferisce recuperar palla per poi ripartire velocemente in avanti. Il primo tiro in porta è degli amaranto che con Martinetti recuperano un pallone a metà campo, ma il tiro dell’attaccante amaranto viene poi sporcato da un difensore e termina così sopra la traversa. Il Perugia non sta a guardare e prima su punizione con Ercolano, poi con l’ex amaranto Cutolo cercano di superare Paoletti, che non si fa sorprendere. Al 35’ i tifosi aretini sussultano: De Giorgio in contropiede entra in area e da posizione defilata lascia partire un destro insidioso che coglie internamente il palo alla destra di Paoletti, il pallone attraversa così tutto lo specchio della porta prima di essere allontanato da Terra. Il Secondo tempo si apre con due conclusioni per parte: la prima è di Matute, il suo tiro è potente, ma non preciso, mentre la seconda è di Cutolo, ma la palla viene deviata da Bricca in corner. Il Grifo sembra più preciso, soprattutto negli ultimi metri e al 57’ il colpo di testa di Ercolano esce di pochissimo sopra la traversa con Paoletti immobile. Dopo alcun i buoni spunti l’Arezzo subisce la rete di Ercolano al 65’: Cutolo entrato in area lascia partire un tiro potente che Paoletti può solo respingere e per l’accorrente Ercolano è facile segnare così la rete del vantaggio; l’Arezzo tenta di riagguantare il pareggio, ma le iniziative degli ospiti sono sempre ben controllate dai difensori perugini fino al termine della partita.
Alla fine non è tornata la tanto sospirata vittoria in casa amaranto e soprattutto ciò ha coinciso con la sconfitta più indesiderata che possa esistere. Inutile dire che il momento no passerà, ma adesso non si può pensare di lasciare sola questa squadra e un allenatore che nel caos estivo e fino a poche settimane fa, proclamava prudenza per spegnere i facili entusiasmi di chi credeva che vincere le prime quattro o cinque giornate significasse aver vinto un campionato. È necessario adesso ritrovare quella grinta, quella voglia di dimostrare qualcosa tipica delle squadre operaie.

PERUGIA (4-4-1-1): Benassi; Zoppetti, Cudini, Pagani, Barbagli; De Giorgio (85’ Boldrini), Gatti, Passiglia, Cutolo; Mazzeo (88’ Ferrari); Ercolano (81’ Mezavilla).
A disposizione: Bianchi, Accursi, Campagnacci, Minieri.
Allenatore: Maurizio Sarri.
AREZZO (4-4-1-1): Paoletti; Bricca, Terra, Fanucci, Grillo; Bondi, Beati, Matute (75’ Togni), Cavagna (69’ Croce); Martinetti; Baclet (80’ Chianese).
A disposizione: Lancini, Conte, Djuric, Miglietta.
Allenatore: Marco Cari.

ARBITRO: Guida di Torre Annunziata (Ciampa – Di Lascio).
Reti: 65’ Ercolano.
Note – Recupero: 1’ – 6’. Angoli: 6 (P) - 7 (A). Ammoniti: Barbagli, Cudini, Boldrini. Espulsioni: Sarri allontanato al 91’.

Quante storie in campo. E la frecciata di Ercolano...

Scritto da: Andrea Avato, lunedì 24 novembre 2008
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Sergio Ercolano, 26 anni
E' la partita dei grandi intrecci sentimentali, di storie che si annodano come in un film. Non capita tutti i giorni di vivere un derby in cui tra gli ex ci sono entrambi gli allenatori. Ex tutt'altro che datati, visto che soltanto due stagioni fa lavoravano a panchine invertite, ex che non si sono lasciati bene con l'ambiente. Sarri e Cari, Cari e Sarri, uguali per certi aspetti e diversissimi per altri. A proposito di storie. Nell'Arezzo gioca un perugino, Beati, che due giorni fa ha detto: "se segno esulto, certe ipocrisie non mi piacciono. Il gol è un momento di gioia, che male c'è?". Sincero e originale, di solito i calciatori parlano in altro modo. Nel Perugia gioca un aretino, Barbagli, che firmò il rinnovo di contratto e poi scoprì che quel foglio non era stato mai depositato in Lega. Raggiro? Giochini strani? Barbagli si ritrovò svincolato a sua insaputa e fece le valigie per Grosseto. Nel Perugia gioca un centrocampista, Passiglia, che nell'Arezzo è sbocciato, cresciuto e maturato. Nell'Arezzo, inoltre, ha segnato l'ultimo gol della carriera, a Padova. Roba di quattro anni e mezzo fa. Toccare ferro, grazie. In amaranto gioca un centrocampista, Miglietta, che a Perugia ci ha fatto le giovanili e che al Perugia segna spesso. L'anno scorso due gol con due maglie diverse, prima con l'Ancona e poi con l'Arezzo. Nel Perugia gioca un portiere, Benassi, che ha sposato un'aretina e che da noi ci verrà a vivere. Nel Perugia, infine, ci gioca quell'Ercolano che a gennaio sembrava dovesse arrivare in amaranto. Poi convinse la Cavese a cederlo al Perugia e qualche mese dopo dichiarò: "Mancini e Fioretti mi offrivano più soldi, ma ho sposato il progetto del Perugia. E adesso l'Arezzo i play-off li guarda in tivù". Uno da derby, insomma.

Pubblicato il 24/11/2008 alle 22.56 nella rubrica Arezzo.

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