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Lega Pro: il presidente Mario Macalli: “Nessuno tocchi le nostre squadre” - calciotoscano.it


23/01/2010 12:33
Testo:Luca Santoni
 

Il capo dei capi della terza e quarta serie fa il punto della situazione a 360 gradi. Sui giovani: “In Italia troppe leggende metropolitane. All'estero i '91 bravi giocano subito titolari”. Sulla battaglia dei diritti tv: “Nuova legge errore irreversibile per il calcio italiano. Così impossibile riformare i campionati”. Sulla tessera del tifoso: “Dobbiamo riportare tranquillità nei nostri stadi”. Sul progetto pilota dei biglietti nominali adottato dalla Carrarese: “La mia presenza qui è un chiaro segnale. A Carrara le cose sono andate positivamente, ma solo il 50% delle squadre è a norma. Dal prossimo anno chi non si è organizzato non partecipa ai campionati”.

CARRARA. Pessimista sul futuro del calcio italiano, ma pronto a lottare fino all'ultimo. Questo lo stato d'animo del presidente di Lega Pro Mario Macalli, presente giovedì allo stadio dei Marmi. Il capo dei capi della terza e quarta serie, a Carrara per assistere alla finale del Quadrangolare di Lega Pro (il Trofeo Under 21 si è disputato nella vicina La Spezia), non si è lasciato sfuggire l'occasione per fare il punto della situazione a 360 gradi. Dalla valorizzazione delle nuove leve, alla battaglia per i diritti televisivi, fino alle recenti riforme che dal prossimo anno renderanno obbligatori i biglietti nominali su tutti gli impianti sportivi.

Presidente Macalli, partiamo dal Quadrangolare. Soddisfatto della qualità della competizione?

«Come tutti gli anni credo si siano visti buoni giocatori, alcuni di qualità molto alta. E' il meglio del calcio giovanile della federazione, ma direi anche del calcio italiano, se pensiamo che quattro anni fa a Sesto San Giovanni giocava con noi un certo Candreva. Sono soddisfatto, ma se mi chiedete dei giovani, vi dico che purtroppo nei vari campionato hanno poco spazio. Paradossalmente la squadra che ha ricevuto più contributi è stato il Cesena che ha vinto il campionato ed è promosso in serie B. Questo dimostra che si può vincere anche puntando sulle nuove leve. In Italia ci sono troppe leggende metropolitane. All'estero, nel resto d'Europa, giocano i '91 e, se sono bravi, trovano spazio anche ad alti livelli. E' una mentalità diversa dalla nostra».

Il “Ragioniere” parla poi della situazione della Lega Pro e della necessità, (sempre rinviata) di arrivare ad una riforma radicale dei campionati.

«Noi ci stiamo battendo per avere una riforma del calcio professionistico totale che attualmente conta 20 squadre in A, 22 in B e 90 in Lega Pro. Tutto questo è un errore se pensiamo che sotto di noi ci sono altre 162 società mascherate da dilettanti, ma che in realtà sono molto più professionistiche di una Seconda Divisione. Comunque il problema è molto più vasto. E' inutile continuare così. Bisogna cambiare tutta la formula. Ad essere sbagliata è la serie B che non produce risorse, ma solo debiti. La serie cadetta così come è adesso non ha senso. Lasciando invariata la serie A, ci vorrebbe una B a due gironi di 18 squadre e una Lega di Prima Divisione a tre gironi, a seguire i dilettanti. Solo così si può pensare di cambiare il calcio, ma oggigiorno è un'utopia».

Sul banco degli imputati la nuova norma che regolarizza la spartizione delle risorse dei diritti radio-televisivi e che va a modificare il vecchio decreto Melandri, a danno delle realtà minori. Solo l'1% dei diritti televisivi andrà alla Lega Pro, contro il 4% richiesto da Macalli.

«Con questa nuova norma non è più possibile cambiare niente. Questa legge rappresenta un errore irreversibile per il calcio italiano».

Per questo la Lega Pro è pronta a salire sulle barricate. Lo scorso 18 ottobre tutte le partite di terza e quarta serie sono partite in ritardo per protesta. A novembre era stato addirittura minacciato il blocco dei campionati.

«Se ci fermiamo non perdiamo più soldi, non sono minacce. Noi facciamo le nostre considerazioni. Per questo stiamo trattando coi politici. Proveremo a far capire che la strada intrapresa è quella sbagliata. Però se qualcuno, a scopo propagandistico, pensa di aver creato una rendita di posizione a discapito della Lega Pro, si sbaglia di grosso. Alle condizioni attuali le cose si lasciano così come sono: nessuno tocca le nostre 90 squadre».

Il numero uno della Lega Pro interviene anche sulla questione stadi e le recenti riforme, con l'introduzione dei biglietti nominali e la tessera del tifoso che tanto hanno fatto arrabbiare le curve di tutta Italia.

«Nel corso degli anni si sono consegnati troppi club nelle mani di alcune minoranze. Noi abbiamo bisogno di tranquillità, di far si che andare allo stadio non sia più un rischio. Con l'introduzione della tessera del tifoso queste minoranze sono state attaccate. E' per questo che un gruppo di persone ha fatto quello che ha fatto (riferendosi alle manifestazioni di piazza delle tifoserie organizzate ndc). Certamente se andiamo a vedere all'estero, a livello Uefa, non c'è nulla di tutto questo. Non esiste la tessera del tifoso, tutti questi controlli, ma neanche tutte le recinzioni che hanno i nostri stadi. Se noi abbiamo tutto questo, c'è un perché. Il fatto è che in Italia non paghiamo mai per le violenze che commettiamo. Gli stadi sono diventati delle zone franche. Noi non vorremmo arrivare a queste leggi, ma qualcosa bisogna pur fare».

Infine una valutazione sul progetto pilota dei biglietti nominali portato avanti dalla Carrarese secondo le direttive di Firenze.

«La Carrarese ha seguito le mie direttive. Dal prossimo anno le regole saranno più chiare per tutti: senza licenza nessuna squadra verrà iscritta ai campionati e per ottenerla occorrerà avere un impianto sportivo a norma. I dirigenti lungimiranti avranno sicuramente un vantaggio. Ad oggi – ammonisce Macalli – solo il 50% delle società sarebbe a norma. A Carrara le cose sono andate positivamente. La Carrarese è una società virtuosa, con la quale ci fa sempre piacere collaborare, perché nonostante i tanti sacrifici, rispetta le regole. Quest'anno non a caso siamo venuti molto volentieri qui a Carrara, oltre che a La Spezia, proprio per dare un segnale chiaro in questo senso».

fonte: calciotoscano.it

Pubblicato il 24/1/2010 alle 11.19 nella rubrica Generiche.

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