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Padova-Pro Patria, Zero gol, mille rimpianti - biancoscudati.net

Padova, quanti rimpianti


domenica 14 giugno 2009
ImageAll'Euganeo termina 0-0 la finale di andata per i playoff. Il Padova si mangia almeno tre nitide palle-gol, oltre ad un rigore nei minuti iniziali parato da Giambruno su conclusione di Rabito. Domenica a Busto servirà un'altra impresa per coronare questo sogno chiamato Serie B.
 


Zero gol, mille rimpianti. Si potrebbero riassumere così, i 90 minuti di Padova-Pro Patria. Gara tesissima e combattuta colpo su colpo, quella dell’Euganeo, terminata a reti inviolate dopo un’ora e mezza di calcio con il fiatone per il gran caldo, e tante occasioni gettate al vento da Varricchio e compagni. Già, il Padova è con le mani tra i capelli, per le diverse palle-gol sprecate quest’oggi, in una giornata magnifica per la cornice di pubblico e per il tifo straordinario che tutto l’Euganeo ha regalato ai suoi beniamini.
La squadra ha dato tutto quanto a disposizione, questo va sottolineato, in un match incanalatosi da subito sul binario migliore. Corre l’11’, infatti, quando Di Nardo, imbeccato sulla destra, si libera di Polverini ma viene strattonato in piena area. Rigore ineccepibile per Doveri e l’Euganeo sembra sul punto di esplodere. I fantasmi di Ravenna aleggiano sull’Euganeo; sul dischetto si presenta Rabito, che però batte di destro, troppo centrale e Giambruno respinge. Tutto da rifare.

Il contraccolpo psicologico è evidente. Il Padova fatica a ritrovare la quadratura iniziale e alterna momenti positivi ad altri caratterizzati da minor lucidità. I biancoscudati si rivedono al 19’: Patrascu apre per Di Venanzio sulla sinistra; il mancino crossa per l’accorrente Rabito che di testa manda alto da buona posizione. Nell’elevazione, l’attaccante appoggia male il piede a terra, provocandosi un lieve trauma distorsivo alla caviglia che ne comprometterà il match.
Sabatini, accorgendosi delle difficoltà di Rabito, fa scaldare Baccolo e Pederzoli, ma non cambia nulla nello scacchiere. Al 26’ è una nuova occasionissima di marca biancoscudata. Rabito vede Di Venanzio inserirsi nel migliore dei modi sulla mancina. Palla in area, ma l’esterno sinistro, pur con Varricchio e Di Nardo liberissimi al centro, preferisce tentare la conclusione, deviata di piede da Giambruno in uscita.
Il Padova è arrembante, ma la Pro non sta di certo a guardare. È una squadra che gioca alla grande soprattutto nelle ripartenze, quella di Franco Lerda. Toledo semina il panico con un lancio per Mosciaro a tagliare l’area. L’attaccante tocca di testa smarcando Correa, che però non fa i conti con uno straordinario Cano che esce e sventa il pericolo.
Al 32’, quindi, la terza palla-gol per il Padova nella prima frazione. Ancora Di Venanzio imperversa sulla mancina; il suo cross pesca a centro area Varricchio che, tutto solo, non inquadra la porta con la testa. Nulla di fatto. Quattro minuti più tardi, dunque, una punizione di Patrascu trova la deviazione vincente di Faisca: palla in gol, ma l’assistente di Doveri aveva già alzato la bandierina per un sospetto fuorigioco.

La ripresa. Sabatini cambia Rabito per Pederzoli, infoltendo dunque la mediana, ma l’avvio di seconda frazione è di marca bustocca. Prima Mosciaro di prova imbeccato a sinistra nei pressi dell’area; quindi è un corner deviato di pugno da Cano a creare il pericolo maggiore per la porta biancoscudata. Il destro a botta sicura di Dalla Bona dal centro dell’area trova la deviazione provvidenziale di Pederzoli, che di testa tocca la sfera quel tanto che basta per farla sorvolare la traversa.
Da qui in poi, è solo Padova. Varricchio ci prova ancora di testa al 6’: Giambruno si conferma in stato di grazia. Poco più tardi Di Nardo se ne va sulla destra e il suo rasoterra per l’airone è deviato in maniera decisiva da un difensore lombardo.
Al 19’, quindi, l’occasione migliore della ripresa. Varricchio, pescato alla grande da Pederzoli, scarta Giambruno ma cincischia con la sfera, perdendo l’attimo per la battuta a rete e facendosi rimontare da un difensore. L’urlo del gol rimane strozzato in gola ai 13 mila dell’Euganeo.
La Pro si fa vedere con una velenosa punizione di Do Prado respinta da Cano, poi è un autentico forcing biancoscudato, con una portata offensiva importante, ma dalla prolificità pari a zero, complice anche la stanchezza che affiora tra i biancoscudati. A nulla servono le mosse di Sabatini di inserire Filippini per Bovo e Falsini in luogo di Di Venanzio. Il finale non cambia il risultato, nonostante il Padova getti anima e corpo per cercare la rete del vantaggio.
Finisce a reti inviolate, tra gli applausi sinceri di un Euganeo che si svuota in un’atmosfera strana, di consapevolezza di aver mancato un’occasione importante. Ma con il cuore ancora gonfio d’amore e di fiducia, in vista di una finale di ritorno che sarà, ancora una volta, la partita della vita.


Il tabellino
Padova (4-3-1-2): Cano; Petrassi, Cesar, Faisca, Di Venanzio (Falsini dal 40’ s.t.); Bovo (Filippini dal 31’ s.t.), Patrascu, Jidayi; Rabito (Pederzoli dal 1’ s.t.); Varricchio, Di Nardo. (In panchina: Facchin, Bianchi, Baccolo, Baù, Filippini). All.: Carlo Sabatini
Pro Patria (4-2-3-1): Giambruno; Music, Polverini, Urbano, Barjie (Morello dal 24’ s.t.); Dala Bona, Cristiano (Migliorini dal 43’ s.t.; Do Prado, Correa, Toledo; Mosciaro (Melara dal 24’ s.t.). (In panchina: Devona, Bruccini, Cosentini, Fofana). All.: Franco Lerda
Arbitro: Doveri di Roma (Preti – Iori)
Ammoniti: Di Venanzio (Pa), Polverini (PP), Cristiano (PP), Petrassi (Pa), Jidayi (Pa), Melara (PP), Urbano (PP)
Note: Giornata di sole con temperatura estiva, terreno in perfette condizioni. Spettatori complessivi 12.682, per un incasso di circa 200 mila  Euro. Calci d’angolo: 5-7. Recuperi: 1’ p.t., 5’ s.t..

Marco Lorenzi – marco.lorenzi@biancoscudati.net


Un attacco in chiaroscuro PDF Stampa E-mail
domenica 14 giugno 2009
ImageSe il rientrante Di Nardo sfodera una partita da leone, con grande corsa fino al 90', il partner d'attacco Varricchio gioca stranamente sottotono. Bene il pacchetto arretrato, che ha concesso pochissimo agli avversari.

 

Cano 6,5: Di lui si diceva: forte tra i pali, indeciso nelle uscite. Quest’anno invece il numero uno biancoscudato sembra non avere punti deboli e anche oggi fa suoi tutti i palloni che spiovono in area di rigore. Per il resto si oppone con sicurezza le poche volte in cui viene chiamato in causa.
Petrassi 6,5
: Arresta con fermezza e sorprendente disinvoltura gli affondi di Toledo. Con le buone o con le cattive non si passa dalla sua parte.
Cesar 6,5:
Mai in affanno, sbroglia non sempre in bello stile i palloni pericolosi che transitano nella sua zona.
Faisca 7:
Specialmente nella ripresa ripete la maiuscola prova di Ravenna sovrastando qualsiasi avversario. Mosciaro, in particolare, non gli fa nemmeno il solletico.
Di Venanzio 6,5:
Tralasciando l’ingenua ammonizione dopo dieci minuti, non si fa condizionare dal cartellino, garantendo la consueta spinta sulla sinistra. Bene anche in difesa, anche se pesa un po’ sul suo conto l’occasione d’oro sciupata a tu per tu con Giambruno.
Falsini
(dal 41’ st) s.v.: Il sindaco non ripete il miracolo di Ravenna.
Jidayi 6,5:
Peserà moltissimo l’assenza della prorompente fisicità dell’italo-nigeriano a Busto. Regge il centrocampo per tutti i novanta minuti. Se avesse i piedi un po’ meno quadrati giocherebbe in nazionale.
Patrascu 6:
Tiene la posizione, batte discretamente i calci piazzati, ma regala troppi pochi acuti. Una regia appena sufficiente.
Bovo 6,5:
Costante pendolino fra attacco e difesa, macina chilometri come sempre, anche se si stanca prima del dovuto.
Filippini
(dal 32’ st) 6: Entra, prova a dare la scossa, ma non riesce ad incidere.
Rabito
5,5: Immaginiamo che il rigore sbagliato a inizio partita, abbia condizionato non poco la sua prestazione deludente. Prova a riscattarsi col passare dei minuti ma, complice un dolore alla caviglia, è costretto a dare forfait nell’intervallo.
Pederzoli
(dal 1’ st) 6: Si piazza in mezzo al campo senza infamia né lode.
Di Nardo 7,5:
Un mix di impressionante qualità e quantità. Si sbatte su ogni pallone dal primo al’ultimo secondo, facendo ammattire i dirimpettai bustocchi. Guadagna il rigore con astuzia, spezza in due la difesa con i suoi scatti. Alcuni suoi dribbling fanno spellare le mani ai 13000 dell’Euganeo. Come direbbero in America: Mvp.
Varricchio 5,5:
E forse anche qualcosina di meno. Sembra molle, tiene pochi palloni, si dà da fare ma non glie ne va bene una. E i suoi errori sottoporta alla fine dei conti pesano terribilmente. Ma, ne siamo sicuri, lo spirito di rivalsa dell’Airone si vedrà nella sfida di ritorno.  

 

Stefano Volpe - stefano.volpe@biancoscudati.net



Sabatini e Cestaro: "Nulla è perduto" PDF Stampa E-mail
domenica 14 giugno 2009
ImageTanto il tecnico quanto il Presidente credono nelle possibilità del Padova di strappare la vittoria domenica prossima a Busto. Sulla gara dell'Euganeo regna un pizzico di rammarico per le occasioni sprecate.

Mister Carlo Sabatini si presenta al cospetto dei giornalisti presenti con il volto segnato dalla tensione di 90 minuti tirati. La prima disamina sul match è piuttosto equilibrata, con una premessa importante. “Non abbiamo perso nulla, sia chiaro! – ha esclamato il tecnico biancoscudato – Proprio come detto nel dopo Padova-Ravenna di due settimane fa, abbiamo ancora le nostre possibilità, intatte, di vincere a Busto Arsizio. Niente drammi, dunque. Credo di poter dire che la partita di oggi, pur non essendo stata una grande partita da parte nostra, abbia messo in luce un Padova volenteroso, che nonostante qualche difficoltà nella costruzione del gioco, ha creato occasioni importanti. È naturale il rammarico per le occasioni perse durante i 90 minuti, ma traggo segnali comunque positivi da questa partita, che ha visto il Padova mettere sotto una squadra forte, difficile da affrontare perché coriacea e ben organizzata nelle zone nevralgiche del campo”. L’episodio chiave del match sembra essere ravvisabile nel rigore fallito da Rabito. “Purtroppo questa situazione ci ha un po’ bloccati, soprattutto a livello psicologico, lo ammetto. Meno male che domenica prossima non si finirà ai rigori, comunque, dopo gli eventuali supplementari! – sorride Sabatini – No, scherzi a parte, è andata così e purtroppo questo episodio non ci ha favoriti come speravo. Rabito? Ha accusato un po’ il colpo per l’errore dal dischetto, ma la sua sostituzione è stata dettata da un problema alla caviglia, non tanto dal suo stato d’animo. Si è comunque reso protagonista di buone giocate nel corso della prima frazione. La sostituzione l’ho decisa soltanto nell’intervallo”. Sempre in tema di sostituzioni, gli innesti di Filippini e Falsini da quali condizioni sono scaturiti? “L’ultima parte di gara ha messo in luce una Pro Patria sofferente sulla nostra corsia mancina. Speravo, pertanto, che Falsini potesse creare qualche sovrapposizione con Patrascu, indovinando la giocata decisiva nei pressi della loro area di rigore. Stesso discorso per ciò che riguarda l’ingresso di Filippini in luogo di Bovo: volevo sfruttare gli spazi lungo le corsie laterali. Direi comunque che positiva è stata la prova dei ragazzi subentrati a gara iniziata. Pederzoli ha tenuto bene il campo nella ripresa, creando situazioni pericolose per la visione di gioco che gli si riconosce”.
Domenica servirà l’ennesima impresa, dunque. “Siamo qui, con le nostre possibilità intatte, come detto. Servirà una gara umile, sia chiaro, ma con la consapevolezza di poter andare a Busto per vincere. Solo la vittoria potrà garantirci il raggiungimento del traguardo. Ci proviamo con tutte le forze a disposizione, attaccando e provando a fare gol. Io ci credo”.
Non è il solo, il tecnico. Anche dalle parole del Presidente Cestaro traspare una certa fiducia. “Ho visto la squadra lottare e sudare fino in fondo. Peccato, perché un gol ci avrebbe reso più felici, ma non è arrivato nonostante le occasioni create. Pazienza, non ci resta che rimboccarci le maniche e andare in casa loro domenica determinati a vincere la partita”. Spostando l’attenzione sul pubblico dell’Euganeo, inevitabilmente emerge il “problema” dello stadio bustocco e della disponibilità dei biglietti per il settore ospiti, a fronte di una probabile invasione biancoscudata. “E’ certa una cosa, su tutte; il calcio è uno spettacolo e sarebbe bello permettere al maggior numero di tifosi possibili di assistere alla partita domenica. Proveremo a parlarne ancora per cercare di capire cosa fare per tutti i tifosi padovani che certamente vorranno seguire la squadra nell’ultima trasferta, decisiva, dell’anno”.

Sul fronte biancoblu, il tecnico della Pro Patria, Franco Lerda, si esprime con soddisfazione. “La mia squadra ha sofferto, è vero, ma lo ha fatto con ordine e con intelligenza, concedendo poco agli avversari e ragionando soprattutto nelle ripartenze. Il rigore concesso al Padova mi è sembrato netto; Giambruno è stato bravo a sventare il pericolo, situazione che ha permesso alla squadra di affrontare con un atteggiamento psicologico diverso il prosieguo del match. Il ritorno? Non ci difenderemo, perché questo non è nel nostro dna. Proveremo ad attaccare come sempre fatto; i giochi sono ancora apertissimi”.

Marco Lorenzi – marco.lorenzi@biancoscudati.net


fonte: biancoscudati.net

Pubblicato il 15/6/2009 alle 14.59 nella rubrica Padova.

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