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Lucchese, Coppe, trofei, mute. Tutti i pezzi all’asta


LUCCHESE LIBERTAS

Fare visita al materiale conservato presso lo stadio Porta Elisa o nella ex sede di via delle Tagliate è come prendere a calci 103 anni di storia. Per carità, il curatore fallimentare ha fatto il possibile, aiutato dagli atleti della Pugilistica Lucchese, per contare, catalogare, accatastare tutto quel che resta della Lucchese Libertas 1905, ma ciò non toglie che una inifinita amarezza si faccia strada nello spettatore

Lucca, 16 gennaio 2009 - Nella palestra, una accanto all’altra, le macchine Technogym utilizzate dai giocatori, materiale piuttosto datato anche se in buone condizioni. In un angolo ci sono alcuni quadri cone le fotografie storiche della Lucchese, poco più in là la bilancia e le attrezzature mediche, poche invero, quindi alcuni trofei del settore giovanile, qualche pallone medico, tanta carta straccia. Se questi sono i beni dai quali la curatela spera di racimolare qualche euro per pagare i creditori, ha sicuramente sbagliato i suoi calcoli. Passando, poi, alla grande stanza situata sotto la curva degli ospiti, essa contiene, uno accanto e sopra all’altro, i sacchi con le mute, seminuove, della Lucchese Libertas, le borse nere «Errea», molte nuove, qualche monitor, i divani della saletta sotto la tribuna Vip, pochi palloni, alcuni scaffali metallici. Ecco 103 anni di storia buttati dentro dei sacchi neri ammassati a una parete.

 
«Vendere separatamente i beni? — esordisce l’avvocato Giannecchini (nelle foto di Alcide) — Non se ne parla nemmeno. La coppa Italia di serie C resta in questo lotto insieme al marchio e a tutto il resto. Se spezzettassi il tutto, finirei con il ricavare molto meno. Certo, se la prima seduta e la seconda dovessero andare deserte, allora se ne potrebbe riparlare, ma credo e mi auguro che non ce ne sia bisogno. Volevo ringraziare pubblicamente la Curia: ha acquistato gli arredi della ex sede, ma ha lasciato, pur avendoli pagati, i 41 trofei conquistati dalla Lucchese nella sua storia. E’ stato un bel gesto». «Noi siamo interessati all’asta — ha detto Giuliano Giuliani — e prima di decidere quanto sono disposto a pagare voglio vedere di persona la lista dei beni. Pazzie non ne faremo, ma sicuramente saremo in prima fila».

Aldo Grandi

fonte: lanazione.ilsole24ore.com


Ecco i beni che andranno all'asta fallimentare della Lucchese Libertas allo stadio Porta Elisa. Giannecchini: "Tutto andrà acquistato in un unico lotto, Coppa Italia compresa"

16/01/2009 11:19 fonte: gazzettalucchese.it

Il curatore fallimentare avvocato Giannecchini ha finito di inventariare i beni della Lucchese Libertas che nadranno all'asta allo stadio Porta Elisa il primo febbraio o nei giorni immediatamente successivi. "Credo sia giusto ringraziare gli atleti della Pugilistica Lucchese - spiega - che si sono dati un grande daffare per aiutarmi a catalogare e contare la merce, dalle magliette alle borse, alle scarpette e a tutto il resto. Addirittura hanno anche utilizzato una loro jeep per caricare e scaricare la merce, per di più tutto gratuito. Sono stati veramente straordinari. Ebbene, cosa andrà all'asta? Diciamo che, oltre ai 41 trofei che si trovano alla ex sede di via delle Tagliate, restano pochi altri trofei che sono nella palestra dello stadio, le attrezzature Technogym della palestra medesima, maglie, mute e borse, più alcuni monitor, palloni, qualche divano e qualche mobile che si trovano custoditi sotto la curva ospiti, qualche quadro con le foto storiche, altri attrezzi ginnici. Tutta questa merce verrà venduta in un unico lotto".



Il Comune vuole il marchio? Dovrà, però, acquistare anche tutto il resto. Si va verso una joint-venture con la Sporting Lucchese?

16/01/2009 11:31 fonte: gazzettalucchese.it

Il sindaco Favilla e l'assessore Moschini vorrebbero acquistare il marchio della Lucchese Libertas 1905. Si presume, però, che vorrebbero farlo senza dover passare attraverso l'asta bandita dal curatore Giannecchini. Vorrebbero, cioè, acquistare il marchio fuori asta lasciando il resto a chi desidera comprarlo. Da questo orecchio, però, Giannecchini non ci sente. Lui fa, giustamente, gli interessi dei creditori e, soprattutto, vuole farli nel miglior modo possibile. Da qui la impossibilità di spezzettare il lotto che verrà venduto al miglior offerente. Una soluzione potrebbe essere una joint-venture tra Comune e Sporting Lucchese per l'acquisto, congiuntamente, del lotto dividendosi, poi, il materiale anche se il valore della merce - le mute di maglie sono in buone condizioni, ma non certo nuove - non è particolarmente alto.

La Curia avrebbe potuto tenersi, avendole pagate, anche le 41 coppe custodite nella ex sede di via delle Tagliate, ma ha scelto di lasciarle alla città

16/01/2009 11:33 fonte: gazzettalucchese.it

Gli arredi situati nella ex sede della Lucchese Libertas 1905 in via delle Tagliate sono stati acquistati dalla Curia lucchese. Il vicario del vescovo ha, infatti, prima contattato il curatore fallimentare avvocato Giannecchini, quindi ha comprato l'intero lotto di via delle Tagliate, comprese le 41 coppe appartenenti alla Lucchese e vinte nel corso della sua storia. Ebbene, nonostante la Curia abbia voluto pagare lo stesso i 3 mila euro, ha, però, rinunciato ai trofei poiché, ha detto, quelli appartengono alla città e alla società che gestisce la squadra di calcio.


Libertas, vanno all'asta 5.000 cimeli

In vendita anche la Coppa

vinta a Palermo nel 1990

"Se tutto andrà come io mi auguro — spiega l’avvocato Francesco Giannecchini — l’asta per la vendita del materiale sportivo della Lucchese Libertas 1905, oltre ai trofei e al marchio, si terrà domenica 1 febbraio, allo stadio Porta Elisa, al termine della gara casalinga contro la Massese"
Fonte: "La Nazione"


Lucca, 15 gennaio 2009 -  "Ovviamente sarà necessario anche il consenso della società Sporting Lucchese, tuttavia credo che questa ipotesi sia gradita a tutti coloro che amano i colori rossoneri. Ovviamente tutti i beni mobili costituenti il patrimonio della ex società rossonera verranno venduti in un lotto unico e saranno esposti il sabato precedente la partita, ossia il 31 gennaio. Io mi sto orientando in tal senso, manca l’ufficialità, ma farò il possibile per convincere anche il tribunale della giustezza e dell’opportunità di questa scelta». Il curatore fallimentare è, ormai, vicino al momento clou di questo dramma sportivo che ha visto, come unica vittima, una società sportiva con alle spalle 103 anni di storia e che avrebbe meritato ben altro trattamento e altrettanto rispetto.
 


Ma che cosa finirà, nel dettaglio, all’asta? Complessivamente poco più o poco meno di cinquemila pezzi, costituiti da alcune centinaia di paia di scarpette da calcio, borse per indumenti, tute, mute di maglie e l’attrezzatura completa della palestra dello stadio oltre a due pullmini. Inoltre i trofei, a cominciare da quella Coppa Italia di serie C in argento massiccio che, ora, si trova in bella vista sul tavolo del commercialista e avvocato viareggino incaricato di tutelare la massa dei creditori, dipendenti in primis. Infine il marchio, visto che il titolo sportivo non esiste più. Ebbene, la curatela fallimentare conta di poter racimolare una cifra compresa tra i 60 e gli 80 mila euro, ma a nostro avviso non sarà facile trovare persone disposte a investire una somma del genere. E’ vero che ai tempi del fallimento del Viareggio Calcio marchio e qualche sedia fruttarono 30 mila euro, ma la situazione della Lucchese Libertas è leggermente diversa. Sarà disposta l’amministrazione comunale o lo Sporting Lucchese a spendere queste cifre per avere un bene, parte immateriale e parte materiale, di cui, sostanzialmente, non saprebbe cosa farsene. L’unica cosa che potrebbe interessare la nuova dirigenza rossonera sarebbe il marchio. Per una questione, soprattutto, affettiva e una funzione, in particolare, di coagulo dei tifosi.
 

A novembre l’assessore comunale allo Sport Lido Moschini si incontrò con la curatela per un abbocco in merito all’acquisto del marchio da parte dell’amministrazione di Palazzo Orsetti. Poi più niente fino a una telefonata di alcune settimane fa quando un legale si fece vivo con Giannecchini per ribadire l’intenzione del sindaco di Lucca di acquistare il marchio sportivo. Giuliano Giuliani ha già fatto sapere che non ostacolerà il tentativo del Comune di comprare il marchio. Il problema, casomai, è il prezzo. Se, veramente, saranno sparate cifre così elevate, è probabile anche che qualcuno si ritiri. Comune e Sporting, tuttavia, potrebbero anche allearsi in una specie di Joint Venture dividendosi la spesa. Di sicuro non ci saranno altre vendite separate proprio per non danneggiare la massa dei creditori i cui interessi sono tutelati dalla curatela. La procedura prevede che il giorno lavorativo precedente a quello fissato per l’asta vengano effettuate le offerte con relativo deposito della cauzione. In caso di un solo offerente, sarà questi ad aggiudicarsi la gara, mentre, nella eventualità di più pretendenti, il curatore fallimentare aprirà l’asta tra i medesimi.
 


C’è molta curiosità, tra i tifosi soprattutto, di vedere da che cosa è costituito il materiale sportivo di proprietà della Lucchese Libertas. Anche la Coppa Italia di serie C sarà compresa nell’unico lotto in vendita. E tutti gli altri trofei compresi quelli guadagnati dal settore giovanile. Tra gli attrezzi della palestra pare ci sia qualcosa di valore, mentre gli strumenti inseriti nella stanza del medico, sempre al Porta Elisa, saranno restituiti alla società di leasing presso la quale erano stati prelevati. Il famoso quadro di Riccardo Benvenuti dipinto in occasione del Centenario della fondazione della società, sparito dalla parete appeso alla quale si trovava, è stato acquistato direttamente dal presidente Fouzi Hadj e, quindi, non può essere risucchiato nel


Pubblicato il 17/1/2009 alle 5.31 nella rubrica Lucchese.

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