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Cremonese: il presente da rinnovare, il futuro da costruire, il campanile da ritrovare - vascellocr.it

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Non divagare... attende un grande lavoro e la tempestività è tutto

Serve mettersi in moto subito per la nuova Cremonese: il presente da rinnovare, il futuro da costruire, il campanile da ritrovare

di Alexandro Everet


La salvezza è quasi cosa fatta, dunque. Manca la matematica ma classifica e anche calendario alla mano dovrebbe trattarsi di una formalità, più o meno (facciamo le corna per scaramanzia perchè nel calcio non si sa mai, ma sarebbe davvero incredibile finire ai playout a questo punto).
E adesso? Mentre la squadra avrà comunque l'onere di cercare di strappare più punti possibile nel finale di campionato, si apre la stagione dei bilanci e dei progetti. Per quanto riguarda il primo punto, c'è davvero poco da dire. Aver acquisito la quasi certezza della salvezza non cambia praticamente nulla alla voce giudizi.


La stagione grigiorossa resta totalmente fallimentare sul piano tecnico. Partiti per vincere il campionato i grigiorossi sono matematicamente esclusi dai playoff con 3 giornate di anticipo ma praticamente lo erano già diversi mesi fa. La squadra non ha mai reso da "big", neppure nel girone di andata quando pure si era riusciti in qualche modo a galleggiare. Sulle responsabilità di questa situazione si può discutere. Noi la nostra l'abbiamo già detta sottolineando le responsabilità di dirigenti e giocatori (senza dimenticare gli allenatori alternatisi sulla panchina, ma ci sembra ingeneroso assegnar loro ogni colpa, come si tende a fare). Quello che conta però sarà ovviamente il parere di Arvedi.


E proprio da qui bisogna ripartire. Che intenzioni ha il presidente? Intende rivoluzionare tutto ancora una volta? O ha qualche altra idea in mente? Le ambizioni per il prossimo anno sono le stesse di quest'anno o si passerà a un profilo più basso per puntare a una crescita nel tempo?
Ovviamente, dando per scontato la continuità della società, garantita dal presidente nelle scorse settimane (ne prendiamo atto e ne siamo felici).
Una cosa è certa. Il campionato fallimentare dei grigiorossi offre una opportunità in più rispetto alla scorsa stagione: il tempo. Questa volta non siamo arrivati a metà giugno senza sapere che sarà di noi. A fine aprile è già chiaro che la Cremonese giocherà anche il prossimo anno in Prima Divisione.


Bisogna approfittarne. Le squadre si costruiscono ora, avere alcune settimane di vantaggio sulle rivali può essere molto importante, quasi determinante. Basta pensare a quanto successo l'anno scorso: lavorare in tempi ristretti ha obbligato la Cremonese a scelte forzate nella scorsa estate con effetti negativi, per non parlare del ritiro in montagna ridotto a una sola settimana per questioni logistiche (scelta forzata ma poi pagata a caro prezzo).A tal proposito apprendiamo che il Verona, che ancora spera nella B, ha già fissato data e sede del suo prossimo ritiro. Bene, anche la Cremonese farà meglio a muoversi subito. Non è un dettaglio: dare questa notizia inietterà serenitànel fervente ma deluso ambiente dei sostenitori grigiorossi.


C'è un altro punto da meditare ma al quale non è possibile sottrarsi.. Da quando è alla guida della Cremonese, il difetto che possiamo rimproverare al pur encomiabile e appassionato Arvedi è quello di aver cambiato idea tante volte, troppe. Abbiamo visto allenatori e giocatori andare, venire e tornare.
Il presidente ha tutto il diritto di fare le sue scelte ma occorre mantenere una linea unica da portare avanti nel tempo. Ponderi bene le sue scelte e poi le segua, fino in fondo e senza ripensamenti (per esempio: si decide di puntare sui giovani? Bene, lo si faccia ma si dia il tempo ai ragazzi di dimostrare quello che valgono). La stabilità è fondamentale per una squadra di calcio. E' stata l'arma più considerevole della Presidenza Luzzara, la spiegazione dei suoi straordinaria traguardi. Eppure anche lui ha patito durissime delusioni.


La Presidenza Luzzara richiama a un altro aspetto discutibile della gestione grigiorossa. Il progressivo distacco della società dalla città. Il desiderio di rinnovare ha portato allo stesso errore di Triboldi quando si è affidato esclusivamente a Rispoli, facendo piazza pulita in via Persico senza discriminazioni. Tutti ghigliottinati, i bravi e i grami. Via anche i dirigenti che non solo portavano esperienza di anni, ma che nel contempo garantivano un legame di affetto assolutamente gratuito e disinteressato.

La Cremonese troppo elitaria ed estranea al Torrazzo era stata temperata da un'unica presenza, quella di Ermino Favalli. Morto lui, anche questo legame, in se stesso già molto fragile, si è completamente spezzato, anche perchè è stato rescisso l'ultimo filo non proprio cremonese ma nella linea indicata, il contratto con Giacomo Randazzo che , aduso alla pratica della società popolare come l'Atalanta, avrebbe parzialmente rimediato al problema drammatico di un isolamento crescente.

Arvedi non ha più avuto il trait d'union, non ha goduto di quell'affetto disinteressato che giunge a seguire i giocatori anche nella vita privata, a circondare d'affetto e di fermezza i meritevoli, a schierarsi negli spogliatoi nei momenti di nervosismo, a fare un tutt'uno di Cremonese e cremonesi, il vantaggio del campanile insomma.

Se la delusione è ingigantita ancor prima che il campionato prendesse una piega drammatica (e forse anche per questa ragione l'ha presa), è perchè è mancata la capacità di dialogare con gli sportivi, di cercare umilmente comprensione come fa il pater familias (altro che asettici comunicati ufficiali, interviste scontate, giustificazioni retoriche) . Non si è riusciti ad attenuare per mancanza di uomini credibili la delusione dirompente lamentata da subito persino da Ivo Jaconi, certo esperto perché proveniva da ambienti e città simili a Cremona. La torre d'avorio non è una buona scelta per una società di provincia, necessariamente popolare. Anche attraverso questa consapevolezza, passa la costruzione di una nuova, grande Cremonese, come tutti ci auguriamo. Forza Arvedi, anzi, lei permette?, forza Giuàn, finalmente.

I grigiorossi tornano al campionato con tre sconfitte alle spalle, ma migliorano il loro rendimento e trovano anche capacità di soffrire
fonte: vascellocr.it

Pubblicato il 28/4/2009 alle 21.23 nella rubrica Cremonese.

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