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La famiglia Ceravolo dentro l'Arezzo - amarantomagazine.it

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Franco Ceravolo, ex ds del Livorno
Scritto da: Andrea Avato, sabato 27 giugno 2009
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“Ad inizio settimana, probabilmente lunedì, sarò ad Arezzo per incontrare il presidente e firmare il contratto”. Dino Ceravolo conferma che il nuovo team manager amaranto, annunciato due giorni fa da Piero Mancini, sarà proprio lui. Dino è il figlio di Franco, ex ds del Livorno che, non è un mistero, Mancini aveva contattato di recente per venire ad Arezzo. Ceravolo senior ha rifiutato, caldeggiando inizialmente l'arrivo di Ursino, che poi è rimasto a Crotone, e adesso ecco che compare il figlio. Dino Ceravolo quest'anno ha ricoperto il ruolo di team manager alla Pro Patria, con la società di Busto Arsizio che ha attraversato un lungo periodo di crisi economica, senza però inficiare i risultati della squadra, sconfitta nella finale play-off dal Padova. “Ad Arezzo non mi occuperò di mercato” - ha precisato Ceravolo junior. La sua presenza però lascia presagire un ruolo attivo del padre che, dietro le quinte, muoverebbe i fili per la costruzione del nuovo Arezzo, anche se l’ex ds labronico in questi giorni sta usando la diplomazia: “Con Mancini c’è stima e amicizia, un consiglio non glielo potrei mai negare, ma non avrò alcun ruolo ufficiale nell’Arezzo, questo voglio che sia chiaro”. Al di là dei distinguo e delle smentite di prassi, è chiaro che Ceravolo padre sarà l'architetto della squadra 2009/10, perché altrimenti non si capirebbe per quale motivo Mancini abbia deciso di inserire Ceravolo figlio nell'organigramma societario. Ma chi è Franco Ceravolo? E' un dirigente di lungo corso che, dopo essere partito da Crotone, è arrivato al vivaio della Juventus, lanciando molti giocatori che oggi sono tra i più apprezzati talenti del calcio italiano. Ceravolo, lo sanno tutti, è legatissimo a Luciano Moggi, col quale ha un rapporto d'amicizia e stima professionale che il diretto interessato non ha mai rinnegato, nemmeno nel periodo buio del processo alla Gea (la società che gestiva le procure di molti calciatori). In tribunale per rispondere dell'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza, sollevata dalla procura di Roma, era finito anche Ceravolo, insieme a Moggi padre e figlio, a Lippi junior, a Franco Zavaglia e Pasquale Gallo. Ceravolo dal processo ne è uscito pulito, con una sentenza di assoluzione che a gennaio commentò così: "Io non sono mai stato un procuratore, sono stato responsabile dell'area tecnica della Juventus: con la Gea non c'entravo nulla, ho solo scelto per tutta la mia carriera giocatori giovani da far crescere. Da Gattuso, preso a Perugia, fino alle nuove leve come Criscito, Marchisio, Giovinco. Ma non è che fossi il loro procuratore, anzi: finalmente giustizia è stata fatta". Ceravolo ha lavorato anche con lo Spezia (era lui l'uomo mercato quando i liguri si salvarono con la vittoria in casa della Juve all'ultima giornata), a Londra con il Queens Park Rangers e fino a una settimana fa con il Livorno (da cui si è separato per incompatibilità col nuovo arrivato Nelso Ricci). Di una cosa non si può dubitare e cioè che non sia competente. Chiedere a Spinelli, che in appena un anno è riuscito a tornare in serie A, lanciando giocatori che ora hanno grande mercato. Piero Mancini, per chiudere, si affida a un uomo di calcio a tutto tondo, che porta in dote le certezze di un curriculum invidiabile e i dubbi di un ruolo che resterà indefinito e nell'ombra. Ma ad Arezzo, si sa, le cose chiare e limpide non vanno di moda.

fonte: amarantomagazine.it

Pubblicato il 28/6/2009 alle 12.44 nella rubrica Arezzo.

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