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Tessera del tifoso, ultrà pronti a scioperare

 di UGO LORUSSO - Corriere del Giorno (21/08/2009)
E' scontro tra ultrà e Viminale sulla “Tessera del tifoso”, che diventerà obbligatoria a partire dal 31 dicembre.
Il documento, nato dal volere del Ministro degli Interni, Roberto Maroni, e ideato dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha lo scopo di fidelizzare i tifosi e le società di calcio, per responsabilizzare sia gli uni che gli altri. Vieta, inoltre, la vendita dei ticket delle partite a chiunque sia stato condannato, anche in via non definitiva, per reati commessi in occasione di manifestazione sportive. È di questi giorni la notizia comunicata sempre del ministro Maroni, che per recarsi in trasferta con la propria squadra è indispensabile possedere il documento, altrimenti si è automaticamente esclusi dalla vendita dei biglietti.
La reazione dei tifosi, che si oppongono duramente alla decisione del ministro degli Interni, non si è fatta attendere. «È necessario batterci per i nostri diritti», hanno dichiarato i rappresentati di una settantina di tifoserie giunti a Latina per un incontro durante il quale sono state studiate alcune azioni di protesta contro la “Tessera del tifoso”.
Il cinque settembre, in concomitanza con la pausa del campionato, e la partita della Nazionale maggiore, tifosi provenienti da diverse città italiane parteciperanno ad una manifestazione che si svolgerà nella capitale, più precisamente nei pressi dello Stadio Olimpico, per protestare contro il documento. In programma anche uno sciopero delle curve. Gli ultras rimarranno al di fuori degli stadi «per rimanere vicino ai nostri fratelli diffidati - hanno spiegato i tifosi presenti a Latina - che a causa del documento in questione saranno radiati da qualsiasi impianto sportivo».
Dovranno munirsi di Tessera tutti i tifosi delle squadre si serie A, B e Lega Pro.
«Non siamo assolutamente d'accordo con questa iniziativa », spiega Giovanni Perruccio, tifoso del Taranto e membro del “Gruppo Company”. «Partecipare al tifo durante una partita di calcio è soprattutto un momento di integrazione sociale - dichiara Perruccio - e non è giusto che qualcuno venga escluso perchè in passato ha commesso degli errori, magari delle sciocchezze, e che debba pagare per tutta la vita. Personalmente, come tutto il gruppo a cui appartengo, condanno a priori ogni tipo di violenza. Credo anche che tutti possiamo commettere degli errori, e che non sia giusto negare la possibilità di reintegrarsi nella società ad un tifoso che in passato è stato condannato».
«A seguito di gravi fatti accaduti in concomitanza con alcune partite di calcio - continua il tifoso del Taranto - i controlli sono aumentati e gli scontri diminuiscono sempre più, e la tendenza è a migliorare questo trend positivo, non vedo, quindi, la necessità di inserire questo nuovo documento».

Sono oramai più di diecimila gli steward presenti negli stadi italiani.
«Questa Tessera del tifoso - dichiara Antonio Fullone, coordinatore di “Tifo e Amicizia” - sembra quasi una duplicazione del biglietto nominativo. Anzi, sembrerebbe essere più una schedatura forzata dei tifosi o, addirittura, una mossa commerciale. La cosa più grave, in tutta questa faccenda, è la drastica interruzione del dialogo tra tifoserie e Istituzione. Servirebbe una mediazione forte per arrivare ad un punto di incontro, che metta d'accordo tutti. La Tessera rischia di diventare un marchio a vita per i tifosi». «In Italia non esiste la cultura sana del tifo da stadio - continua Fullone - come in altri Paesi europei, quindi una stretta da parte dello Stato è più che giustificata. Bisognerebbe, però, trovare una via di mezzo. Coinvolgere anche le famiglie, abbassare i prezzi dei biglietti e magari aumentare la video sorveglianza e diminuire la presenza di forze dell'ordine all'interno degli stadi potrebbero essere le soluzioni più giuste».
Luigi Ciullo, tifoso del Taranto, rappresentante di “Nord Ovest Rossoblu”, e lavoratore fuorisede da molti anni, spiega che «è una restrizione grossolana e soprattutto ingiusta. Per punire alcuni tifosi facinorosi si è arrivati a coinvolgere tutti gli ultrà italiani. Se qualcuno, in passato, ha commesso un errore, è bandito per sempre dagli stadi. Questo non è corretto perchè, secondo il Codice penale, chi sbaglia paga ed ha la possibilità di essere reintegrato correttamente nella società, così deve essere anche nello sport».

Cos'é la tessera

La "tessera del tifoso" è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale. Il progetto lanciato dall'Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”. La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla os ta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa. A cosa da diritto: Al possessore non si applicano le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti; Vengono snellite sia le procedure di acquisto dei biglietti che quelle di accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati; E' favorita la concessione di facilitazioni, privilegi e/o benefici da parte delle società. I vantaggi per la sicurezza: Permette di “costituire” la categoria degli spettatori “u f fic i al i ”; Garantisce l’a u m en t o degli standard di sicurezza del pubblico, perché esclude dagli impianti i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio; Consente alle società sportive di avviare rapporti “virtuosi” con le tifoserie ufficiali, soprattutto per le trasferte; Nel tempo determinerà la costituzione, nell’ambito delle Società Sportive, dei c.d. “dipartimenti dei tifosi” c he in altri grandi club europei hanno trovato applicazione con apprezzabili risultati.

fonte: tarantosupporters.com

Pubblicato il 21/8/2009 alle 19.19 nella rubrica Gallipoli.

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