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Il Novara in campo a giocare, i supporters in coda alle biglietterie - repubblica.it


Il Novara calcio sta tornando grande ma i tifosi non lo possono vedere... Roberto Maroni

Il Novara calcio sta tornando grande
ma i tifosi non lo possono vedere...

Episodio paradossale in Lega Pro. La squadra piemontese gioca, ma i supporters sono ancora in coda alle biglietterie. Conseguenza dei controlli resi necessari dalle nuove norme antiviolenza, valide anche nella vecchia serie C...
di STEFANO SCACCHI


MILANO - Il Novara insegue la serie B da quasi 32 anni. Per la prima volta da quella lontana retrocessione, nella città piemontese, uno dei quattro vertici dello storico quadrilatero calcistico completato da Alessandria, Casale e Vercelli, si respira un'aria di grande ottimismo, motivato da una campagna acquisti in grande stile, dalla sorprendente vittoria a Parma in Coppa Italia e dal successo della prima di campionato a Figline Valdarno.

L'entusiasmo è alle stelle per il debutto casalingo dei biancoazzurri con il Sorrento. E, infatti, domenica pomeriggio lo stadio Silvio Piola è contornato da migliaia di tifosi. I tabellini della partita parlano di quasi 2800 spettatori tra abbonati e paganti: decisamente un bel numero per una gara di Prima Divisione. Il problema è che avrebbe potuto tranquillamente essere sfondato il muro delle 3000 persone, se non fosse stato per lunghissime code alle
biglietterie, degne di una partitissima metropolitana.
Di qui centinaia di appassionati, di là alcuni inservienti intenti a registrare i dati di ogni acquirente (nome, cognome, luogo e data di nascita) nei computer in modo che la questura possa verificare eventuali precedenti di violenza da stadio. Perché adesso anche nella vecchia serie C i biglietti sono nominativi e numerati, per volere delle norme antiviolenza varate dal Ministero degli Interni (fino alla scorsa stagione i tagliandi erano prestampati e la distribuzione era molto più veloce).

Il problema è che quello che risulta per una società di A o B, lo è ancora di più per un club di Lega Pro. Il risultato è una fila che non si muove, centinaia di persone che non riescono a comprare il biglietto di una partita di calcio, qualche imprecazione e tanta delusione. Il calcio d'inizio è alle 16, la maggior parte dei tifosi in attesa si rende conto che sarà impossibile smaltire tutte le richieste prima del via e torna a casa, anche se i più cocciuti resteranno incolonnati quasi fino all'intervallo, tanto che, al quarto d'ora del primo tempo, la fila è ancora di una ventina di metri. E' dura perdersi l'esordio del Novara in questa stagione così carica di speranze. Il rammarico cresce quando i padroni di casa passano in vantaggio all'8' del primo tempo con Bertani: festa sugli spalti e gioia mista a rabbia fuori. Perdono la pazienza anche gli appassionati in coda agli ingressi dove si formano lunghi serpentoni perché gli steward devono passare ogni tagliando in un lettore ottico: il gol del Novara ha l'effetto di un cavatappi che libera il collo di questa bottiglia

E in pochi secondi tutti sono dentro. Chi invece non riesce a comprare il biglietto, si rivolge alle forze dell'ordine. Quasi tutti chiedono ai funzionari di polizia che senso abbiano queste disposizioni applicate in uno stadio dove non avvengono scontri da decenni (a parte qualche scaramuccia quando arrivano i rivali della Pro Patria) e che hanno l'unico effetto di impedire a tante persone di vedere una partita di calcio alla quale fino a pochi mesi prima si poteva accedere con la stessa semplicità di una serata al cinema.

Il Novara si aspettava qualche disguido e aveva invitato tutti ad arrivare allo stadio con un certo anticipo, creando anche una postazione apposita per il ritiro degli abbonamenti nel vicino campo di atletica. Dopo gli inconvenienti di domenica, la società piemontese ha deciso di costruire una nuova biglietteria e aumentare il numero dei lettori ottici ai varchi che conducono alla gradinate. In precedenza aveva dovuto acquistare computer, stampanti e software per l'emissione dei biglietti nominativi e dotarsi di una nutrita serie di steward per controllare gli ingressi, creando una cablatura elettronica tra biglietteria e lettori ottici. Investimenti da parte dei club e disagi per i tifosi: il tutto in una situazione dove i rischi per l'ordine pubblico sono sempre stati minimi.

"Abbiamo dovuto sostenere parecchie spese per adeguarci alle nuovo disposizioni. Con la diffusione della tessera del tifoso sarà tutto più rapido - spiega Sara Palazzeschi, responsabile marketing e comunicazione del Novara -. E noi cerchiamo di spingere i tifosi ad acquistare i biglietti in prevendita. Purtroppo bisogna capire non è più possibile venire allo stadio 20 minuti prima".

Quanto accaduto domenica nel capoluogo piemontese è indicativo di quello che succede in altre realtà della stessa categoria, al punto che altre società di Lega Pro hanno chiesto una deroga per mettersi in regola con le nuove norme. Un altro esempio è rappresentato da chi non può andare a vedere una partita di serie A sottoposta a restrizioni perché non ha la residenza nella provincia dove si gioca. Ma almeno a quei livelli esistono seri e concreti motivi di ordine pubblico, tristemente noti alle cronache recenti. Parallelamente alla giustissima e ovviamente condivisibile attività di repressione e prevenzione dei fenomeni violenti, esiste però ormai un problema di fruibilità dello spettacolo calcistico che è sotto gli occhi di tutti (anche nelle categorie inferiori).

Basta parlare con qualche esponente dei club dei tifosi (non degli ultrà, ma delle tante associazioni che mai hanno creato disordini) per rendersi conto della disaffezione generale: tanti di loro hanno lasciato, stanchi delle lungaggini necessarie a portare striscioni o materiale coreografico all'interno degli stadi. Il tutto mentre si vedono alcuni capi di note curve (sottoposti a indagini da parte della magistratura e in attesa di sapere se saranno o meno rinviati a giudizio) liberi di scorrazzare da una televisione all'altra in qualità di ospiti. Oppure si getta un occhio alle stesse curve accorgendosi che lì gli steward non osano entrare intimoriti dalle possibili conseguenze.

"Ma che senso ha costringere a tutte queste complicazioni gente che non creerà mai un problema?", si chiedono i tifosi in coda prima di Novara-Sorrento, mentre gli addetti a fatica riescono a immagazzinare nel computer le generalità di chi chiede un biglietto. Intanto a decine tornano a casa, senza aver visto i primi gol di un campionato atteso da oltre 30 anni.

fonte: repubblica.it

Pubblicato il 3/9/2009 alle 22.23 nella rubrica Novara.

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