Blog: http://seriec1.ilcannocchiale.it

Esordio amaro. Hellas Verona sbatte contro il Foggia - larena.it


Zoom Foto
Andy Selva va a segno con un bel colpo di testa ma l’arbitro, su segnalazione dell’assistente, annulla per fuorigioco FOTOSERVIZIO EXPRESS
SENZA GOL. FINISCE ZERO A ZERO LA PRIMA PARTITA DELLA STAGIONE


Il Verona parte molto forte e costruisce tre o quattro occasioni da rete importanti ma il bunker dei rossoneri non crolla

Verona. Tanti applausi all'inizio, qualche muso lungo di troppo alla fine. Non comincia nel migliore dei modi l'avventura dell'Hellas al Bentegodi. Più di diecimila tifosi si danno appuntamento al «tempio gialloblù» per applaudire la squadra costruita da Martinelli e Bonato per puntare direttamente alla serie B ma il bunker del Foggia non crolla, alla fine il Verona si deve accontentare del pari.
Si deve fare sicuramente di più per recitare un ruolo da protagonisti nel campionato, non bastano i lampi visti nella prima parte di gara e le giocate di Gennaro Esposito, padrone assoluto del centrocampo.
In effetti l'Hellas parte forte e dà continuità a quanto di buono aveva fatto vedere nelle prestazioni di Coppa Italia. Remondina non mescola le carte, la formazione è quella annunciata con una difesa a quattro - Cangi e Pugliese sulle fasce, Comazzi e Ceccarelli al centro - Esposito in regia, Russo e Pensalfini a sostegno, Ciotola e Berrettoni alle spalle di Selva nel tridente offensivo.
La macchina gialloblù è ben rodata, il Foggia affidato a Fabio Pecchia con il «prestanome» Antonio Porta in panchina presenta una difesa tutta nuova e un attacco con tre giocatori su quattro - Salgado, Di Roberto e Germinale - pronti a lasciare la scialuppa rossonera. All'inizio non c'è partita. Esposito fa girare la squadra con grande intelligenza tattica, Selva e Berrettoni si cercano e si trovano, Ciotola è ancora estraneo alla manovra ma quando tocca palla D'Agostino va in tilt. Berrettoni va vicino al gol dopo 4 minuti ma Milan para a terra, ci riprova al 9' ma il suo traversone rasoterra attraversa tutto lo specchio della porta senza trovare un compagno gialloblù pronto a mettere dentro. Al 17' ci pensa Selva, colpo di testa preciso e palla in rete, l'arbitro annulla per fuorigioco. Ha ragione lui.
Il Verona insiste, il Foggia resiste, fa retrocedere anche Velardi e D'Amico sulla linea dei difensori, lascia solo Germinale in avanti anche Trezzi e De Roberto danno una mano in difesa. Alla mezz'ora Pecchia deve sostituire il talentuoso Salgado con Mancino, potrebbe essere una brutta tegola per la truppa pugliese ma il Foggia reagisce e accentua il pressinga tutto campo. Ma il Verona stringe i denti e cerca ancora il vantaggio prima con Berrettoni e poi con Cangi ma Milan fa ancora buona guardia.
Non cambiano i protagonisti all'inizio della ripresa, i tecnici rimandano in campo i ventidue giocatori che avevano chiuso il primo tempo. L'atteggiamento del Verona è diverso, meno qualità e più grinta.
Ne risente la manovra ma l'Hellas ha il merito di alzare i ritmi, Pugliese prende coraggio e macina chilometri sulla fascia. Buono il suo cross per Selva, dopo una manciata di secondi, il bomber gialloblù si coordina ma la sua conclusione è imprecisa.
Al quarto d'ora, ancora Verona. Esposito per Berrettoni, buono lo stop, la finta su Sgambato, il dribbling a rientrare. Il tiro è troppo debole, il numero uno del Foggia blocca a terra.
Passano i minuti e il ritmo cala, l'Hellas è in debito di ossigeno, mancano anche le idee. I centrocampisti non trovano più varchi, provano a gettare qualche palla in avanti ma Selva e Berrettoni non hanno la prestanza fisica per difendere palloni che scendono dalle nuvole, il caldo si fa sentire sulle gambe di giocatori che hanno lavorato almeno tre volte più dei foggiani che si sono limitati al «compitino». Remondina prova a dare vivacità alla manovra con l'inserimento di Farias al posto di Ciotola poi toglie Berrettoni e manda in campo Scapini, gioca gli ultimi minuti con un fantasista alle alle spalle dei due attaccanti. La mossa regala qualche emozione, Farias è giocatore molto efficace nell'uno contro uno e strappa applausi al Bentegodi ma sbatte inesorabilmente contro il bunker rossonero, senza trovare il sostegno di compagni che avevano già speso troppo. Pecchia capisce chepuò portare a casa il punticino, quello è l'obiettivo del Foggia, toglie Di Roberto e Germinale e manda in campo Compierchio e Ferrari, giocando gli ultimi minuti con un solo attaccante e cinque giocatori a centrocampo. Difficile passare, il Verona ci prova anche nei minuti di recupero ma ormai è troppo tardi.

Luca Mantovani

fonte: larena.it

Pubblicato il 24/8/2009 alle 13.4 nella rubrica Verona.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web