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Caturano gol, Arezzo battuto a Taranto da amarantomagazine.it

Scritto da: Matteo Marzotti, domenica 15 febbraio 2009
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quasi gol per Ezequiel Turienzo
Dopo tre mesi, cade l'imbattibilità dell'Arezzo. Gli amaranto non perdevano dal 24 novembre (0-1 a Perugia) e oggi sono stati sconfitti dal Taranto in uno stadio deserto, al termine di una partita giocata a porte chiuse. Amaro il ritorno di Cari allo Iacovone. La prima palla gol della partita porta la firma di Rafa Bondi, ma Nordi si supera deviando un difficile pallone in corner. L’Arezzo si spinge con maggiore insistenza in avanti rispetto agli avversari, anche se le conclusioni pericolose da parte degli attaccanti di mister Cari sono pochissime, in quella che fin qui è una partita sonnolenta; gli amaranto provano a sbloccare la situazione con le punizioni di Bondi, ma la difesa di Stringara si chiude bene. Al 36’ termina l’imbattibilità di Botticella con la maglia dell’Arezzo: Lolli recupera palla in fascia e crossa al centro per Caturano che di destro prende il tempo a Fanucci e sigla il gol del vantaggio; dopo due minuti di recupero il direttore di gara manda negli spogliatoi le due squadre, protagoniste di una partita sicuramente non vivace.
Il secondo tempo non regala molte emozioni; il Taranto si conferma squadra solida soprattutto tra le mura amiche e così all’Arezzo non resta che affidarsi ai calci piazzati, senza però avere fortuna. Intorno alla mezz’ora è ancora una volta Nordi, oggi determinante, a salvare il risultato deviando in corner il colpo di testa dell’argentino Turienzo. Gli ultimi dieci minuti vedono un Arezzo a trazione anteriore proiettarsi nella metà campo dei locali per tentare di agguantare il pareggio, ma nonostante la costanza con cui i giocatori di Cari cercano di andare al tiro, al termine dei 90’ il risultato non cambia. L’Arezzo non riesce a sfatare il tabù dello Iacovone che alla fine condanna gli amaranto alla sconfitta; non è stata una bella partita e l’opportunismo del baby Caturano ha condannato un Arezzo al di sotto delle proprie capacità, che non è riuscito a risollevare la testa dopo il gol. Il prossimo turno di campionato sarà decisivo: al momento il distacco dal Gallipoli è ancora recuperabile e sarà dunque importante non perdere altro terreno dalla vetta.

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TARANTO (3-4-3): Nordi; Migliaccio, Pastore, Sosa; Lolli, Giorgino, Lima, Di Bari (31' st Prosperi); Micco, Caturano (18’ st Sciaudone), William (45’ st Spinelli). A disposizione: Faraon, Prosperi, Miglietta, Carrozza, Marolda.
Allenatore: Paolo Stringara.
AREZZO: (4-2-3-1): Botticella; Bricca (35’ st Cavagna), Terra, Fanucci, Grillo; Bondi (19’ st Lauria), Beati, Matute, Croce; Chianese (29’ st Turienzo), Baclet.
A disposizione: Lancini, Ambrogioni, Conte, Togni.
Allenatore: Marco Cari.
ARBITRO: Giacomelli di Trieste (Auriemma – Salvia).
Reti: pt 36’ Caturano.
Note: partita giocata a porte chiuse. Ammoniti Di Bari e Sciaudone. Angoli: 9-2 per l'Arezzo. Recupero tempi: 2' e 4'.


Le pagelle di Taranto-Arezzo

Scritto da: Andrea Avato, domenica 15 febbraio 2009
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giornata grigia per Rafa Bondi
Le pagelle di Taranto-Arezzo.
Botticella 5.5 Subisce il primo gol in amaranto, facendosi cogliere di sorpresa da Caturano che lo trafigge con un diagonale non irresistibile. Per il resto, null’altro da segnalare, se non qualche rinvio di piede insolitamente impreciso.
Bricca 6 Torna titolare e sfodera una prestazione di sostanza, con tanti palloni recuperati, anche se in fase di spinta non riesce ad affondare come d’abitudine. Esce per motivi tattici a dieci minuti dalla fine (st 35’ Cavagna ng).
Grillo 6 Conferma di essere in un buon momento di forma. Tampona e riparte con intraprendenza, nonostante sul fondo per il cross non ci arrivi mai. Ma lui ce la mette tutta.
Matute 6 Meno appariscente del solito. Nel primo tempo fatica a entrare nel vivo del gioco, nella ripresa va un po’ meglio e prova a scuotere la squadra con i suoi inserimenti. I risultati non sono proporzionali all’impegno.
Terra 6 William lo impegna dal punto di vista fisico, ma stringi stringi il brasiliano tira in porta una volta sola. Nel finale Cari lo manda a fare il centravanti, senza gli esiti sperati.
Fanucci 6 Gli attaccanti del Taranto fanno gli attaccanti per un tempo e nella ripresa retrocedono a dar man forte alla difesa. Lui passa 45 minuti a lanciare lungo per le sponde di Baclet e Turienzo.
Croce 6 Uno degli ultimi a mollare. Corre molto, non dimentica di coprire e si dà da fare in attacco. E’ suo l’ultimo cross del match, che purtroppo non trova nessuno per la deviazione decisiva.
Beati 4.5 Brutta prova la sua. Torna titolare dopo la squalifica e ne indovina poche. Stranamente impreciso negli appoggi e nel palleggio, regala agli avversari tanti, troppi palloni.
Chianese 5 Paga la giornataccia della squadra in fase d’attacco. I palloni che gli arrivano sono pochi e sporchi e lui, spalle alla porta, può fare niente. Cerca di darsi da fare di sponda, ma senza collaborazione e senza costrutto (29’ st Turienzo 6.5: è sua l’occasionissima sventata da Nordi. Entra bene nel match e conclude in porta due volte. Tosto, cattivo e pericoloso. Un buon quarto d’ora).
Bondi 5 Anche per lui una domenica da dimenticare. L’ispirazione non lo assiste, gli spazi non ci sono e anche da fermo il piede non è caldo. Nella ripresa Cari lo sposta a fare il trequartista, ma le cose non cambiano (st 19’ Lauria 5.5: rileva Bondi nelle mansioni tattiche e nella posizione in campo. Porta un po’ di brio ma anche per lui, con il Taranto arroccato sulla sua trequarti, di possibilità per inventare non ce ne sono).
Baclet 5.5 Ci mette l’anima, prende le botte, svaria su tutto il fronte d’attacco. Tutto ciò partorisce un solo tiro in porta al minuto 86. Troppo poco.


Cari: "Brutto primo tempo, dispiace perdere così"

Scritto da: Andrea Avato, domenica 15 febbraio 2009
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per Cari un ritorno amaro a Taranto
Marco Cari non è fortunato con le sue vecchie squadre. Il ritorno a Taranto, dove l’anno scorso aveva conquistato la finale play-off con i rossoblù, è coinciso con la quarta sconfitta stagionale dell’Arezzo, in serie utile dal 24 novembre, la sera del posticipo di Perugia, dove Cari recitò ancora il ruolo dell’ex. “E’ una statistica amara – ha detto l’allenatore in sala stampa. Purtroppo bisogna accettare la sconfitta e andare avanti, anche se alla fine il risultato più giusto sarebbe stato il pari. Paghiamo il brutto primo tempo, in cui abbiamo sofferto la loro aggressività e il loro pressing. Dispiace lasciare per strada punti pesanti, ma il calcio è così. All’inizio della partita ci siamo fatti prendere dalla frenesia, abbiamo buttato via tanti palloni, quando invece avremmo dovuto ragionare di più. Nel secondo tempo la squadra ha reagito, ha giocato dentro la metà campo avversaria e si è costruita la palla del pari. Nordi ha fatto un miracolo su Turienzo e ci ha negato la gioia del pareggio. E’ anche vero che giocare contro un avversario del genere non è per niente facile. Lo stadio vuoto? Non so se ha influito sulla nostra prestazione, di sicuro giocare in un clima del genere non è bello per nessuno. Io comunque non voglio attaccarmi alle giustificazioni e agli alibi di comodo. Abbiamo perso, secondo me immeritatamente, ma dobbiamo voltare pagina. Baclet? Non ho mai avuto dubbi sulla formazione, Lauria poteva servirmi a partita in corso. Bene Turienzo quando è entrato, avrebbe meritato il gol”.
Facce scure ma non troppo tra i giocatori amaranto. Il primo a presentarsi davanti ai giornalisti è Ernesto Terra, che fa una premessa importante: “Non drammatizziamo questa sconfitta, lo faccio presente a tutti. Piuttosto che dire cose affrettate, stiamo zitti e pensiamo alla prossima. Non abbiamo giocato bene, è vero. Prima o poi sarebbe arrivata una partita del genere e dobbiamo accettarla per quella che è. Non sempre si può azzeccare la prestazione, non sempre si può vincere. Secondo me il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, ma il Taranto è stato più bravo di noi e ha capitalizzato l’unica occasione creata in novanta minuti. Noi ne abbiamo avute un paio, il loro portiere si è superato e così è finita 1-0. Un episodio ha cambiato la gara, l’avete visto tutti. Ora ce ne stiamo tranquilli e sereni, analizzeremo gli errori e ricominceremo dal Lanciano. Niente è perduto”.
Dello stesso tenore le parole di Daniele Croce, uno degli ultimi a mollare. “E’ stata una partitaccia. Il Taranto ci ha bloccato le fonti di gioco, nel primo tempo non siamo riusciti a far girare la palla e abbiamo costruito poco. Sapevamo che loro erano tosti in fase difensiva, ci sarebbe voluto un gol per farli aprire ma purtroppo il gol lo hanno segnato loro e così è diventato tutto più difficile. Lo stadio vuoto, a giudicare dal nostro approccio alla gara, può aver influito sulla concentrazione ma questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Mi sono arrabbiato sull’ultimo pallone che ho messo in area al 94esimo: speravo ci fosse un mio compagno per la deviazione vincente, invece non è andata bene. La classifica? Ogni domenica c’è un ribaltone, sarà così fino alla fine. Per noi non cambia niente, ora c’è da battere il Lanciano”.

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fonte: amarantomagazine.it

Pubblicato il 16/2/2009 alle 8.20 nella rubrica Arezzo.

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