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Abete sempre più sotto tiro e se torna anche Carraro...

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Abete sempre più sotto tiro e se torna anche Carraro... Franco Carraro

La fronda per adesso è portata avanti dalla Lega Pro: il trio Macalli-Pitrolo-Ghirelli tiene sotto pressing il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete che in consiglio federale non ha più all'appoggio (dall'estate scorsa) della Lega di serie A. Ma adesso gli scenari potrebbero addirittura complicarsi per Abete se davvero al posto di Maurizio Beretta, che a giugno lascerà la Lega di A per l'UniCredit, dovesse arrivare Franco Carraro. Sì, perché Carraro è stato uno "sponsor" di Abete, e ne caldeggiò l'ascesa alla Figc, ma ora non lo è più e non condivide la sua politica troppo attendista. La tattica del rinvio. Non è ancora sicuro che Carraro possa (e voglia) davvero riprendere la guida della Lega dove è già stato ai vertici per tre volte, così come in Figc. Carraro, dopo le dimissioni per Calciopoli (prosciolto poi in tutte le sedi), disse che col calcio aveva chiuso: la carica cui tiene di più è quella di membro Cio, che detiene dal lontano 1982. Ma adesso la Lega Calcio è cambiata: si è divisa fra A e B, gli scenari sono diversi. Chissà. Carraro gode ancora di forti appoggi, anche politici: è stimatissimo da Gianni Letta e fa parte della commissione di fattibilità di Roma 2020.  Se davvero dovesse Carraro tornasse nel calcio (per la successione di Beretta sono in corsa anche il commercialista Simonelli, favorito, e Rosella Sensi) sarebbe un problema in più per Abete in consiglio federale: nella Lega di A c'è già il consigliere Claudio Lotito che, dopo il fallimento del Sudafrica, era fra i sostenitori delle dimissioni di Abete.

Moltissimi sono i problemi che vanno risolti prima dell'estate per poter fare ripartire il mondo del calcio. Il prossimo consiglio federale, verso fine marzo-inizio aprile, dovrebbe vedere finalmente il ritorno della Lega di serie A: l'altro giorno Claudio Lotito aspettava Abete per "trattare". Ma nessuna resa, o patteggiamento, sugli extracomunitari, così almeno assicura il n.1 Figc. Di sicuro, la Lega maggiore non vuole più trovarsi di fronte ad un fatto compiuto come la scorsa estate. Nel prossimo c. f. si fisserà, dopo molti tentennamenti, il blocco ai ripescaggi e contemporaneamente si stabiliranno regole chiare di iscrizione ai campionati. Se alzano troppo le fidejussioni in Lega Pro (lo scorso anno 400.000 euro per la prima divisione e 200.000 per la seconda), non si iscrive nessuno: va trovato un punto di equilibrio per la ex serie C dove già adesso ci sono 80 punti di penalizzazione nei campionati e non è finita perché a fine stagione molti club rischiano di saltare per aria. Poi, bisognerà mettere mano alla riforma dei campionati (Abodi e Macalli litigano per retrocessioni e promozioni), allo statuto (Nicchi litiga con le Leghe per difendere l'autonomia degli arbitri), alla radiazione di Moggi e c. (ma è quasi sicuro che non se ne farà nulla per evitare processi su processi). Per fortuna, e va dato ad Abete, è stato risolto il nodo del Club Italia, che ora sembra funzionare. Infine, la "patata calda" che chiuderà la stagione di Abete: la decisione dell'eventuale revoca dello scudetto 2006, chiesta dalla Juventus a danno dell'Inter. Stefano Palazzi indaga con la sua consueta lentezza ma entro maggio dovrà mandare le carte al consiglio federale: le intercettazioni uscite (non certo per merito degli investigatori) e che riguardano il club nerazzurro non sono leggere, vanno valutare quindi con attenzione e serenità. E la Figc dovrà prendere una decisione. Non si può più rimandare. L'esposto Juve è del 10 maggio 2010: ora le carte (i file, i cd...) per giudicare ci sono tutte.  Abete, in occasione del contratto calciatori, ha dimostrato forza e personalità: sono doti che adesso dovrà tira fuori di nuovo.

Roma 2020: i dubbi Pd e Tokyo ora decide
Olimpiade 2020: a Roma stanno lavorando, a Tokyo pensando (che fare). Il presidente del Comitato promotore, Mario Pescante, uomo di sport ma anche senatore Pdl, sta tessendo la tela politica: ha incontrato già Bersani e, venerdì, Zingaretti. Il clima migliora: ma il Pd non ha ancora designato il suo vicepresidente. Forse sarà "un vicepresidente di tutti" come sostiene, o auspica, lo stesso Pescante. Quel ruolo di vice (gli altri due sono Alemanno e Petrucci) lo voleva Veltroni: ma all'interno del suo stesso partito non è che abbia ricevuto molti appoggi. La situazione, quindi, per ora è di stallo: c'è tempo, ma ci vorrà una mozione bipartisan del Parlamento, per dare credibilità alla candidatura davanti al Cio. Ma Pescante ora è più ottimista. Intanto, presto Tokyo potrebbe decidere se candidarsi, o meno: dipende se si candiderà alla carica di governatore Shintaro Hishibara, uomo di destra, favorevole all'Olimpiade. Gli altri eventuali candidati alla stessa carica pare invece siano molto più tiepidi, o addirittura contrari ai Giochi. Tokyo, come sostiene giustamente Pescante, sarebbe però una rivale pericolosa per Roma. Intanto Petrucci, oggi e domani è a Parigi dove, in occasione degli europei indoor di atletica, avrà contatti con molti membri Cio: che fa la Francia? Candida Parigi? Per ora, in Francia aspettano di vedere che fine farà Annecy.
fonte: repubblica.it

Pubblicato il 5/3/2011 alle 15.56 nella rubrica Generiche.

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