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Situazioni difficili in Lega Pro: Il Taranto rischia la 3° categoria, grossi rischi anche per Avellino, Sambenedettese e Arezzo - Foggialandia.it



Grossi problemi economici in Lega Pro per le avversarie del Foggia, tante squadre rischiano di non iscriversi e di sparire dal calcio professionistico, altre squadre invece si dirigono verso un probabile

TARANTO. Il presidente Blasi è chiaro sul futuro degli ionici, se nessuno acquisterà la società allora il taranto precipiterà in 3° categoria: "L'era Blasi è finita. Lo sto dicendo con largo anticipo, c'è tempo fino al 30 giugno per salvare la categoria. Io voglio cedere, ma per acquistare il Taranto ci vogliono 3 milioni di euro, 1,5 per il titolo sportivo, 1,5 per gli impegni. Chi vuole trattare sa che si deve partire da questa cifra. Le chiacchiera stanno a zero, ormai, ci vogliono i fatti. Se entro il 30 giugno, data fissata di comune accordo con il sindaco Stefàno, non ci saranno novità sostanziali, il Taranto farà la fine del Martina. La società verrà messa in liquidazione, salderò tutte le pendenze e si ripartirà dalla 3a categoria. Non si può più tornare indietro".

AVELLINO. Nemmeno ad Avellino se la passano bene, il presidente Pugliese ha confermato di non voler piu' andare avanti con la propria gestione, affermando che ci sono circa 12 milioni di debiti e se le cose rimarranno cosi la squadra non si iscriverà. Sono ore frenetiche, dopo un certo 'torpore e silenzio, i tifosi e gli imprenditori sembrano essersi accorti che il patron Massimo Pugliese non scherza affatto e che l'U.S. Avellino 1912, dopo 97 anni di storia, rischia davvero grosso.

A muoversi è anche la Fondazione presentata nel fine settimana scorsa che continua a 'muoversi' senza troppi clamori. Indiscrezioni confermano che gli imprenditori disposti ad 'investire' nell'Avellino Calcio ci sono e che in queste ore stanno per incontrarsi da un notaio del capoluogo proprio per dare il via 'ufficiale' a questo progetto che prevede un aiuto non solo alla squadra di calcio, ma anche ad altre discipline sportive. A creare qualche difficoltà è sicuramente il mancato incontro tra il senatore Sibilia e il rag. Mario Macalli, ricoverato a Cesena, per problemi fisici, che non parteciperà neanche alla riunione di Lega prevista per domani. L'incontro, salvo ulteriori complicazioni, dovrebbe comunque avvenire nel fine settimana.

SAMBENEDETTESE.  Il presidente della Samb aspetta buone nuove ma la situazione è quasi impossibile: servono 600 mila euro per iscriversi ma devono cacciarli i Tormenti, ora agli arresti domiciliari e quasi impediti di adempiere a qualsiasi atto, anche lo volessero. Queste le tristi parole di Spina:  "Ho una sola certezza: ripartiremo. Non so da quale categoria ma il calcio a San Benedetto non può scomparire. Lo facciamo anche nei confronti dei tifosi, ma anche per l'accordo preso con gli sponsor, con la famiglia Sciocchetti che dirigerà il settore giovanile, con tutti quelli che ci sono vicini".

I fratelli Tormenti ora non sono in carcere, ma agli arresti domiciliari: tuttavia, nonostante formalmente potrebbero ottemperare all'accordo preso con Spina in caso di cessione della squadra in Seconda Divisione (pagamento di 850 mila euro e accollo dei debiti, oltre due milioni e mezzo di euro, da parte della famiglia Tormenti), in questo momento sembra irrealistico che questa operazione, se pure la volessero con forza (ipotesi peregrina vista la loro situazione generale), possa avvenire. Accollarsi due milioni di debiti, e forse più, non è atto che possa compiere a cuor leggero chi è sottoposto all'accusa di associazione a delinquere.

AREZZO. “L’unica cosa certa in questo momento è che non spenderò più denaro per l’Arezzo”. Piero Mancini annuncia il ridimensionamento del Cavallino. “Se non arriva nessun acquirente, entro il 30 giugno iscriverò il club al campionato. Ma non ho più intenzione di investire nel calcio. Sarà una squadra fatta esclusivamente da ragazzini (testuale, ndr) e sceglierò un allenatore che non abbia grosse pretese economiche, sui 30-40 mila euro l’anno di stipendio. Il nuovo tecnico dovrà sposare questo nuovo progetto centrato sui giovani”.
Parole nette, che non ammettono interpretazioni, quelle del patron amaranto che fissa le prossime scadenze: “Iscrizione al campionato e risoluzione delle comproprietà sono le priorità”. Sulla possibile vendita della società Mancini taglia corto: “Per cedere ci vuole qualcuno che compri. Non posso chiudere dall’oggi al domani. Per liquidare un’azienda bisogna scegliere il momento giusto e seguire un preciso iter giuridico”.

In generale in Lega Pro ci sono tante situazioni al limite, anche Pisa, Salernitana e Pro Patria non se la passano bene ad esempio. In quest'ottica, in attesa di nuovi soci, anche il ridimensionamento possibile del Foggia si inquadra in una difficile situazione economica generale. Forse bisognerebbe rivedere le politiche di gestione della società.

Claudio Castracane - Redazione Foggialandia.it


Pubblicato il 18/6/2009 alle 17.5 nella rubrica Generiche.

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