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L'Aurora Pro Patria nelle mani di Antonio Tesoro - varesenews.it



Alla terza asta fallimentare il giovane imprenditore siderurgico si aggiudica il club tigrotto, con un milione di euro sul tavolo e l'ambizione di guidare una squadra in serie B. «Felice per l'accoglienza, meritiamo la promozione»immagine di separazione

L’inizio di una nuova era per la Pro Patria si è consumata in pochi minuti in un aula del tribunale di Busto Arsizio con l’annuncio del giudice Francesca Savignano che ha aggiudicato alla nuova società Aurora Pro Patria 1919 il titolo di quella dichiarata fallita due mesi fa. All’aggiudicazione, avvenuta alle 16 di oggi 3 giugno, era presente Antonio Tesoro, un giovane di 28 anni che si ritrova alla guida di una squadra che ha a portata di mano la serie B. All’annuncio erano presenti anche Alberto Armiraglio come amministratore unico dell’Aurora Pro Patria, l’avvocato Donato Di Campli e molti tifosi, con le sciarpe sventolanti, subito messe al collo del nuovo patron, scoppiati in un applauso spontaneo appena la giudice ha annunciato l’aggiudicazione. Assenti invece sia i Vender sia l'imprenditore Plebani che - con Armiraglio - avevano dato vita alla primitiva formazione della "Aurora".

Sul piatto la nuova società, acquisita al 100% dalla famiglia Tesoro, ha messo 400 mila euro di offerta come da base d’asta e 730 mila euro per pagare i debiti sportivi, fondamentali per poter effettuare l’iscrizione al campionato entro il 30 giugno. Dopo aver versato una cauzione da 280 mila euro, domani verranno versati gli altri 120 mila. «In una settimana abbiamo dovuto fare tutto, occuparci delle carte, conoscere squadra e tecnico – racconta Tesoro, subito preso d’assalto dai giornalisti - di organigramma parleremo non prima di settimana prossima. Il calcio, per me e la mia famiglia, è un sogno e un’ambizione che accarezzavamo da tempo più che un business. Mi piace il bel gioco, sono un esteta del calcio e quest’anno la squadra ha fatto un bel campionato. Ho cominciato a seguirla allo stadio un mese fa in incognito, ed ora eccomi qui».

Antonio Tesoro è pugliese di origine e di Busto Arsizio non conosce ancora molto: viene da una famiglia dell'imprenditoria siderurgica e dalle finanze solide, almeno così si dice. Conosce così poco di Busto Arsizio che all’inizio era preoccupato di come i bustocchi avrebbero preso un presidente meridionale: «Mi dicevano amici che si sbagliavano che Busto non sarebbe ospitale verso i meridionali ma non è vero», l’accoglienza è stata calorosa, da pacche sulle spalle, anzi, da salvatore... della Pro Patria. «L’impegno non è legato né al salto di categoria, né ad un eventuale nuovo stadio e nemmeno ad un centro commerciale» ha detto ancora Tesoro, ironizzando sulla storia recente della società fallita. «Resteremo con lo stesso impegno, che si vada come speriamo in serie B o che la squadra resti, malauguratamente, in Lega Pro; inoltre siamo aperti a nuovi soci che vorranno entrare, senza problemi, ma se non ve ne fossero abbiamo la possibilità di continuare da soli, abbiamo le spalle larghe. Finchè ci saremo noi, di fallimenti non se ne vedranno più».
Campionato falsato dal "doping finanziario", dicono le rivali per la corsa alla serie B: «Bisogna salvaguardare il merito sportivo. Un conto è ciò che la squadra, in condizioni singolari e quasi uniche, ha conquistato in campo, un conto sono le vicende societarie. Per la legge sportiva la Pro Patria può lottare per andare in serie B».
Tra gli altri, era presente in tribunale anche il tifoso doc Lele Magni, rappresentante della curva bustocca, che è apparso fiducioso: «Speriamo che sia l’inizio di qualcosa di bello e che dia la tranquillità necessaria alla squadra, noi tifosi eravamo già tranquilli. Tutto, ora, passa nelle gambe dei ragazzi». «E chi se lo dimentica quest'ultimo anno?» fanno eco altri tifosi "storici", testimoni di decenni di Pro Patria, già pronti a sgolarsi anche domenica per il retour match contro la Reggiana.

3/06/2009
Orlando Mastrillo - Stefano d'Adamosport@varesenews.it

Tesoro allo Speroni: «La Pro Patria un sogno che si realizza, ora un progetto serio»

Il nuovo patron dei biancoblù ha messo in chiaro le cose da subito: «I soldi ci sono, questi ragazzi sono grandi ma voglio attaccamento alla maglia come prima condizione per rimanere». Domenica ci sarà l'accoglienza dei tifosi

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Vestito di bianco e blu, con la sciarpa del novantesimo regalatagli dai tifosi la sera prima e una buona dose di emozione. Si è presentato così, nella sala stampa dello stadio Speroni, Antonio Tesoro, neo-presidente dell'Aurora Pro Patria, insieme ad Alberto Armiraglio, presidente onorario del club e Fulvio Radaelli, amministratore delegato della società. Tesoro racconta come è arrivato alla decisione di acquistare la società: «Devo dire che è successo tutto piuttosto velocemente - ha raccontato il nuovo presidente - nel giro di venti giorni sono passato dal conoscere Alberto Armiraglio fino alla rilevazione di tutte le quote della società. E pensare che mio padre ha sempre detto che non avrebbe mai buttato soldi in una squadra di calcio. O lui sta invecchiando oppure io sto diventando molto convincente». Così descrive i retroscena dell'acquisto il giovane rampollo della famiglia Tesoro aggiungendo un particolare: «A Reggio Emilia c'era anche lui - racconta - un po' distante da me. Sul 3 a 0 l'ho visto alzarsi e andare via e mi sono detto: è finita, l'affare salta. Poi è tornato, era solo andato in bagno, e ha visto lo spettacolo di questa squadra».

Subito poi si passa alle prossime mosse, Tesoro ha il dono del parlare chiaro: «Prima di tutto ho parlato con tutti i giocatori uno ad uno, abbiamo concordato le cifre che spettano ad ognuno e un premio per la loro serietà e professionalità dimostrata negli ultimi sei mesi - ha detto Tesoro - ho parlato con chiaramente con tutti: se vorranno rimanere sarò felicissimo ma pretendo un forte attaccamento alla società e non un discorso puramente economico. I ragazzi vogliono la B, me lo hanno detto tutti ieri». Tesoro ama il bel calcio e l'attaccamento ai colori, alla maglia anche se ammette candidamente di essere da sempre tifoso del Napoli: «Per me quello che si sta avverando con la Pro Patria è un sogno - dice - al di là della promozione in B nè io nè la mia famiglia si tirerà indietro. Ho già avuto modo di dire che non siamo qui per interessi. Siamo a Busto da circa tre anni, impegnati nel settore immobiliare, è vero (concentrati nell'area delle Nord) ma questo non ha nulla a che vedere con l'acquisto della squadra, non c'è legame tra le due cose». Certo se la Pro Patria andrà in B il problema dello stadio si porrà comunque e a rispondere è Armiraglio: «Sia che andremo in B o che resteremo in C1 andranno fatti dei lavori di ammodernamento come le aree filtro, i biglietti nominali, la videosorveglianza - ha ricordato Armiraglio - se la squadrà ce la farà allora siamo già avanti coi lavori e abbiamo sottoposto il progetto alla federazione di due nuove tribune in ferro da 2.500 posti e 1.500 che porteranno la capienza a 7.600 posti e a quel punto saranno obbligatori anche i tornelli».

La famiglia Tesoro ha già annunciato la propria disponibilità ad aiutare dato che l'impresa di famiglia produce proprio tubi: «La mia famiglia ha cominciato con un tubificio e negli anni ne ha aperti altri - ha detto il giovane presidente - recentemente ha diversificato le attività nel settore immobiliare e in quello bancario». L'ultima notizia buona della giornata la porta l'avvocato che rappresenta l'Aurora Pro Patria Donato Di Campli che annuncia il ritorno di Lucas Correa dall'Argentina per sabato: «Lucas atterrerà a Malpensa alle 17,45 - ha detto Di Campli - e sarà a disposizione di mister Lerda  a partire da domenica, dato che in questo periodo si è comunque allenato. La madre sta ancora male ma lui tornerà per giocare». Intanto i ragazzi si stanno preparando per domenica, rimanendo concentrati sulla partita. Dalla loro parte questa volta, oltre ai tifosi, ci sarà un presidente vero.


4/06/2009
Orlando Mastrilloorlando@varesenews.it

fonte: varesenews.it

Pubblicato il 4/6/2009 alle 17.33 nella rubrica Pro Patria.

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