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Clemente, un gol da cineteca ed un’ammonizione che pesa quanto un macigno. - lostregone.net


Un gol di Clemente - Il mattino
mercoledì 29 aprile 2009 - 16:33
Questo il bilancio personale riportato da Giampiero Clemente nella sfida contro l’Arezzo...

Lui contro la Juve Stabia non ci sarà perché quel maledetto cartellino giallo gli è valso un turno di squalifica, però promette di essere sugli spalti e supportare i compagni nell’ennesima battaglia.
“Sono stato ingenuo –esordisce il pupo siciliano- ho rimediato una sanzione per proteste ed in questa fase delicata della stagione certe situazioni andrebbero evitate, però l’ardore, la passione ed il nervosismo a volte possono annebbiare il cervello. Questo è capitato a me”.
D’accordo sarà stato superficiale, ma dopo aver messo a segno una perla come quella vista domenica tutto si può perdonare. O quasi. Per di più se il colpo non è stato un lancio al bersaglio alla cieca.
“Non è stato un tentativo astruso. Non ho buttato la palla verso la porta senza pensare a ciò che volevo fare. Ho visto il movimento dell’arbitro. Tutti si sono fermati perché il collaboratore aveva alzato la bandierina, ma il direttore di gara col braccio ha fatto segno di continuare l’azione perché non c’era alcuna irregolarità ed io ne ho approfittato. Ci sarà stato anche un pizzico di fortuna, ma è stato un gol voluto ed un tiro mirato in cui ho creduto”.
Minuto prima, minuto dopo il Gallipoli segnava il gol match a Crotone.
“Noi naturalmente non sapevamo nulla, eravamo concentrati solo sulla nostra partita. Purtroppo quando si è dietro bisogna anche fare i conti con i risultati che arrivano dagli altri campi. Rincorrere non è semplice, però ammetto che anche essere in vetta non è una passeggiata perché ci si deve sempre guardare alle spalle, non si può mai sbagliare altrimenti si rischia il capitombolo. Se i pugliesi dovessero chiudere la stagione al primo posto noi non potremmo fare altro che complimentarci. Abbiamo fatto il massimo e tutto sommato penso che la stagione sia stata più che positiva. Siamo cresciuti insieme ed un percorso così importante non può essere rinnegato”.
Se non è un alzare bandiera bianca per la promozione diretta, poco ci manca.
“Servirebbe un miracolo. Io francamente fino a due settimane fa credevo che fossimo noi i canditati alla vittoria del torneo. Dopo la sconfitta in casa del Gallipoli le mie certezze hanno iniziato a vacillare. Recuperare cinque punti non è semplice, non lo era in quattro partite e lo è ancor meno nelle restanti tre. Poi guardando il calendario, mi costa tanto ammetterlo, ma i pugliesi sono nettamente avvantaggiati rispetto a noi ed al Crotone. Loro hanno due partite in casa ed una sola trasferta. L’arma arma in più degli uomini di Giannini è proprio lo stadio. Io lo conosco molto bene e posso garantirvi che è davvero difficile, per chi non conosce quella struttura, fare risultato. Se però poi dovessero andare in B saranno costretti ad adeguarlo ed il punto di forza può diventare la spina nel fianco”.
Il destino del Benevento intanto ora passa per Castellammare.
“Il Crotone andrà ad Arezzo, noi invece disputeremo un derby infuocato, quindi nulla è deciso neppure per la griglia play off. Il nostro obiettivo principale ora è impossessarci del secondo posto perché qualora dovessimo affrontare gli spareggi è giusto arrivarci in una posizione più vantaggiosa, comoda”.
Ma l’avversario non sarà di quelli che si lascia addomesticare.
“La Juve Stabia? E’ una compagine che ha grinta e carattere da vendere. Andremo a giocare in uno stadio infuocato. Loro sono ad un punto dall’ultima posizione quindi dovranno fare necessariamente risultato. Noi invece dovremmo tentare il tutto per tutto per tornare a casa con l’intera posta in palio. Abbiamo le possibilità per farlo. Siamo reduci da una buona prestazione offerta contro una signora squadra come l’Arezzo quindi non abbiamo di che preoccuparci”. Piuttosto, che tremi l’avversario.

ilSannioQuotidiano

fonte: lostregone.net

Pubblicato il 30/4/2009 alle 0.5 nella rubrica Benevento.

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