Blog: http://seriec1.ilcannocchiale.it

Crisi in Lega Pro



Comincia il terremoto in Lega Pro. E l’impressione è che stavolta avrà conseguenze pesanti, considerando la situazione economica difficilissima di molte squadre. Non uno tsunami (almeno si spera), ma qualcosa che potrebbe anche avvicinarglisi. E di molto. Il 25 è cominciato l’iter ufficiale verso le iscrizione alla stagione 2010-11 e l’ottenimento delle "licenze nazionali". Tra ritardi e documentazioni consegnate in extremis, alla Lega Pro sono arrivate gli incartamenti delle squadre relative alle liberatorie (autenticate dal notaio) dei propri tesserati (pagamento degli stipendi fino al 30 aprile 2010), propedeutiche per l’iscrizione. Da lunedì cominceranno le verifiche della loro validità, ma quel che è certo è che ci sono alcune squadre che non sono riuscite a presentare la documentazione: Potenza, Gallipoli, Mantova, Manfredonia, Pro Vercelli, Scafatese, Olbia e Arezzo. Alcune di queste (Gallipoli, Mantova e Potenza) non sanno neanche se avranno un futuro. Un futuro non ce l’ha di sicuro il Perugia, già fallito.
 
STEP — Adesso, il prossimo passo è l’iscrizione al campionato con tutti i relativi adempimenti (copia del bilancio al 30 giugno 2009 e della relazione semestrale al 31 dicembre 2009, gli F24 relativi al pagamento di Irpef, Enpals e Fondo Fine Carriera ad aprile 2010 e il pagamento dei tributi come Ires, Iva e Irap). Lo scoglio più duro, però, per molte società saranno le garanzie bancarie, con la necessità di presentare una fidejussione di 400 mila euro per i club di Prima Divisione e di 200.000 per quelli di Seconda. Poi l’intero carteggio verrà certificato e trasmesso dalla Lega alla Covisoc, che entro il 7 luglio darà parere positivo o meno sull’iscrizione. I club esclusi poi, entro il 10 luglio potranno presentare ricorso contro il parere negativo. Ed entro questa data hanno la possibilità di integrare le varie documentazioni, comprese le liberatorie non ottenute entro ieri sera. È chiaro che tutto questo percorso porta a delle penalizzazioni, che possono andare da un minimo di un punto ad un massimo di sei (da scontare nel prossimo campionato) a seconda dei ritardi e dell’entità delle mancanze.

I CLUB A RISCHIO — In giro per lo Stivale, però, ci sono anche tante squadre che sono riuscite a presentare le liberatorie, ma la cui sopravvivenza tra i professionisti è a rischio per motivi diversi: dalla Salernitana (alle prese con il parametro tra ricavi e indebitamento) al Rimini, dove la Cocif (la cooperativa proprietaria) non vuole andare più avanti. Si cercano acquirenti anche a San Marino e Olbia, mentre le situazioni di Cavese e Foggia sono davvero al limite. Ma non se la vedono benissimo neanche Legnano, Canavese, Itala San Marco e Villacidrese.

RIPESCAGGI — In questa situazione, è facile pensare al terremoto. Ma per chi vorrà fare domanda di ripescaggio, le cifre da presentare lievitano, quasi triplicandosi. Con le nuove norme federali, essere ripescati in Prima Divisione costa circa ulteriori 800 mila euro (50% per la domanda, 50% per il fondo perduto a favore della Figc per lo sviluppo dei vivai), in Seconda 400 mila (sempre con la formula fifty fifty). I criteri? La classifica dell’ultimo campionato avrà un peso specifico del 50%, poi la tradizione sportiva della città e il numero medio di spettatori degli ultimi cinque anni, entrambi con il 25%. Ma l’impressione è che ci si fermerà prima. Proprio alle garanzie bancarie.
fonte: gazzetta.it

Pubblicato il 29/6/2010 alle 19.55 nella rubrica Generiche.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web