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Taranto Arezzo 1-0 – La squadra operaia va in paradiso da febbrea90.com

Taranto Arezzo 1-0 – La squadra operaia va in paradiso.

di E.Losito, A.Napolitano - 15/02/2009
Contro tutte le avversità il Taranto, che veste la tuta dell’operaio, vince contro il blasonato Arezzo dell’ex Marco Cari. I padroni di casa non hanno dominato. Gli Amaranto possono recriminare in quanto, nonostante il gran possesso di palla, non sono stato capaci di concretizzare. Il Taranto ha fatto quello che ha potuto, ha creduto nella vittoria e nell’unica occasione davvero pericolosa è passato in vantaggio. Poi nel secondo tempo, una volta perso per infortunio, l’autore della rete Salvatore Caturano, ha optato per un catenaccio di altri tempi che ha sortito però l’effetto voluto: tre punti che valgono oro. Da segnalare fuori dallo stadio la presenza degli ultras rossoblu che hanno, issato i loro striscioni sui balconi di un condominio, incitato la squadra e contestato il presidente Luigi Blasi.
 
Schieramenti. Mister Stringara, dopo il 4-3-1-2 sperimentato domenica scorsa, ritorna al 3-4-3. A centrocampo vengono inseriti dall’inizio Di Bari  a sinistra e Lolli a destra, con il conseguente arretramento di Sosa sulla linea dei difensori. In avanti Micco va a completare il tridente offensivo con Da Silva e Caturano. Dall’altra parte mister Cari modula i suoi con il 4-2-3-1. A centrocampo il camerunese Matute e Beati fungono da schermo davanti alla difesa, mentre Croce, Bondi e Bachlet supportano l’azione dell’unica punta Chianese.
 
Cronaca. La prima conclusione pericolosa la creano gli jonici grazie ad un destro dalla distanza di Da Silva con la sfera che si spegne al lato. Rispondono gli amaranto al 7: Bachlet dalla destra scodella in mezzo, dove Bondi, appostato sul lato opposto, anticipa Lolli e tira  a botta sicura di sinistro, ma il portiere jonico Nordi salva prodigiosamente in corner. Bisogna attendere il 29’ per annotare un altro pericolo per i padroni di casa: Croce dai venti metri fa partire un tiro violento con palla che finisce però oltre la traversa. Sette minuti dopo il Taranto a sorpresa passa in vantaggio: Lima innesca Lolli, il quale la mette al centro per la girata vincente di Caturano, che è lesto nel trafiggere Botticella.
 
Nella ripresa si registra una evidente ma sterile supremazia dell’Arezzo. Il Taranto fa di necessità virtù e dopo aver perso per infortunio Caturano improvvisa un catenaccio di altri tempi. Da segnalare per gli ospiti al 26’ un tiro di Matute dalla distanza deviato in angolo,  e per il Taranto al 30’ , un colpo di testa di Da Silva, servito con un cross da Di Bari, che finisce alto oltre la traversa.
 
Tre minuti dopo grosso pericolo per i padroni di casa: Lauria, subentrato a Bondi, effettua un cross tagliato al centro per l’incornata di Turienzo, entrato al posto di Chianese, a cui si oppone alla grande, deviando in angolo, il portiere Nordi. L’Arezzo insiste alla ricerca del pareggio, e al 41’ ci prova con Baclet che dalla distanza fa partire un tiro che trova però pronto alla parata l’estremo difensore rossoblu.  Non succede più nulla ed il Taranto incassa la seconda vittoria consecutiva che visti i risultati delle avversarie lo proietta fuori dalla zona play out. (Nella foto gli ultras del Taranto all'esterno della Curva Nord).
 
TABELLINO:
 
TARANTO: Nordi, Migliaccio, Pastore, Sosa; Lolli, Lima, Giorgino, Di Bari (32’ st Prosperi); Micco, Da Silva (46’ st Spinelli), Caturano (19’st Sciaudone). A Disposizione: Faraon, Miglietta, Carrozza, Marolda. All. Stringara.
 
AREZZO: Botticella, Bricca (36’ st Cavagna), Terra, Fanucci, Grillo; Matute, Beati; Croce, Bondi (21’ st Lauria), Bachlet; Chianese (30’ st Turienzo). A Disposizione:  Lancini, Ambrogioni, Conte, Togni. All. Cari
 
Arbitro: Giacomelli di Trieste (assistenti: Auriemma e Salvia di Napoli)
Marcatori: 36’ pt Caturano (T)
Ammoniti: Di Bari e Sciaudone per il Taranto,
Angoli: 10-2 per l’Arezzo
Note: gara disputata a porte chiuse con la presenza dei soli addetti all’informazione ed il personale di servizio. La dirigenza rossoblu ha rinunciato ai propri 60 accreditati per protesta contro la nuova chiusura dello stadio.

L'accanimento su Taranto, le sfumature della legge, l'istinto dei tifosi.

di Paolo Inno - 14/02/2009

Che la città di Taranto fosse posta costantemente sotto una lente d’ingrandimento si sapeva da tempo. Ogni respiro, ogni dettaglio, ogni più piccolo movimento viene presto tradotto in frastuono, esasperato in delirio, elevato a follia. E non c’è scusa che tenga: a Taranto s’è tutti buoni, o  s’è tutti cattivi. Non una sfumatura, non una via di mezzo.  E così, la prontezza delle istituzioni  e dei comitati d’analisi nel denunciare lacune e dimostrare inadempienze diventa disarmante, ed il pugno duro, sferrato con indelicata fermezza, finisce col colpire indistintamente tutti.

C’è qualcosa che non torna, non convince. Lo si apprende sbirciando appena attraverso la finestra, mettendo il naso giusto oltre la porta, facendo visita al più prossimo vicino di casa. Allo Stadio di  Lecce, per esempio. Nel corso dell’ultima puntata di “Forza Taranto”, in onda su Tele Rama ogni venerdì, la sensazione che la legge si colori di tonalità diverse a seconda degli obiettivi da regolare, diventa concreta. Nel corso del dibattito in studio sulla chiusura reiterata dello stadio Iacovone, interviene uno steward impiegato nell’incontro di campionato di serie A tra Lecce ed Inter. Il match contro la capolista è di sicuro richiamo ed il servizio d’ordine – si pensa – dev’essere impeccabile. Ma la verità è un’altra. “Non capisco l’accanimento contro il Taranto” – esordisce lo steward. “Soprattutto, non capisco come si possa disporre l’impiego di un così elevato numero di steward per un evento di Prima Divisione. Sabato scorso, quando il Lecce ha ospitato l’Inter, lo stadio era stracolmo. Si sfioravano le trentamila unità. Ed in proporzione, gli steward presenti nell’impianto, non rispettavano la quota che invece si impone a Taranto”. Il racconto dello steward, intervenuto di sua sponte nel corso della diretta, prosegue: “L’intransigenza delle istituzioni nei confronti dei tifosi del Taranto è inspiegabile. Forse si paga lo scotto del passato, degli eventi dello scorso campionato. Ma mi pare che, contro il Real Marcianise, nonostante le inefficienze denunciate dal Casms, i tifosi siano stati esemplari. Questa è la dimostrazione che le disposizioni istituzionali, in certi casi, sono sovrabbondanti”. Ma non finisce qui. Il gentile telespettatore racconta persino dell’elasticità con cui si svolge il servizio di sorveglianza durante le gare: “Il nostro lavoro è abbastanza agevole. In serie A è raro che si vieti la trasferta ad una tifoseria ospite. Noi steward non abbiamo avuto difficoltà a gestire gli incontri con entrambe le tifoserie. La mia esperienza sul campo, quindi, mi consiglia che, se già in quelle condizioni è agevole sorvegliare, allora senza tifosi ospiti la tutela delle sicurezza sia ancora più facile. Sorvegliare non vuol sindacare su ogni dettaglio. Ad esempio, nonostante i decreti impongano che ciascun tifoso sieda al posto assegnatogli dal biglietto nominativo, vige ancora la massima: ‘chi prima arriva, meglio alloggia’. Noi steward non stiamo lì a controllare che ciascuno prenda il posto assegnato. C’è molta autonomia in questo senso”. Ecco spiegato il mistero. Le parole dell’editoriale di Taranto Supporters intitolato “L’ Highlander” sono più vive che mai e si fanno drammaticamente vere: “Taranto come teatro sperimentale delle nuove leggi, per vedere fino a dove il tifoso può arrivare a sopportare, per stabilire quale è il punto di rottura oltre il quale anche l’incallito sostenitore decida di mollare”. Taranto è l’ampolla in cui si agitano le pozioni della legge, il manichino su cui si stringe la cintola delle disposizioni. In cui tutto perde le gradazioni e diventa secco, netto.

Non serve, però, appellarsi alle colpe altrui. “Dura lex sed lex”, recita la massima. Di fronte alla legge occorre uniformarsi. E la Taranto Sport, da parte sua, continua a pensare di avere capacità di persuasione, potere contrattuale. E preferisce contestare, credendo che trattare sul numero degli steward da impiegare sia la strada giusta. Non è questo il sentiero, no. Per quanto dura sia, alla legge occorre adeguarsi. Nel corso di Forza Taranto, le sorprese non mancano. Interviene un'altra persona. Stavolta non è uno steward ma un ragazzo che aveva intenzione di diventarlo. Stavolta non è di Lecce, ma di Grottaglie. Ed il suo racconto è eloquente: “Mi sono interessato alla possibilità di seguire il corso di formazione per steward con la Taranto Sport. La società che si occupa della formazione mi ha contattato dopo qualche tempo e mi ha comunicato che se avessi voluto diventare steward avrei dovuto sostenere un costo pari a cento euro. C’è dell’assurdo in questo. Sono rimasto senza parole”. Lo siamo tutti, non solo il tifoso che avrebbe voluto prender parte al corso di formazione per steward.

Mi preme chiudere con una considerazione personale. L’editoriale di Taranto Supporter cui ho già fatto riferimento è assai significativo. In particolare, mi ha colpito l’intensità di queste parole: “Tutti tacciono, chi dovrebbe tutelare sonnecchia e viene spontaneo pensare che alla fine vada bene così a tutti. Meno che al tifoso, che anche stasera si sentirà un po’ meno tifoso, non per scelta ragionata, ma per intimo istinto di sopravvivenza, perché continuando così la salute se ne va”. Domenica, contro il Real Marcianise, ho avuto modo di commentare la mia prima partita di campionato “assieme ai tifosi”. L’emozione è stata indescrivibile. La voce e le mani tremavano, e per riuscire a leggere le formazioni, ho dovuto posare il foglio sul banco. Un’emozione assoluta, intensa come poche. Intensa, però, come la desolazione che provo nel leggere che “il tifoso si sente via via meno tifoso”. Le ragioni che stanno dietro ad una dichiarazione di sofferenza così forte sono profonde, e le condivido e le sento anch’io, in prima persona. Ma spero che la scintilla non si spenga mai e che il fuoco si tenga sempre vivo.

Sala stampa di Taranto - Arezzo. Paolo Stringara "La vittoria di tutti"

di Francesco Vozza - 15/02/2009

Nel post partita di Taranto - Arezzo abbiamo ascoltato le dichiarazioni di mister Paolo Stringara.

Paolo Stringara

“Sono già un paio di partita in cui fatichiamo ma alla fine vinciamo: questo è lo spirito giusto, lo spirito di una squadra che si deve salvare. Abbiamo concesso all’Arezzo, negli ultimi venti minuti del secondo tempo, molto campo regalando possesso palla e gestendo in maniera sbagliata le ripartenze. In settimana lavoreremo sui nostri errori. Dobbiamo ringraziare Nordi per le due grosse parate: da quando alleno il Taranto ha sempre giocato bene. Questa è una vittoria importantissima contro un Arezzo molto organizzato. Oggi non contava lo spettacolo, dovevamo essere cinici sotto porta e ci siamo riusciti. Dobbiamo sempre migliorare; tuttavia questa continuità di risultati mi fa ben sperare. Il Taranto è un ottimo gruppo: una squadra che possiede un eccezionale spirito di sacrificio. Ritornare a giocare a porte chiuse, una settimana dopo le porte aperte, è stato ancora più irreale. Mi auguro che in settimana si risolva definitivamente questo problema, perché i ragazzi hanno bisogno dell’affetto del pubblico. La vittoria è sempre di tutti: quando vince Taranto vinciamo tutti. Ora ci godiamo questi sei punti e da martedì penseremo al Pescara”.


Sala stampa di Taranto - Arezzo. Danilo Pagni "Serve un chiarimento tra tifosi e società"

di Francesco Vozza - 15/02/2009

Nel post partita di Taranto - Arezzo abbiamo ascoltato le dichiarazioni del direttore sportivo Danilo Pagni.

Danilo Pagni

“Abbiamo vinto contro una grande squadra. In alcune circostanze siamo stati fortunati. Non possiamo festeggiare questa vittoria come volevamo, a causa dell’assenza del pubblico. Ringrazio i ragazzi che ci hanno sostenuto fuori lo stadio: i loro cori si sentivano bene. Sono amareggiato per un’altra assenza: quella del presidente Blasi. Il Taranto è dei tarantini, ma è anche di Blasi. Mi auguro che questa ennesima vittoria serva per un chiarimento tra tifoseria e società. La squadra è in crescita: ha saputo soffrire ed è combattiva. Domenica prossima a Pescara dobbiamo dare continuità a questi buoni risultati”.


fonte: febbrea90.com


Pubblicato il 15/2/2009 alle 19.37 nella rubrica Taranto.

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