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Arvedi: stato di coma e nessuna reattività neurologica. Terzo bollettino medico: condizioni estremamente critiche



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Arvedi: stato di coma e nessuna reattività neurologica. Terzo bollettino medico: condizioni estremamente critiche
24/12/2008 - 13:01
Piero Arvedi è in coma e non mostra alcuna reattività neurologica. Le condizioni generali sono stabili ma estremamente critiche. Questo il terzo bollettino medico sulle condizioni del patron dell'Hellas, diramato oggi alle 13 dall'Azienda Ospedaliera di Verona. Arvedi da lunedì sera è ricoverato nel Reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell'Ospedale Maggiore. Intanto una testimonianza raccolta dalla Polizia Stradale inchioderebbe l'operaio polacco di 46 anni che ha causato l'incidente: c'è chi lo ha visto ubriaco ad un autogrill pochi chilometri prima di travolgere l'auto di Arvedi ferma sulla corsia d'emergenza dell'autostrada.

"Le condizioni del signor Pietro Arvedi, ricoverato nel Reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell'Ospedale Maggiore di Verona, permangono estramente critiche. Al momento il paziente è in coma e non mostra alcuna reattività neurologica, come probabile conseguenza dell'evento anossico al momento del trauma. Le condizioni generali sono relativamente stabili, nonostante le problematiche cardiocircolatorie e respiratorie siano aggravate dalle patologie pregresse. Prosegue il trattamento rianimatorio e il monitoraggio clinico e strumentale della funzionalità cerebrale".

Questo il terzo bollettino medico sulle condizioni del patron dell'Hellas, Piero Arvedi, diramato alle 13 di oggi dall'Azienda Ospedaliera a firma del Direttore del Reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica, Francesco Procaccio.

Arvedi ha trascorso la notte senza avere crisi gravi ma le sue condizioni con il passare delle ore appaiono sempre più critiche. In seguito al trauma il cervello non ha ricevuto ossigeno e questo ha causato gravi lesioni neurologiche. Lesioni valutabili con esattezza solo e in caso di risveglio del paziente.

INDAGINI. Intanto sul fronte indagini la Polstrada di Verona Sud attende gli esiti degli accertamenti sanitari fatti al momento del ricovero in ospedele all'operaio polacco di 46 anni, residente nel bolognese, che ha tamponato Arvedi sulla corsia d'emergenza della A22 causando il terribile schianto. "Il protocollo sanitario della Regione Lombardia è molto articolato" ha spiegato Giovanni Rossi, della Polstrada scaligera. "Gli accertamenti richiedono tempi tecnici di due settimane. Percui al momento non abbiamo la certezza che fosse ubriaco". Polizia Stradale che però ha raccolto nelle ultime ore la testimonianza di una persona che ha visto il polacco in autogrill poco prima dello schianto in stato di evidente ubriachezza. A verbale è stato messo che l'uomo faticava a stare in piedi, puzzava di alcol e aveva un atteggiamento provocatorio con chi gli stava vicino. (s.rasu)


La lettera d'intenti firmata da Arvedi ha pieno valore legale. Cessione del Verona più vicina

La lettera d'intenti firmata da Arvedi ha pieno valore legale. Cessione del Verona più vicina
24/12/08 - 12:50
Nel documento è spiegato nel dettaglio tutti gli adempimenti che devono fare le parti. Dal punto di vista civilistico esprime quindi in pieno la volontà di cedere la società da parte di Arvedi, prima del drammatico incidente. I professionisti di Arvedi, Fogliardi e Giacopuzzi (nella foto) al lavoro per completare la cessione a Giovanni Martinelli che potrebbe arrivare nei prossimi giorni


Non è un documento senza valore, la lettera d'intenti di cessione dell'Hellas Verona firmata da Arvedi la sera prima del tragico incidente in autostrada.

E' un documento che ha un valore legale in cui si esprime nel dettaglio tutti gli adempimenti che le parti dovranno compiere nei prossimi giorni.

A quanto ha potuto verificare Tggialloblu.it un documento che esprime in pieno la volontà di Arvedi di cedere l'Hellas Verona a Giovanni Martinelli, l'imprenditore di Castelnuovo che sin da agosto 2008 sta cercando di acquistare la società veronese.

Giampaolo Fogliardi, grande amico di Arvedi e "tessitore" dell'accordo e l'avvocato Luca Giacopuzzi sono al lavoro in queste ore per completare anche dal punto di vista "tecnico" la vendita del Verona.

Una cessione che ormai è imminente.

 

GIANLUCA VIGHINI

fonte: http://www.tggialloblu.it/


IL VERONA A MARTINELLI (QUASI)

Scritto A : December 23, 2008 6:04 PM | Scritto Da : vighini
Categoria di appartenenza: sport

Vi ricordate quando dicevo che bastava un piccolo sussulto per far saltare la trattativa di cessione del Verona? Non è che lo dicevo così per dire... E perchè in realtà sapevo cose e dettagli su questa delicatissima trattativa e sapevo che sarebbe stato sufficiente un sospiro per far saltare tutto.

Ecco perchè avevo scelto il basso profilo. In ballo non c'erano solo soldi, denaro, milioni e ricapitalizzazioni. C'era in ballo anche l'onore e l'orgoglio di Piero Arvedi, un alpino tenace che non voleva andarsene da sconfitto. Questo era il maggiore ostacolo alla cessione del Verona. Ed infatti il conte Piero mandò qualche settimana fa a carte quarantotto la trattativa proprio dopo aver sentito che lui era "costretto" a cedere e che era "rimasto senza soldi". "Ah i dise così? Allora che fao vedar che cosa son bon de far" mi aveva detto il giorno dopo al telefono.

Con pazienza certosina però i suoi professionisti, Giampaolo Fogliardi e Luca Giacopuzzi hanno ricucito quello strappo. Cercando di portare il conte Arvedi (impresa durissima) nel campo della razionalità. Dopo aver gettato dalla finestra montagne di denaro ed essersi fidato di personaggi della peggior risma, Arvedi aveva capito di essere arrivato al capolinea.

E sabato sera, prima del drammatico incidente, ha firmato una lettera d'intenti in cui aveva stabilito di cedere il Verona a Martinelli. Immediatamente aveva capito di aver fatto la cosa giusta. "Me son tolto un peso dal stomego" aveva confidato. Era felice a Cesena. Primo perchè lasciava in eredità una squadra con un futuro. Secondo perchè la controparte si stava comportando bene. Terzo perchè davvero non ce la faceva più. Sì certo c'era sempre chi gli tirava la giacchetta. "Resta Piero puoi ancora farcela", forse qualcuno in malafede che aveva trovato a Cavalcaselle un piatto caldo con cui rifocillarsi abbondantemente ogni giorno.

Il contratto doveva essere firmato il 29 dicembre, l'incidente drammatico capitato a Piero rimanda la conclusione dell'affare. Sicuramente però i professionisti di Arvedi sono al lavoro per sistemare i dettagli anche dal punto di vista tecnico. A gennaio (forse prima) dovrebbe essere possibile sistemare le cose. E per la nuova società agire sul mercato con adeguata campagna di rafforzamento.

Come vedete ho lasciato per ultimo il nome dell'acquirente (nome scrupolosamente celato anche dai professionisti di Arvedi). Come detto è Giovanni Martinelli, l'imprenditore di Castelnuovo del Garda che è stato il più serio interlocutore di Arvedi sino ad oggi. L'unico che non ha cercato pubblicità gratuita, l'unico che non ha mai fatto conferenze stampa, l'unico che non ha mai rilasciato interviste a vanvera. Mi pare un bell'inizio. O no?

Pubblicato il 24/12/2008 alle 16.4 nella rubrica Verona.

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